Conserviamo i conservanti? E 320 (BHA),E321 (BHT)
Pubblicato: 2009/04/15 Archiviato in: Additivi, Conservanti, L'angolo chimico 13 commentiContinuo a parlare di conservanti. Oggi recupero un mio contributo dall’archivio del randomestrale Trashfood.
Cosa scrivevo nel 2003 dei due conservanti sintetici BHA (Butil-idrossi-anisolo) e BHT (butil-idrossi-toluene), identificati rispettivamente dalle sigle E320 e E321?


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Pet Food Politics: The Chihuahua in the Coal Mine
Pubblicato: 2009/04/14 Archiviato in: Io lo leggerei 4 commenti“Pet Food Politics: The Chihuahua in the Coal Mine“ è il nuovo libro di Marion Nestle.
Dopo “Food politics:how the food industry influences Nutrition and health e What to eat, l’autrice esplora le filiere produttive dei mangimi destinati agli animali domestici, è l’occasione per ripercorrere i piu’ recenti scandali e recall che hanno interessato il settore e per trattare gli scambi commerciali degli ingredienti contaminati che sono stati impiegati nella produzione dei mangimi. Non abbiamo dimenticato la vicenda della melamina vero?
A proposito di animali domestici, avete visto Bo, il nuovo cane della famiglia Obama? E “The Obama Dog Blog” che gli è stato dedicato?
Tag: Marion Nestle pet food Food politics
Io riciclo, tu ricicli.
Pubblicato: 2009/04/11 Archiviato in: Not Only Food 18 commentiNel Regno Unito la Pasqua 2009 sarà da ricordare per le iniziative finalizzate a ridurre la mole di rifiuti dovuti agli imballaggi delle uova. Le uova di Pasqua Nestlé in vendita nel Regno Unito hanno quest’anno molto meno imballaggio di quelle in vendita in Italia. La multinazionale ha ridotto l’imballaggio del 30% e sostituito buona parte della plastica usata come protezione delle uova con del cartone riciclato e riciclabile. Anche Cadbury UK, Kraft, Magna Specialist Confectioners, Mars UK hanno stipulato accordi con la Wrap-led Seasonal Confectionery Industry Working Group per attuare una significativa riduzione del packaging delle uova di Pasqua 2009. Si stima che il packaging, le confezioni dei prodotti che acquistiamo, occupi circa il 70% del volume di rifiuti. Il food packaging è circa il 50% del packaging totale. La confezione degli alimenti assolve indubbiamente a diversi ruoli: protegge le derrate alimentari da contaminanti ambientali, ha quindi una funzione importante per l’igiene. Serve per il trasporto e per prolungare la conservazione. Il packaging è anche un veicolo per informazioni tra aziende e consumatori, contiene infatti alcune diciture obbligatorie come l’etichetta alimentare.
Esaurite le loro funzioni, le confezioni diventano un rifiuto. Come ridurne la mole?
Parole d’ordine: 3 R: Reduce. Ricicle. Reuse.
-Ridurre quindi l’acquisto di prodotti confezionati, come la frutta, ortaggi, formaggi takeaway nella vaschetta del polistirolo.
-Riciclare.
-Riusare materiale utile. Il vetro può essere impiegato per altri liquidi, per le confetture domestiche. E la carta di opuscoli, food packaging, confezioni di carta o cartone?? Come prolungarne la vita?
Le mie due amiche Mariana e Paula che vivono in Argentina hanno pensato di riproporle in modo decisamente insolito. A Olivos dove vivono, non viene fatta la raccolta differenziata e allora, ecco l’idea. Perché non utilizzare il materiale degli imballaggi che a volte sono robusti, resistenti, di bella fattura, per confezionare quaderni e blocchi? L’idea percorsa anche da altri artigiani, si è concretizzata anche nelle loro mani.
Ecco come alcune confezioni di alimentari, si trasformano in blocchi per appunti. Altre creazioni le trovate qui e sono in vendita su Etsy.com.



Tag: Easter egg Nestlè Cadbury Mars Uova di Pasqua waste food packaging
EatAlphabet
Pubblicato: 2009/04/10 Archiviato in: Not Only Food 1 CommentoNon so a voi, ma a me è venuta fame oltre alla voglia di fare altrettanto, con altre combinazioni alimentari.
Visto su picamemag.com
E 304, Ascorbil palmitato
Pubblicato: 2009/04/07 Archiviato in: Additivi, Conservanti 6 commentiL’Ascorbil palmitato è un antiossidante (E304) che nasce dalla reazione tra acido ascorbico (vitamina C) e acido palmitico (un acido grasso). A mia conoscenza, non è una molecola sintetizzata negli organismi viventi. Però della vitamina C se ne conoscono i numerosi ruoli fisiopatologici. La vitamina C è sintetizzata nelle piante, è molto diffusa in frutta e ortaggi, però è instabile ed è tra i composti piu’ termolabili. Dopo essere stata assunta con gli alimenti che la contengono è biodisponibile e a livello delle cellule partecipa alle reazioni di difesa antiossidante contro i radicali liberi che danneggiano le principali macromecole. Nelle cellule umane la troviamo nel citoplasma delle cellule e nel sangue.
L’interesse dell’industria alimentare e non solo per la sintesi dell’ascorbil palmitato, è legato al ruolo antiossidante che la vitamina C svolge negli alimenti. Per le sue caratteristiche strutturali, è solubile in acqua e non ha affinità per ambienti in cui si trovano lipidi o grassi. Trasformare l’acido ascorbico in ascorbil palmitato ha quindi un obiettivo importante: convertire l’acido ascorbico in una molecola che possa venire a contatto con matrici in cui sono presenti i grassi. La molecola è anche piu’ stabile dell’acido ascorbico libero. Questo ne permette l’impiego non solo nell’industria alimentare e in quella farmaceutica, entra frequentemente tra gli ingredienti di prodotti cosmetici.
Come si ottiene l’ascorbil palmitato? Facendo reagire appunto l’acido ascorbico con un acido grasso, oltre all’acido palmitico, si usano il linoleico o l’oleico. Per rendere il processo piu’ efficiente si fa impiego di catalizzatori e di enzimi immobilizzati come le lipasi tra cui quello ricavato dalla Candida antartica.
E adesso ci potremmo chiedere come si ottengono i due reagenti. Se avessimo scritto questo post piu’ di settant’anni fa, la storia dell’ascorbil pamitatao sarebbe iniziata probabilmente da matrici alimentari ricche di vitamina C, infatti in passato quando le biotecnologie applicate all’industria agroalimentare non erano così diffuse, la vitamina C si otteneva per estrazione da matrici alimentari. Pensate che ho trovato un articolo addirittura del 1934 pubblicato su Biochemical Journal intitolato:”Large scale preparartion of ascorbic acid from hungarian pepper (Capsicum annuum)”. Oggi l’acido ascorbico è ottenuto su larga scala da lieviti, grazie a processi di fermentazione.
L’acido palmitico o altri acidi grassi si ottengono da oli vegetali per distillazione frazionata, non escludo fasi in cui si procede all’idrogenazione per aumentare il livello di acidi grassi saturi da separare successivamente.
Mi aspetto che la molecola assunta con i cibi segua il destino di altri esteri che entrano nell’alimentazione. Ho trovato un articolo sulla sicurezza, anche se piuttosto datato (Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives, 25 June – 4 July 1973).
Ecco una scheda tecnica sull’E304.
E infine in quali alimenti si usa l’ascorbil pamitato come antiossidante? Alla quantità massima (Q.B,quanto basta), il suo uso è ammesso in prodotti disidratati come latte in polvere, fiocchi di patate.
Se avete una confezione di preparato in polvere per purè, andate a leggere gli ingredienti, dovreste trovarlo.
Focaccia Blues
Pubblicato: 2009/04/07 Archiviato in: Not Only Food 13 commentiNe avevo parlato, chi non ricorda la storia del panettiere Digesù di Altamura? e l’idea di raccontarne la vicenda sullo schermo? Annunciata l’uscita della pellicola Focaccia blues nelle prossime settimane.
fonte: Digesu’ batte McDonald’s; blog.screenweek.it
Fifth Third Burger
Pubblicato: 2009/04/04 Archiviato in: La foto del giorno, Senza categoria 4 commentiAll’inizio ho pensato ad un pesce d’Aprile, come si fa a proporre un panino gigantesco del diametro di circa 21 centimetri, due chili di carne usata per l’hamburger, strati vari di formaggio, tortilla, salse e chili? il tutto da 4.800 calorie a 20 dollari l’esemplare? E invece la notizia sembra vera. Fifth Third Burger è una idea promozionale dei White Caps,squadra di baseball del Michigan.
Fifth Third Burger è inserito nel menu degli stands dello stadio in cui gioca la squadra. Panino formato famiglia, ma una T-shirt commemorativa è promessa in omaggio a chiunque riuscirà a mangiare il tutto.
Succhi d'arancia. Quel 12% che fa la differenza..
Pubblicato: 2009/04/02 Archiviato in: Aromi, Coloranti 14 commenti
Che cosa hanno in comune le confezioni? Sono aranciate o succhi contenenti aromi e il colorante rosso allura (E129) oltre al resto degli ingredienti. Il succo d’arancia è il 12% o poco piu’.
Negli ultimi giorni ho letto di politici sconcertati, preoccupati, scandalizzati e indignati.
Per quale motivo? per l’abrogazione dell’articolo 1 della legge comunitaria che fino ad oggi vietava di colorare le bevande che richiamano il gusto e l’aroma fondamentale degli agrumi senza contenerne almeno il 12%.
Se l’abrogazione dopo il Senato avrà l’approvazione anche dalla Camera, si potrannno vendere aranciate senza arance ovvero bevande che presentano il colore dell’aranciata ma che non contengono affatto tracce d’agrumi. Ho inaugurato un set su Flickr pronto ad accogliere i prodotti se la cosa verrà approvata.
Mentre non desta attenzione e si accetta senza discuterci sopra che circolino comunque bibite o succhi d’arancia rossa con coloranti, e con solo il 12% di succo?
Per alcune immagini dei prodotti, grazie a Corrado Vigo che ha fatto della ricerca del Rosso Allura una delle sue mission!
Il set Rosso allura aspetta i vostri scatti.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2009/03/29 Archiviato in: La borsa della spesa, La foto del giorno, Not Only Food, Slot food Lascia un commento-Barilla, Mulino Bianco e altri sponsor. A Perugia è tornata Breakest -Evento dedicato a La prima colazione degli italiani
–Obama Food fingers Quanti prodotti gastronomici con l’immagine di Obama circolavano durante le elezioni? Stavolta il suo nome è finito negli Obama chicken Fingers da accompagnare con salsa al curry.
–Healthy-vending-machine Il ministero della Sanità del Galles ha formulato delle linee guida che vietano -da poche settimane- la vendita di alcuni snacks dolci e salati e bibite nei distributori automatici collocati all’interno degli ospedali. Favorevoli o contrari?
– La Disney ha interrotto la partnerhip con McDonald’s e ne è iniziata una con la USDA, Ministero dell’Agricoltura USA. E così ecco che troviamo uova e accessori per la cucina targati Disney. Sono arrivate le-uova-della-fattoria-Disney
– Sciroppo di glucosio-fruttosio reloaded. Sugar is back, leggiamo sul New York Times. E’ l’occasione per riparlare del dolcificante ottenuto dall’amido di mais.
Tag: Wales vending machine distributori automatici snacks zucchero HFCS Disney Barilla Mulino Bianco duck egg kid’smarketing Marion Nestle
HFCS:lo sciroppo di glucosio-fruttosio reloaded
Pubblicato: 2009/03/28 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Errata corrige, Filiere 35 commentiLunedì scorso su Repubblica un articolo di Alessandra Retico parlava dello zucchero e dei dolcificanti ispirandosi al New York Times. Sugar Is Back on Food Labels, This Time as a Selling Point.
In questi giorni se ne è parlato anche in altri articoli. Qui la notizia Ansa:Usa: basta dolcificanti, torna lo zucchero.
In breve, sembra che lo zucchero (saccarosio) stia tornando tra gli ingredienti di alcuni prodotti USA e sostituisca a poco a poco lo sciroppo di glucosio-fruttosio, il dolcificante ottenuto dall’amido di mais, conosciuto con la sigla HFCS (High fructose corn syrup).
A me è sembrato un po’ lo spot dei prodotti che vengono citati uno a uno. Dopo la Coca Cola kosher, la salsa di pomodoro di Pizza Hut, le nuove Pepsi Natural, i piatti surgelati di ConAgra, i condimenti per insalata, i cosiddetti ‘dressing’, della Kraft. Nell’articolo si afferma che lo sciroppo di glucosio-fruttosio è stato usato specialmente negli Usa negli snacks, salse, biscotti. Ma basta guardarsi intorno, è diffusissimo anche qui in Italia.
Negli USA lo zucchero sta sostituendo i dolcificanti derivati dal mais, accusati di essere una delle cause dell’obesità e di non essere un prodotto naturale, dato che il mais viene trattato chimicamente e con enzimi come ho scritto qui. La Food & Drug Administration statunitense, dopo aver sostenuto per un po’ di tempo che lo sciroppo non poteva essere etichettato come “naturale”, ha fatto inversione: zucchero e fruttosio da mais sono da considerare prodotti naturali. La Corn Refiner Association ha perfino attivato un sito web Sweetsurprise.com sull’argomento per spiegare la somiglianza tra saccarosio e sciroppo di glucosio-fruttosio.
Cosa c’ è dietro questo cambiamento nella ingredientistica di Pepsi e altre? Cambio d’immagine? Un risposta alla richiesta di prodotti “naturali” e “salutari”? forse sì. Infatti secondo Mintel’s Global New Products Database, il claim All Natural’ si è collocato in terza posizione tra i piu’ frequenti negli USA (nel 2007) ed è apparso su 2.617 prodotti. In Europa 878 prodotti e 509 bevande ‘All Natural’ sono stati lanciati sul mercato.
Cosa significa “naturale” per voi?
-Avete mai riflettuto su come viene ottenuto lo zucchero? La differenza con lo sciroppo di glucosio-fruttosio non è certo da cercare sulle molecole, o sugli effetti sul metabolismo, ma su aspetti economici. I principali produttori di HFCS sono Cargill, ADM, Tate & Lyle e Corn Products International. Quali implicazioni possono essere ipotizzate?
Perchè tanta attenzione sull’HCFS e non si apre un dibattito anche su altri prodotti?
-Un olio di semi ottenuto mediante un processo di raffinazione, in cui non si impiegano solo procedimenti fisici ma anche chimici -è un prodotto naturale?
-L’acido ascorbico (vitamina C) è contenuto nella frutta. Quello che si ottiene dalla fermentazione attuata dal microorganismo Candida Norvegensis può essere definito naturale?
-L’acido citrico è uno degli acidi organici presenti nella frutta. Quello ottenuto sempre per fermentazione dall’Aspergillus niger a partire da residui della lavorazione della canna da zucchero è un prodotto naturale?
-E poi arriviamo a metà dell’articolo di Repubblica: il nome tecnico (HFCS, high corn fructose syrup), cioè lo sciroppo ad alto contenuto in fruttosio, che cosa diventa? Acido di mais sintetizzato.. Eh?




















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