Il burro tra tradizione e innovazione

Prima qualche aspetto legislativo: “Dal punto di vista compositivo il burro deve contenere almeno l’82% di materia grassa, non più del 16% di acqua e un massimo del 2% di altri costituenti, definiti genericamente residuo secco magro e comprendenti lattosio, proteine e sali minerali.”

Oggi ho guardato i vari tipo di burro in vendita al supermercato. Marchi diversi, in accordo con la legislazione, dichiarano in etichetta una percentuale di materia grassa tra 82%-83%. In media nel burro classico ci sono: 48g di acidi grassi saturi, 23g di monoinsaturi, 2,75g di polinsaturi e 1,18g di acido linolenico (C18:3). Il prezzo di un panetto di 250g va da circa 1,37 a 1,5 euro.

Nel burro è contenuto anche il colesterolo, circa 250mg su 100g. Ed è la presenza di grassi saturi e di colesterolo che ha contribuito a creare in passato una vera fobia per questo alimento, dimenticando per esempio che tra i grassi ci sono anche vitamine liposolubili. In media la vitamina A è circa 930 ug/100g e la Vitamina E raggiunge i 2,4 mg/100g. I livelli ovviamente sono in relazione alla composizione del latte impiegato.

Molti dimenticano che i livelli di colesterolo presente nel sangue non dipendono solo dall’apporto in colesterolo con la dieta, infatti questa molecola viene sintetizzata nel fegato e ha importanti ruoli fisiologici.

Tornando al burro, da quanto tempo non vedete una pubblicità come quella che ho trovato in una rivista di cucina di quindici anni fa? o come questa?

burro e salute

Al contrario negli ultimi tempi ci vengono proposti dei derivati del burro ottenuti con diversi trattamenti tecnologici. E’ possibile trovare sul mercato diverse tipologie. Vediamone alcuni:

Tipi diversi di Burro

-Burro con un ridotto contenuto di colesterolo come il burro Nuovo Prealpi che ha 57 mg di colesterolo e 55.6 g di grassi saturi, costa 2,83 euro.

Metà-Metà Prealpi. Che idea! mescolare metà grassi animali e metà grassi vegetali, quindi si ottiene un prodotto con un minore contenuto in colesterolo (120mg di colesterolo) che come è noto è uno sterolo sintetizzato nei tessuti animali. La comunicazione in etichetta però stranamente punta sui livelli di omega 3, come se in altri tipi di burro non ce ne fossero. Su 100g di questo prodotto ci sono 89g di grassi totali, 46,5g di grassi saturi, 7g di polinsaturi e 0,45g di acidi grassi omega 3. Quindi un quantitativo inferiore ad un burro normale. Un panetto costa 1,55 euro.

-Si trova anche un tipo di Burro con un quantitativo inferiore di grasso (-25%). Il Burro alleggerito Granarolo ha i seguenti ingredienti: burro, acqua, sorbato di potassio. Un panetto da 250g costa 2,12 euro.

Conclusione? il prezzo dei vari prodotti è inversamente proporzionale al contenuto in grassi o in colesterolo. Questo si può spiegare con i trattamenti a cui è sottoposto il burro per ridurne i livelli di grassi o colesterolo.

Diverse tecniche sono state usate per rimuovere il colesterolo, tra queste vi è l’impiego di molecole costose chiamate ciclodestrine. Le ciclodestrine sono ampiamente usate dall’industria alimentare, si tratta di strutture cicliche ottenute dall’amido. Le ciclodestrine presentano una struttura cava a tronco di cono e possono ospitare molecole liposolubili proprio come il colesterolo, separandolo dalla materia grassa. Successivamente il complesso colesterolo/ciclodestrina viene allontanato dalla matrice lipidica del burro mediante centrifugazione.

Bibliografia:

Cholesterol Removal from Homogenized Milk with beta-cyclodextrin. Journal of Dairy Science, v. 82, p. 2327-2330. 1999

-Tabelle di composizione degli alimenti,INRAN (1997)

Tag:


Questa settimana su Trashfood

Hai messo lo zafferano negli arancini? Sequestro e citazione sul bollettino Rapid Alert System Food and Feed (RASF) di qualche giorno fa. Gli arancini siciliani e lo zafferano. Anzi, no, sono conditi con i coloranti E102 (tartrazina) e colorante E110 Sunset Yellow FCF.

Come (non) metabolizzare l’alcool etilico. La proposta di abbassare i limiti di alcool consentiti per mettersi alla guida da 0,5g/L a 0,2g/L ha suscitato numerose perplessità. Ehi,fra pubblicità ingannevole e messaggi fuorvianti, cosa hanno inventato? I drinks anti-alcool.

70 prodotti, una piramide alimentare Il mirtillo nero della Montagna Pistoiese, le ciliegie di Lari, la finocchiona, spinaci della Val di Cornia, la pesca cotogna toscana e la pesca regina di Londa. Sono alcuni dei prodotti tipici della PAT. Alla Regione Toscana sono così orgogliosi della PAT (piramide alimentare toscana), che ne hanno registrato perfino il marchio.

Latte bovino e peptidi-bioattivi: crudo, pastorizzato o UHT? Il latte bovino contiene fattori che facilitano l’assorbimento del calcio, o esercitano di benefici sulle difese immunitarie? E le intolleranze al lattosio? Breve sintesi delle proteine contenute nel latte e quali ruoli fisiologici esercitano.

E 1200,il polidestrosio Il polidestrosio compare nelle etichette alimentari, ma in una nuova veste. Lo troveremo non piu’ unicamente come additivo alimentare (E1200) stabilizzante, addensante e umettante. Da alcuni anni il polidestrosio ha ottenuto infatti il riconoscimento come fibra alimentare ai fini della dichiarazione in etichetta di prodotti alimentari.


Hai messo lo zafferano negli arancini?

Nella casella di posta ho trovato la mail di Giuseppe: In Sicilia l’USL di Caltanissetta ha sequestrato arancini di riso. Invece di utilizzare lo zafferano, alcuni produttori hanno utilizzato il colorante E 102, piu’ economico, non preoccupandosi troppo delle reazioni allergiche e della salute. Desideravo sapere dove potrei cercare la normativa di legge che ha messo al bando tale colorante.

Ho cercato conferma della notizia e l’ho trovata sul bollettino Rapid Alert System Food and Feed (RASF) di qualche giorno fa: “Impiego non autorizzato di colorante E102 (tartrazina) e colorante E110 Sunset Yellow FCF in arancini di riso surgelati ripieni di carne formaggio e prosciutto, provenienza Italia. Tipo di segnalazione: controllo ufficiale sul mercato interno. Stato del prodotto: distribuzione avvenuta, prodotto da cancellare dalla vendita”.

Quindi non solo E102, anche l’E110 negli arancini sequestrati. Cosa si può rispondere a Giuseppe?

I coloranti E102 tartrazina e E110 Sunset Yellow FCF sono autorizzati in Italia ma solo in alcuni prodotti. Io ipotizzo che sia stato lo zafferano contaminato, è un caso già descritto di frode alimentare. Da leggere in proposito: Zafferano e frodi

Tag:


Latte bovino e peptidi bioattivi: crudo, pastorizzato o UHT?

In questi ultimi giorni sono state scritte tante cose sugli aspetti igienici del latte bovino crudo e sulla sua qualità nutrizionale rispetto a quello trattato termicamente (pastorizzato o UHT). Si è parlato di un effetto positivo del latte crudo sull’assorbimento del calcio, di benefici sulle difese immunitarie e sui soggetti intolleranti al lattosio.

Proviamo a fare un po’ di ordine, basandoci sui dati della letteratura scientifica. Cosa si sa in proposito? Il latte bovino contiene davvero molecole che esercitano questi ruoli fisiologici?

Meglio partire da cosa sappiamo sul latte e sugli indici biochimici con cui si valuta la qualità nutrizionale delle proteine contenute negli alimenti. In passato si guardava al contenuto in aminoacidi, alla digeribilità, oggi a questi parametri ne affianchiamo altri. Il latte è un alimento complesso la cui composizione varia notevolmente da specie a specie, il latte umano per esempio ha una composizione molto diversa da quello bovino, di cui parlerò qui. Altri fattori sono l’alimentazione, la fase di lattazione, i trattamenti tecnologici.

latte

Proprietà nutrizionali del latte bovino: le proteine e i peptidi bioattivi

Il latte crudo non è sottoposto a trattamenti termici (pastorizzazione, 72°C per 15 secondi o UHT, alcuni secondi a 140°C) quelli di cui si è tanto parlato e altri hanno affrontato in modo esaustivo le ricadute sulla sicurezza igienica, vorrei spostare l’attenzione sull’effetto di questi trattamenti sulla struttura e funzioni delle proteine, molecole termolabili, sebbene il loro comportamento sia eterogeneo.

La maggior parte delle proprietà nutrizionali del latte bovino dipendono dalla componente proteica. Le proteine del latte hanno un elevato valore biologico e sono una buona fonte di aminoacidi, anche quelli essenziali tra cui la lisina. Ma il valore nutrizionale non è limitato solo a questo ed è da mettere in relazione anche ad attività biologiche svolte dalle molecole. Nel latte bovino ci sono diverse proteine come la famiglia delle caseine e sieroproteine (immunoglobuline, lattalbumine, lattoferrina e lisozima), fattori di crescita (prolattina, transforming growth factor [TGF], insulin-like growth factor [IGF] che svolgono attività biologica. Inoltre studi degli ultimi anni hanno dimostrato che alcuni peptidi contenuti all’interno della sequenza primaria delle proteine principali del latte bovino vengono rilasciate in vivo durante la digestione ad opera di enzimi (pepsina,tripsina) o in seguito ad idrolisi enzimatica nel corso dei processi di produzione (es.fermentazione).
I peptidi che si formano possono esercitare importanti funzioni biologiche ossia sono fisiologicamente attivi, da qui il nome di peptidi bioattivi. C’è grande interesse verso queste molecole e ci sono già delle metodiche per purificarle e per dosarne i livelli in alcuni prodotti del settore caseario. Ma torniamo alle proteine del latte bovino.

Le domande che ci poniamo sono:

-Quali fattori presenti nel latte bovino potrebbero essere responsabili di un effetto sul sistema immunitario?

-Quali molecole hanno un ruolo modulatore sull’assorbimento del calcio?

-Cosa sappiamo dell’effetto dei trattamenti termici sulle proteine del latte?

Il maggior numero di peptidi bioattivi studiati sono stati ottenuti dalla famiglia delle caseine (α, β, κ.) e da altre proteine presenti nel siero del latte (es. Lattoferrina). Tra le funzioni biologiche attribuite a questi peptidi abbiamo:

Attività immunomodulatrice.
Alcuni peptidi (casomorfine) contenuti nelle caseine sono in grado di stimolare la risposta immunitaria. Non sono chiari i meccanismi molecolari che stanno alla base di tale effetto, ma è stato dimostrato che alcuni peptidi sono in grado di stimolare sia l’attività cellulo-mediata che quella umorale. Un effetto sulla risposta immunitaria è esercitato anche da peptidi che si liberano dalla lattoferrina, glicoproteina legante il ferro. Nel latte bovino sono contenute inoltre delle citochine, anche queste molecole sono importati per il loro effetto immunoregolatore come dimostrato in modelli animali.

Attività antimicrobica
E’ svolta da peptidi derivati dalla degradazione della lattoferrina. Il frammento N-terminale originato dall’azione idrolitica della pepsina, mostra una forte attività antibatterica. La modalità di azione battericida e la natura peptidica di queste molecole è molto simile a quella delle più note batteriocine batteriche. La lattoferricina che deriva dalla lattoferrina possiede attività anti-Helicobacter pylori. La lattoferrina esercita anche attività probiotica e promuove la crescita di bifidobatteri per cui può modulare la crescita di alcuni microrganismi nell’intestino.

Nel latte bovino è contenuto anche l’enzima lisozima che come è noto esercita attività litica nei confronti dei batteri e quindi potrebbe contribuire insieme ad altri fattori (es.lattoperossidasi e immunoglobuline), alle proprietà naturali antibatteriche del latte. Il lisozima comunque nel latte bovino non è molto concentrato, ne contiene di piu’ il latte umano (39 mg/100ml vs 13 ug/100 ml).

Assorbimento dei metalli e loro biodisponibilità
La famiglia delle caseine del latte bovino include delle proteine che contengono aminoacidi fosforilati che formano complessi con il calcio e ne facilitano l’assorbimento a livello intestinale. Le caseine influenzano anche l’assorbimento di altri minerali (Mg, Fe and Zn). Anche fosfopeptidi (CPPs), che derivano dalla idrolisi della caseina, favoriscono l’assorbimento del calcio e impediscono la formazione di sali insolubili, aumentando così la biodisponibilità.

Cosa sappiamo dell’effetto dei trattamenti termici sulle principali proteine del latte?
Che la temperatura sia un fattore critico per le proteine e che temperature elevate provochino la loro denaturazione e perdita delle loro attività biologiche si sa da molto tempo. Ma conosciamo anche la grande variabilità della risposta delle proteine. Per quanto riguarda le proteine del latte, la caseina viene descritta come una proteina relativamente stabile alla temperatura impiegata durante la pastorizzazione (high temperature short time, HTST). Comunque alcune modifiche sono state dimostrate durante il trattamento termico con la generazione di diverse catene peptidiche. Le modifiche dipendono ovviamente dalla temperatura impiegata e dal tempo del trattamento.

I trattamenti termici possono essere associati ad una diminuzione del potenziale allergenico poiché alcune proteine sono denaturate e non vengono riconosciute dagli anticorpi. Al tempo stesso la temperatura può provocare aggregazione di alcune proteine piu’ sensibili e aumentare il loro potenziale allergenico poiché la denaturazione può esporre siti che fungono da antigeni o perché si hanno reazioni chimiche tra diverse molecole che creano antigeni nuovi. E’ ciò che accade alla beta-lattoglobulina che si associa con l’alfa-lattoalbumina quando il latte bovino viene sottoposto a trattamenti termici. Alcuni studi hanno dimostrato anche modificazioni della conformazione della lattoferrina.

Il lisozima è abbastanza stabile a trattamenti termici.

L’attività della sIgA contro antigeni dell’Escherichia coli O è significativamente diminuita da trattamenti termici ( latte crudo 1.8; latte HTST, 1.1; latte LTLT, 1.3 Unità).

E per concludere? altri interrogativi
Le proteine del latte hanno un valore biologico molto elevato. Oltre all’importante aspetto di fornire aminoacidi, tali proteine sono precursori di peptidi biologicamente attivi (in grado cioè di un effetto ulteriore sull’organismo rispetto a quello nutrizionale). E’ sulla base di queste conoscenze che il latte, non solo quello bovino, viene indicato come un alimento “funzionale” e viene guardato con interesse come materia prima da cui estrarre proteine specifiche e peptidi bioattivi.
Le attività che sono state riconosciute ai peptidi derivanti da tali proteine sono svariate: agoniste e antagoniste degli oppiacei, antiaggreganti e antipertensive, immunomodulanti, trasporto di minerali.

La temperatura impiegata durante la pastorizzazione distrugge i batteri patogeni e anche altri batteri, inattiva alcune proteine e alcuni enzimi. Ne è un esempio la fosfatasi alcalina (AP) che è usata appunto come indicatore della pastorizzazione (high-temperature short-time, HTST).

Altre proteine risultano piu’ stabili alla pastorizzazione.

Temperature piu’ elevate come quelle per ottenere il latte UHT, provocano maggiori alterazioni delle proteine e loro denaturazione, in particolare le siero proteine sono piu’ sensibili. Dati che emergono da studi condotti in condizioni controllate in cui si valutano con attenzione tempi e temperature a cui è sottoposto il latte.

Cosa dire della bollitura come facevano le nostre nonne? E che viene suggerita? c’è qualcuno che usa il termometro e cronometra il tempo di bollitura ? 😀

A me vengono in mente alcune domande a cui non è facile dare una risposta, ma sarebbe importante avere dati per verificare se il latte crudo ha una superiorità nutrizionale.

La sensibilità delle proteine agli enzimi della digestione varia dal latte crudo a quello pastorizzato? I livelli di peptidi bioattivi sono diversi?

La ricerca continua.

latte bollitore

Bibliografia
-Technological options for the production of health-promoting proteins and peptides derived from milk and colostrum. Curr Pharm Des. 2007;13(8):829-43.

-Whey protein denaturation of UHT processed milk and its effects on rheology of yogurth. Journal of Texture Studies,2007, 12: 365 – 374

-Conformational changes in bovine lactoferrin induced by slow or fast temperature increases. Biol Chem. 2008, 389(8):1137-42.

-Human milk antibacterial factors: the effect of temperature on defense systems. Chen HY, Allen JC. Adv Exp Med Biol. 2001, 501:341-8.

-Analysis of the peptide profile of milk and its changes during thermal treatment and storage J Agric Food Chem.2008, 56(9):2899-906.

-Effect of heat treatment on the detection of intact bovine beta-lactoglobulins by LC mass spectrometry. J Agric Food Chem. 2007, 55(8):2985-92

-Protein modification by thermal processing.Allergy. 1998;53(46 Suppl):102-5

-Ultra high temperature treatment, but not pasteurization, affects the postprandial kinetics of milk proteins in humans. J Nutr. 2008, 138(12):2342-7

-Milk-borne bioactive peptides Int. J Dairy Journal 1998, 8: 393-403

-Exposure to farming in early life and development of asthma and allergy: a cross-sectional survey. The Lancet 2001; 358:1129-1133

-Pasteurization of milk proteins promotes allergic sensitization by enhancing uptake through Peyer’s patches. Allergy. 2008 Jul;63(7):882-90

Cosa si dice in rete?:

Ruralpini.it

Scienza in cucina

annameldolesi.italianieuropei.it

biola.it

Tag:


C'era una volta Alixir Immunitas

Alixir Immunitas

C’era una volta Alixir Immunitas™, la combinazione di microrganismi probiotici, appositamente selezionati, che dovevano ricostituire l’equilibrio della flora batterica intestinale e rinforzare le naturali difese del nostro organismo– come riporta la copia cache di Google. Poi sappiamo come è andata a finire.

Alixir Immunitas™ c’è ancora, la Barilla lo presenta in una nuova versione. Sul nuovo sito internet troviamo cereali e snacks che si presentano con una combinazione diversa.

Le vedete le gocce di cioccolato tra i cereali Alixir? contengono i probiotici Bifidobacterium longum e Lactobacillus acidophilus.

Credo che la Barilla sia la prima azienda che porta il cioccolato probiotico in Italia, ma l’idea di veicolare ceppi selezionati con questo prodotto non è nuova. Alla manifestazione Food Ingredients Europe 2007 a Londra la Barry Callebaut ha lanciato per prima in Europa la prima cioccolata “viva”, con probiotici. Una innovazione resa possibile grazie alla joint venture con la Lallemand, produttrice di probiotici. La temperatura elevata e la pressione sono fattori che danneggiano i batteri, ma all’interno della matrice al cioccolato la sopravvivenza sembra aumentare. Dopo il “cioccolato probiotico” da bere è arrivata così la formula in gocce da usare per snacks, cereali e altri prodotti.

Tag:


Elogio dell'imperfezione della zucchina

Leggo sul blog del commissario Mariann Fischer Boel: “It makes no sense to throw perfectly good products away, just because they are the ‘wrong’ shape. I want to be able to decide whether to buy a big, round, red, class I apple or a less pricey, but just as delicious, small ‘ugly’ apple!”

Sono commenti del commissario alla approvazione da parte della commissione europea, delle modifiche sulle norme e standards di mercato relative a 26 tipologie di frutta e ortaggi: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria.

Alcuni esempi delle regole europee che ora rappresentano il passato.

-Le banane con ben preciso raggio di curvatura e una lunghezza superiore ai 10 centimetri,
-Le trecce di cipolle con almeno 26 esemplari
-Un grappolo d’uva del peso non superiore al chilo.

Centinaia di tonnellate di frutta e verdura “fuori taglia” e che non rispettavano criteri di qualità in fatto di calibro, colore, dimensioni, e altri difetti non solo estetici, non saranno piu’ uno scarto ma potranno entrare nel mercato a prezzi inferiori con l’obiettivo di conntribuire a frenare l’aumento dei prezzi. Questa norma sarà effettiva dal 1 Luglio del 2009. Alcuni paesi membri si erano opposti, tra questi l’Italia.


Latte cotto e crudo

Eco&Equo

Domani vorrei passare a “Eco& Equo“, la fiera sull’attenzione sociale, ambientale e sull’economia solidale. Verrà presentato un “farmer’s market”, con la presenza di un centinaio di produttori dell’Associazione italiana agricoltura biologica e di Coldiretti Marche. Sarà presente un distributore di latte crudo, portando una bottiglia da casa o prendendo quella in vetro regalata dall’assessorato regionale all’Ambiente e da Coldiretti Marche, i visitatori potranno acquistare latte prodotto in una azienda della provincia. Costo annunciato: un euro al litro.

Come verrà accolto dai visitatori il latte crudo dopo le notizie apparse sui quotidiani?

Ho letto di sospetti sul latte crudo come fonte di contaminazione, ma non certezze.

3 casi di infezione nel 2007, come mai se ne parla solo ora?

Latte crudo non significa solo distributori, ci sono anche produttori che vendono latte imbottigliato sia intero che parzialmente scremato.

Non trovo giusto generalizzare come è stato fatto nei vari articoli e danneggiare tutti i produttori, anche quelli che lavorano onestamente seguendo correttamente le norme igieniche e sanitarie.

Update: Stamattina sono passata un po’ di corsa in fiera, era aperta da poco e c’era pochissima gente. Ho scambiato solo una breve chiacchierata con il Sign.Mangiaterra, dalla cui azienda arriverà il latte che alimenterà il distributore. Ci tornerò domani per farmi raccontare come sta andando la vendita. Intanto le bottiglie gadget sono in attesa dei clienti.

bottiglie-gadget


Cereali bocciati dalla Consumers International

I cereali per la prima colazione sono sempre piu presenti nella colazione. Consumers International, organizzazione mondiale delle associazioni di consumatori, in occasione di un progetto finalizzato a sensibilizzare contro la pubblicità aggressiva e poco trasparente, ha pubblicato un documento in cui sono messi a confronto marchi diversi ed etichette nutrizionali di cereali. Il test di Altroconsumo sui cereali in vendita in Italia, conferma che non tutti i prodotti sono uguali: alcuni fiocchi sono particolarmente ricchi di zucchero; altri contengono il il sale. Dati già noti da tempo, non è la prima volta che i cereali vengono passati allo scanner dalle associazioni di consumatori. Comunque per chi non avesse letto nulla in precedenza, ecco il documento Cereali a colazione:etichette a confronto.

Tag:


Last Minute Market-Not only food

Lunedì sera a Imola in occasione del Baccanale, ho conosciuto il Prof. Andrea Segrè. Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Segrè è il promotore del progetto Last Minute Market, un servizio che permette il recupero dei prodotti alimentari invenduti ma ancora idonei per l’alimentazione. Il servizio è rivolto alle istituzioni, a piccole e grandi imprese della distribuzione e ai mercati all’ingrosso, che fisiologicamente, producono prodotti invenduti, alla ristorazione collettiva che spesso produce pasti in eccesso rispetto all’effettiva domanda. I fruitori dei beni donati sono enti ed associazioni che offrono assistenza a persone in condizioni di disagio sociale. L’attività che Last Minute Market svolge, consiste nello studio e nell’attivazione di procedure fiscali, igienico-sanitarie, operativo-logistiche sino alla realizzazione di un prototipo operativo.
Sempre in campo alimentare da Last Minute Market derivano Last Minute Market-Harvest e Last Minute Market-Seed. Il primo offre un servizio che permette il recupero dei prodotti ortofrutticoli che rimangono in campo perché di forma irregolare o di pezzatura troppo piccola che la grande distribuzione rifiuta ma che, organoletticamente, non hanno nulla di difettoso. Last Minute Market-Seed invece si prefigge di recuperare dalle industrie sementiere i prodotti che non rispettano gli standard imposti dalle normative comunitarie ma che potrebbero essere una risorsa per i paesi in via di sviluppo.

I progetti sono già attivi in sedici cttà italiane e ci sono prospettive di esportare il servizio in altri stati. A chi è interessato ci sono anche altre sezioni, che riguardano libri e farmaci.

Tag:


World Bread day 2008: la torta di pane raffermo

Torna il World Bread day e anch’io partecipo con un post sugli avanzi del pane e come li (ri)uso. Perchè non va mai sprecato a casa mia. Di solito finiscono in una torta fatta appunto con il pane raffermo.

Ingredienti: 4-5 hg di pane raffermo, 750 ml di latte, 1 uovo intero, 4 cucchiai di cacao amaro, 5 cucchiai di zucchero semolato, 120 g di burro fuso. Per guarnire e arricchire la torta si può usare frutta secca, uvetta, mandorle, pinoli e noci.

Fate scaldare il latte. Tagliare il pane raffermo a cubetti, a volte lo grattugio. Mescolare il latte caldo e il pane. Lasciare riposare, fino a quando il pane non sarà completamente ammorbidito.Con il pane grattugiato si fa piu’ velocemente. Aggiungete gli altri ingredienti (cacao, zucchero ecc.). Mettere nella tortiera imburrata e leggermente infarinata. Cucinare a circa 190° C per 20-30 minuti.
…………………………….
Ingredients: 4-5 hg of stale bread, 750 ml of milk, 1 whole egg, 4 tablespoons of cocoa, 5 tablespoons of sugar, 120 g of melted butter. You can use also dried fruit, raisins, almonds, pine nuts and walnuts.

Use warm milk. Cut the bread into cubes, sometimes I prefer to use grated bread. Mix milk and bread. Allow to stand until the bread is completey soft. Add the other ingredients (cocoa, sugar etc.). Place in a pie dish, cook at around 190 ° C for 20-30 minutes.

Ed ecco il risultato della torta di oggi!

Torta con avanzi del pane