La parodia del mangiare italiano

Dopo il falso Made in Italy in giro per il mondo, da Severgnini-addicted, e non solo perchè è interista come la sottoscritta, vi segnalo il contributo “Smettete di mangiare italiano” apparso sul Corriere della Sera di oggi. Un appello rivolto a tutti gli stranieri che dicono di amare il cibo italiano ma spesso ne incoraggiano solo la parodia. So che passano lettori italiani che vivono all’estero.

Avete esperienze da raccontare?

-Paolo ci racconta:
Clienti tedeschi dell’albergo di mio suocero, sulla riviera ligure, ordinavano il cappuccino a fine pasto o dopo una colazione a base di uova, patatine fritte, salsicce e birra.
Amici miei di Los Angeles, al loro primo viaggio in Italia nel 1988, si sono rifiutati di mangiare in pizzeria perché la pizza era bassa!
A casa loro condivano gli spaghetti (ben scotti) col ketchup….E’ inutile voler insegnare a mangiare ai popoli che non hanno una loro cucina. Noi faremmo cena con una pannocchia bollita condita con la margarina ed un bicchierone di latte pastorizzato?


Broccoli arcobaleno

broccoli colorati

Non è merito del photoshop. I cavolfiori della foto sono il frutto del lavoro di alcuni scienziati della Syngenta che hanno sviluppato le varianti che a differenza delle bianche tradizionali sono arancione, viola e verde. I cavolfiori “arcobaleno” mantengono il loro colore anche dopo la loro cottura e hanno lo stesso sapore delle varietà normali. I colorati cavolfiori non sono il risultato di ingegneria genetica, ma derivano da incroci selettivi tradizionali. Leggo sul Daily Mail di due giorni fa che presto, probabilmente entro l’anno, saranno disponibili in commercio in supermercati e nei mercati europei. Ma non sono affatto una novità. Dove ho già visto broccoli di colore arancione? Ah si, sul sito della Cornell University. Negli Usa sono già in commercio nei farmer’s market. Si trovano perfino gialli.

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Questa settimana su Trashfood

mosaico Febbraio

La guerra al sale, questo il titolo dell’inserto Salute del Corriere della Sera di domenica scorsa. Ma come leggere le etichette dei prodotti industriali? Come si calcola il contenuto di sale se ne conosciamo i livelli di sodio? Il sale e il sodio, un tema su cui tornare.

Mandorle californiane tra nutrizione e business. Non solo calorie, è la frutta secca di cui assistiamo ad una rivalutazione nutrizionale, scopriamo che contiene acidi grassi insaturi e vitamine. E l’Almond Board ci propone l’Almond Tin, la porzione perfetta.

-Giuseppe Arcimboldo usava frutta e verdura per i ritratti degli Asburgo. Aproposito se siete a Vienna visitate la mostra dedicata al pittore che lavorò a lungo alla corte di Vienna. Nel ventunesimo secolo frutta e ortaggi diventano Food scapes grazie alla creatività del fotografo Carl Warner.

Metti un Blog a cena perchè anche ai blogger viene fame e sete.

– 24 ingredienti per fare una cioccolata? succede da Dunkin Donuts. C’era un locale anche a Roma, ma non è sopravissuto. E come si dice Dunkin donuts in lingua piemontese?


Il sodio e il sale

L’inserto Salute del Corriere della Sera di domenica scorsa,era dedicato al sale contenuto negli alimenti. Sappiamo che un consumo eccessivo di sale (cloruro di sodio) è considerato uno dei principali fattori che predispone all’ ipertensione arteriosa, al contrario il potassio è un sale minerale che svolge un ruolo protettivo nella genesi della malattia ed è stato dimostrato che un aumento del suo apporto dietetico è in grado di ridurre sia la pressione arteriosa che il consumo di farmaci anti-ipertensivi nei soggetti affetti da ipertensione. Il 70% di sale che introduciamo con l’alimentazione deriva da cibi industriali. Tra i cibi piu’ ricchi di sale ci sono alcuni alimenti (piatti pronti, sostituti del pane, snacks salati, cibi in scatola) di cui si è registrato un notevole aumento dei consumi negli ultimi decenni. Qualche mese fa vennero commentati i risultati di una indagine su alcuni prodotti in vendita nei fast food britannici (1,2). Il documento mise in risalto che soprattutto alcune categorie commerciali destinate ai bambini, contenevano una elevata quantità di sodio.

Quello che osservo dalla lettura degli articoli è che non si spiega mai come si calcola il contenuto di sale sulla base delle informazioni riportate sulla etichetta nutrizionale. Non lo spiega neanche il Ministero della Salute per dire. Avevo questo post nel retrobottega da un bel po’ di tempo e allora ecco qualche informazione sull’argomento.

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Metti un blog a cena

Metti un blog a cena

Sono finita su La Domenica del Corriere Adriatico, nell’articolo che Edoardo Danieli ha dedicato ai bloggers e alla voglia di conoscersi davanti ad un caffè, una birra o a cena.

Ecco l’articolo Metti un blog a cena apparso sul quotidiano Corriere Adriatico.Grazie Edoardo!


Foodscapes di Carl Warner

Vi ricordate questa pubblicità? Ieri ho scoperto, grazie a Stefania, che si tratta di una delle creazioni del fotografo australiano Carl Warner. Sembra che abbia iniziato a scopo ludico, per convincere i suoi figli a mangiare piu’ frutta e verdura. Da quello che racconta non pare che ci sia ancora riuscito.
Qui altre immagini di Carl. Vi piacciono?


Mandorle Californiane tra nutrizione e business

Quando ho visto questa pagina sull’American Journal of Clinical Nutrition, una delle riviste piu’ seguite dai nutrizionisti di tutto il mondo, prima ho curiosato nel sito Almonds are In dell’Associazione Californiana di produttori di mandorle. Poi mi sono chiesta in che situazione fosse la mandorlicoltura italiana. In rete ho trovato solo questo sito di una associazione di produttori di Agrigento, i dati sulle produzioni risalgono al 1998 e gli aggiornamenti del sito internet sono fermi al 2002. Un segnale molto eloquente che la situazione non è affatto positiva?.

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Dunkin Donuts an lenga piemontèisa

Prima leggete questa etichetta.

INGREDIENTS: Water, Sugar, Non Dairy Creamer [Contains Partially Hydrogenated Coconut Oil, Corn Syrup Solids, Sodium Caseinate (Milk Derivative), Dipotassium Phosphate, Sugar, Mono-and Diglycerides, Sodium Silicoaluminate, Sodium Stearoyl Lactylate, Soy Lecithin, Artificial Flavors, Annatto and Turmeric], Cocoa Powder (processed with alkali), Maltodextrin, Whey, Nonfat Dry Milk, Salt, Cellulose Gum, Silicone Dioxide, Natural and Artificial Flavor, Sodium Citrate.

24 ingredienti per fare una Hot Chocolate? cioccolata in tazza, impossibile? E invece no, succede nella catena di Dunkin Donuts, una delle più grandi catene americane di caffetteria, conosciuta soprattutto per le sue ciambelle. Leggi il seguito di questo post »


La porzione perfetta

tin

A cosa serve il contenitore della foto?

Indizi:

a) 23

b) 1 ounce

😉


Questa settimana su Trashfood

Mosaico settimanale Febbraio

– Cosa fanno insieme Agea, Comunità Europea e CSO? finanziano MrFruitness. Riuscirà a convincere i giovani consumatori di Polonia, Italia, Inghilterra, Austria, Svezia e Germania,a mangiare piu’ frutta?

-Parodie e pubblicità inventate. Come vogliamo chiamarla Pubblicità canaglia o creativa?

-Tra ricordi d’infanzia, brodetti e cacciucchi, Il giro d’Italia con le zuppe di pesce.

-Scatti su flickr:Martedì grasso in vetrina.

-Il benessere intestinale secondo Barilla si chiama Alixir Regularis.

-Bibite alla frutta oltreoceano Naomi, il TG1 e il superBowl

-E’ il fast food a base di pasta e di pizza, idea del tedesco Markus Korilius, si chama Vapiano ma non è la Slow food

-Dolcificanti al bar. Cosa c’è dentro? non solo aspartame e lattosio, sbucano anche la saccarina e il ciclammato.A proposito di dolcificanti ipocalorici

-In vista del prossimo appuntamento per i blogger marchigiani, la cena del 14 marzo prossimo, cominciamo a fare l’appello dei Food blogger marchigiani