Effetto Vinitaly: i Veleni in copertina

Espresso

L’Espresso di questa settimana finisce nel mio archivio di settimanali e periodici italiani e stranieri che hanno scelto di dedicare la copertina al cibo e a temi legati all’alimentazione. Le mie quindi non sono considerazioni sulle sofisticazioni ma sul modo con cui sono state riportate dai giornalisti dell’Espresso che con tempismo perfetto con il Vinitaly, hanno fatto uscire in edicola il settimanale con la copertina dedicata a truffe chimiche praticate in alcune cantine: VelenItaly. L’articolo parla anche di contraffazioni dell’olio, di forni fuori-legge ma sui media non si parla che di vino. Effetto Vinitaly?.

Che sapore avrà avuto il liquido vinoso che -si legge nel settimanale-di vino ne conteneva un terzo al massimo, spesso di meno?. E poi acqua, sostanze chimiche (quali? in che quantità?), concimi (quali? in che quantità?), fertilizzanti (quali? in che quantità?) e persino una spruzzata di acido muriatico (a che livello?).

I ministri Turco e De Castro hanno rassicurato Bruxelles chiarendo che i prodotti trovati in alcune aziende vinicole non erano stati utilizzati per sofisticare il vino, ma per usi di agricoltura, mentre le irregolarita’ riscontrate riguardavano soltanto l’aggiunta di acqua e zucchero di barbabietola.

In questi giorni ho imparato che acido cloridrico, acido solforico e acido fosforico, nonché alcune sostanze utilizzate anche nella produzione di concimi – quali fosfato ammonico, fosfato biammonico e solfato di ammonio – possono essere impiegati in enologia con funzioni diverse.

C’è chi considera l’articolo dell’Espresso sul vino un brutto esempio di giornalismo che cerca la notizia sensazionale a tutti i costi (1,2).

Di certo alimentazione e nutrizione, truffe alimentari, junk-food, business,cibo e salute, sono argomenti di grande interesse.

Riflettendo sul contenuto del settimanale e sulle numerose reazioni che ha scatenato, mi è tornato in mente l’articolo: “Improving Public Understanding: Guidelines for Communicating Emerging Science on Nutrition, Food Safety and Health” pubblicato sul Journal National Cancer Institute, Vol. 90, Num. 3; 194-99

Ho rispolverato insomma le Linee guida rivolte ai professionisti della comunicazione come scienziati, responsabili delle pubblicazioni scientifiche, giornalisti, consumatori e altri gruppi di interesse.

Riporto qui i punti rivolti ai giornalisti, le linee guida si riferiscono soprattutto alla diffusione di risultati di studi scientifici, ma credo che leggerle non faccia male.

-Il suo articolo è, per quanto possibile, accurato e obiettivo?

-È sicuro di non aver influenzato in alcun modo l’opinione pubblica?

-Il suo articolo fornisce consigli utili ai consumatori?

-Il suo articolo ha fondamenta scientifiche?

Si legge perfino sul settimanale l’Espresso che nel “vino” erano contenuti: “Veleni a effetto lento: all’inizio non fanno male e ingannano i controlli, poi nell’organismo con il tempo si trasformano in killer cancerogeni”.

Parlare di truffa è una cosa, parlare di sostanze cancerogene è molto diverso.

Da leggere: Vino al veleno, Linee guida rivolte ai professionisti della comunicazione


Gamberetti fuorilegge

Aumentano i consumi di alcuni prodotti ittici nel periodo delle festività, tra antipasti, cene e cenoni. Dovranno rivolgersi altrove gli importatori di aragoste surgelate provenienti da Cuba, come segnalato dall’ultimo bollettino Rapid Alert System for Food and Feed, bloccata l’importazione perchè contenevano livelli elevati di solfiti (RASF,2007).
Simile destino hanno avuto anche i gamberetti importati dalla Tunisia e dalla Cina, rispettivamente a causa di livelli fuorilegge di solfiti o per la presenza di inibitori della crescita batterica. Questo mi fa pensare che derivino da acquacoltura. Sapete chi è uno dei principali produttori di pesce da acquacoltura? la Cina. Un articolo pubblicato sul New York Times non è molto rassicurante sulle condizioni igieniche e sull’inquinamento degli allevamenti. Si concludono ‘patti strategici’ con la Cina, eppure il Financial Times, lo scorso Luglio, ha pubblicato questo articolo che denuncia il fatto che ben 750.000 persone muoiono ogni anno in Cina a causa dei livelli di inquinamento, dati ufficialmente pubblicati dall’agenzia cinese che si occupa di problemi ambientali. Oltre alla Cina anche il Vietnam sta emergendo come paese da cui si importano pesci e gamberetti allevati. Qualche giorno fa per esempio ho trovato un cartone di un misterioso pangasio proveniente proprio dal Vietnam.


La guerra del pistacchio

Seconda puntata di Te lo do io l’alert, prendendo spunto dagli alert del sistema Rapid alert system for Food and Feed (RASF), partiamo per un viaggio verso i paesi da cui importiamo derrate alimentari sia di origine animale che vegetale. In Italia abbiamo il pistacchio DOP di Bronte, ma oggi non parliamo di lui, bensì dei pistacchi che importiamo. Dalla lettura dei report degli ultimi mesi si nota con quanta frequenza vengono segnalate partite di pistacchi bloccate al confine a causa di contaminazione con aflatossine. Provenienza:Iran.

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Te lo do io l'alert:l'Escherichia coli 0157:H7

Leggi il report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF) e come detto in altre occasioni, si è informati di cosa succede in Europa e nel villaggio globale, tra controlli e ritiri dal mercato a causa di contaminazioni di alimenti con metalli pesanti, micotossine, coloranti e conservanti al di sopra dei livelli ammessi ecc..
Dalla lettura si ha la percezione netta di quanto siano numerosi e a volte impensati gli scambi commerciali tra i vari continenti. La settimana scorsa si è affacciato al confine anche il temuto Escherichia coli 0157:H7, un batterio che puo’ provocare severi problemi intestinali. La carne di vitello contaminata era di provenienza canadese. Come è noto,il report per questioni di privacy, non indica i marchi coinvolti.

Ai primi di novembre sui media era apparsa la notizia della pizza ritirata dal commercio in USA a causa della contaminazione con il temuto microorganismo. L’anno precedente erano state ritirate notevoli quantità di spinaci.
Dopo averci pensato sopra per un po’ di tempo, ho deciso. Nasce quindi la nuova categoria che ospiterà i report settimanali come spunti di riflessione per partire in viaggio tra i paesi da cui importiamo merci di ogni genere, merci che a volte non rispettando limiti imposti dalla UE, vengono ritirati o rispediti al mittente. Come i chewing gum dalla Siria o la birra dal Ghana, le code di gamberetti surgelate IQF dall’ India oltre a petti di pollo disossati surgelati dall’Argentina. Alla prossima settimana.


Imballaggi per alimenti.Cosa c'è di nuovo?

Un anno fa il caso dell’Itx e gli inchiostri dei contenitori tetrapak, poi la questione della cellulosa riciclata nei cartoni per pizza da asporto, allarme poi rientrato per le vaschette di alluminio, la vicenda della formaldeide di qualche  mese fa. Sono diversi i dubbi sulle norme in tema di sicurezza del packaging e forse i controlli non sono così adeguati. Novità comunque in arrivo. Il 27 ottobre 2006 è diventata infatti obbligatoria in tutti gli Stati europei la rintracciabilità per tutti gli imballaggi alimentari. Sono davvero numerosi gli involucri in cui sono venduti i cibi, dalle vaschette di polistirolo, al tetrapack del latte, bibite, yogurt, i cartoni della pasta, le pellicole di plastica e i film di alluminio utilizzati per avvolgere salumi e formaggi. La nuova norma prevede l’obbligo per le aziende di identificare l’origine e la destinazione di tutti gli ingredienti utilizzati nella confezione (dalle materie prime agli inchiostri, dagli additivi di lavorazione ai semilavorati).

Fonte: Europass.parma.it

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Te lo do io l'alert (3)

ITX e contaminazione alimentare. Non ne sentiamo piu’ parlare ma noi fedeli continuiamo a documentarci e a leggere i report settimanali del RASF  e scopriamo che segnalazioni di migrazione dell’ITX ci sono ancora. A questo punto non c’è classe di alimento che non sia stato indicato nel Report, sebbene prevalgano i prodotti derivati dal latte (1,2,3). Negli ultimi mesi la migrazione di ITX è stata segnalata in yogurth provenienti dalla Germania, drink alla soya (provenienza Paesi Bassi), latte per neonati (provenienza Paesi Bassi), mousse al cioccolato di origine belga. L’ultimo report di una settimana fa indicava uno yogurth di provenienza austriaca. Continueremo a seguire a vicenda e ci interroghiamo anche sul perchè la migrazione dell’ITX sia stata segnalata quasi esclusivamente  su alimenti distribuiti in Italia.

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Te lo do io l'alert (2)

Anche se non sentiamo piu’ parlare dell’Isopropil Tioxantone meglio conosciuto come ITX, il sistema di allerta della UE di cui avevamo parlato un pò di tempo fa, continua a segnalarlo in diversi alimenti e bevande. Dopo il latte Nestlè e Milupa, sono indicate migrazioni della molecola del tioxantone in diversi succhi di frutta, mele, papaya, pesca, frutti esotici e nella panna vegetale. Quali marchi? La UE su questo punto tace.
E della serie non facciamoci mancare nulla, è segnalato anche nell’olio extravergine e nel succo di pomodoro. Mai visto l’olio extravergine in tetrapak..e voi?

Il silenzio dei media in proposito mi sembra assordante e intanto ne parlo io. Per chi vuole documentarsi ecco il report piu’ recente del Rapid Alert System for Food and Feed (RASFF) in pdf
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ITX: a che punto siamo?

Mi aggiro tra gli scaffali del supermercato. Settore succhi di frutta. Mi sarebbe paciuto sapere quali sono i marchi in cui è stato trovato l’ITX a livelli maggiori. E’ un nostro diritto essere informati. Non la pensa così l’Autorità Europea per la sicurezza alimentare su additivi alimentari, aromatizzanti, coadiuvanti tecnologici e materiali a contatto con gli alimenti (AFC) che nel documento ufficiale ci informa che è vero, l’ITX non migra solo se a contatto con liquidi che contengono grassi come il latte. Lo hanno trovato anche in succhi di pomodoro e in prodotti “torbidi” (?) quali il succo d’arancia. Da 5 microgram/l a 249 microgram/l. La dimensione della confezione sembra avere un ruolo in quanto i livelli rilevati di ITX nei cartoni più piccoli erano relativamente più elevati dei valori riportati nei cartoni più grandi. Dati forniti all’EFSA dall’industria.
L’ITX non è stato rilevato invece nei succhi di frutta “limpidi” quali il succo di mele, né è stata rilevata la sua presenza nell’acqua. Buono a sapersi, ma questo non mi tranquillizza piu’ di tanto viste le affermazioni e clamorose smentite delle settimane precedenti. Anche i dati scientifici sulla presunta genotossicità dell’ITX sono stati forniti dall’industria.
Ecco il testo completo del parere scientifico del gruppo di esperti EFSA. Come ho già scritto, la TetrapaK ha annunciato che da gennaio 2006, l’ITX non sarà piu’ impiegato nel confezionamento degli imballaggi di succhi di frutta.

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