Coccodabere

Si chiama proprio così. E’ un Cocco importato dalla Mc-Garlet, già tagliato a metà, confezionato con cannuccia, ready to drink. In vendita (non in tutti) i supermercati Conad.
Qualcuno l’ha trovato? Grazie a Roberto per l’assist!


Vini DOC, tetrapak e bag in box

Zaia e il wine bag in box

Il decreto del ministero delle Politiche agricole che dà la possibilità di confezionare i vini Doc nel tetrapak o nel «bag in box» invece che nelle bottiglie di vetro, ha suscitato numerosi commenti in prevalenza negativi, come si può leggere qui e qui..
C’è già chi lo ribattezzato Vino a denominazione d’origine cartonata.

Nella vignetta Luca Zaia, visto da mio figlio Francesco.

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Unser Täglich Brot

Vi ricordate del film di cui si e’ parlato tempo fa su questo blog? Si tratta di Unser Täglich Brot, Our Daily Bread.

Ripropongo qui il link al sito locandina

Ho scoperto anche – visto che ancora non si riesce a trovarlo al cinema ne’ fra i films a noleggio – che YouTube offre degli spezzoni…

Buona visione!


Le destrine di Nutri(ose)

Quali prodotti derivano dal mais? farina, amido, olio. Sono i primi che ci vengono in mente. Poi ci sono etanolo, destrosio, lecitina, sciroppo di glucosio e fruttosio. E anche le destrine si ricavano dal mais. Si tratta di composti che sulla base della nuova nomeclatura, sono considerati “fibre alimentari con effetto prebiotico”

Diverse aziende si sono specializzate nella produzione di prebiotici e di destrine da aggiungere a snacks, yogurth, bibite o altre applicazioni.
Le fibre prebiotiche di Actilight® per esempio, sono usate in Fibresse.

Destrine le troviamo in Fitness della San Pellegrino e in Alixir.

Nei nuovi Prebiotic Drink della San Benedetto che ho avvistato nei distributori automatici sul piazzale della stazione troviamo le fibre solubili Nutriose®. Sono destrine, fibre “solubili” che l’azienda francese Rochette ricava dal grano o dal mais.

Si allunga quindi l’elenco di prodotti “funzionali” pensati per “nutrire e stimolare la crescita di batteri buoni naturalmente presenti nell’intestino”.

Ecco la pubblicità del prebiotic drink Batik break della San Benedetto che contiene il 12% di frutta, crema di latte e vari altri ingredienti. Non l’ho ancora trovato sul sito dell’azienda.

Ma i prebiotici e i prodotti per il benessere intestinale si rivolgono solo al pubblico femminile? a giudicare dalle pubblicità di altri prodotti come questo (1, 2) o questo, sembrerebbe di sì.

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Beijing: A pranzo nel villaggio olimpico

Cuisine at the Olympic village

A pochi giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici, a cui seguiranno le Paraolimpiadi, uno sguardo al menù che sarà offerto agli atleti. Tra Cina e USA negli ultimi anni ci sono stati attriti in tema di importazioni di carne e di altri prodotti, e così gli americani hanno manifestato l’intenzione di portare le loro derrate alimentari e cucinarle in un struttura allestita per lo scopo. Gli organizzatori cinesi del catering offerto nel villaggio olimpico di Beijing non hanno ovviamente gradito poiché ciò significa mettere in discussione la sicurezza di ciò che verrà servito e continuano a ripetere: “Tracciabilità, e controlli assicureranno piatti sicuri per gli atleti che mangeranno nel villaggio olimpico”.

Il ristorante principale è attrezzato per servire circa 5.000 clienti. Vi sono anche teahouses e caffetterie. Circa 2.300 chefs cinesi e di altri stati lavoreranno per offrire un servizio aperto per 24 ore.

I menù cambieranno ogni 8 giorni. Nel menu del Villaggio si troveranno piatti asiatici tra cui cinesi, giapponesi e coreani, ma essi costituiranno solo il 30% dei piatti inclusi nel menù pensato per gli atleti che troveranno anche pizza, lasagne, Beijing roast duck e kosher food.
Per cercare di soddisfare le richieste degli atleti di piu’ di 200 paesi, vi saranno un menu’ mediterraneo, uno asiatico e uno internazionale. Non mancheranno thè e caffè.
Tra i piatti cinesi ci sarà il Sichuan preserved cabbage. Il menu’ asiatico consisterà di piatti fritti con verdure, carne, funghi e pollo con arachidi.
I menu’ degli atleti forniranno anche le calorie in modo da dare l’opportunità di quantificare gli apporti calorici. Dai distributori refrigerati verranno servite le bibite e gli altri prodotti degli sponsor delle Olimpiadi: Coca-Cola, Sprite, Fanta e acqua minerale.

A vegliare su tutto la società internazionale Aramark a cui per la quattordicesima volta, sono stati affidati i catering olimpici.

Fonte: en.beijing2008.cn

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Ice cucumber time

Siamo in pieno Cucumber time? e allora vi propongo la Pepsi al cetriolo.

Increduli? è stata proposta in edizione limitata la scorsa estate ma solo in Giappone.

Cucumber Pepsi

Via


Stare a dieta fa bene al pianeta?

L’ARPAM di Macerata sta organizzando un convegno “Stare a dieta fa bene al pianeta?” in cui -come anticipato dal titolo- si affronteranno diversi argomenti:

-Stili alimentari, salute e rispetto dell’ambiente.

-Ripercussioni dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici sulla salute umana.

Sono stata invitata a partecipare con un mio contributo su cui sto ragionandoIl convegno dovrebbe essere in novembre, c’è ancora tanto tempo, ma ho già iniziato a raccogliere materiale. E per domani devo inviare agli organizzatori, le mie 5 domande, quelle previste dai corsi ECM,chi ne ha frequentato qualcuno sa a cosa mi riferisco.

Primo argomento da aggredire: cambiamenti climatici e zootecnia. Sul tema, la vignetta che riguarda le emissioni di gas dagli allevamenti zootecnici.

Il metano e l’ossido nitroso (gas legati all’attività zootecnica) contribuiscono al riscaldamento del pianeta, molto di piu’ dell’anidride carbonica. Letto su: Food, livestock production,energy,climate change,and health di McMichael A et al., Lancet (2007)

Fonte immagine: Ohiomm.com

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Questa settimana su Trashfood

Dicono che siamo nel cucumber time, qui su Trashfood di cosa abbiamo parlato?

Food design sotto zero: Come nascono le ice cream beads che vanno di moda negli ultimi tempi.

– Dopo il parigino, il greco e altre coniugazioni nazionali, arriva il parmigiano-burger.

Organic farming better for you. Una nuova campagna della comunità europea è stata avviata per promuovere una maggiore conoscenza dei prodotti biologici nella popolazione degli stati membri. Testi e materiale divulgativo fruibili in 22 lingue. Vi piace? Pensavate di trovarci dentro altre informazioni? cosa avreste voluto leggere?

Due contributi di Stefania:

Crisi alimentare e G8 Il rincaro dei prezzi dei generi alimentari e le sue conseguenze a livello globale. Risorse e links per saperne di piu’.

-OGM e agricoltura tradizionale, una convivenza possibile? un documentario Franco-Canadese, prodotto dalla TV canadese, ci parla del colosso agroalimentare Monsanto. The world according to Monsanto.


L’alimentazione del futuro ?

Volevo segnalare a chi non ne avesse conoscenza, l’uscita di un documentario Franco-Canadese, prodotto dalla TV canadese, su Monsanto, colosso agroalimentare. Il documentario, diretto e scritto da Marie-Monique Robin, ha destato molto interesse perche’ mostra i vari problemi legati all’uso della chimica in agricoltura ma allo stesso tempo tempo solleva dubbi di natura ‘morale’: e’ giusto che una societa’ agroalimentare possieda il brevetto per produrre certe specie vegetali, e che quindi possa in un futuro non troppo lontano, ‘possedere’ risorse agricole che dovrebbero essere – come l’acqua e l’aria – un bene di tutti? Certo, potremmo obiettare che chi non vuole usare gli OGM non li usa, e semina quello che vuole, ma avete mai pensato al fatto che e’ praticamente impossibile controllare (nel senso proprio di limitare) la crescita degli OGM nei soli terreni consentiti (ovvero quelli dove il contadino, di sua spontanea volonta’ ha coltivato previo acquisto di brevetto, i semi)? Infatti il documentario mostra come un ignaro contadino puo’ scoprire il proprio terreno invaso da queste varieta’ OGM e in piu’ pure ritrovarsi legalmente costretto a pagare una multa perche’ non ha comprato la licenza per queste colture.

Quindi oltre ai dubbi legati all’uso di tutte queste sostanze e colture e alla salute, di cui ancora non si sa tanto (e.g. e’ stato scoperto che una sostanza usata per la produzione di GMO e’ la stessa rinvenuta nella pelle dei pazienti colpiti dalla Morgellons, una forma di parassitosi) proviamo invece a soffermarci sulla questione morale e legale della faccenda. Mi auguro che possiate seguire in inglese questo bel documentario, presente su YouTube, o capire se la produzione lo abbia tradotto in altre lingue straniere… ne vale la pena. Su YouTube e’ stato diviso in diverse sezioni, vista la durata (108 minuti). Questa che vedete è una prima parte. Il resto potete seguirlo qui: The World According to Monsanto

Buona visione!


The World According to Monsanto

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Food design sotto zero

Batman Unilever ice cream

L’altro giorno in spiaggia, contatto ravvicinato con dei contenitori di polipropilene in cui si trova il nuovo prodotto che Algida (Unilever) ha lanciato in occasione dell’ultimo film: Batman:The Dark knight. Ma non si tratta del solito gelato, nè di un ghiacciolo, si tratta di piccole sfere lemon e cola. Gli ingredienti sono questi.

Le chiamano “perle di ghiaccio”, sono l’ultima innovazione tra i gelati. Negli Usa sono note come “ice cream beads.”

Non trovate notizie sul prodotto sul sito internet dell’Algida, c’è solo il video dello spot che passa in Tv.

Ho cercato qualche notizia sulla tecnologia che permette di ottenere le piccole sfere di ghiaccio.

Tutto è iniziato circa venti anni fa. E’ il microbiologo Curt Jones che scopre nel corso di alcuni esperimenti, che grazie all’azoto liquido e alla “cryogenic encapsulation”, è possibile fabbricare microsfere di ghiaccio che si conservano, non fondono, e non si aggregano tra di loro. La temperatura ovviamente è un fattore critico, le sfere si mantengono se la temperatura si mantiene costantemente a -40°C.

Jones notò il successo delle microsfere tra parenti e amici, intuì l’affare e dopo i primi esperimenti condotti nel garage di casa, decise di fondare l’azienda Dippin Dots: l'”Ice Cream of the Future.” Nel 2000, arrivarono i primi locali in franchising, insomma un successo in continua crescita.

La tecnica per ottenere le “cryogenically frozen ice cream beads” sta iniziando a diffondersi, ed è applicata anche da altre aziende tra cui la Cargill (1)

Alla Dippin Dots, ne fanno davvero di tutti i colori, è il caso di dirlo.

Guardate quante sfere di ghiaccio si ottengono con varie tipologie di aromi e colori diversi.

ice cream beads

Sarà questo il gelato del futuro?

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