Salvare l’INRAN. Una raccolta firme contro l’ipotesi di chiusura dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione.

Fin dai primi anni della mia attività di ricerca nella biochimica della nutrizione e nello studio della relazione alimentazione e salute, l’INRAN con le sue pubblicazioni e monografie ha costituito per me un riferimento importante. Ho consultato decine di volte le tabelle di composizione degli alimenti acessibili sul sito web dell’INRAN. Anche giorni fa a lezione con gli studenti di Medicina si parlava delle Linee guida per una sana alimentazione e del ruolo della ricerca indipendente svolta dai ricercatori dell’istituto. Convinta come altri che l’eventuale accorpamento con altri Enti comprometterebbe l’identità e l’autonomia dell’Istituto, supporto quindi molto volentieri la raccolta di firme promossa da Il fatto alimentare affinchè ci sia un ripensamento sulla inspiegabile decisione di sopprimere l’ente. Ecco il link per supportare l’appello. Passaparola!


Cibo spazzatura? tra i Garbage boys and girls di Porto Rico

Cestini della spazzatura con sembianze infantili per sensibilizzare la popolazione contro lo Junk food, un tema di attualità a leggere i titoli delle ultime settimane. Succede a Porto Rico,dove si è registrato un aumento dell’obesità infantile negli ultimi anni.

La proposta è dell’agenzia Ad agency DDB Latina che ha proposto anche un camion della raccolta rifiuti che richiama al tema del cibo-spazzatura.

Con lo slogan “Aliméntalos mejor” (“Feed them better”) l’agenzia ha riscosso un notevole successo all’ultimo festival sulla comunicazione che si è svolto a Panama.

Non si può dire che non colpisca l’attenzione.

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Io leggo l’etichetta

Gastrophotoreporter che si moltiplicano?. Da un’idea di Raffaele Brogna, è nato Io leggo l’etichetta, e gli obiettivi non sono riflettere principalmente sulla composizione, ingredienti e additivi dei prodotti, ma confrontare prodotti private label con quelli di marchi piu’ noti. In particolare l’attenzione è puntata sull’indirizzo dello stabilimento di produzione di un determinato prodotto. Ecco un esempio a proposito di wurstel

Secondo l’ideatore del sito leggendo con attenzione le etichette si potrebbe risparmiare sulle spese alimentari infatti i prodotti private label sono fabbricati a volte nello stesso stabilimento di aziende piu’ conosciute ma sono in vendita a prezzi inferiori. Leggendo le etichette già archiviate, scopriamo che i prodotti non sono identici. Anche se l’etichetta coincidesse i due prodotti potrebbero differire anche in termini di materia prima utilizzata. Forse questo potrebbe spiegare anche le differenze dei prezzi? Io leggo l’etichetta è anche su Twitter e su facebook ha già migliaia di fans. Non manca il forum in cui segnalare nuove scoperte.

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La birra verde, istruzioni per l’uso.Happy St. Patrick’s Day!

Leggo che in occasione del St.Patrick day (17 Marzo) si prepara la birra di colore verde in suolo irlandese e non solo.

Istruzioni per la preparazione. Che coloranti usereste per far virare al colore desiderato? Un colorante blue? o un colorante verde?

Tappa dopo tappa come procedere. 🙂

Happy St. Patrick’s Day!

green beer


Habit Heroes: CLOSED. La controversa guerra multimediale della Disney contro l’obesità

Ancora down per manutenzione Habit Heroes della Disney, il sito web nato per accompagnare la controversa nuova attrazione Fat Chance Disney Word contro l’obesità, contro errate abitudini alimentari e scorretti stili di vita. La Disney è stata accusata di aver messo in piedi l’attrazione con fare grossolano e con un atteggiamento discriminante nei confronti degli obesi presentati nei panni dei cattivi della situazione: Snacker, Lead Bottom e The Glutter

Eccone un paio:Lead buttom e The Glutton

Glutton

A loro si oppongono i magri e vincenti Will Power e Callie Stenics,

Dopo le polemiche e numerose critiche giunte dalla Binge Eating Disorder Association, dalla National Association of Anorexia Nervosa and Associated Disorders, e dalla Canadian Obesity Network, la Disney ha deciso di interrompere l’attrazione che era stata inaugurata solo ai primi di febbraio.

In rete si trovano diverse testimonianze di chi ha avuto l’opportunità di visitare gli spazi e non sono mancati i commenti sulla scarsa coerenza della multinazionale. Guerra alle cattivi abitudini alimentari? guardate cosa ha scovato uno dei frequentatori dell’attrazione nello spazio food del parco. Flavoured and coloured pop corn 😉

Come con conocordare con le parole di un comunicato della Binge Eating Disorder Association:, Disney is capitalizing on the “War on Obesity” to shame kids and then offer them every type of fast-food available in their parks. We do not believe food should be demonized, and if the program is going to show broccoli (good guys) shooting hotdogs (bad guys), perhaps some broccoli should be offered along with millions of hotdogs sold in the parks yearly.

Fonti

www.easywdw.com
calgaryherald.com
http://www.canada.com/
fitwoman.com


Quando il sindaco diventa testimonial

Eravamo rimasti ai sindaci Daniela Gasparini e Nicola Cristaldi rispettivamente sindaci di Cinisello Balsamo e di Mazara del Vallo. Entrambi arruolati come testimonial per la campagna che proponeva un regime accuratamente “sbilanciato” ai fini del dimagrimento. Succedeva piu’ di un anno fa. Come sarà andata a finire?

E ora un altro sindaco, Ivano Rocchetta di Castel D’Arquato diventa testimonial di una multinazionale alimentare. Il sindaco ha deciso di mettere la propria faccia per sponsorizzare il Danacol insieme alla Carrà. Potenza del marketing, oltre al sindaco, diversi cittadini inneggiano al drink arricchito in fitosteroli. Ah non l’avete visto? eccolo! e c’è anche il backstage

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Collezionare etichette alimentari

Tempo di riordinare le etichette e scatole messe da parte per futuri scatti e posts.Tutto materiale utile per riflettere sugli ingredienti, su come cambiano alla luce di nuovi regolamenti, in particolare quelli che riguardano i coloranti, per ragionare sul packaging e sui messaggi della pubblicità. In questi anni ho messo da parte centinaia di etichette di prodotti diversi. Materiale indispensabile anche per confrontare gli ingredienti dei prodotti appartenenti alla stessa categoria commerciale.

Non raggiungerò mai il numero di etichette di crips messe insieme dalla signora della foto. Hannah Conduct ha impiegato trent’anni per la sua collezione spinta da curiosità, sono circa 9.000 le confezioni di chips che ha accumulato.

Passione condivisa da altri. Passione che si può rivelare un investimento? sembra di sì, infatti leggete qui. La collezione di Dave Valentine -immortalato tra le sue buste di chips- poichè include confezioni datate e risalenti a venti o piu’ anni fa con etichette uscite dal mercato, può valere piu’ di 10.000 $.

Dave valentin, collezionista di confezioni ed etichette di chips

Fonti

Chips e crisps. Quanto può valere una collezione dietichette.

Crisp packet fan boasts 9000 empty bags in her collection

Potato chip bag collection

Old-chip-bags-valued-at-16000

Man’s collection of empty crisps packets worth a small fortune


Cartoline da Gdansk

A fine novembre sono stata a Danzica in occasione del 7° International meeting on Oxidative stress and aging nell’ambito di un progetto pluriennale di cooperazione scientifica tra Italia, Polonia e Giappone. La città europea sul Baltico è stata una piacevole sorpresa con la sua architettura particolare. Ecco qualche scatto durante il viaggio e nel centro di Danzica in occasione di qualche passeggiata pomeridiana tra l’area corrispondente alle Ulica Długa (Via Lunga) e Długi Targ (Mercato Lungo), la celebre Basilica Mariaska, il mercato centrale e i locali in cui rifugiarsi dal freddo all’ora di cena.

Abbiamo alloggiato all’accogliente RadissonBlu Hotel che vi consiglio se vi capitasse di soggiornare a Gdansk. Wifi free 😉


Cosa c’è di nuovo nel web? Cibolando, il paese della buona alimentazione

Tra i lettori di Trashfood ci sono degli insegnanti particolarmente attivi e già impegnati in programmi di educazione alimentare. Potrebbero essere interessati a
Cibolando. Conto alla rovescia per il portale a sostegno dell’educazione alimentare che nasce dal progetto Nutrilandia, idea vincitrice del concorso “ Alimentarsi bene, vivere meglio”, lanciato piu’ di un anno fa da ideaTRE60 in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.
100 mila euro lo stanziamento per la realizzazione dell’idea vincitrice. La proponente del progetto vincitore è Silvia Annaratone, docente e comunicatrice scientifica che ha già ideato e coordinato un progetto simile nella struttura per il Politecnico di Milano. Gli obiettivi prefissati sono promuovere l’importanza di una corretta educazione alimentare fra gli adolescenti, e favorire l’avvicinamento e la conoscenza da parte dei ragazzi, delle professioni, tradizionali e innovative, nell’ambito del settore agroalimentare, dell’enogastronomia e del turismo enogastronomico.
Sul sito allestito seppure in via preliminare gli studenti e scuole interessate si possono già registrare per partecipare a due concorsi : IL CIBORG RISTORANTE e KILOMETRI 0.
Oltre al portale si può essere aggiornati sul progetto Cibolando sui social network, seguendo l’account twitter @Cibolando, la pagina Facebook e Youtube.

Riusciranno Mr Eat , la Fat gang, giochi e caccia al tesoro tra regioni, a raggiungere gli obiettivi?


La Barilla e la pasta Fosfina

Cercando altre notizie sui residui del fumigante fosfina e l’azienda Barilla, sono finita su siti che ricostruiscono la storia della azienda alimentare.

Ironia! c’è stata una pasta che si chiamava Fosfina. Altri tempi, era l’anno 1937, la nuova pasta Fosfina era la prima interamente confezionata e si differenziava dalle altre per essere una pasta integrata. In assenza di regole su claims salutistici, veniva pubblicizzata come la “pasta per il cervello” e alla radio si affermava: “Pasta Fosfina, dà forza ai deboli, sostiene i forti”.