Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Fibre alimentari'

27 Aprile 2009

L’altra settimana su Trashfood

- Cherry 7Up antioxidant La 7Up e la mania degli antiossidanti per contrastare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento. E arriva il remake della Cherry 7Up.

-Funghi in giardinoTranquilli, sono piopparoli.

-Texican whopper. A chi? Burger King e le sue disavventure diplomatiche.

-Quelli che la cucina molecolare reloaded.html Ebbene sì, anche i grandi chef usano gli additivi in cucina.

- Do you Giuis?. La bibita Gius fa il suo ingresso nel sito di Flickr dedicato al Rosso Allura.

- Il colmo per la metilcellulosa. Tutta la vicenda di “Striscia la notizia” e le sue interviste strampalate, ha un merito. Adesso tutti sapete cos’è la metilcellulosa.

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26 Aprile 2009

Il colmo per la metilcellulosa

Dopo le strampalate interviste di Striscia la notizia, la metilcellulosa è arrivata all’attenzione dei telespettatori. Chissà quante volte hanno acquistato senza pensarci troppo, gelati, dessert e altri prodotti che contengono questo addensante o altri derivati della cellulosa come la carbossimetilcellulosa (CMC) come questo esempio:

Gelato e addensanti

C’è chi guarda la metilcellulosa con sospetto perchè si usa nella cucina molecolare. Dove trovate la metilcellulosa? E’ un additivo con funzione addensante e ho trovato un elenco del Codex Alimentarius che ci informa su tutti i tipi di prodotti in cui può essere impiegata in percentuali diversi (circa 0.5%). Inoltre la metilcellulosa è il principio attivo di un lassativo (Citrucell) e di un prodotto dimagrante (Celevac).

Stamattina mentre stavo ragionando sulle sue caratteristiche strutturali mi sono detta che sarebbe potuta rientrare senza troppi problemi nella famiglia delle “dietary fiber”. Che cosa penso di questa nuova definizione delle fibre l’ho già detto, per me è fuorviante. Una alimentazione ricca di fibre significa privilegiare piatti con legumi, ortaggi, frutta e non prodotti a cui sono aggiunti intenzionalmente carboidrati non digeribili anche di sintesi. Vogliamo usare gli idrocolloidi come addensanti? OK, riabilitarli a ruolo di fibre, mi sembra troppo.

Un giro veloce e ho conferma delle mie intuizioni. Nel documento “Statement of the Scientific Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies on a request from the Commission related to dietary fibre” trovo un elenco esaustivo delle molecole che sulla base della nuova definizione, rientrano tra le fibre. Lo lascio in inglese, poi appena ho un pò di tempo, lo traduco.

Definitions of dietary fibre in dietary recommendations of fibre intake
Carbohydrates, compounds analogous to carbohydrates, and lignin and related substances that are not digested or absorbed in the human small intestine. These include:

• Polysaccharides other than starch, and non-digestible oligosaccharides: e.g. cellulose, hemicelluloses such as arabinoxylans, arabinogalactans and xyloglucans, pectin, fructans and some oligosaccharides (inulin, fructooligosaccharides, oligofructose), galacto-oligosaccharides and xylooligosaccharides, gums and mucilages (for some population groups: lactose)

• Compounds analogous to carbohydrates: indigestible dextrins (mainly from potatoes and maize), synthetic carbohydrates and their derivatives, polydextrose, methylcellulose, hydroxypropyl methylcellulose, etc. indigestible starch.
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Conclusione? un prodotto contenente la Metilcellulosa come addensante, potrebbe sulla base della nuova definizione, essere etichettato con la dicitura “Con fibre” proprio perchè c’è il derivato della cellulosa come ingrediente. Non ho trovato conferme ma ho letto che negli USA uno yogurth della Dannon la contiene per aumentare appunto il livello di fibre.

Da leggere:

-Definitions of dietary fibre in dietary recommendations of fibre intake

-Methycellulose

-Questione di fibre

- La cellulosa e i suoi derivati.

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17 Dicembre 2008

E 1200, il polidestrosio

Nella etichetta di alcuni biscotti, ho trovato indicato il polidestrosio come fibra alimentare.

Di cosa si tratta? Il polidestrosio ha una storia alle spalle come additivo alimentare (E1200): stabilizzante, addensante, umettante in numerosi prodotti dell’industria dolciaria.

Da alcuni anni il polidestrosio ha ottenuto il riconoscimento come fibra alimentare ai fini della dichiarazione in etichetta di prodotti alimentari.

Ha un apporto calorico di circa 1 Kcal/g ed è costituito da polimeri di glucosio legati con molecole di sorbitolo e con residui di acido citrico o acido fosforico. I polimeri si ottengono per condensazione degli ingredienti. Il legame 1,6-glucosidico è il legame principale.

Per tutti i produttori di polidestrosio quindi il riconoscimento come fibra alimentare è stata una vera fortuna, da additivo a fibra alimentare con un mercato tutto nuovo su cui attecchire. Due i principali protagonist nel mercato globale del polidestrosio: la Danisco con Litesse e la Tate & Lyle’s con Sta-Lite.

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16 Settembre 2008

Bone Bone

Il nome richiama al tessuto osseo, è il progetto di “Bone Bone”, una merendina da banco frigo che sarà composta da due fette di pan di Spagna farcite da una crema di yogurt arricchita in calcio, probiotici e sostanze come l’inulina per migliorare l’assorbimento del minerale. Ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli, “Bone Bone” ha vinto l’edizione italiana di “Trophelia 2008” e quindi si è aggiudicata l’opportunità di rappresentare l’Italia in “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

Ad attenderli una giuria che sarà composta da 13 rappresentanti delle principali aziende industriali alimentari tra cui Danone, Nestlè, Unilever e da alcune PMI. Il compito della commissione sarà verificare la fattibilità, qualità della ricetta e della confezione, la correttezza dell’etichetta e dell’informazione, il profilo di responsabilità sociale ed ambientale contenuto nel prodotto presentato.
I ragazzi di Napoli dovranno competere con i progetti vincitori delle competizioni nazionali degli altri 12 paesi. Cosa avranno ideato i ragzzi provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna e Ungheria?

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5 Agosto 2008

Le destrine di Nutri(ose)

Quali prodotti derivano dal mais? farina, amido, olio. Sono i primi che ci vengono in mente. Poi ci sono etanolo, destrosio, lecitina, sciroppo di glucosio e fruttosio. E anche le destrine si ricavano dal mais. Si tratta di composti che sulla base della nuova nomeclatura, sono considerati “fibre alimentari con effetto prebiotico”

Diverse aziende si sono specializzate nella produzione di prebiotici e di destrine da aggiungere a snacks, yogurth, bibite o altre applicazioni.
Le fibre prebiotiche di Actilight® per esempio, sono usate in Fibresse.

Destrine le troviamo in Fitness della San Pellegrino e in Alixir.

Nei nuovi Prebiotic Drink della San Benedetto che ho avvistato nei distributori automatici sul piazzale della stazione troviamo le fibre solubili Nutriose®. Sono destrine, fibre “solubili” che l’azienda francese Rochette ricava dal grano o dal mais.

Si allunga quindi l’elenco di prodotti “funzionali” pensati per “nutrire e stimolare la crescita di batteri buoni naturalmente presenti nell’intestino”.

Ecco la pubblicità del prebiotic drink Batik break della San Benedetto che contiene il 12% di frutta, crema di latte e vari altri ingredienti. Non l’ho ancora trovato sul sito dell’azienda.

Ma i prebiotici e i prodotti per il benessere intestinale si rivolgono solo al pubblico femminile? a giudicare dalle pubblicità di altri prodotti come questo (1, 2) o questo, sembrerebbe di sì.

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5 Maggio 2008

FibreSSe

Fibresse

Se la Barilla propone Alixir regularis® anche la Parmalat risponde con nuovi alimenti “funzionali” per contribuire a regolarizzare la “naturale” attività intestinale: ho trovato lo yogurt e il latte Fibresse che contengono il principio attivo Regoplus®.

Regoplus®? È una combinazione di fibre naturali, vitamina E e biotina- si legge sul sito dell’azienda.

Di quali fibre naturali si tratta? Ormai la risposta la conosciamo, dall’etichetta leggiamo che Regoplus contiene frutto-oligosaccaridi (FOS).

Come ho già scritto, la nomenclatura delle fibre alimentari è cambiata da alcuni anni. Ripropongo l’evoluzione del termine “fibre” negli ultimi decenni. Con questo termine, non si indicano solamente i componenti di natura polisaccaridica presenti nei vegetali, ma anche carboidrati “non digeribili” e la lignina. La definizione “non digeribile” include ora molte sostanze che in passato non erano considerate fibre, ne sono esempi l’amido resistente (resistant starch,)inulina e oligosaccaridi che non vengono digeriti dagli enzimi intestinali.

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Evoluzione del concetto di fibra alimentare

Anni 70 - Materiale della parete secondaria delle cellule vegetali

Anni 80 - Polisaccaridi non amidacei (cellulosa, emicellulose, pectine, gomme, mucillagini)

Anni 90 - Oligosaccaridi e amino-zuccheri non digeribili naturalmente presenti negli alimenti. Oligosaccaridi di sintesi chimica. Frazioni di amido resistenti alla digestione ( resistant starch)

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Tra i nuovi brevetti di frutto-oligosaccaridi ho trovato Actilight®. Disponibile in polvere o in forma liquida a concentrazioni dal 55% to 95%, è prodotta dallo zucchero di barbabietola attraverso l’azione di alcuni enzimi tra cui la beta-fructo-furanosidasi estratta dal fungo Aspergillus niger.

Produzione di Fos dalla barbabietola

Questo post lo inserisco nella categoria “fibre vegetali” ma non ho cambiato idea, considero sempre fuorviante che frutto-oligosaccaridi a corta catena siano inseriti tra le fibre alimentari. La scritta “con fibre” su molti prodotti alimentari, può contribuire ad un falso senso di sicurezza nutrizionale e non invita a scelte consapevoli da parte dei consumatori.

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13 Febbraio 2008

Mandorle Californiane tra nutrizione e business

mandorle, porzioni

Quando ho visto questa pagina sull’American Journal of Clinical Nutrition, una delle riviste piu’ seguite dai nutrizionisti di tutto il mondo, prima ho curiosato nel sito Almonds are In dell’Associazione Californiana di produttori di mandorle. Poi mi sono chiesta in che situazione fosse la mandorlicoltura italiana. In rete ho trovato solo questo sito di una associazione di produttori di Agrigento, i dati sulle produzioni risalgono al 1998 e gli aggiornamenti del sito internet sono fermi al 2002. Un segnale molto eloquente che la situazione non è affatto positiva?.

(continua…)

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6 Febbraio 2008

Alixir Regularis™

Alixir

Niente da fare, sembra introvabile Alixir nei supermercati della mia città. Non è che la cosa mi sconvolga, ma dopo averne sentito parlare e continuando a vedere la pubblicità come questa su quotidiani e periodici, immaginavo che sarebbe aumentata la diffusione. E’ una delle mie specializzande che mi ha portato una bottiglia della bevanda arancia carota. La bevanda che contiene un mix di fibre battezzate come Alixir Regularis.

Cosa c’e dentro?

Ingredienti: acqua minerale naturale, zucchero d’uva concentrato, succo concentrato di arancia 3,8%, combinazione di principi attivi prebiotici alixir regularis 2,24% (galatto oligosaccaridi, malto destrina di mais), succo concentrato di carota 1,3%, succo concentrato di limone, vitamina C, aromi naturali, gelificante.farina di semi di carrube,vitamina B1, contiene lattosio.

(continua…)

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10 Novembre 2007

Il Beta glucano

Il Beta glucano, un polimero costituito da molecole di glucosio, si candida come protagonista del mercato degli alimenti funzionali. Lo ha scelto la Kellogs per comunicare l’effetto anti-colesterolo dei suoi nuovi cereali Optivita. Il beta glucano è incluso infatti tra le fibre vegetali solubili. Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia è stata ipotizzata una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla fermentazione del beta glucano, si formano acidi a corta catena che inibiscono la sintesi epatica di colesterolo.

Beta glucano anche in alcuni prodotti da forno della linea Alixir della Barilla che ha scelto di rifornirsi in Nuova Zelanda dalla GraceLinc che ricava il betaglucano dall’orzo. Un grande risultato per i neozelandesi perchè sul mercato ci sono diverse altre aziende produttrici che ricavano il betaglucano sia da cereali (1,2) che da microrganismi. Il betaglucano infatti è un costituente della membrana cellulare di funghi e lieviti. Orzo, avena e grano ne contengono in percentuale del 7%,2% e 1%.

(continua…)

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11 Agosto 2007

Diagnosi…buona

pasta integrale

E’ la prima volta che mi capita di vedere la pubblicità di una pasta sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease. Si tratta della pasta integrale Barilla, Compliance, anamnesi,diagnosi, il testo è decisamente pensato per i lettori del periodico tra cui diabetologi, nutrizionisti e addetti ai lavori. La rivista infatti è il giornale ufficiale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la società Italiana di Diabetologia (SID) e la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA). In fondo un coupon da inviare per posta o via fax o email per avere campioni omaggio e ricevere informazioni. Sulla pagina troviamo scritto: La nostra pasta è fatta con semola integrale ottenuta da un esclusivo metodo di macinazione del grano duro sviluppato da Barilla. Bene, vado a vedere sul sito dell’azienda, ma non ci sono dettagli su questo esclusivo metodo….e neanche una tabella nutrizionale che ho trovato però sulla confezione. Questa pasta contiene 6g di fibre/100g. Ci sono altri tipi di pasta “Ricchi di fibre”? Certo, il livello piu’ alto dove l’ho trovato? In Fiberpast, dove si arriva a 15g/100g, in questo caso, il valore così elevato è dovuto alla presenza di amido modificato e inulina. Tutti a ripassare quindi il mio post “Questione di fibre” e la loro nuova nomenclatura che ho scritto qualche tempo fa.

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