Dei Pomodori e dei titoli manipolati
Pubblicato: 2008/10/28 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Not Only Food, Prodotti ortofrutticoli 19 commentiDue giorni fa è stato pubblicato su Nature Biotechnology, l’articolo “Enrichment of tomato fruit with health-promoting anthocyanins by expression of select transcription factors” di Eugenio Butelli e collaboratori (pdf).
Ma perché nei vari titoli di giornali o siti in cui rimbalza la notizia, si parla di pomodori anti-cancro?precisiamo che nello studio, agli animali modello è stato somministrato un estratto preparato ottenuto da pomodori essiccati. Sarebbe utile sapere a che concentrazioni sono presenti gli antociani e gli antiossidanti nel prodotto essiccato rispetto al prodotto fresco.

Nell’articolo su Corriere.it Umberto Veronesi afferma:
“Conosciamo molti cibi che hanno valori protettivi per il cancro. Il pomodoro contiene licopene, che si libera ancora di più quando il pomodoro è cotto fino a ottenere una salsa. Il licopene è protettivo nei confronti del tumore della prostata e forse del seno.”
Se è confermato che in vitro il licopene è un potente antiossidante, gli studi in vivo non sono sempre così concordi. Il Prof.Veronesi conosce di certo anche i dati contrastanti apparsi in letteratura.
Continua Veronesi:
È logico quindi che le ricerca si concentri nello studio e potenziamento delle proprietà di questo alimento. Altri cibi preziosi sono le crucifere, l’uva, i lamponi, i mirtilli, le ciliege, le fragole e le arance rosse che contengono antocianidine, potenti antiossidanti. Ora stiamo cercando di individuare nuove sostanze e stabilire per tutte la dose giornaliera efficace nella prevenzione.
Si è ormai concordi su un punto importante: il ruolo protettivo esercitato da una alimentazione ricca di ortaggi, frutta,cereali e legumi contro l’insorgenza di patologie cronico-degenerative è da attribuire alla moltitudine di fitonutrienti contenuti nei vegetali (antocianine,acidi fenolici, fitosteroli, fitoestrogeni, tannini, terpeni, stilbeni ….). Di alcuni di questi composti conosciamo biodisponibilità, metabolismo e i meccanismi molecolari. Non possiamo attribuire ad una sola molecola un ruolo protettivo, ma dobbiamo parlare di un effetto sommatoria dovuto ai vari fitonutrienti.
E infine: Ma la speranza di prevenire molte malattie degenerative e forme tumorali è legata soprattutto al miglioramento genetico di piante e frutti.
Il Prof. Veronesi sa sicuramente che una alimentazione variata ricca di legumi, cereali non raffinati, ortaggi e frutta, permette di coprire i fabbisogni di nutrienti e antiossidanti. Esistono tante varietà di ortaggi e frutta che hanno valori di antiossidanti piu’ elevati di altri, anche tra i pomodori di cui stiamo parlando. Aggiungo, combinazioni alimentari e ricette che in ogni stagione, permettono di unire gusto e salute.
Diciamo che i titoli apparsi ieri dopo la pubblicazione dell’articolo sui pomodori OGM, mi ricordano moltissimo altri casi in cui a singole molecole, contenute in alimenti o bevande, vengono attribuiti ruoli “miracolosi” sulla stampa. E allora succede che il vino diventa anti-cancro o protegge dalle radiazioni, dall’Alzheimer.
Poi se si va a leggere gli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche, realizzi che si tratta di studi in vitro, su cellule incubate con il celeberrimo resveratrolo o qualche altro composto contenuto nell’uva. O sono studi condotti su modelli animali per brevi tempi e a concentrazioni di resveratrolo elevate e che non corrispondono a condizioni fisiologiche. Perchè questo? Perché è piu’ semplice procurarsi la molecola da qualsiasi catalogo di reagenti e somministrarlo alle quantità volute nella dieta e per i tempi programmati agli animali. O incubarlo con delle cellule in coltura o sistemi modello (membrane, liposomi ecc..).
Per concludere, quando ieri ho letto i vari titoli apparsi dopo la pubblicazione dell’articolo sul Corriere e dell’intervista a Umberto Veronesi, mi è tornato in mente questa pubblicazione su Mutation Research (2003), “Pitfalls of enzyme-based molecular anticancer dietary manipulations: food for thought” in cui gli autori Moreno Paolini e Marion Nestle, citando molti articoli pubblicati su riviste scientifiche, mettono in discussione i dati ottenuti in alcuni filoni di ricerca nutrizionale.
Ecco il riassunto, facilmente comprensibile e il pdf dell’articolo:
“Dietary approaches to cancer chemoprevention increasingly have focused on single nutrients or phytochemicals to stimulate one or another enzymatic metabolizing system. These procedures, which aim to boost carcinogen detoxification or inhibit carcinogen bioactivation, fail to take into account the multiple and paradoxical biological outcomes of enzyme modulators that make their effects unpredictable. Here, we critically examine the scientific and medical evidence for the idea that the physiological roles of specific enzymes may be manipulated by regular, long-term administration of isolated nutrients and other chemicals derived from food plants. Instead, we argue that consumption of healthful diets is most likely to reduce mutagenesis and cancer risk, and that research efforts and dietary recommendations should be redirected away from single nutrients to emphasize the improvement of dietary patterns as a principal strategy for public health policy.
Basta con questi titoli!
Tag: pomodori OGM antociani antiossidanti Umberto Veronesi Nature Biotechnolgy
Dangerdoodle vincitore del Food 4U 2008
Pubblicato: 2008/10/08 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Multimedia 1 CommentoPunta sull’ironia il video DANGERDOODLE degli studenti svedesi che hanno vinto l’edizione Food4u 2008 con questa motivazione: “Clear, concise with an effective and memorable ending that leaves the viewer with a smile. The content of this spot communicates the importance of being aware that bad food consumed in a mechanical and disorderly manner can damage one’s health.” Realizzati complessivamente 33 spot e quelli dei finalisti sono visibili anche sul sito di YouTube. La campagna, come in passato è stata promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e da altre istituzioni. Io avrei dato il premio al video italiano “In shape” che ha comunque avuto una menzione speciale.
Innovation Circus
Pubblicato: 2008/10/03 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare 5 commentiDomani a Milano inizierà Innovation Circus, una manifestazione ricca di incontri. Nove giorni di esposizioni, dimostrazioni, laboratori, spettacoli e percorsi interattivi per sperimentare le tecnologie del futuro. Si spazia dalla sanità, all’energia, allo sport, ai trasporti, al web, all’alimentazione. Quest’ultimo tema sarà trattato lunedì 6 ottobre con numerosi incontri e laboratori. Qui trovate il programma. Le sedi dove si svolgono le varie attività sono l’Ottagono e il Palazzo dei Giureconsulti. Se passate da quelle parti, magari ci incontriamo.
Via
Tag: Innovation Circus Milano
Nostra Signora Terra
Pubblicato: 2008/09/05 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Io lo leggerei 28 commentiVolevo segnalare un articolo che ho trovato sull’Espresso – una sorta di intervista a 3 con Petrini e Zaia. La chiacchierata non va a fondo su certi punti, ma e’ interessante perche’ fa capire almeno le linee generali di pensiero. Bisogna poi vedere quanto verra’ realizzato e come. L’articolo ha come titolo Nostra Signora Terra.
Diciamo che mi trova in generale d’accordo con gli spunti discussi (noterete che anche gli interlocutori si trovano d’accordo praticamente su tutto), trovo qualche imprecisione, ad esempio quando si parla di Europa, non si dice chiaramente che una cosa sono le politiche agricole, un’altra sono invece quelle che codificano il processo produttivo e che quindi impongono standards assurdi e inappropriati a certe produzioni artigianali tipiche italiane: l’esempio di Zaia riguarda le piastrelle che l’EU impone agli artigiani per garantire facili procedure igieniche – per la stessa ragione se non erro vengono imposti i piani di lavoro in acciaio anche nei pastifici artigianali…mentre sappiamo tutti in Italia che per fare la pasta fresca hai bisogno di un piano di lavoro in legno.
Un’altra perplessita’ a mio avviso riguarda la faccenda del distributore del latte: di che latte si sta parlando? prodotto locamente, certo, ma non si dice se pastorizzato o no, e questo fa differenza. E poi pensiamo di risolvere il forte potere d’acquisto dei supermercati rispetto al piccolo produttore con il distributore di latte? Ovviamente no. Anzi, per il supermercato e’ un’ottima opportunita’ per attirare nuovi clienti.
Infine: si tocca molto velocemente l’argomento OGM. Di questo abbiamo parlato spesso qui su Trashfood, e abbiamo ricordato che non possiamo ostinarci a cavalcare la battaglia contro l’OGM parlando solo ed esclusivamente degli effetti sulla ns salute, perche’ come abbiamo visto, ancora non si sa tantissimo (e.g. si parla solo ora dell’insorgere di alcune patologie tipo la Morgellons, i cui meccanismi molecolari non sono ancora ben definiti. Alcune analisi hanno confermato la crescita di fibre nelle piaghe della pelle umana.La loro composizione non è stata identificata (Edit:vedi commenti)
E’ giusto parlare dei forti interessi della lobby bio-farmaceutica e quindi capire il ruolo che queste imprese hanno a livello politico e di lobby. Ed e’ giusto ricordare anche che queste imprese hanno cura dei loro interessi ma certamente non si pongono la questione morale legata ai brevetti, o quella finanziaria… di cui gia’ abbiamo parlato qui e qui : la ricerca ci ha gia’ avvisato che questo gran bel business non porterebbe alcun aiuto alle popolazioni povere, ne’ tantomeno al contadino, in quanto sarebbe costretto a dover ogni anno acquistare i semi (i semi OGM sono ibridi). Inoltre non scordiamoci anche che e’ molto difficile limitare l’uso di queste colture al di qua o al di la’ della staccionata. Leggete un po’ qui – tipico problema di chi NON vuole coltivare OGM. Oltre al danno, la beffa.
Un saluto a tutti.
Politiche alimentari
OGM
Morgellons
Biotech
Rosso Licopene
Pubblicato: 2008/08/11 Archiviato in: Coloranti, Educazione e informazione alimentare, La foto del giorno, Prodotti ortofrutticoli 13 commenti
I pomodorini, peperoni e peperoncini arrivati nella cassetta di Francesco, mi hanno ispirato questo post.
Come si chiama il carotenoide che impartisce la colorazione rossa a ortaggi e frutti che maturano in questa stagione? è il licopene. Visto l’interesse suscitato dal composto, per le sue potenziali proprietà salutistiche, sono stati messi a punto i processi tecnologici per estrarre il pigmento da materie prime diverse. Dal sito Lycopene.com impariamo che la LycoRed ha puntato sulla produzione di Lyc-O-Mato®, un prodotto che si ottiene dai pomodori. Lyc-O-Mato® viene estratto in un impianto in Israele e può essere usato per produrre integratori o snacks fortificati con il pigmento rosso.
Alla Università della Sapienza c’è un progetto di ricavare il carotenoide da scarti di lavorazione dei pomodori.
Tra i prodotti che contengono licopene, ovviamente c’è anche il ketchup, e la Heinz, grande produttrice della salsa, ha pensato di finanziare diverse linee di ricerca sul licopene e di supportare il sito internet: Lycopene.org in cui si trovano dati e studi scientifici che dimostrano un ruolo del licopene come antiossidante.
Per diversi anni la Heinz ha proposto pubblicità in cui la salsa di pomodoro viene esaltata “tomato-rich diet may lower the risk of prostate cancer.” Ne sono nate anche inserzioni su quotidiani, pubblicazioni varie, libri di ricette che proponevano l’incorporazione del ketchup in prodotti isoliti perfino nell’apple pie.
Questa è l’inserzione apparsa sul New York Times Magazine nel 1999. La Heinz propose il ketchup come alimento funzionale: un claim salutista che suscitò un acceso dibattito, in assenza di dati scientifici che lo supportavano.
Com’è andata a finire?
Nel 2005 la Food Drug Administration (FDA) ha autorizzato la pubblicazione di alcuni dei claims salutistici proposti sui prodotti derivati dai pomodori, la decisione è stata ovviamente considerata una vittoria per la Heinz.
Tags: Ketchup, lycopene, Heinz, pomodoro, licopene.
Unser Täglich Brot
Pubblicato: 2008/08/06 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Multimedia, Sfide 1 CommentoVi ricordate del film di cui si e’ parlato tempo fa su questo blog? Si tratta di Unser Täglich Brot, Our Daily Bread.
Ripropongo qui il link al sito locandina
Ho scoperto anche – visto che ancora non si riesce a trovarlo al cinema ne’ fra i films a noleggio – che YouTube offre degli spezzoni…
Buona visione!
Frutta gratis nelle scuole europee? lo propone Mariann Fischer Boel
Pubblicato: 2008/07/12 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Prodotti ortofrutticoli 6 commentiNovità dalla Commissione europea impegnata nella informazione alimentare e nella prevenzione dell’obesità nei paesi dell’unione. E’ Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’agricoltura e sviluppo rurale che annuncia la proposta dal suo blog. Tutto da seguire il progetto che prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro l’anno per l’acquisto e la distribuzione gratuita di frutta e verdura fresca nelle scuole europee. Il contributo Ue si limiterà al 50% dei costi, ma potrà salire fino al 75% in alcune aree che dispongono di minori risorse economiche.
Nel documento “Reform of the common market organisation for fruit and vegetables” si parla anche di supporti economici alla distribuzione gratuita di prodotti orto-frutticoli anche in altre istituzioni come gli ospedali.
Questo è Opuscolo divulgativo in cui sono spiegati gli obiettivi prefissati e troviamo anche traccia dei progetti già avviati grazie a finanziamenti precedenti della UE. Vi ricordate Mr.Fruitness? Annunciato anche un nuovo programma europeo di distribuzione gratuita di latte e prodotti caseari nelle scuole elementari e medie.
Come verrà accolta la proposta dal Consiglio dei ministri delle Politiche Agricole dei vari stati? Seguiremo gli sviluppi nei prossimi mesi.
Tags: Frutta, Comunità Europea, Educazione alimentare, Mariann Fischer Boel, Scuole, Mr. Fruitness
Fit o… fat?
Pubblicato: 2008/06/18 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Food video game, Senza categoria 21 commentiE’ difficile determinare come e perche’ il grasso e l’essere grasso abbia assunto una connotazione cosi’ negativa nella societa’ moderna. Nel suo Fat History, Peter N. Stearns afferma che un cambio in questo senso inizio’ alla fine dell’800. Prima di allora perfino Shakespeare aveva avuto parole di rispetto :
Let me have men about me that are fat;
Sleek-headed men and such as sleep o’ nights:
Yond Cassius has a lean and hungry look;
He thinks too much: such men are dangerous.” (Julius Caesar, I, ii).
Potremmo affermare che il cambio nella percezione del grasso (come macronutriente) e dell’essere non magri sia associato ad un ritorno verso dei modelli religioso cristiani che associavano appunto la magrezza con la virtu’. E quindi l’idea che il mangiare grasso facesse ingrassare e che l’essere grasso fosse un peccato morale si diffuse velocemente.
Potremmo anche continuare dicendo che la prima ‘condanna’ pubblica dei grassi puo’ datarsi agli inizi del 1950, in seguito alla pubblicazione di un numero di ricerche che collegavano la dieta bilanciata alla buona salute e la longevita’. Su Eat Well and Stay Well, pubblicato in US nel 1959, i dottori Ancel e Margaret Keys spiegarono i beneficii dei cibi tipici dei paesi mediterranei. Tale dieta, particolarmente ricca di prodotti della terra freschi e di stagione, era ricca di carboidrati ma povera di proteine e grassi. Da allora il messaggio che ci ha accompagnato dagli anni 80 in poi e’ stato proprio quello di ridurre i grassi proprio per poter prevenire le malattie cardiovascolari e i tumori. Eppure contrariamente alle raccomandazioni, oggi la stragrande maggioranza delle popolazioni dei paesi industrializzati prende 37-42% della loro energia dal grasso anziche’ solo 30-35%.
La connotazione negativa del grasso viene costantemente reiterata dai media, dall’industria dello spettacolo e da quella della moda. Il corpo magro e talvolta pure emaciato e’ l’ideale tipo di bellezza per uomini e donne. Come dicevo nel precedente post, il recente caso della Nintendo e del suo gioco WiiFit ha riportato a galla un dilemma che fa discutere tanti: cosa intendiamo con ‘grasso’ e come si determina il sovrappeso, come facciamo a capire quando e’ il momento di fermarci e fare scelte piu’ consapevoli. Il gioco utilizza un pannello/bilancia elettronico che controlla il peso del giocatore e usa BMI (Body Mass Index) per indicare il livello di… obesita’. usando parole come ‘sottopeso’ e ‘grasso’. Quale e’ il problema, dunque? il problema e’ che il gioco ha come target i bambini, e quando un bambino di 10 anni si vede indicato come ‘grasso’ (pur non essendolo, visto che il BMI dei bambini e’ variabile), questo puo’ avere effetti tutt’altro che educativi.
Argomento pieno di spunti, dunque – che sara’ oggetto di tesi, la mia 😉
Frutta snack reloaded-2
Pubblicato: 2008/06/16 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Prodotti ortofrutticoli, Slot food 19 commentiRicorderete il post sul progetto Frutta Snack presentato qualche mese fa. Tra i commenti, è arrivato quello di Salvatore Facondini, uno degli imprenditori che rifornisce i distributori di snack con frutta secca o disidratata. L’ho invitato a raccontarci la sua esperienza.
Oggi Salvatore ci parla della sua esperienza personale, ci racconta della società della sua famiglia e di “Bon Fruit“, uno dei prodotti inseriti nei distributori automatici che aderiscono al progetto. Molto probabilmente se non avesse avuto l’opportunità di Frutta Snack, Salvatore avrebbe cessato la sua attività, ma questa nuova prospettiva gli ha dato il coraggio per continuare. La storia di Salvaltore è quella di un imprenditore che non si è voluto piegare alle difficoltà degli ultimi anni davanti alla aggressività dei centri commerciali e alle loro condizioni di vendita. Nata nel 1955, l’azienda Valisi per molti anni, ha confezionato frutta secca “classica” per poterla rivendere con margini dignitosi nel mercato locale. Dall’avvento della grande distribuzione le cose sono molto cambiate, i “mostri” del commercio -come li definisce Salvatore- hanno cannibalizzato il mercato e messo in concorrenza fra loro i produttori per migliorare i propri margini.
La storia di Bon Fruit inizia così: Per caso un giorno Salvatore visita un gestore locale di distributori automatici per presentargli i propri prodotti snack come arachidi, pistacchi, ecc.. Viene a sapere di Frutta Snack e del progetto dell’Osservatorio agroalimentare di Cesena volto a portare alle scuole cibi alternativi alle merendine conservate convenzionali. Si mette a studiare se può proporre un proprio prodotto per questo nuovo canale di vendita. Salvatore è partito esaminando altre iniziative di altri stati europei che come l’Italia sono impegnati nella ricerca di alternative agli snacks dolci e salati da proporre agli studenti. La sua attenzione cade su “Studentenfutter“, frutta secca a guscio ed uvetta. Dopo vari tentativi, e studiando altre combinazioni, ha ideato Bonfruit. Una tra le difficoltà più grandi è stato trovare frutta disidratata priva di anidride solforosa. Salvatore voleva questo prodotto e alla fine c’è riuscito.
Per quanto riguarda invece il rischio aflatossine, problema con cui si devono confrontare tutti quelli che producono e/o distribuiscono la frutta a guscio, Salvatore garantisce il consumatore in due modi: il primo è che ha scelto origini più sicure della frutta secca, si privilegia, quando possibile, la frutta di origine italiana (il prodotto viene stoccato in guscio e sgusciato solo quando è ordinato), il secondo è che nella miscela, solo una parte di prodotto è frutta a guscio e quindi piu’ sensibile a contaminazione. Le mandorle arrivano dalla Puglia, se manca la disponibilità, dalla California. Le nocciole provengono dalla Campania, in alternativa dal Lazio.
Ora il prodotto c’è, Salvatore è soddisfatto. Gli studenti gradiscono. Salvatore vorrebbe trovare nuovi sbocchi commerciali. Purtroppo non è facile investire in campagne promozionali. Salvatore ha puntato sul pay per click di Google che gli porta visibilità sebbene poi non si trovi il prodotto nel supermercato che chiede cifre troppo elevate (sui 5.000 € per inserimento del prodotto…nel punto vendita). Quello che si diceva prima, l’aggressività e le condizioni contrattuali della GDO e degli ipermercati.
Riusciamo a convincere Salvatore ad aprirsi un blog per parlare dei suoi prodotti e della selezione che viene attuata?
frutta secca, BonFruit, Frutta snack, aflatossine solfiti, distributori automatici
L'altra settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/06/09 Archiviato in: Educazione alimentare, Educazione e informazione alimentare, TRASH FOOD STORY Lascia un commento-La-FAO-tra-obesità-e-denutrizione Si è concluso a Roma il vertice FAO. Tutti concordano che è stato un fallimento. Rivalità tra stati, politica, interessi diversi, boicottaggio da prte di alcuni, hanno portato ad un vertice dai risultati inconcludenti. La FAO, sulla carta è un organismo dell’ONU che dovrebbe combattere la fame nel mondo. Purtroppo i risultati dal 1945, anno della sua istituzione non sono affatto incoraggianti.
-Guadagagnare salute, il programma ministeriale muove i suoi passi tra i vari comuni e regioni e italiane. Nella tappa marchigiana, si parla di rete, di importanza di coinvolgere piu’ protagonisti pubblici e privati (Università, centri di ricerca, Media, Aziende Sanitarie, Aziende alimentari ecc…) che nel territorio possono essere importanti ed esercitare ruoli diversi nella promozione della salute. Passi è uno dei progetti avviato dal 2005 sul territorio nazionale. Piccoli passi, a mia opinione, almeno a giudicare dagli scarni risultati conseguiti fino ad oggi.
-A casa mia maionese significa uova, olio d’oliva, succo di limone e aceto. Unilever e Kraft, i due big della produzione di maionese non la pensano come me. La leggerezza della maionese, in fondo è solo una emulsione olio/acqua.
-Mi sono sempre chiesta quale fosse la composizione dei grassi vegetali della Nutella, la colazione dei campioni della nazionale. I bene informati dicono che ci sia anche olio di palma e parte la campagna di sensibilizzazione di Greenpeace.
-Viaggio tra gli sponsor delle nazionali di calcio impegnate agli europei. Ma guarda a cosa hanno pensato in Turchia, producono la Cola Turka, in diverse varianti, poteva mancare quella al Cappuccino?

















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