Giro del mondo tra i musei del cibo e dell'enogastronomia
Pubblicato: 2009/08/16 Archiviato in: Not Only Food 8 commenti
Magari è ancora presto, ma piu’ tardi, se siete in vacanza a Berlino, potreste fare un salto all’inaugurazione del nuovo museo che è stato dedicato ad uno dei piatti tipici della cucina berlinese: il Currywurst, la tradizionale salsiccia ricoperta di salsa di curry, che normalmente è accompagnata da patate fritte e ketchup. Il “Deutsches Currywurst Museum ” è in Schützenstraße 70e comprende un negozio di souvenir, la lounge di circa 1100 metri quadrati, una serie di installazioni interattive, video, documenti audio, pannelli informativi e fotografie varie che permettono di viaggiare nella storia del currywurstel, e dei suoi ingredienti. Ci sarà anche una sezione nutrizionale?
Quali sono gli altri musei enogastronomici in giro per il mondo?
L’anno scorso in Olanda è stato inaugurato il Museo delle patate fritte
Il museo dello zafferano si trova a Boynes, in Francia. In Germania il Museo del pane è a Ulm.
Nelle isole Lofoten non poteva mancare il Museo dello stoccafisso sull’ isola di Moskenesöy.
In Giappone, si può visitare il Japan’s Ramen Museum /dedicato ai noodle e alla storia del ramen.
In Italia sono numerosi i musei ‘gastronomici’ A Caldaro sulla Strada del Vino (Bolzano), Mazzano (Brescia) e a Carmignano (Prato) sono visitabili i musei dedicati al vino; a Massa Lombarda (Ravenna) è possibile visitare il Museo della Frutticoltura “Adolfo Bonvicini”.
In provincia di Parma, troviamo il Museo del Prosciutto e dei Salumi, precisamente a Langhirano, ed il Museo del Parmigiano Reggiano a Soragna.
Il museo della Grappa si trova a Bassano del Grappa (Vicenza, Veneto)
In Calabria si trovano il Museo degli agrumi e della liquirizia.
Al sale è dedicato un museo sia a Cervia che a Trapani in Sicilia.
Chissà quanti altri ce ne sono, magari meno noti, ne conoscete?
Edit: In Austria c’è il ChocolateTheater della famiglia Zotter.Sempre al cioccolato è dedicato un piccolo museo in Svizzera presso l’azienda Alprose.
Qui trovate altri musei dedicati al cioccolato.
Edit2: In Emilia Romagna: Il Museo del balsamico Tradizionale
A Ferrara c’è il Museo dell’Anguilla. Tutti venti i musei emiliani sul tema alimentare/locale sono raccolti qui: museidelgusto.it/
A Roma si può visitare il Museo della Pasta
Anche a Norma (LT) c’è un Museo dedicato al cioccolato.
A Sulmona il Museo dei Confetti Pelino.
In Abruzzo a Carpineto Sinello il Museo del Maiale.
A Burlingame il Museo delle Caramelle Pez
In rete il Burnt Food Museum
le musée du bonbon Haribo in Francia a Uzès
Ad Amburgo c’è il museo delle spezie.
Fonti: Viaggi24.ilsole24ore; italiantourism.com
Black out
Pubblicato: 2009/06/23 Archiviato in: Not Only Food Lascia un commentoDomani black out per qualche ora della mattinata causa aggiornamenti della piattaforma blog della simplicissimus Blog Farm che mi ospita. Al termine dell’aggiornamento mi troverò su WordPressMU 2.7 (la versione attuale è 1.1). A domani pomeriggio!
In partenza
Pubblicato: 2009/06/13 Archiviato in: Not Only Food Lascia un commentoVino, aziende, comunicazione e web,produttori, wine-blogger, food-blogger, enologi, sommelier, incontri, frullate bene ed ecco Terroir Vino. L’evento in programma lunedì 14 giugno, domani sarà precdeduto da una Unplugged Conference. Genova sto arrivando!
Do you Kogi? Yes, I twitter
Pubblicato: 2009/06/03 Archiviato in: Not Only Food 4 commentiNon conoscevo il “Kogi”, un fast food ambulante, diventato case hystory ed esempio delle aziende che cinguettano con successo su Twitter. Due furgoni Roja e Verde che vendono, seguendo un certo itinerario, un particolare tipo di snack Coreano a Los Angeles. Il “kogi” che significa “carne” in coreano, è molto particolare. L’idea di usare Twitter per informare in modo rapido, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da permettere ai potenziali clienti di organizzarsi per l’acquisto ha funzionato. Basta vedere la coda che si forma ad ogni sosta davanti al furgone per comprare.
Funzionerebbe anche qui da noi?
– Foodies flock to Twitter-savvy food trucks
Carni rare
Pubblicato: 2009/05/12 Archiviato in: La foto del giorno, Not Only Food 3 commentiUrbino. Comunicazione urbana decisamente originale.
Texican Whopper? a chi?
Pubblicato: 2009/04/22 Archiviato in: Not Only Food Lascia un commentoTante proteste e alla fine Burger King ha ritirato lo spot pubblicitario del panino messicano Texican Whopper, destinato al mercato spagnolo.
Invece lo spot del Ciociaro della McDonald’s che ha ugualmente alimentato delle polemiche è ancora in onda?
Fonte:Gennaro Carotenuto.it; Dissapore.com
Quelli che la cucina molecolare-reloaded
Pubblicato: 2009/04/22 Archiviato in: Additivi, Educazione e informazione alimentare, L'angolo chimico, Not Only Food 10 commentiIn tempi non sospetti, avevo scritto questo post “Quelli che la cucina molecolare” che voleva essere ironico, mi aveva colpito l’uso di certi ingredienti addensanti e emulsionanti nelle preparazioni di quello che veniva definito un grande chef Ferran Adrià. Erano gli stessi ingredienti che usa l’industria per scopi molto diversi e le cui caratteristiche strutturali e funzionali sono un continuo stimolo per i miei posts.
Di addensanti ho scritto tante volte. Ho parlato della gomma di guar, ho seguito la vicenda della sua contaminazione da diossina.
Ho trattato gli alginati e la carragenina, sorprendendo alcuni lettori sull’impiego che ne viene fatto nella produzione di certi insaccati.
Ho scritto delle maltodestrine che sono di tanti tipi, ho parlato a proposito della sua presenza in alcuni salumi, come questi che importiamo dalla Spagna. Leggete l’etichetta, è un uso fuorviante degli additivi addensanti oppure no?
E negli hamburger cosa ci stanno a fare le maltodestrine oltre al resto?
Maltodestrine le ho trovate anche in Alixir. I prodotti oggetto dei miei ET.chettibus® sono spesso chiari esempi di cosa si riesce ad ottenere con un uso massiccio di alcuni di questi composti.
Ho sempre cercato di spiegare con linguaggio semplice ma corretto da un punto di vista scientifico come si ottengono alcuni additivi e quali impieghi trovano nel settore alimentare.
Ringrazio Dario Bressanini per il link che contraccambio. Concordo con alcune delle sue affermazioni: alcuni si usano anche a casa. Chiediamoci comunque se quelli che incontriamo tra gli scaffali sono indispensabili. Se a volte l’industria ne fa un uso fuorviante per coprire la scarsa qualità delle materie prime impiegate, per migliorare un prodotto che altrimenti non sarebbe appetibile.
A distanza di tre anni vedo lo chef attaccato con un pressapochismo che fa spavento. Mi riferisco alle -non so come chiamarle- esibizioni di Striscia la notizia a cui non vorrei dare troppo peso.
Si parla di rapporti di collaborazione tra lo chef e suoi colleghi internazionali che praticano la cucina molecolare e il mondo della ricerca, l’industria. Ora ho poco tempo, sono di corsa, ma ci tornerò sopra.
Prima di parlare, bisognerebbe informarsi, rileggere le “Linee guida per la diffusione delle informazioni scientifiche sull’alimentazione”, non fa mai male.
Per esempio, tutti quelli che parlano di Ferran Adrià e del suo ruolo come ristoratore, conoscono la sua attività di ricerca all’interno di Alicia, una Fondazione che si occupa di scienze e gastronomia, effetti dell’alimentazione sulla salute in condizioni normali e patologiche?
Fatevi un giro nel sito di Alicia e ditemi se non sorprende anche voi la moltitudine di attività scientifiche e divulgative che svolge il centro in collaborazione con un elenco lunghissimo di partner. Sono certa che alla fine vi sarà venuta voglia di prenotarvi per una visita.
Post in progress..
Scanwiches
Pubblicato: 2009/04/16 Archiviato in: Not Only Food 2 commentiPer una volta, non curiosiamo solo tra gli ingredienti, ma anche nelle immagini e nelle farciture dei panini di Scanwiches, un fotoblog in cui l’autore ha pensato di tagliare a metà i panini farciti e passarli allo scanner. Per ogni panino viene indicato il contenuto completo, dove è stato acquistato, forno, fast food o panineria. L’ immagine sopra ritrae un panino preparato da Crosby connection. Secondo voi cosa c’è dentro? ecco la risposta.
Visto su picamemag.com
Io riciclo, tu ricicli.
Pubblicato: 2009/04/11 Archiviato in: Not Only Food 18 commentiNel Regno Unito la Pasqua 2009 sarà da ricordare per le iniziative finalizzate a ridurre la mole di rifiuti dovuti agli imballaggi delle uova. Le uova di Pasqua Nestlé in vendita nel Regno Unito hanno quest’anno molto meno imballaggio di quelle in vendita in Italia. La multinazionale ha ridotto l’imballaggio del 30% e sostituito buona parte della plastica usata come protezione delle uova con del cartone riciclato e riciclabile. Anche Cadbury UK, Kraft, Magna Specialist Confectioners, Mars UK hanno stipulato accordi con la Wrap-led Seasonal Confectionery Industry Working Group per attuare una significativa riduzione del packaging delle uova di Pasqua 2009. Si stima che il packaging, le confezioni dei prodotti che acquistiamo, occupi circa il 70% del volume di rifiuti. Il food packaging è circa il 50% del packaging totale. La confezione degli alimenti assolve indubbiamente a diversi ruoli: protegge le derrate alimentari da contaminanti ambientali, ha quindi una funzione importante per l’igiene. Serve per il trasporto e per prolungare la conservazione. Il packaging è anche un veicolo per informazioni tra aziende e consumatori, contiene infatti alcune diciture obbligatorie come l’etichetta alimentare.
Esaurite le loro funzioni, le confezioni diventano un rifiuto. Come ridurne la mole?
Parole d’ordine: 3 R: Reduce. Ricicle. Reuse.
-Ridurre quindi l’acquisto di prodotti confezionati, come la frutta, ortaggi, formaggi takeaway nella vaschetta del polistirolo.
-Riciclare.
-Riusare materiale utile. Il vetro può essere impiegato per altri liquidi, per le confetture domestiche. E la carta di opuscoli, food packaging, confezioni di carta o cartone?? Come prolungarne la vita?
Le mie due amiche Mariana e Paula che vivono in Argentina hanno pensato di riproporle in modo decisamente insolito. A Olivos dove vivono, non viene fatta la raccolta differenziata e allora, ecco l’idea. Perché non utilizzare il materiale degli imballaggi che a volte sono robusti, resistenti, di bella fattura, per confezionare quaderni e blocchi? L’idea percorsa anche da altri artigiani, si è concretizzata anche nelle loro mani.
Ecco come alcune confezioni di alimentari, si trasformano in blocchi per appunti. Altre creazioni le trovate qui e sono in vendita su Etsy.com.



Tag: Easter egg Nestlè Cadbury Mars Uova di Pasqua waste food packaging
EatAlphabet
Pubblicato: 2009/04/10 Archiviato in: Not Only Food 1 CommentoNon so a voi, ma a me è venuta fame oltre alla voglia di fare altrettanto, con altre combinazioni alimentari.
Visto su picamemag.com


















Commenti recenti