Questa settimana su Trashfood

Riprendo l’abitudine del riassunto settimanale dei post sperando di riuscire ad essere piu’ puntuale in futuro con le notizie.

-Riordinate alcune delle foto scattate in vacanza. Le mie Cartoline dalla Val Pusteria.

-Il celebre Asterix non è nuovo a essere impiegato come testimonial di pubblicità alimentari. E cosa succede con Mcdonald in Francia? Asterix e le insurrezioni del popolo del web.

Hello kitty sotto zero. Continuano le incursioni di Hello Kitty in campo alimentare, dopo vino, piadina, è arrivata la vaschetta gelato. Tutti prodotti rivolti alla kidadult generation

Distrutto vigneto ogm in Francia. Ricorderemo il mese di Agosto 2010 per le distruzioni dei campi transgenici da parte di attivisti anti-OGM, dopo il caso del mais Bt in Italia, il vigneto sperimentale in Alsazia.


Cartoline dalle vacanze in Val Pusteria

Panorama dal balcone

Che panorama dal balcone della pensione Marchnerhof, base delle mie vacanze a Terento in Val Pusteria.

Escursioni, riposo, passeggiate nel bosco, sono tornata a casa dalle vacanze con il ricordo del verde dei prati, l’accoglienza degli alto atesini che ho incontrato, i profumi e i sapori dei vari tipi di pane preparati con le diverse farine arricchite di semi di girasole e papavero. Proprio sul pane la vallata ha puntato con una serie di iniziative rivolte ai turisti al fine di far conoscere meglio le varie fasi della produzione. Nonostante la mia libreria strabordi di libri di ricette, ho acquistato alcune pubblicazioni dedicate ai pani dell’Alto Adige,alle ricette altoatesine e ai prodotti del territorio. Mi cimenterò prossimamente con canederli vari, grostel e frittata tirolese.
Come consuetudine, gli ultimi giorni sono stati dedicati alla ricerca di prodotti enogastronomici e souvenir da portare a casa.

Indirizzi da segnalare:

Bergila, il giardino delle erbe aromatiche e piante officinali con annessa distilleria di pino mugo. Da acquistare anche alcuni tipi di semi delle piante coltivate oltre alle numerose erbe essiccate per gli appassionati di tisane.

-A Valles ho scoperto il caseificio Untergerrer. Richard, il proprietario, ci ha fatto visitare il suo allevamento di capre e nel laboratorio annesso, ci ha spiegato che i suoi formaggi sono a latte crudo, Abbiamo assaggiato e acquistato alcune forme a varie fasi di stagionatura (2 -4 mesi).

Capre, Unterreger caseificio

-Altra sosta a Chienes presso il caseificio Gatscher. Ci ha accolto Micaela nel punto vendita e ci ha raccontato delle sue 10 mucche allevate senza insilati. Ci ha parlato delle tante idee, tra tradizione innovazione sono nati infatti il formaggio fresco all’erba cipollina, il formaggio al ginepro, al pepe. Tutti i prodotti sono ottenuti con latte crudo.
Chienes Caseificio

– Da visitare in zona il museo etnografico all’aperto di Teodone, vicino a Brunico. All’ingresso troverete la residenza signorile Mair Am Hof, con diverse collezioni interessanti da visitare. Il museo esterno da l’opportunità di avvicinare la vita agricola sudtirolese nel corso dei secoli. prendetevi il tempo necessario perchè il museo si estende su una superficie di 4 ettari dove incontrerete masi contadini, officine artigiane, una ventina di edifici rurali dal XV al XVIII secolo riedificati che rappresentano le tipologie abitative delle diverse vallate sudtirolesi. Da visitare anche l’orto e il giardino. Mai visto le piante di grano saraceno? eccolo.

grano saraceno

-Se doveste passare a Brunico prossimamente, il Venerdì troverete il Mercato del contadino dove ho acquistato sciroppo di sambuco e vari tipi di pane. Il mercato nella Via Bastioni aggrega diversi contadini e potrete trovare anche frutta e verdura, marmellata, e formaggi. Che spettacolo i ribes!

Ribes Mercato Contadino Brunico

-Da non perdere i castelli in zona, tra tutti il Castello di Campo Tures dove visse Margherita, sfortunata ultima discendente dei Taufers, a lei è dedicata quella che ancora oggi si chiama “la stanza degli spettri“.

Questi invece sono i porcini locali, raccolti nei boschi durante una mattinata, ce n’erano pochi causa condizioni metereologiche non favorevoli. Mi hanno spiegato che in questi casi, per sostenere la richiesta, vengono importati non solo dal Trentino ma anche da paesi dell’est, Romania, Latvia.

funghi porcini

Altre foto nel set Vacanze in VaL Pusteria.


Asterix,McDonald’s e le insurrezioni del popolo del web

Avrete letto della scelta della McDonald’s di impiegare un’immagine ispirata alle vignette del fumetto Asterix per pubblicizzare la catena francese di fast food in Francia. Niente cinghiale al banchetto per festeggiare il ritorno di Asterix e Obelix dalla loro avventura in giro per il Mondo, ma festeggiamenti al Mcdonald’s.

La notizia è rimbalzata su numerosi siti di quotidiani stranieri on line ed è stata ripresa anche dai quotidiani e siti italiani Corriere della Sera, TV Repubblica, con il classico copia-incolla che ormai conosciamo e senza che qualcuno cerchi di saperne di piu’ sulla vicenda.

Condivido tutto quello che ha scritto Luigi, l’autore del blog House-of-mystery / sulla triste abitudine di molti quotidiani di riportare frasi, note, riflessioni altrui senza citare le fonti.

Luigi, andando indietro nel tempo, ha verificato che non è assolutamente la prima volta che il personaggio Asterix è impiegato dalla McDonalds. Per non parlare dello svarione contenuto nel video dedicato alla vicenda.

Quante altre volte Asterix è stato impiegato come veicolo di pubblicità alimentari?

Una rapida ricerca su Google e realizziamo che l’abbinamento Asterix-fumetti-pubblicità alimentari ha dei precedenti. Guarda cosa ho scoperto, una campagna degli anni ’70: Asterix e ErgoSpalma.

Via


Hello Kitty sotto zero

Avvistata la vaschetta del gelato della linea Hello Kitty. Non è la prima volta che la Motta-Nestlè dedica alla micetta Kitty alcuni gelati, sono già arrivati la coppetta e lo stecco dedicati a quella che viene chiamata “kidult generation.”

Cosa c’è dentro la new entry? il gelato al gusto di vaniglia e gelato alla fragola con cereali ricoperti al cioccolato?

Ingredienti: latte scremato reidratato, olio vegetale, zucchero, sciroppo di glucosio, acqua, purea di fragole (7,2%), siero di latte in polvere, cereali ricoperti al cioccolato bianco [zucchero, burro di cacao, latte intero in polvere, emulsionanti lecitine (di soia), aromi) (45,25 corrispondente a 1,2% sul totale del prodotto), zucchero, farina di mais e di malto d’orzo (18,2% corrispondente a 0,5% sul totale del prodotto), emulsionanti mono- e digliceridi degli acidi grassi, agenti di rivestimento gommalacca e gomma arabica, colorante cocciniglia, aromi, sale, grasso vegetale, alcool, sciroppo di glucosio, correttore di acidita’ acido citrico] (2,8%), succo di limone, aromi, addensanti gomma di guar, farina di semi di carrube e alghe euchema trasformate, emulsionanti mono- e digliceridi degli acidi grassi, colorante rosso di barbatietola, acidificante acido citrico. Può contenere tracce di frutta a guscio e uova.

Tabella nutrizionale Per 100g di prodotto
Valore energetico Kcal 218
Proteine 2,5 g
Carboidrati 25,1 g
Di cui Zuccheri 22,3 g

Grassi 11,7 g
Di cui Saturi 7,5 g

Fibre Alimentari 0,2 g

Sodio 0.05 g

Fonte immagine


Distrutto vigneto OGM in Francia

Delle varie sperimentazioni biotecnologiche in viticoltura e in campo enologico avevo già scritto in questo post: Viti (e lieviti biotech) . In Europa il primo paese ad avviare progetti è stato la Francia finchè il dissenso dei consumatori convinse il produttore Moet & Chandon, il primo ad adottare la tecnologia per produrre una vite resistente ad un parassita, ad abbandonare nel 1999 il progetto.
Anche negli anni successivi le sperimentazioni non sono state accolte positivamente da parte dei vigneron francesi. La storia si ripete e stavolta gli attivisti sono arrivati perfino a distruggere quello che doveva essere un vigneto sperimentale avviato dall’INRA. L’ente di ricerca francese da numerosi anni dedica la sua attività scientifica allo studio delle biotecnologie applicate al settore agroalimentare. Il vigneto era stato piantato al fine di studiare la resistenza delle viti normali e transgeniche all’attacco di un virus che colpisce la vite: il virus du court noué (grapevine
fanleaf nepovirus). Il progetto si prefiggeva quindi di seguire nel tempo la crescita e testare la resistenza di 70 viti geneticamente modificate e 46 portinnesti non transgenici.Tutto è avvenuto all’alba di ieri in Alsazia. Nonostante fosse protetto da recinzioni e altri sistemi di sicurezza, il campo è stato attaccato e distrutto dal gruppo di attivisti arrivati da diverse regioni francesi. Possiamo immaginare il danno economico di tutta l’operazione. Ovviamente non sono mancate le reazioni anche da parte dei Ministri dell’agricoltura e della ricerca, Valérie Pécresse e Bruno Lemaire,che avevano appoggiato il progetto e autorizzato la coltivazione.

Ricorderemo quindi il mese di Agosto 2010 per le distruzioni dei campi transgenici, dopo il caso del mais Bt in Italia, il vigneto in Francia. In Italia intanto si continua a litigare

Nella foto il vigneto prima della sua distruzione. Per saperne di piu’ il link da cui ho appreso la notizia

continua


Saluti dalla Val Pusteria!

Sono in vacanza per qualche giorno in Val Pusteria. Qualche scatto dei primi giorni. A presto!


Cedrata, spuma e chinotto a km zero

Hanno una etichetta vintage con pin up ammiccanti. Tema che negli ultimi anni è stato riproposto anche da varie altre aziende produttrici di bibite analcoliche come chinotto, cedrata.

Quando si parla di spesa e di prodotti alimentari a Km zero, a quanti Km facciamo riferimento? Diciamo che queste bibite che ho trovato in un bar a Fermo le potremmo considerare locali, 🙂 infatti si fabbricano nelle Marche.

Cosa contengono?

Cominciamo dalla Spuma nera Acqua, zucchero, aromi, anidride carbonica. Acidificante: Acido citrico, conservante: sodio benzoato, colorante:Caramello E 150d

Cambiando l’ordine degli ingredienti abbiamo il Chinotto: Acqua, zucchero, caramello 150d, aromi, anidride carbonica. Acidificante: acido citrico, conservante: sodio benzoato.

Coloranti e aromi anche nell’Aranciata Acqua, zucchero, succo d’arancia 12%, acidificante: Acido citrico, aromi, anidride carbonica, conservante: sodio benzoato, colorante: E110

Come si ottiene il colore giallo fluorescente della cedrata? Cedro? macchè. Acqua, zucchero, Acidicante: Acido citrico, Aromi, Anidride carbonica, conservante:sodio benzoato, coloranti: E102, E132

Leggo nel sito aziendale che le bibite “sono prodotte ancora con gli stessi metodi e le stesse ricette degli anni ’50”.

Sarà invece utile modificare la formula perchè la legislazione su alcuni dei coloranti inclusi tra gli ingredienti è cambiata. Tutto è iniziato nel 2007 dopo la pubblicazione di uno studio inglese, nel quale si sosteneva l’esistenza di un nesso tra i coloranti artificiali e l’iperattività dei bambini. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha in seguito avviato una nuova valutazione scientifica di tutti i coloranti artificiali. Per i coloranti artificiali giallo chinolina (E104), giallo arancio S (E110) e rosso cocciniglia A (E124) l’Efsa ha deciso la riduzione della dose giornaliera accettabile (DGA). Nessuna variazioni per la tartrazina (E102), l’azorubina/carmoisina (E122) e il riosso allura AC (E129). L’autorità però ha ricordato che se i bambini bevono in gran quantità bevande zuccherate contenenti E 122 ed E 129 potrebbero superare la dose giornaliera accettabile. Per la tartrazina (E102) il panel ha evidenziato la possibilità di intolleranze o reazioni cutanee “in una piccola parte della popolazione”.

A partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i coloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovranno recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come riportato nell’allegato V del regolamento europeo 1333/2008. Gli alimenti presenti nel mercato o etichettati prima di questa data possono essere commercializzati fino alla data di scadenza.

Sono esclusi dall’obbligo gli alimenti in cui il colorante è stato utilizzato per la marcatura a fini sanitari o di altro tipo su prodotti a base di carne o per la stampigliatura o la colorazione decorativa dei gusci d’uovo.

Per riepilogare, i coloranti oggetto di questa normativa sono:
E 102: tartrazina
E 110: giallo tramonto FCF, giallo arancio S
E 104: giallo di chinolina
E 122: azorubina, carmoisina
E 129: rosso allura AC
E 124: Ponceau 4R, rosso cocciniglia A

Se avvistate una bibita o un prodotto con la dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini me lo fate sapere? anche se credo che si passerà ad usare altri coloranti, come sta già accadendo.

Cosa ho già scritto sui coloranti presenti nelle bibite? ecco i posts precedenti su prodotti contenenti Tartrazina, caramello e rosso allura.

Links

EFSA: faq foodcolours

EFSA e coloranti azoici


Mense scolastiche revolution?

Ricorderemo il luglio 2010 per la divulgazione delle LINEE DI INDIRIZZO NAZIONALE PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA del Ministero della Salute. Poi vedremo come saranno accolte a livello locale e cosa accadrà con l’apertura del nuovo anno scolastico. Le linee ministeriali arrivano comunque in ritardo e non mi sembra dicano cose nuove. Diverse regioni italiane hanno già pubblicato in passato dei documenti dettagliati sulla ristorazione scolastica. Eccone alcune:

Regione Emilia Romagna con uno sportello Mense Bio.

Regione Piemonte con aggiornamenti quotidiani sui menu anche su Twitter

Regione Sicilia con allegate delle indicazioni merceologiche.

Regione Lombardia

Tornando alle Linee guida del Ministero della Salute, nelle 21 pagine curate da un gruppo di esperti sono toccati vari punti, si ribadisce “l’ importanza di elevare il livello qualitativo dei pasti, come qualità nutrizionale e sensoriale, mantenendo saldi i principi di sicurezza alimentare e rispettando le indicazioni dei Livelli di Assunzione giornalieri Raccomandati di Nutrienti per la popolazione italiana (LARN).”

– Prevedo corsi di formazione, a chi saranno affidati? ci sono risorse economiche? infatti si legge che saranno coinvolti i “Docenti e addetti al servizio, adeguatamente formati (sui principi dell’alimentazione, sulla importanza dei sensi nella scelta alimentare, sulle metodologie di comunicazione idonee a condurre i bambini ad un consumo variato di alimenti, sull’importanza della corretta preparazione e porzionatura dei pasti),

-Tra i punti delle Linee guida, “l’elaborazione di menù secondo i principi di una alimentazione equilibrata dal punto di vista nutrizionale ma anche considerando la varietà e la stagionalità dei cibi, utilizzando anche proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni. Allegate alle linee guida delle tabelle con gli apporti raccomandati di energia, nutrienti e fibra riferiti al pranzo nelle diverse fasce di età scolastiche (scuola dell’infanzia, scuola elementare, scuola media).

-Per i distributori automatici di alimenti nelle scuole, si limita l’istallazione alle sole scuole superiori, condizionando tale inserimento al soddisfacimento di specifici requisiti definiti anche attraverso un apposito capitolato. La scelta va indirizzata verso prodotti salutari quali, ad esempio alimenti e bevande a bassa densità energetica come frutta, yogurt, succhi di frutta senza zucchero aggiunto.

– Entrano nelle linee guida “gli alimenti a filiera corta, cioè l’impiego di prodotti che abbiano viaggiato poco e abbiano subito pochi passaggi commerciali prima di arrivare alla cucina o alla tavola.

Viaggiato poco?

Si continua dicendo: “Per favorire l’utilizzo di tali alimenti, possono essere attribuiti punteggi diversi per le diverse provenienze premiando i prodotti locali. Con riferimento agli alimenti a filiera corta, è utile che le Regioni e PP.AA. elaborino un documento nel quale vengano elencati alcuni principi che aiutino le Amministrazioni pubbliche a definire capitolati d’appalto capaci di rispettare le norme di libera circolazione delle merci in ambito comunitario, tutelando contestualmente la freschezza, il chilometro zero/filiera corta, i prodotti locali (non necessariamente ancora classificati tra i tipici o tradizionali).

I componenti del gruppo che hanno lavorato al documento sono: Savino Anelli, Silvia Boni, Marcello Caputo, Margherita Caroli, Anna Amina Ciampella, Roberto Copparoni, Valeria Del Balzo, Roberto D’Elia, Emanuela Di Martino, Maria Antonietta Di Vincenzo, Daniela Galeone, Riccardo Galesso, Andrea Ghiselli, Lucia Guidarelli, Maria Teresa Menzano, Maria Grazia Silvestri, Piero Vio.


Rosso Tonno

E io che credevo che l’uso di coloranti nei prodotti ittici fosse rivolto al salmone, al surimi e gamberetti-like. Mi sbagliavo.

Leggendo tra i commenti di questo post su Dissapore, sono venuta a conoscenza di una pratica di cui non avevo mai sentito parlare prima.

Sapevate che il tonno può essere sottoposto a trattamenti con monossido di carbonio o colorato con il colorante rosso barbabietola per imprimergli una colorazione piu’ evidente sul banco in cui è esposto? Il colore delle carni del tonno rosso è di un rosso vivo dovuto alla proteina mioglobina che, combinandosi con l’ossigeno, genera la ossi-mioglobina dal colore acceso. L’ossidazione a cui va incontro la mioglobina quando la carne è esposta all’aria è abbastanza veloce trasformando il colore brillante in bruno più o meno scuro anche se è il prodotto è ancora molto fresco. Sappiamo che il colore dei prodotti alimentari è un criterio importante delle scelte dei consumatori. Ed ecco il trattamento con monossido di carbonio, composto che legandosi alla mioglobina genera la carbossi-mioglobina, sostanza dal colore rosso. Il procedimento, sommato al processo di congelamento esalta alcune caratteristiche qualitative del prodotto, quali appunto il colore rosso del tonno. Il monossido di carbonio è anche un inibitore della proliferazione batterica.

La FDA ha dichiarato sicuro (GRAS) il trattamento con monossido di carbonio mentre Giappone e Unione Europea ne hanno vietato l’uso poiché tale pratica potrebbe essere impiegata anche per coprire tracce di carne non conservata troppo bene. Il monossido di carbonio, conferendo colore rosso al tonno, ne maschererebbe le alterazioni dovute all’invecchiamento. Sappiamo che nei tonni il tenore di istidina, aminoacido precursore dell’Istamina, è doppio rispetto agli altri pesci. L’istamina è una amina biogena che viene ottenuta per decarbossilazione dell’istidina da parte di alcuni batteri che intervengono durante il processo d’invecchiamento del prodotto, soprattutto quando non viene rispettata la catena del freddo. Tra le più importanti sindromi di origine alimentare causate dall’ingestione di ammine biogene vi è l’avvelenamento da istamina (sindrome sgombroide).

Sia negli ultimi giorni che in passato in paesi della UE non sono mancate le segnalazioni di partite di filetti di tonno sottovuoto congelati e trattati con monossido di carbonio, origine Vietnam e provenienza Olanda.

E a proposito di tonno e coloranti, coincidenza vuole che proprio in questi giorni tra le segnalazioni del sistema di allerta europeo RASFF, ho trovato la notifica di una partita di filetti di tonno illegalmente colorati con l’E 124 o red ponceau. Tonno proveniente dall’Indonesia via Paesi Bassi e distribuito in Italia.

Ma a parte il colore, siamo sicuri che in certi piatti ci sia veramente il tonno rosso? Si narra di partite di tonno pinna gialla colorato con il rosso barbabietola. Colorare il pesce con una sostanza come il succo di barbabietola non é illegale, -leggo – ma spacciarlo per tonno rosso lo é.

In questa intervista a Valentina Tepedino, direttrice di Eurofishmarket, si accenna al fatto che l’uso del colorante raramente è dichiarato in etichetta, probabilmente per la diffidenza verso gli additivi e la scarsa informazione sull’argomento.

Per saperne di piu’

RASFF notification: filetti di tonno trattati con monossido di carbonio

RASFF notification: Tonno colorato con E124

Pesci-additivi-e-frodi

What Color Is Your Tuna?

Dove sono i gamberetti?

un-novel-food-al-giorno-lastaxantina.html

Rischi chimici: l’istamina


Ho vinto il tartufo nero!

Tartufo

Mai provato il tartufo nero estivo? dovreste sentire il profumo. Questi nella foto li ho vinti la settimana scorsa grazie a Agrycult e ai suoi sorteggi su Twitter.
Non c’è che dire, il team di Agrycult è davvero generoso. Ancora poche ore per tentare nuovamente la fortuna e vincere 100g di tartufo nero che vi verranno spediti a casa dal Molise. E ovviamente potete comprarlo. Tutte le informazioni qui.