Quanto sodio nei crackers?

Il crackers ha una lunga storia. Se John Pearson è considerato l’ideatore del prodotto (1792), chi ha contribuito alla sua diffusione è Josiah Bent, fondatore di quel colosso che si chiama ancora oggi Nabisco (1801).

In Italia una delle prime aziende fu la Pavesi, come documentano le pubblicità che risalgono agli anni cinquanta.

A distanza di piu’ di due secoli, il cracker è un prodotto planetario, sfornato in decine di varianti. Ma torniamo al sale e agli ingredienti.

E’ curioso notare che tra versioni Salato e Non salato della stessa azienda,, le differenze sono davvero minime, in alcuni casi fuorvianti.

-Sulla base delle indicazioni fornire dai siti delle aziende non ci sarebbero differenze tra le due tipologie prodotte dalla Pavesi (entrambe conterrebbero 0,9g/100g)

-Le informazioni poi sul sito della Doria sono ancora piu’ stravaganti con un livello di sodio indicato che è perfino superiore nella versione Doriano Non salato (1,77 g/100g) rispetto al Doriano classico (1g). Vediamo quanto impiegano a correggere.

Uno sguardo agli ingredienti:

Crackers Non Salati Mulino Bianco -Sfoglia di grano Farina di frumento, olio vegetale, sale, estratto di malto d’orzo e mais, correttore di acidità: carbonato acido di sodio, farina d’orzo maltato, lievito di birra. (sodio 0,7 g/100g)

Crackers Salati Mulino Bianco Sfoglia di grano Farina di frumento, olio vegetale, sale, estratto di malto d’orzo e mais, correttore di acidità: carbonato acido di sodio, farina d’orzo maltato, lievito di birra. (sodio 0,9 g/100g)

Gran Pavesi Salati Farina di grano tenero tipo “0”, olio di soia (9,2%), estratto di malto d’orzo e mais (3,65%), grasso vegetale non idrogenato, sale (1,8%), correttore di acidità: carbonato acido di sodio, farina d’orzo maltato, lievito naturale. (sodio 0,9 g/100g)

Gran Pavesi Non Salati Farina di grano tenero tipo “0”, olio di soia (9,2%), estratto di malto d’orzo e mais (3,65%), grasso vegetale non idrogenato, sale (1,15%), correttore di acidità: carbonato acido di sodio, farina d’orzo maltato, lievito naturale. (sodio 0,9 g/100g)

Non salati Premium Saiwa farina di frumento, grasso e olio vegetale, sale, correttori di acidità Carbonato acido di sodio, farina di malto d’orzo, lievito di birra. (sodio 1g/100g)

Salati Premium saiwa: farina di frumento, grasso e olio vegetale, sale (2,2%), correttori di acidità Carbonato acido di sodio, farina di malto d’orzo, lievito di birra (sodio 1,5 g/100g)

A confronto altri prodotti:

Filigrani Mulino Bianco Farina di frumento, grasso vegetale non idrogenato (5,4%), estratto di malto d’orzo e mais, miele, germe di grano, correttore di acidità: carbonato acido di sodio, farina d’orzo maltato, sale, latte scremato in polvere, lievito naturale. (sodio 0,11g/100g )

Tuc Saiwa Farina di frumento; Grasso vegetale; Olio vegetale; Zucchero; Agenti lievitanti: carbonato acido di ammonio, carbonato acido di sodio, fosfato monocalcico; Sciroppo di glucosio-fruttosio; Sale; Farina di malto d’orzo. (Sodio 1 g/100g

Ed ora una immagine riassuntiva sui livelli di sodio (g/100g) di alcuni prodotti. In un intervallo compreso tra 0,11g/100 e 1,5 g/100g sono indicate in rosso le versioni “Salato”, in azzurro la tipologia “Non salato” e in verde 3 outsiders (Tuc, Olivia e Marino, Filigrani).

Come sempre, l’invito è di leggere attentamente le etichette e non fermarsi alle diciture sulla confezione soprattutto se facciamo attenzione ai livelli di sodio negli alimenti.

crackers,livelli di sodio

Fonti: Non salati-salati,Saiwa, Mulino Bianco, Doria, Oliva e Marino


Non Salati – Salati

Anche quest’anno la nutrizionista errante come mi chiamano i colleghi per i numerosi impegni itineranti degli ultimi tempi, si è rimessa in marcia.
Ho ripreso le lezioni settimanali a San Benedetto del Tronto presso l’Università della Terza età e del Tempo Libero.

La scorsa settimana abbiamo parlato del sodio e del sale negli alimenti. Buona occasione per dare di nuovo uno sguardo ai livelli in alcuni alimenti e alla etichettatura.

Cosa ho scoperto guardando con attenzione le etichette di vari tipi di crackers, snacks inventati piu di duecento anni fa da John Pearson?

Sapreste riconoscere quali sono nella versione “Salati” e quali “Non salati“? In quale marchio troviamo i livelli piu’ alti? Le immagini sono catturate dai siti web delle aziende, in una di queste credo ci sia anche un errore. Nel prossimo post si continua.

Nel frattempo ricordiamo che il nostro fabbisogno di sodio è relativamente basso: apporti intorno ai 600 mg/die sembrano essere sufficienti a mantenere un bilancio in pareggio nella quasi totalità dei soggetti.

La raccomandazione giornaliera è non più di 2,4 g di sodio che corrispondono a 6 g di sale.

Fonti:
Il sodio e il sale

Quanto sale c’è in una pizza

Tagliare il sale durante l’adolescenza fa bene al cuore in età adultaMeno sale nella dieta” è il progetto del ministero e dei panificatori


Yummi Dough: la plastilina edibile

Ringrazio Paolo senza il quale forse non avrei mai realizzato che esiste questa plastilina edibile: Yummi Dough. Viene presentata come una pasta da modellare che si può mangiare! Yummi Dough è una pasta realizzata con ingredienti sani e naturali al 100% che i bambini possono mangiare, oltre che utilizzare per realizzare forme e disegni. Il kit comprende quattro confezioni di pasta colorata per giocare con la fantasia, creando divertenti figure. Poi tutto in forno per 15-20 minuti e che il gioco o lo spuntino abbiano inizio!

Ok. Questo è il testo del comunicato stampa che accompgana l’arrivo della plastilina in un negozio italiano, mi conoscete, non mi sono fermata e dopo una rapida ricerca, sono riuscita a trovare il sito internet dove è stata messa in vendita per la prima volta. Si tratta dell’iniziativa di due imprenditrici tedesche. L’ idea deve aver avuto successo se è proposta in vari siti internazionali:
Essknete – zum Kneten und Backen für die ganze Familie,
Yummy Dough – edible modelling dough – for the whole family,
Patamiam – pour pétrir et four – pour toute la famille,
Yummy Dough – para amasar y hornear – para toda la familia,
Yummy Dough – A receita contra o tédio

Dalla lettura degli ingredienti emerge che le formule cambiano tra vari stati. Cominciamo con USA e Canada

Ingredients (USA/Canada): Enriched wheat flour, icing sugar, powdered vegetable shortening (partially hydrogenated soybean oil, corn syrup solids, sodium caseinate, mono and diglycerides), wheat starch, dried whole eggs, artificial flavour, artificial colours (contains tartrazine), soy lecithin.

Ingredients (worldwide except USA/Canada):
Wheat Flour, Sugar, Whole Egg Powder, Palm Oil, Wheat Starch, Modified Starch, Glucose Syrup, Maltodextrin, Colouring: Beetroot Red, Curcumin, Milk Protein, Flavourings, Colouring: E 133.

La plastilina edibile venduta in Italia contiene: farina di grano, zucchero, amido di frumento, uovo intero in polvere, olio di palma, sciroppo di glucosio, maltodestrina, coloranti: rosso barbabietola, giallo curcuma, beta-carotene, blu patentato V (E133), proteine del latte, aromatizzanti.

Pur di far mangiare i piu’ piccoli, cosa saremmo disposti ad acquistare? il costo di una confezione contenente 113 gr di miscela rossa, 113 gr gialla, 113 gr verde, 113 gr blu, 1 dosatore e 1 spatola è di 10,95€

Fonte immagine; Yummy dough; Nel blue dipinto di blue patent V


FoodCamp gluten free

Riemergo dopo un periodo di assenza forzata per parlarvi del primo FoodCamp Gluten free. Dove? quando? a Gargonza, il 17 Aprile prossimo per trattare di vari argomenti che ruotano attorno alla celiachia e al settore alimentare gluten free.

Come è cambiata la cucina senza glutine negli ultimi anni? Quali sono le nuove proposte ed ingredienti alimentari che possono essere impiegati? Le etichette dei prodotti senza glutine sono comprensibili? Ci sono novità in campo medico? che ruolo hanno i blogger nella comunicazione alimentare su temi legati alla celiachia?

Per ora sono spunti di possibili interventi, il programma è in progress, ulteriori dettagli nei prossimi giorni.

Un grosso in bocca al lupo alle food-blogger Emanuela e Letizia, promotori della iniziativa, la prima in assoluto.

Iscrivetevi, ecco il link alla pagina wiki del Gluten-Free-FoodCamp in allestimento, io ci sarò.


Le Spirulina Chips e le smartwaters

Terza tappa del viaggio di Vittorio negli USA. Dopo Memphis e Miami una sosta a Delray Beach, Florida. Una capatina all’ “organic cottage“, un piccolo negozio, con annesso bar, che vende alimenti “bio“, o “organic” in stile USA. Si trovano centinaia di prodotti,vegani ma non solo, tutto con un’impronta rigidamente salutista. Tutto anche estremamente costoso. Ecco qualche foto.

Non potevano mancare quelli che adesso vengono chiamati “superfood“. Un esempio? Le Spirulina chips, conglomerati di Organic sesamo, Organic banana, Organic cocco (conservato senza solfiti), Organic spirulina, tutto sotto forma di “chips”. Si propongono come uno snack “salutista”, apporto calorico di 400Kcal per 100g. Il prezzo? 5$ ma i fan della spirulina sono disposti a spendere per questa alga considerata una ottima fonte nutrizionale di proteine e vitamine.

Cosa bere? Per gli amanti delle cole, la Zevia Cola. Si tratta di una bevanda dolcificata con la combinazione eritritolo/stevia, combinazione che si sta affermando perchè permette di ottenere bevande dolci ma a ridotto apporto calorico. Costa il 25% in più della coca cola normale ($1.20), cosa contiene? tra gli ingredienti ci sono stevia, eritritolo, caramello naturale, acido citrico, estratto di cola, acido tartarico, acido fumarico.

Prodotti di successo negli USA sono le cosiddette “smartwaters“, ossia acqua filtrata con aggiunta di varie vitamine. Come la linea LifeWater dal costo piuttosto elevato (1,75$ per 250ml). Prodotta dalla Pepsi, è dolcificata con PureVia (estratto di Stevia – Reb A) e eritritolo come la bibita precedente.

Ho curiosato nel sito della LifeWater e tra i vari “Flavours” disponibili:


Lifewater strawberry kiwi lemonade

Filtered water, erythritol, lemon juice concentrate, natural flavor, citric acid, potassium lactate, calcium lactate, black carrot juice concentrate (color), reb a (purified stevia extract), magnesium lactate, ascorbic acid (vitamin C), niacinamide (vitamin B3), calcium pantothenate (vitamin B5), gum arabic, pyridoxine hydrochloride (vitamin b6), sea salt (sodium chloride), beta carotene (color), cyanocobalamin (vitamin B12)

Lifewater Fuji apple pear
Filtered water, erythritol, natural flavor, citric acid, ascorbic acid (vitamin C), garcinia cambogia rind extract, xanthan gum, calcium lactate, potassium citrate, reb a (purified stevia extract), modified food starch, l-carnitine, vitamin E acetate, calcium phosphate, gum arabic, calcium pantothenate (vitamin B5), niacinamide (vitamin B3), panax ginseng root extract, chromium picolinate, pyridoxine hydrochloride (vitamin B6), beta carotene (color), cyanocobalamin (vitamin B12)

Lifewater Macintosh apple cherry
Filtered water, erythritol, citric acid, potassium lactate, natural flavor, calcium lactate, black carrot juice concentrate (color), caramel color, reb a (purified stevia extract), ascorbic acid (vitamin C), magnesium lactate, niacinamide (vitamin B3), calcium pantothenate (vitamin B5), pyridoxine hydrochloride (vitamin B6), sea salt (sodium chloride), cyanocobalamin (vitamin B12)

Potenza degli aromi! Gusto Fuji Apple? Gusto Macintosh apple? vi state chiedendo se esiste davvero la varietà Macintosh? esiste, è una delle mele piu’ vendute in Canada e nel Nord Est degli USA.


Carne separata meccanicamente (CSM) made in Italy

L’industria alimentare propone la carne avicola in numerose combinazioni rivolte alla ristorazione collettiva e all’alimentazione domestica. Si tratta di prodotti rivolti in particolare a consumatori che vanno sempre di fretta e non vogliono impiegare troppo tempo a cucinare.

Oggi dirigo la mia attenzione sui prodotti definiti “panati”. Tempo fa avevo scritto un post, il Tritatutto a proposito di carne avicola separata meccanicamente. Tema che mi è utile riproporre perchè tra gli ingredienti dei prodotti avicoli “panati” troviamo appunto la carne separata meccanicamente (CSM).

I metodi usati per produrre CSM sono molto vari e danno luogo a prodotti molto diversi riguardo all’aspetto visivo e microscopico (istologico) e ai parametri di qualità. L’Unione Europea produce annualmente circa 700.000 tonnellate di CSM, per un valore compreso tra 400 e 900 milioni di euro. Il 77% della produzione avviene ad alta pressione, il restante 23% viene prodotto a bassa pressione; riguardo alle specie, l’88% della CSM deriva da pollame e il 12% da suini.

Ricordo che quando venne pubblicata questa immagine ci furono numerosissime reazioni, ma questo ingrediente non è mica impiegato solo per i McNugget. 🙂

E così l’altro giorno, ho davvero sperato che qualcuno non mi notasse al supermercato quando ho infilato il piatto pronto 100% Italiano nel carrello. Sto parlando di uno dei prodotti già impanati e Pronti in 3 minuti .

Ingredienti: Carne di tacchino 17%, pangrattato (farina di frumento,oli vegetali,sale,destrosio, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi,spezio, zucchero, correttore di acidità: acido acetico, lievito, colorante:estratto di paprika), carne di tacchino separata meccanicamente 13,7%, acqua, olio vegetale, spinaci 7%, farina di frumento e di mais, formaggio, albume d’uovo in polvere, glutine di frumento, sale, amido di frumento, amido, proteine del latte,burro,aromi. Agenti lievitanti:difosfato disodico,carbonati di sodio, lecitina di soia.

Vogliamo fare insieme due calcoli veloci? 0,550 g è venduto al prezzo di 4,84 euro. Quindi complessivamente arriviamo a 8,8 euro /kg. La carne è solo il 30,7% del peso finale. Siamo generosi, arrotondiamo per eccesso al 31%. Ma il prezzo della carne separata meccanicamente è decisamente piu’ economico e il prezzo finale solo a me non sembra giustificabile?

Allo stesso costo quanti altri tipi di carne o alternative piu’ gustose, nutrienti e soprattutto a prezzi piu’ vantaggiosi si possono acquistare?

Mi chiedo quanti si fermino a valutare il rapporto tra tempo – peso – prezzo di questi prodotti.

Dimenticavo, stavo parlando di queste.

Altri posts sul tema:

Hamburger a confronto.

Il tritacarne

UE pubblica report sull’uso di carne separata meccanicamente


Degli oli deodorati e degli alchilesteri (metilesteri ed etil esteri degli acidi grassi) nell’olio extravergine

Via gli olii deodorati, viva l’olio genuino! Scienza e salute

Stop dell’UE all’olio tarocco‎ La Stampa

Coldiretti: stop agli olii deodorati spacciari come extravergine Vino in rete

Sono alcuni titoli apparsi nelle ultime settimane su quotidiani e blogs. E’ veramente la fine dell’olio deodorato? Mi sono documentata e sono doverose delle precisazioni.

Tutto è iniziato il 24 gennaio 2011, quando è stato introdotto il nuovo Regolamento (UE) N. 61/2011 della Commissione che modifica il regolamento (CEE) n. 2568/91 relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva. Il regolamento introduce la valutazione dei livelli di alchilesteri (etil esteri degli acidi grassi e metil esteri degli acidi grassi ) nell’olio extravergine, ne fissa i metodi di analisi e i limiti che dovranno essere rispettati.

I valori fissati sono stati approvati dal Coi: International Olive Oil Council , per la precisione i limiti che mediano le proposte dei ricercatori italiani e spagnoli (piu’ restrittivi i primi e piu’ permissivi i secondi) sono:

-Contenuto di alchil esteri + metil alchil esteri inferiore o uguale a 75 mg/Kg oppure

– Contenuto di alchil esteri + metil alchil esteri compreso tra 75 -150 75 mg/Kg con un rapporto tra esteri etilici/esteri metilici inferiore o eguale a 1,5.

Cosa sono questi composti e in quali condizioni si formano?
I termini alchilesteri, etil esteri degli acidi grassi (EEAG) e metil esteri degli acidi grassi (MEAG) sono familiari ai tecnologi alimentari che si occupano di qualità dell’olio extravergine. Da numerosi anni infatti è nota la presenza di esteri metilici ed etilici degli acidi grassi tra i lipidi contenuti nelle olive. Si è evidenziato che la loro formazione è modulata dai fattori ambientali. Un incremento dei livelli degli etil esteri degli acidi grassi e dei metil esteri degli acidi grassi si osserva in conseguenza di fenomeni fermentativi e degradativi delle olive di scarsa qualità come olive surmature, danneggiate o conservate in condizioni non ideali prima della lavorazione. Tali processi di alterazione delle strutture della drupa producono infatti alcol metilico (metanolo) ed alcool etilico (etanolo) che possono conseguentemente formare alchil esteri per reazioni di transesterificazione e successivamente vengono trasferiti negli oli.

La surmaturazione delle drupe provoca infatti un danneggiamento cellulare ed è responsabile della liberazione di metanolo a causa della demolizione (attuata dall’enzima pectina metilesterasi ) delle pectine, polimeri presenti nelle strutture cellulari del frutto dell’oliva.

In modo analogo una cattiva conservazione delle olive porta all’incremento di acidi grassi liberi e alla formazione di etanolo e metanolo per reazioni fermentative.

L’olio ottenuto dalla spremitura di queste olive ha un odore sgradevole ed è per questo motivo che viene sottoposto al processo di deodorazione. Il termine deodorare è eloquente. La deodorazione, applicata in condizioni diverse nelle filiere produttive degli oli vegetali raffinati e idrogenati, viene attuata allo scopo di rimuovere le molecole che impartiscono odori sgradevoli all’olio. La messa a punto del processo si colloca parecchi anni fa ed è considerata una tappa importante nella storia della produzione degli oli vegetali edibili. Questo articolo “Edible oil deodorization” è datato 1937.

Secondo gli addetti ai lavori, il nuovo regolamento non decreta tuttavia la completa esclusione di oli deodorati perché sono noti trattamenti di deodorazione eseguiti in particolari condizioni (in corrente di vapore o azoto ad una temperatura generalmente inferiore a 100°C) che possono consentire di aggirare questi limiti, tuttavia è un passo avanti verso il miglioramento della qualità.

Per consentire un periodo di adeguamento alle nuove norme, le modifiche introdotte dal regolamento si applicheranno a partire dal 1 aprile 2011. Gli oli d’oliva fabbricati ed etichettati nell’Unione o legalmente importati nell’Unione e immessi in commercio anteriormente a tale data potranno essere comunque commercializzati fino ad esaurimento delle scorte.

Fonti:

-REGULATION (EU) No. 61/2011 OF THE COMMISSION of 24 January 2011 amending Regulation (EEC) No 2568/91 on the characteristics of olive oils and olive pomace oils and analytical methods of analysis (pdf)

Metodi analitici per la determinazione di oli deodorati mild: in oli extra vergini di oliva commerciali.

Alkyl esters of fatty acids a useful tool to detect soft deodorized olive oils.

dal-1-aprile-lolio-extra-vergine-di-oliva-deodorato-è-legale

Fatty acids methyl and ethyl esters as well as wax esters for evaluating the quality of olive oils, Eur. Food Res. Technol., 228, 65-74, 2008.

Edible oil deodorization

– Fonte immagine


Errata corrige

 La Stampa sui metilesteri

E’ il momento di parlare di alchilesteri (metilesteri e etilesteri degli acidi grassi) e di olio extravergine. Alcuni titoli come questo Stop dell’UE all’olio tarocco‎ apparso su La Stampa o questo Via gli olii deodorati, viva l’olio genuino! sul blog Scienza e Salute sono entusiasti. E’ veramente la fine dell’olio deodorato? Mi sono documentata e non è affatto così.

post in progress


Parola d’ordine: addensare. Viaggio (Fat free) con Wyk

Vittorio continua a documentare le sue esperienze edibili -ma anche no- durante il viaggio negli USA. Con colpevole ritardo un aggiornamento. Dopo Memphis, tappa a Miami. Nella pausa pranzo un tramezzino maionese e tonno. E il post va archiviato subito nella sessione Food design, notevole la combinazione degli ingredienti piu’ disparati che la Kraft usa per confezionare la maionese Fat free.

Ingredients:

Water, Modified Food Starch,Si comincia con acqua e amido modificato in funzione di addensante come ho scritto in passato.

Sugar, High Fructose Corn Syrup, Vinegar, Zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio e aceto.

Soybean Oil (Trivial Source of Fat and Cholesterol) Ha senso che sia fat free la maionese? Comunque c’è l’olio di soia

Cellulose Gel, Cellulosa in gel? l’ho trovata nel Codex alimentarius. Serve come stabilizzante e addensante

Natural Flavor, Artificial Color, Aromi naturali e artificiali non ben definiti

Egg Yolks (Trivial Source of Fat and Cholesterol) rossi d’uovo

Xanthan Gum, Mustard Flour Ancora un addensante, la gomma di xanthano diventata famosa con il nome di Xantana. Mostarda

Lactic Acid Acido lattico (correttore di acidità).

Cellulose Gum, Ancora cellulosa, stavolta Gomma di cellulosa, le funzioni sono analoghe alla Cellulose gel, stabilizzante e addensante.

Phosphoric Acid, Vitamin E Acetate, Lemon Juice Concentrate, Dried Garlic, Dried Onions, Spice Acido fosforico, vitamina E, succo di limone, aglio essiccato, cipolle essiccate, spezie

Yellow 6, Beta Carotene, Blue 1, E questi coloranti? sembra che non riescano a farne a meno, posso comprendere il giallo e il beta-carotene, qualcuno sa spiegarmi la presenza del colorante Blue 1?

Potassium Sorbate and Calcium Disodium EDTA Potassio sorbato e EDTA come conservanti.

E ora il tonno in scatola, il tonno BumbleBee che è considerato tra i marchi piu’ conosciuti. A cosa serve il pirofosfato aggiunto? Può avere diverse funzioni, in relazione al prodotto con cui è combinato, nei prodotti ittici come in questo caso, sembra che inibisca la formazione di cristalli di ghiaccio. di struvite.

Tornando alla maionese, la Kraft Legeresse che si trova in Italia è decisamente diversa. Solo, si fa per dire: acqua, olio di semi di girasole (39%), uova fresche pastorizzate con tuorlo di uova fresche pastorizzate (8%), amido modificato, aceto di vino, sale, succo di limone, zucchero, correttore di acidità (acido lattico), conservante (sorbato di potassio), aromi.

A domani per nuovi aggiornamenti.

Il viaggio di Wyk 72 continua..


Cereali multicolor a colazione

Quale dei seguenti cereali colorati è in vendita in Italia?

Bravi! i cereali Kellogs Hello kitty in edizione limitata. E con loro i cereali colorati giungono sugli scaffali anche in Italia. Gli altri sono frutto della mia ricerca su vari siti di aziende che hanno già immesso sul mercato USA cereali multicoloured rivolti a bambini e adolescenti. Prodotti, designed for kids come affermano gli esperti di marketing. Ne troviamo blue, verdi, arancio, gialli. Forse proprio la Kellogs è stata la prima azienda a produrli. Ricordo che dedicai il secondo numero del randomestrale TRASHFOOD ai coloranti e tra i prodotti particolari citai i Mickey’s Magix, nati dal connubio tra la Kellogg e la Disney, cereali e marshmallows tuffati nel latte lo coloravano di blue.

Sulle confezioni di quasi tutti troviamo i messaggi ben noti: “Fonte di calcio, fonte di vitamina D“, “Contiene vitamine, ” ma da una lettura attenta scopriamo che c’è un lungo elenco di additivi e di certo esistono alternative decisamente piu’ salutari per la colazione. E leggendo le etichette si comprende come mai in piu’ occasioni proprio i cereali siano stati oggetto di attenzione da parte di campagne di associazioni di consumatori. Qualche esempio:

General Mills Lucky Charms Cereal Swirled Marshmallow
Ingredients: Whole Grain Oats, Marshmallows (Sugar, Modified Corn Starch, Corn Syrup, Dextrose, Gelatin, Calcium Carbonate, Yellows 5 & 6, Blue 1, Red 40, Artificial Flavor), Sugar, Oat Flour, Corn Syrup, Corn Starch, Salt, Trisodium Phosphate, Color Added, Natural and Artificial Flavor, Vitamin E (Mixed Tocopherols) Added to Preserve Freshness, Vitamins and Minerals: Calcium Carbonate, Zinc and Iron (Mineral Nutrients), Vitamin C (Sodium Ascorbate), a B Vitamin (Niacinamide), Vitamin B6 (Pyridoxine Hydrochloride), Vitamin B2 (Riboflavin), Vitamin B1 (Thiamin Mononitrate), Vitamin A (Palmitate), a B Vitamin (Folic Acid), Vitamin B12, Vitamin D3.

MagicTime™ Apple Rings Cereal
Ingredients: SUGAR, CORN FLOUR, WHEAT FLOUR, OAT FLOUR, SALT, CALCIUM CARBONATE, DRIED APPLES, APPLE JUICE CONCENTRATE, SODIUM ASCORBATE, CINNAMON, YELLOW #6, ZINC OXIDE, NIACINAMIDE, REDUCED IRON, BAKING SODA, BHT (A PRESERVATIVE), TURMERIC COLOR, VITAMIN A PALMITATE, RED #40, PYRIDOXINE HYDROCHLORIDE (VITAMIN B6), THIAMIN MONONITRATE (VITAMIN B1), BLUE #1, RIBOFLAVIN (VITAMIN B2), FOLIC ACID, VITAMIN D AND VITAMIN B12.

Per l’edizione limitata Hello Kitty, apprezzabile l’impegno della Kellogs all’uso di coloranti estratti da fonti vegetali per impartire il colore rosa. Troviamo infatti gli ingredienti: Farine di cereali (avena (32%), frumento (32%), mais (12%)), zucchero, sciroppo di glucosio, sale, tricalcio fosfato, aroma naturale di limone e altri aromi naturali, estratti vegetali (carota, ribes nero), vitamine (C, PP, B6, B2, B1, folacina, B12) e ferro. A proposito di ferro, avete notato che non è indicata la forma chimica con cui è presente? al contrario per il calcio si tratta di tricalcio fosfato.

La stessa Kellogs al contrario propone un elenco decisamente diverso per gli Apple Jacks® in vendita negli USA. Il colore verde e giallo non è certo impartito dal succo di mela ma dalla presenza dei coloranti BLUE #1 e RED #40 e TURMERIC COLOR.

Kellogg’s® Apple Jacks® cereal
Ingredients. SUGAR, WHOLE GRAIN CORN FLOUR, WHEAT FLOUR, WHOLE GRAIN OAT FLOUR, OAT FIBER, SOLUBLE CORN FIBER, SALT, MILLED CORN, DRIED APPLES, APPLE JUICE CONCENTRATE, CORNSTARCH, CINNAMON, NATURAL AND ARTIFICIAL FLAVOR, SODIUM ASCORBATE AND ASCORBIC ACID (VITAMIN C), MODIFIED CORN STARCH, YELLOW #6, NIACINAMIDE, REDUCED IRON, ZINC OXIDE, TURMERIC COLOR, BAKING SODA, PYRIDOXINE HYDROCHLORIDE (VITAMIN B6), BLUE #1, CALCIUM PHOSPHATE, RIBOFLAVIN (VITAMIN B2), THIAMIN HYDROCHLORIDE (VITAMIN B1), RED #40, VITAMIN A PALMITATE, BHT (PRESERVATIVE), FOLIC ACID, VITAMIN D, VITAMIN B12.

Tornando al tema da cui sono partita. Si allunga quindi l’elenco degli snacks e prodotti alimentari che vedono Hello Kitty come protagonista. Ricordate il gelato? Avvistata anche la piadina. Nel mercato asiatico vi sono innumerevoli snacks dolci e salati.

E sorpresa! Hello Kitty è testimonial perfino del cibo Made in Italy: Spaghetti Hello KItty,, la pasta, potevano mancare l’olio Hello Kitty e il sugo pronto alla Bolognese?