Questa settimana su Trashfood

– Questa è la Settimana europea per la riduzione dei rifiuti qualche suggerimento per ridurre gli sprechi e gli imballaggi a casa e sul lavoro.

Quanto tempo in cucina? Crescono i programmi e spazi TV in cui si cucina. Per mesi ai primi posti nelle classifiche dei libri piu’ venduti vi sono stati libri di ricette. Come si conciliano questi dati con la crescita di aziende produttrici di piatti pronti e l’aumento tra gli scaffali di prodotti che permettono di dedicare menotempo in cucina?

– Ecco la Tisanopast, ovvero la pasta secondo la dieta tisanoreica

La frase del giorno se la aggiudica il Dr. Andrea Ghiselli dell’INRAN a proposito di etichette e ingredienti.

Senza coloranti azoici Altra etichetta che ci da l’opportunità di vedere cosa accade tra gli scaffali dopo la presa di posizione della comunità europea sui coloranti azoici. Ma cosa c’è dentro il prodotto per decorare dolci al caramello?


Il tempo in cucina

Crescono i programmi e spazi TV in cui si cucina. Per mesi ai primi posti nelle classifiche dei libri piu’ venduti vi sono stati libri di ricette. Come si conciliano questi dati con la crescita di aziende produttrici di piatti pronti e l’aumento tra gli scaffali di prodotti che permettono di dedicare meno tempo in cucina? Modificazioni delle abitudini e dei consumi alimentari che hanno numerose implicazioni economiche, sociologiche e culturali. Oltre al tempo dedicato alla preprazione dei cibi è diminuito anche il tempo dedicato ai pasti. Una indagine di qualche anno fa ha evidenziato che se complessivamente negli anni sessanta il tempo dedicato ai tre pasti principali (colazione, pranzo, cena) era di circa 90 minuti, negli ultimi anni è sceso a 60 minuti.

Ma anche quando non c’erano Ortaiole e altri piatti avicoli pronti, Zuppe in scatola o surgelate, l’industria alimentare strizzava l’occhio alle casalinghe offrendo soluzioni che permettesero maggiore tempo libero..Qualche esempio?

Ecco la Cirio azienda conserviera nata alla fine dell’800 che propone i suoi piselli in scatola. E il tono è il seguente: “Preparate un piatto appetitoso e sano in pochi minuti. Se comprate un kg di piselli impiegate mezza giornata a sgusciarli ( I?) e diminuite mezzo kg di peso. I piselli Cirio sono sgusciati, cotti, preparati per l’uso e sono deliziosi”.

Altra pubblicità. Prima versione del CondiRiso. In cinque minuti CONDI – CIRIO. . “In cinque minuti condisco e servo” Dalla rivista ‘Mani di Fata’ (1954).

condiRisosugo Cirio

Come fare felice il marito con una minestra a base di proteine lattee e il prodigioso barattolo “Taurus”, siamo negli anni ‘ 50 🙂

Taurus
E dall’altra parte dell’oceano, la Heinz, storica azienda alimentare USA.

Heinz

I primi avveniristici TV dinner, una cena a base di surgelati, un pasto preconfezionato tutto in un unico vassoio monodose. Eravamo agli inizi degli anni ’50. Il nome e il prodotto furono una creazione di Gerry Thomas che seppe coniugare cibo e televisione e “american way” . I TV dinner negli US hanno rappresentato così un simbolo di una rivoluzione culturale per più di una generazione. Sono divenuti con il tempo il sinonimo di qualsiasi cena preconfezionata acquistata congelata in un supermercato e riscaldata a casa.

Old way and new way a confronto

Home-cooked flavour? il colore di questo passato di piselli è davvero imbarazzante!

Fonti

Pubblicità Cirio vintage

Non c’è più tempo per cucinare: boom di cibi pronti e precotti


Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti

Settimana con meno rifiuti logo

Sapevate che questa è la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti? Cosa si è fatto negli ultimi tre anni in Europa e quali progetti sono stati avviati? Sul sito europeo trovate le varie iniziative con un data base da consultare.
Il sito italiano è menorifiuti.org
Diversi sono gli esempi che mostrano i molteplici modi per mettere in pratica la riduzione dei rifiuti: dal carcere agli orti urbani, passando per la nuove tecnologie.

Qualche suggerimento su Come ridurre lo spreco di cibo, i suoi rifiuti e come ridurre anche gli imballaggi.

Ecco il video promozionale.

Per i fan di Facebook c’è anche la pagina European-Week-for-Waste

I miei post precedenti sul tema:

Io riciclo, tu ricicli.

Storie di mangimi e oli esausti


“Buon appetito!” al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano

Mostra-Buon-Appetito

Rosi Braga, insegnante molto attenta a tutto ciò che riguarda il tema dell’alimentazione, ci racconta cosa ha visto alla Mostra Buon Appetito a Milano. Grazie!

………..

Ho visitato la mostra “Buon appetito. L’alimentazione in tutti i sensi!” al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. La mostra nasce dalla collaborazione tra il Museo milanese, Universcience di Parigi, la finlandese Heureka e la belga Technopolis.

Il museo dà così il suo contributo alle iniziative in linea con il tema dell’Esposizione Universale di Milano 2015: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”.
La mostra offre trenta isole tematiche, con exhibit interattivi e giochi, e cinque focus di approfondimento.

– Mi aspettavo che la mostra fosse una novità rispetto alla tradizionale impostazione dell’educazione alimentare nelle scuole, a dispetto della quale si registra un’impennata dell’obesità nei giovani ed un peggioramento degli stili alimentari: dati tanto preoccupanti da sollecitare il MIUR a una revisione delle linee guida su questo tema.

– Se da un lato il MIUR riconosce un’evoluzione dei consumi verso un’alimentazione più sana, sostenibile ed etica, dall’altro evidenzia il dissolvimento del tradizionale schema alimentare del cibo preparato in casa e dei tre pasti principali consumati in famiglia. Analizzando le scelte educative del recente passato, il MIUR ha evidenziato come di fatto si scambiasse l’educazione alimentare con l’educazione nutrizionale. Una correzione di rotta avvenne attraverso la “rivalutazione delle attività di cucina all’interno del percorso scolastico” e l’individuazione di quattro parametri essenziali come assi portanti dell’intervento educativo: sicurezza del cibo, caratteristiche, valore nutritivo, gratificazione, parametri ai quali si aggiungono oggi rispetto dell’ambiente e di fondamentali principi etici, di gratificazione nell’acquisto e nel consumo.
Alla luce di questa analisi e delle linee guida che ne emergono, la mostra sembra rispondere perfettamente alle indicazioni MIUR e può essere un buon punto di partenza per avviare un percorso di educazione alimentare. Certo, ci sono le classiche schede informative su temi diversi, dalla conoscenza del cibo, all’obesità alle tradizioni culinarie e sempre con alcuni elementi prescrittivi (forse non abbastanza esemplificati: vedi lo sport). Ma è ricca anche di elementi accattivanti. Bellissimo in particolare il modello di apparato digerente che illustra tutto il percorso del cibo.

buon-appetito

– Il focus di approfondimento sulla multiculturalità suggerisce molte riflessioni. I filmati etnografici (degli anni ’70) mostrano come mangiare significhi anche uccidere gli animali; veder scannare una capra – la sequenza più cruenta è tagliata, ma la si intuisce perfettamente – è un’esperienza decisamente insolita per chi acquista la carne confezionata in un vassoio al super. Più godibile il filmato che racconta dello scontro fisico di due carrelli nel parcheggio di un supermercato e di quello verbale dei due acquirenti che si confrontano animatamente sulla qualità del contenuto dei loro carrelli. Il finale riserva un colpo di scena…
Molto d’impatto sono le foto di Peter Menzel che ritraggono alcune famiglie di continenti diversi con la loro dieta: non serve alcun commento per fare vedere le differenze di cui si parlerà nel video successivo!

– Interessante anche l’analisi delle scelte che si fanno quando si fa la spesa e la riflessione sui condizionamenti di cui siamo vittime. Quello che mi sembra invece carente è l’aspetto della chimica dei nutrienti e qualcosa di interattivo che permetta di capire bene perché l’eccesso di certi alimenti possa nuocere all’organismo.

– Non so come verranno organizzate le visite per le scuole, ma sarebbe opportuno dotare i giovani visitatori di una scheda nella quale registrare i risultati ottenuti nei vari test interattivi. A parte la ricetta personale che viene stampata all’exhibit “Quale ricetta sei?”, per gli altri test si devono segnare i punteggi ottenuti, sempre che si voglia fare una riflessione successiva e innescare il confronto tra come si dovrebbe mangiare e come in realtà i ragazzi mangiano.

– E’ anche opportuno, preparando la visita, far preparare ai ragazzi il diario alimentare della giornata precedente la visita per velocizzare l’inserimento dei dati all’exhibit sul computo delle calorie.

– Infine, la visita richiede tempi abbastanza lunghi. Per il bellissimo exhibit che prevede la degustazione di un misterioso snack sono necessari almeno cinque minuti. Se visito la mostra con 25 ragazzi, è importante che tutti provino: sono 75 minuti!
I video (il fondamentale cartone che spiega perché si ingrassa mangiucchiando davanti alla TV, l’animazione in cui si capisce perché un broker di Chicago decide cosa coltiva un contadino africano, il video dello scontro dei carrelli) richiedono almeno 15’ ma possono essere fruiti, tranne l’ultimo, da tutto il gruppo contemporaneamente.

“Buon appetito!” prevede anche laboratori e aggiornamento per i docenti, ma solo per le scuole superiori. Immagino si tratti di “percorsi” attinenti alle nuove linee guida che la mostra accoglie pienamente. E’ difficile comunque essere incisivi in un contesto sociale che, come già detto, privilegia il ready to eat, lo spuntino e il pasto fuori casa. Se la scuola vuole essere un volano per il cambiamento, come MIUR auspica, deve necessariamente cambiare almeno a scuola le abitudini (e qui sarebbe utilissimo confrontare le esperienze già fatte – come sto leggendo su Trashfood – e migliorare gli interventi).

– La mostra non sarebbe stata possibile senza la main sponsorship di Nestlé, Sanpellegrino, Nestlé Cereali, Nestlé Motta, Perugina, Buitoni, Nesquik, Purina e alla sponsorhip di Electrolux e Coop.

La Nestlé è presente con uno spazio allestito come una cucina piena di prodotti, dove, tramite la lettura del codice a barre, si scopre cosa c’è dentro gli alimenti Nestlè e se ne analizzano contenuti e proprietà nutrizionali.



Rosi Braga

Fonti e immagini:

newsroom.electrolux.com

Museoscienza.org


Obesità e sovrappeso in età pediatrica in Italia

Questa è la settimana che precede l‘Obesity day fissato per il 10 ottobre prossimo. Un post al giorno sul tema dell’obesità.

Qual è la regione con la percentuale piu’ bassa di bambini in sovrappeso e obesi? e la regione dove è maggiore? Nel 2009, avevo utilizzato i dati di indagini condotte negli anni precedenti per confezionare questo video.

A distanza di due anni è stato clonato da due utenti di YouTube, ma non è contrario alla policy del social network?


FoodCamp gluten free

Riemergo dopo un periodo di assenza forzata per parlarvi del primo FoodCamp Gluten free. Dove? quando? a Gargonza, il 17 Aprile prossimo per trattare di vari argomenti che ruotano attorno alla celiachia e al settore alimentare gluten free.

Come è cambiata la cucina senza glutine negli ultimi anni? Quali sono le nuove proposte ed ingredienti alimentari che possono essere impiegati? Le etichette dei prodotti senza glutine sono comprensibili? Ci sono novità in campo medico? che ruolo hanno i blogger nella comunicazione alimentare su temi legati alla celiachia?

Per ora sono spunti di possibili interventi, il programma è in progress, ulteriori dettagli nei prossimi giorni.

Un grosso in bocca al lupo alle food-blogger Emanuela e Letizia, promotori della iniziativa, la prima in assoluto.

Iscrivetevi, ecco il link alla pagina wiki del Gluten-Free-FoodCamp in allestimento, io ci sarò.


Come immagini il fast food nel 2020?

Alla fine dello scorso anno, la rivista Forbes ha chiesto ad un gruppo di progettisti,giornalisti, artisti, grafici, di immaginare il futuro nel 2020. A dicembre 2009 a San Francisco in occasione di un workshop tutti i partecipanti si sono confrontati sul ruolo delle tecnologie informatiche e quali scenari ipotizzare.
L’evento “La tua vita nel 2020“, ha raccolto video e idee sul futuro in cui computer e nuove tecnologie saranno sempre piu’ interfacciate nei vari aspetti della nostra vita. Come la tecnologia potrà influenzare settori chiave della società, viaggi, commercio, sanità? Tra le proposte “ThingBook“, “Whuffie Meter” e “Bodynet“. Vi immaginate una applicazione che permette di monitorare parametri vitali del nostro corpo e al tempo stesso calcolare l’effetto sul metabolismo delle nostre scelte?

Altri dati su Forbes.com e sul blog Design mind.frogdesign.com.

Via


Hai una Bubble Gum-Flavored Hot Dog?

Ogni lattina contiene 14 bubble gums, per forma e sapore ricordano dei mini hot dogs. Una idea perfetta per un regalo, non trovate? 🙂

Via


FoodCamp a Fossano

Preparativi in corso a Fossano, frazione Loreto. Ecco gli interventi in programma.

foodcamp

Vi aspettiamo all’Orto Del Pian Bosco.

Su twitter aggiornamenti #sovversividelgusto

Update (14/9/10). Pubblicheremo presto gli interventi dei partecipanti. stay tuned.


Dove sarò il 12 settembre?

Libri Sovversivi del gusto

Il prossimo è l’ultimo week end prima della ripresa dell’anno scolastico e per la sottoscritta questo significa ultimo fine settimana per muoversi senza preoccuparsi troppo della organizzazione familiare in mia assenza. E così ho deciso di partecipare al raduno di fine estate dei Sovversivi del gusto con annesso Foodcamp. Il raduno inizierà alle 11,30 e si svolgerà all’Agriturismo Orto del Pian Bosco.
Buona occasione per rivedere amici e conoscenti ed esplorare un angolo di Piemonte mai esplorato prima. Degustazioni, dibattiti, e presentazioni dei volumi dedicati ai Sovversivi curati dagli amici Michele Marziani e Marco Salzotto. I produttori presenti sono numerosi, se passate da quelle parti, ci si vede. E se volete partecipare al FoodCamp, ecco il link per iscrivervi.