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Mangiare e bere al Summer Jamboree (2)

Proseguo il racconto gastronomico del Summer Jamboree 2009. Cosa dissetava ballerini, curiosi e appassionati del Festival accorsi a Senigallia?

Due gli sponsors, la birra Theresianer e l’azienda piemontese Abbondio, conosciuta per le sue gazzose. La storica azienda ha fatto parlare di sé quando qualche anno fa ripropose dei formati con la chiusura a biglia, abbandonata ormai da anni.

A Senigallia ovunque si vedevano le bottiglie della linea vintage Abbondio con le sorridenti e ammiccanti pin up: la gazzosa verde alla menta, la gazzosa rossa, la gazzosa classica bianca, il chinotto e il gusto pompelmo e fragola.

Sul sito dell’azienda leggo che: l’impegno di Abbondio nei confronti della genuinità continua a porsi nuovi traguardi: l’utilizzo di ingredienti esclusivamente naturali, selezionati con cura per la loro qualità, e la totale assenza di coloranti artificiali. Al loro posto, solo estratti di aromi naturali. Le bibite Abbondio già da tempo non contengono conservanti, e vengono preparatepartendo da ingredienti pregiati, provenienti dalle aree a maggior vocazione, come le speciali varietà di limoni siciliani e di menta piemontese, i chinotti liguri e calabresi, le arance pugliesi, uniti allo zucchero di canna extrafine garantito senza OGM.

Leggo anche che accanto alle formule classiche, l’ Abbondio ne ha proposte alcune nuove. Devono essere appunto quelle della linea Vintage perchè alcuni interrogativi me li pongo leggendo le etichette proposte sul mercato nazionale ed internazionale.

Di ingredienti non se ne trovano nel sito dell’Abbondio. Eccone alcuni:

Vediamo la ricetta del chinotto Originale? Acqua, zucchero di canna,anidride carbonica, colorante E150d, aromi, acidificante: acido citrico.

Il chinotto? Non avvistato.Il segreto deve stare in quella parola:aromi.

Gazzosa bianca acqua,zucchero di canna,anidride carbonica,acidificante:acido citrico,aromi naturali,antiossidante:acido ascorbico

anche qui, succo di limoni non citato.

e infine Pompelmo e fragola: acqua, succo di pompelmo 12%, zucchero di canna,anidride carbonica,acidificante:acido citrico,succo di fragola, aromi,conservante: benzoato di sodio.

Manon avevamo letto che non si usano conservanti?

Sorridono le pin up sulle bottiglie.Il vintage piace così tanto. Apprezzo molto la scelta del vetro. Ma 2,50 euro per un volume di 250ml di una bibita che sulla base degli ingredienti non appare così diversa da tante altre, mi sembrano decisamente troppo.


Mangiare e bere al Summer Jamboree

summer Jamboree

Si è concluso due settimane fa il Summer Jamboree 2009. E dire che per dieci anni,nonostante Senigallia non sia lontana da Ancona, non ero mai stata a visitare il il Festival internazionale della musica e della cultura dell’America anni ’40 e ’50. Leggendo le impressioni e i commenti di chi ha vissuto questa manifestazione fin dai primi anni emergono alcuni problemi. Il festival, complice il successo che ha avuto negli ultimi tempi,si è trasformato ed è diventato piu’ commerciale. I proprietari di auto d’epoca quest’anno erano meno numerosi, tenuti alla larga dalla gran massa di pubblico. Gli appassionati arrivati appositamente per ballare hanno fatto fatica a trovare spazio in pista.

Quest’anno ci sono andata in due diverse occasioni. Per me era tutto nuovo anche se non ho potuto non notare che tra le bancarelle del vintage market c’erano espositori che c’entravano poco, è stato comunque divertente camminare accanto a giovani e meno giovani vestiti o addobbati con accociature impomatate a simulare quelle di 40 anni fa.

Summmer Jamboree non è solo il Festival internazionale della musica e della cultura dell’America anni ’40 e ’50, è anche l’ opportunità -secondo gli organizzatori- di viaggiare attraverso sapori e aromi dell’America multietnica del passato e di oggi.

Non potevo non soffermarmi sulle proposte gastronomiche, così sapete cosa vi aspetta nel caso decidiate in futuro di partecipare.

Ho deciso di provare la novità del Diner 2009, oltre al Pancake con sciroppo d’acero, ho ordinato il Navajo Fried Bread, un piatto che ricorda l’assedio subito dal popolo Navajo e che rappresenta una tradizione. La storia racconta che originari delle terre tra le quattro montagne sacre fra Arizona, Utah, Colorado e New Mexico, i Navajo subirono feroci aggressioni e furono imprigionati per numerosi anni. Il Governo statunitense mandò loro soltanto farina, sale, zucchero e lievito. Da questi ingredienti poveri nacque il Navajo Fried Bread. Eccolo al prezzo di 6 euro, una untuosissima frittella su cui erano adagiati fagioli e foglie di insalata.

Quest’anno, come negli anni precedenti c’era il menù del Cajun e Tex Mex Diner aperto tutti i giorni. Si potevano assaggiare i piatti del fast food e della quotidianità statunitense accanto ad altri espressione dell’America multietnica. In menu’ ho visto il Souwestern Barbecue, il Chili con carne y frijoles negros, Chicken Sticks, Onion Rings e il Kentucky Fried Chicken.

Che cos’era il misterioso Cajun Jambalaya? Jambalaya si usa per definire un miscuglio di ingredienti, zafferano,pomodori, prosciutto.

Tra le proposte anche il Chicano’s Burrito, un piatto tipico della cucina ispanica,le Blue and red corn tortilla chip, tortillas di mais blu e rosso derivate dalle pannocchie di quei colori.

Anche quest’anno si trovava il Giant Swing Burger. e il Poor Boy, un panino italo americano con polpa di granchio fritta, pomodori, lattuga, cipolla e tabasco nato il giorno in cui una signora di un chiosco impietosita da un piccolo emigrante affamato che guardava i panini disse “C’mon give a sandiwich to this poor boy!”

Per chi nonostante tutto non se la sentiva di rinunciare agli spaghetti e ai sapori mediterranei, c’era il menù “Tu vuo fà l’americano” che proponeva spaghetti cacio e pepe, spaghetti all’amatriciana, frittura di mare, fritto misto all’italiana con verdure in pastella.

Ubiquitarie le patate fritte.

Non mancava la piada con la Nutella (?)

In menu anche il kebab marchigiano con porchetta.

E non vogliamo parlare del bere e delle bibite analcoliche?. Ovunque bottiglie della linea Vintage Abbondio sponsor della manifestazione con le sue bottiglie con sorridenti e ammiccanti pin -up e di cui vale la pena dire qualcosa..(continua)..

Ecco qualche immagine per respirare l’atmosfera che si vive in quei giorni a Senigallia..cliccate per vederle ingrandite.

Alcune immagini sono tratte da VivereSenigallia.it e da Flickr (Album di Pandemia, The Andy Branca Show).


Sport drinks tra i banchi di scuola

Nel web surfing alla ricerca di progetti di educazione alimentare rivolti ai giovani mi sono imbattuta nella iniziativa della Gatorade che ha prodotto un opuscolo didattico per i ragazzi e una guida per le insegnanti su “Il bello dello sport – bere, mangiar sano e stare in forma” con giochi, vignette e quiz. Trovate qui alcune pagine dell’opuscolo edito da Giunti Editore, in cui si spiega l’importanza dell’attività fisica in età giovanile e il valore di una corretta alimentazione e idratazione legate allo sport.

Non è la prima volta che vedo un multinazionale stampare opuscoli didattici, entrare nelle scuole e stabilire un contatto con giovani e famiglie. Una strategia assai frequente per far conoscere i propri prodotti. D’altra parte dietro Gatorade c’è un nome come PepsiCo. Di solito non manca anche un testimonial, magari un personaggio sportivo, di solito un calciatore. Sport e business vanno così daccordo! E anche stavolta è proprio così, la Gatorade ha scelto Cannavaro.

Quale prodotto nuovo della Gatorade è rivolto ai piu’ giovani? Cosa è stato presentato di recente? Eccolo! Proprio un integratore per i bambini. Si chiama Gatorade Young Stars. sodio, potassio, magnesio, cloruro e carboidrati con aggiunta di calcio.
Gatorade version: Lo chiedono le mamme e noi lo abbiamo messo a punto. Gatorade Young Stars è definito -leggo nelle pagine web dell’azienda -il primo sport drink pensato e sviluppato per i ragazzi dagli 8 ai 12 anni: la fascia di età più attiva della popolazione, ma che sempre più spesso va incontro a problemi di sovrappeso dovuti ad un’alimentazione poco equilibrata e alla mancanza di attività fisica.

Gianna version: Avevamo un prodotto da far conoscere e la campagna nelle scuole ci avvicina alle famiglie e ai piu’ piccoli.

Mi sa che avevo proprio ragione, la mia idea sulla reale utilità di certi prodotti non è affatto cambiata.

Sentite cosa c’è scritto sul sito dell’azienda a proposito dei loro prodotti:

Perche’ utilizzate coloranti artificiali? I coloranti presenti in Gatorade non sono solo piacevoli alla vista ma anche al gusto e aiutano il consumatore a riconoscere i vari sapori. I nostri coloranti sono stati approvati dalla FDA (Food and Drug Administration) e vengono aggiunti in dose minima solo per raggiungere la colorazione giusta. (Coloro che preferiscono bevande non colorate, possono optare per Gatorade Ice).

Perche’ Gatorade non contiene succo di frutta? Gatorade e’ un prodotto scientificamente formulato per dissetare e rifornire di energia e sali minerali in modo bilanciato; la presenza di succhi di frutta non porta alcun beneficio funzionale.

Io avrei qualcosa da obiettare.

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Cadbury,sponsor olimpico tra le proteste

Mancano ancora quattro anni alle olimpiadi del 2012 che si svolgeranno a Londra. Riconfermati Coca Cola e McDonalds’ tra i main sponsors. Poi è arrivato il nome della multinazionale britannica Cadbury che da accordi con gli organizzatori delle Olimpiadi e Paraolimpiadi, sarà l’unica azienda a distribuire cioccolate, dolci e gelati nell’area dell’Olimpic park. Budget di circa ₤20m. Proteste da parte di alcune associazioni di consumatori, la Cadbury in passato infatti è stata già nel mirino di consumatori attenti a strategie di marketing, soprattutto rivolte ai piu’ piccoli. Protestano anche gli operai dell’azienda Cadbury di Keynsham vicino Bristol, infatti la multinazionale ha deciso di delocalizzare in Polonia alcune delle sue produzioni a partire dal 2010.

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Questa settimana su Trashfood

Mi sono divertita in questa settimana a guardare nel piatto degli atleti alle Olimpiadi e non solo.

-Le Olimpiadi si confermano una occasione particolare per iniziare o consolidare scambi commerciali. E’ una notizia storica per la California Strawberry Commission. Autorizzata l’importazione di fragole dalla California.
McDonald’s per soddisfare il palato dei cinesi introduce il China Mac.
A Casa Italia Luca Zaia incontra i buyers cinesi e presenta il Brunello. Ma era opportuno in questo momento?

-Guardate cosa sono arrivati a fare i frutticoltori cinesi in occasione delle olimpiadi. A voi la frutta con impresso il logo dei giochi olimpici.

-E cosa si beve a Casa Italia durante i ricevimenti olimpici? Oltre ai vini e allo spumante selezionati per l’occasione, grazie a delle wine-card, è possibile bere bicchieri di vini diversi contenuti in Enomatic, il dispenser messo a punto da una azienda toscana.

-Continua la espansione di marchi stranieri in Italia, due esempi recenti: l’italiana Socib, a gestione familiare, verra’ assorbita dalla ellenica Coca-Cola Bottling Company per 270 milioni di euro.
Olio e aceto Bertolli e prodotti Maya passano dalla Unilever alla SOS Cuètara che si sta costruendo un oiliopolio, suoi anche altri marchi italiani come Olio Carapelli, Dante e Sasso.

-Rosso,il colore di molti ortaggi estivi, Rosso come il licopene, il pigmento noto per le sue proprietà antiossidanti in vitro.


McDonald’s, China Mac e Olympic eroes

Per la McDonald’s non è nuova la scelta di atleti che partecipano alle Olimpiadi, come testimonial per i propri spot. Ricordate la Stefania Belmondo alle Olimpiadi di Torino?
L’8 agosto, durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi, ha fatto la sua comparsa il China Mac, panino simile al Big Mac ma con ingredienti “locali” per conquistare il palato di milioni di cinesi. Chi riconosce invece gli atleti cinesi nello spot televisivo?

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