E 1200, il polidestrosio
Pubblicato: 2008/12/17 Archiviato in: Fibre alimentari 3 commentiNella etichetta di alcuni biscotti, ho trovato indicato il polidestrosio come fibra alimentare.
Di cosa si tratta? Il polidestrosio ha una storia alle spalle come additivo alimentare (E1200): stabilizzante, addensante, umettante in numerosi prodotti dell’industria dolciaria.
Da alcuni anni il polidestrosio ha ottenuto il riconoscimento come fibra alimentare ai fini della dichiarazione in etichetta di prodotti alimentari.
Ha un apporto calorico di circa 1 Kcal/g ed è costituito da polimeri di glucosio legati con molecole di sorbitolo e con residui di acido citrico o acido fosforico. I polimeri si ottengono per condensazione degli ingredienti. Il legame 1,6-glucosidico è il legame principale.
Per tutti i produttori di polidestrosio quindi il riconoscimento come fibra alimentare è stata una vera fortuna, da additivo a fibra alimentare con un mercato tutto nuovo su cui attecchire. Due i principali protagonist nel mercato globale del polidestrosio: la Danisco con Litesse e la Tate & Lyle’s con Sta-Lite.
Tag: E1200 Polidestrosio Danisco Tate &Lyle’s Litesse
70 prodotti, una piramide alimentare
Pubblicato: 2008/12/15 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Prodotti ortofrutticoli 1 CommentoAlla Regione Toscana sono così orgogliosi della PAT (piramide alimentare toscana), che ne hanno registrato perfino il marchio.
L’idea alla base della piramide piramide alimentare toscana è stata quella di inserire prodotti locali che appartengono ai vari gruppi di alimenti (Cereali e derivati, carne, pesce, formaggi, frutta e ortaggi, legumi, grassi e dolci) nei livelli della piramide dell’alimentazione mediterranea. Attenzione agli aspetti nutrizionali quindi, ma non solo. Un occhio è rivolto ai prodotti del territorio allo scopo di farli conoscere. 60 dei settanta alimenti toscani della PAT appartengono infatti all’elenco dei prodotti tradizionali della regione come la mela rotella della Lunigiana, il mirtillo nero della Montagna Pistoiese, le ciliegie di Lari, la finocchiona, spinaci della Val di Cornia, la pesca cotogna toscana e la pesca regina di Londa.
Potremmo farlo per ogni regione italiana, in fondo basterebbe sfogliare l’elenco dei prodotti tradizionali. Se non lo conoscete lo trovate qui.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/12/14 Archiviato in: E.T.chettibus, Not Only Food, Te lo do io l'alert Lascia un commento–C’ era una volta Alixir immunitas. E c’è ancora con un miliardo di probiotici in ogni porzione. Probiotici ubiquitari?.
–Latte crudo storie dell’altro mondo.Alla fine si è arrivati ad un compromesso in Italia, nessuna chiusura dei distributori di latte crudo, ma obbligatorio riportare la dicitura “Consumare dopo bollitura”. Cercando notizie sulla legislazione sanitaria sul latte crudo in altri stati, ho trovato l’incredibile storia di Michael Schmidt venditore di raw milk in Canada.
– Social media e aziende all’ascolto. Le scuse della Pepsi agli internauti arriva su Twitter.
-Nuova puntata di ET.chettibus.
–Elogio dell’imperfezione della zucchina Approvate insomma dalla Commissione europea le modifiche sulle norme e standards di mercato relative a 26 tipologie di frutta e ortaggi.
–Overload Millstream Recycling. Sventato lo sciopero dello zampone per la vicenda diossina e carne di maiale irlandese. Sempre irragggiungibile il sito dell’azienda dove è avvenuta la contaminazione.
C'era una volta Alixir Immunitas
Pubblicato: 2008/12/13 Archiviato in: La borsa della spesa, La foto del giorno Lascia un commento
C’era una volta Alixir Immunitas™, la combinazione di microrganismi probiotici, appositamente selezionati, che dovevano ricostituire l’equilibrio della flora batterica intestinale e rinforzare le naturali difese del nostro organismo– come riporta la copia cache di Google. Poi sappiamo come è andata a finire.
Alixir Immunitas™ c’è ancora, la Barilla lo presenta in una nuova versione. Sul nuovo sito internet troviamo cereali e snacks che si presentano con una combinazione diversa.
Le vedete le gocce di cioccolato tra i cereali Alixir? contengono i probiotici Bifidobacterium longum e Lactobacillus acidophilus.
Credo che la Barilla sia la prima azienda che porta il cioccolato probiotico in Italia, ma l’idea di veicolare ceppi selezionati con questo prodotto non è nuova. Alla manifestazione Food Ingredients Europe 2007 a Londra la Barry Callebaut ha lanciato per prima in Europa la prima cioccolata “viva”, con probiotici. Una innovazione resa possibile grazie alla joint venture con la Lallemand, produttrice di probiotici. La temperatura elevata e la pressione sono fattori che danneggiano i batteri, ma all’interno della matrice al cioccolato la sopravvivenza sembra aumentare. Dopo il “cioccolato probiotico” da bere è arrivata così la formula in gocce da usare per snacks, cereali e altri prodotti.
Tag: Alixir Barry Callebaut cioccolato probiotici Lallemand Barilla
Latte crudo: storie dell'altro mondo
Pubblicato: 2008/12/11 Archiviato in: Filiere, Not Only Food 11 commentiCercando notizie sulla legislazione sanitaria sul latte crudo in altri stati, ho trovato l’incredibile storia di Michael Schmidt, fuorilegge in pratica da quasi venti anni, vende raw milk in Canada. Arresti e processi, infatti in questo stato la vendita di latte crudo non è permessa.
Le scuse della Pepsi su Twitter
Pubblicato: 2008/12/10 Archiviato in: Not Only Food Lascia un commento
Vi ricordate la particella di sodio dell’acqua Lete? invece sulla pubblicità della PepsiMax, in una rivista tedesca era raffigurata una caloria che non sopportando più la solitudine, decideva il gesto estremo suicidandosi in vari modi.
Macabra e insensibile, così è stata definita la campagna della Pepsi Max. Le proteste su Internet e Twitter hanno convinto la PepsiCo a ritirare la pubblicità della bibita.
E sono arrivate le scuse di Huw Gilbert, Senior Manager della Pepsico. Dove? proprio su Twitter.
@christinelu Huw from Pepsi here. We agree this creative is totally inappropriate; we apologize and please know it won’t run again. #pepsi
Fonti: Rsi.news, adsoftheworld.com
ET.chettibus®-15
Pubblicato: 2008/12/10 Archiviato in: E.T.chettibus 12 commentiSi ricomincia.
Ingredienti: Farina di grano tenero tipo 0 -zucchero-margarina vegetale (Grassi e oli vegetali-Emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina-Sale-Conservante:Acido sorbico-Aromi-Correttore di acidità:Acido citrico-Colorante:betacarotene)- semi naturali di anice- Carbonato acido d’ammonio-Coloranti: E102,E110,E122,E124,E131,E151,E514
In premio anche stavolta una copia del mio libro: “Il mangiar saggio“.
Elogio dell'imperfezione della zucchina
Pubblicato: 2008/12/09 Archiviato in: Filiere, La borsa della spesa, Prodotti ortofrutticoli 6 commentiLeggo sul blog del commissario Mariann Fischer Boel: “It makes no sense to throw perfectly good products away, just because they are the ‘wrong’ shape. I want to be able to decide whether to buy a big, round, red, class I apple or a less pricey, but just as delicious, small ‘ugly’ apple!”
Sono commenti del commissario alla approvazione da parte della commissione europea, delle modifiche sulle norme e standards di mercato relative a 26 tipologie di frutta e ortaggi: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria.
Alcuni esempi delle regole europee che ora rappresentano il passato.
-Le banane con ben preciso raggio di curvatura e una lunghezza superiore ai 10 centimetri,
-Le trecce di cipolle con almeno 26 esemplari
-Un grappolo d’uva del peso non superiore al chilo.
Centinaia di tonnellate di frutta e verdura “fuori taglia” e che non rispettavano criteri di qualità in fatto di calibro, colore, dimensioni, e altri difetti non solo estetici, non saranno piu’ uno scarto ma potranno entrare nel mercato a prezzi inferiori con l’obiettivo di conntribuire a frenare l’aumento dei prezzi. Questa norma sarà effettiva dal 1 Luglio del 2009. Alcuni paesi membri si erano opposti, tra questi l’Italia.
Overload Millstream Recycling
Pubblicato: 2008/12/08 Archiviato in: Te lo do io l'alert 8 commenti
Irraggiungibile nelle ultime ore il sito internet della Millstream Power Recycling, l’azienda della contea di Carlow – 82 chilometri a sud della capitale irlandese- specializzata nella lavorazione di resti alimentari, tra cui prodotti scaduti, per la produzione di mangimi destinati alla zootecnia. La Millstream Recycling è l’azienda in cui è avvenuta la contaminazione da diossina. Il fatto sarebbe dovuto a una non precisata quantità di olio industriale finito in un macchinario per l’asciugatura del mangime.
Cocktail di gamberi
Pubblicato: 2008/12/08 Archiviato in: Acquacoltura, Filiere Lascia un commentoLa settimana appena passata la chiameremo la settimana del gambero. Grazie a Stefania che ha ricostruito nei suoi posts, con una mole non indifferente di dati e riferimenti bibliografici, la filiera del gambero ottenuto da acquacoltura, analizzando aspetti socio economici, politici e impatto sulla salute e sull’ambiente.
Intanto ieri a Mazara del vallo duecento chilogrammi di pesce, tra cui anche gamberi, sono stati sequestrati ad alcuni ambulanti che in più punti della città li vendevano abusivamente e li trasportavano su mezzi inidonei. Gamberi fuori legge anche a Cesenatico dove erano in vendita confezioni senza documentazione sanitaria.
Occhio alle etichette quindi anche dal pescivendolo!
Chiudo con un interrogativo, che fine fa l’esoscheletro del gambero? diventerà chitina e chitosano, magari ci scriverò prossimamente.
Tag: frodi alimentari gamberi acquacoltura food miles commodity Tailandia FAO















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