Pomarium

A casa ho diverse pubblicazioni sulla frutta antica, qualche anno fa ho anche seguito un progetto di recupero del germoplasma del melo nell’appennino marchigiano. Purtroppo non riuscirò a spostarmi nei prossimi giorni, ma segnalo volentieri la manifestazione per tutti quelli che fossero da quelle parti. In località S. Ilario, nei pressi di Lastra a Signa (FI) è in svolgimento Pomarium. L’evento è organizzato nel Parco Vivai Belfiore,durerà fino al 21 settembre 2008. Sono previste visite guidate al parco vivaio, ovviamente degustazioni di frutta antica, esposizioni di varie collezioni tra cui uve medicee, un centinaio di varietà di fichi, frutti esotici, agrumi antichi e numerose conferenze.

Per gli appassionati segnalo anche il Museo della Frutta perduta di Torino.

Grazie a Marco per l’assist.


Remake Santal:scopri le differenze

Succhi Santal Parmalat.

Ecco come si presentano sugli scaffali dopo il remake delle confezioni.

Questo il packaging prima della pronuncia di pubblicità Ingannevole poichè l’azienda non fornì documenti idonei a sostenere i claim pubblicitari e i benefici effetti sulla salute.

I claims contestati erano questi: “5 mix che rinforzano la frutta con i principi della frutta e moltiplicano l’effetto salute”. “Verde per la vista, rosso per la pelle, blu per la circolazione, giallo per le difese naturali“, che associavano alle cinque bevande di colore diverso precise e determinate azioni a favore dell’organismo.

Chi scopre le differenze?

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Questa settimana su Trashfood

filatelia gastronomica Made in Italy.Amatriciana da affrancare, è stato presentato il nuovo francobollo della serie Made Italy: è dedicato alla ‘Sagra degli spaghetti all’Amatriciana’

Il primo.No, il secondo ristorante automatico in Italia
Sbaggers è a Norimberga, Bamn a Manhattan, ristoranti automatici, concepiti diversamente negli arredi, nella cucina e nella distribuzione dei piatti, ma la filosofia è la stessa. Dopo il Ristorante Cibernetico a Padova, annunciata l’apertura di un ristorante automatico a Bologna. Si chiamerà Jakfox.

Efsa favorevole alla ice structuring protein della Unilever
Pubblicato il parere dell’EFSA alla anti-freeze protein,una proteina transgenica: Favorevole.Ora attendiamo la pronuncia della Commissione Europea e cosa ne diranno i vari stati membri. Si comincerà a parlare di nuovo di OGM?

-Cartoline marinare, foto e ricordi delle vacanze, T come Tonni, A come arancini , G come granite

Fienile in fermento multimediale. Tutto sull’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. In un video di 7 puntate.

La bistecca dal laboratorio al piatto.Ispirata da un articolo su Repubblica, ripropongo il tema della produzione high-tech della carne. Hanno partecipato al sondaggio 11 lettori, grazie! come si sono espressi? i risultati qui.


Cartoline marinare: A come arancini, G come granita

Si chiamano marinari gli abitanti di Marina di Camerota (SA) dove sono stata in vacanza. Comincio oggi con i miei ricordi, non tutti positivi, in ordine sparso, dopo sette giorni passati tra passeggiate tra i vicoli, escursioni in barca, acqua salata e prodotti “tipici”.

A come arancini
Con crocchette e altre verdure fritte sono in vendita dal fornaio, con pochi euro, ti riempono un box con una decina di questi sfizzi, così si chiamano in zona.

B come babà al rum
In versione classica e mini. Questi sono della pasticceria napoletana Silvana sul lungomare. Come racconterò, questa pasticceria ha decisamente la vetrina piu’ opulenta e tentatrice della cittadina.

C come crema di melone
Avvistata in alcuni negozi di prodotti tipici. Gli ingredienti di questo liquore dai colori abbaglianti? Panna, alcool, proteine del latte, sciroppo di glucosio…avranno dimenticato di scrivere qualcosa?

G come granita
Per molti la granita è solo questa o questa. Per non parlare di quella preparata con ghiaccio tritato e sciroppo colorato versato frettolosamente sopra, l’ho visto con i miei occhi in una bar della mia zona.

Dimenticate tutto ciò perchè quella servita al Bar San Domingo in Piazza San Domenico a Marina di Camerota, è una vera chicca. Entrate e chiedete, vi spiegheranno che c’è solo frutta fresca e olio di gomito per raggiungere a bassa temperatura, la consistenza giusta.

La preparano al limone, all’anguria,al melone, alla fragola, ai fichi. Le ho provate tutte, non quella ai gelsi neri, perchè non reperibili in questo periodo. Se passate da quelle parti, fermatevi.

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Beijing: E' arrivato un carico di fragole….dalla California

Lo sappiamo, le Olimpiadi sono una occasione particolare per iniziare o consolidare scambi commerciali. E’ una notizia storica per la California Strawberry Commission. Non c’erano riusciti per molti anni a esportare fragole in Cina dalla California. Ora i cinesi hanno detto sì, grazie a un sondaggio da cui è emerso che alla mensa degli atleti, la fragola sarebbe stata molto gradita -almeno questo si legge nei vari articoli. E’ iniziata così l’importazione del frutto che arriva via aereo in circa 12-14 a Beijing. La prima spedizione di fragole è stata dirottata ai tavoli della rappresentanza diplomatica USA al seguito del Presidente Bush.

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Frutta olimpica

Olympic fruit

Guardate cosa sono arrivati a fare i frutticoltori cinesi in occasione delle olimpiadi. Hanno prodotto la frutta con impresso il logo dei giochi olimpici.

Da dove arriva la frutta servita nel villaggio olimpico? Dal distretto di Pinggu, l’area di 27.000 ettari, tra le piu’ densamente coltivate ad alberi da frutto, è stata scelta per l’approviggionamento di circa quaranta tipi diversi di frutta tra cui pere,mele, pesche che vengono servite nei vari ristoranti. Filiere produttive controllate e i frutticoltori hanno preso l’impegno di non fare uso di fertilizzanti e di pesticidi vietati nella frutta destinata ai ristoranti frequentati dagli atleti.

E non ci sono solamente mele griffate con il logo olimpico, guardate le angurie!

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Rosso Licopene

Rosso e ortaggi

I pomodorini, peperoni e peperoncini arrivati nella cassetta di Francesco, mi hanno ispirato questo post.

Come si chiama il carotenoide che impartisce la colorazione rossa a ortaggi e frutti che maturano in questa stagione? è il licopene. Visto l’interesse suscitato dal composto, per le sue potenziali proprietà salutistiche, sono stati messi a punto i processi tecnologici per estrarre il pigmento da materie prime diverse. Dal sito Lycopene.com impariamo che la LycoRed ha puntato sulla produzione di Lyc-O-Mato®, un prodotto che si ottiene dai pomodori. Lyc-O-Mato® viene estratto in un impianto in Israele e può essere usato per produrre integratori o snacks fortificati con il pigmento rosso.

Alla Università della Sapienza c’è un progetto di ricavare il carotenoide da scarti di lavorazione dei pomodori.

Tra i prodotti che contengono licopene, ovviamente c’è anche il ketchup, e la Heinz, grande produttrice della salsa, ha pensato di finanziare diverse linee di ricerca sul licopene e di supportare il sito internet: Lycopene.org in cui si trovano dati e studi scientifici che dimostrano un ruolo del licopene come antiossidante.

Per diversi anni la Heinz ha proposto pubblicità in cui la salsa di pomodoro viene esaltata “tomato-rich diet may lower the risk of prostate cancer.” Ne sono nate anche inserzioni su quotidiani, pubblicazioni varie, libri di ricette che proponevano l’incorporazione del ketchup in prodotti isoliti perfino nell’apple pie.

Questa è l’inserzione apparsa sul New York Times Magazine nel 1999. La Heinz propose il ketchup come alimento funzionale: un claim salutista che suscitò un acceso dibattito, in assenza di dati scientifici che lo supportavano.

Ketchup, licopene e claim salutista ketchup

Com’è andata a finire?

Nel 2005 la Food Drug Administration (FDA) ha autorizzato la pubblicazione di alcuni dei claims salutistici proposti sui prodotti derivati dai pomodori, la decisione è stata ovviamente considerata una vittoria per la Heinz.

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Coccodabere

Si chiama proprio così. E’ un Cocco importato dalla Mc-Garlet, già tagliato a metà, confezionato con cannuccia, ready to drink. In vendita (non in tutti) i supermercati Conad.
Qualcuno l’ha trovato? Grazie a Roberto per l’assist!


Beijing: A pranzo nel villaggio olimpico

Cuisine at the Olympic village

A pochi giorni dall’apertura dei Giochi Olimpici, a cui seguiranno le Paraolimpiadi, uno sguardo al menù che sarà offerto agli atleti. Tra Cina e USA negli ultimi anni ci sono stati attriti in tema di importazioni di carne e di altri prodotti, e così gli americani hanno manifestato l’intenzione di portare le loro derrate alimentari e cucinarle in un struttura allestita per lo scopo. Gli organizzatori cinesi del catering offerto nel villaggio olimpico di Beijing non hanno ovviamente gradito poiché ciò significa mettere in discussione la sicurezza di ciò che verrà servito e continuano a ripetere: “Tracciabilità, e controlli assicureranno piatti sicuri per gli atleti che mangeranno nel villaggio olimpico”.

Il ristorante principale è attrezzato per servire circa 5.000 clienti. Vi sono anche teahouses e caffetterie. Circa 2.300 chefs cinesi e di altri stati lavoreranno per offrire un servizio aperto per 24 ore.

I menù cambieranno ogni 8 giorni. Nel menu del Villaggio si troveranno piatti asiatici tra cui cinesi, giapponesi e coreani, ma essi costituiranno solo il 30% dei piatti inclusi nel menù pensato per gli atleti che troveranno anche pizza, lasagne, Beijing roast duck e kosher food.
Per cercare di soddisfare le richieste degli atleti di piu’ di 200 paesi, vi saranno un menu’ mediterraneo, uno asiatico e uno internazionale. Non mancheranno thè e caffè.
Tra i piatti cinesi ci sarà il Sichuan preserved cabbage. Il menu’ asiatico consisterà di piatti fritti con verdure, carne, funghi e pollo con arachidi.
I menu’ degli atleti forniranno anche le calorie in modo da dare l’opportunità di quantificare gli apporti calorici. Dai distributori refrigerati verranno servite le bibite e gli altri prodotti degli sponsor delle Olimpiadi: Coca-Cola, Sprite, Fanta e acqua minerale.

A vegliare su tutto la società internazionale Aramark a cui per la quattordicesima volta, sono stati affidati i catering olimpici.

Fonte: en.beijing2008.cn

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L’alimentazione del futuro ?

Volevo segnalare a chi non ne avesse conoscenza, l’uscita di un documentario Franco-Canadese, prodotto dalla TV canadese, su Monsanto, colosso agroalimentare. Il documentario, diretto e scritto da Marie-Monique Robin, ha destato molto interesse perche’ mostra i vari problemi legati all’uso della chimica in agricoltura ma allo stesso tempo tempo solleva dubbi di natura ‘morale’: e’ giusto che una societa’ agroalimentare possieda il brevetto per produrre certe specie vegetali, e che quindi possa in un futuro non troppo lontano, ‘possedere’ risorse agricole che dovrebbero essere – come l’acqua e l’aria – un bene di tutti? Certo, potremmo obiettare che chi non vuole usare gli OGM non li usa, e semina quello che vuole, ma avete mai pensato al fatto che e’ praticamente impossibile controllare (nel senso proprio di limitare) la crescita degli OGM nei soli terreni consentiti (ovvero quelli dove il contadino, di sua spontanea volonta’ ha coltivato previo acquisto di brevetto, i semi)? Infatti il documentario mostra come un ignaro contadino puo’ scoprire il proprio terreno invaso da queste varieta’ OGM e in piu’ pure ritrovarsi legalmente costretto a pagare una multa perche’ non ha comprato la licenza per queste colture.

Quindi oltre ai dubbi legati all’uso di tutte queste sostanze e colture e alla salute, di cui ancora non si sa tanto (e.g. e’ stato scoperto che una sostanza usata per la produzione di GMO e’ la stessa rinvenuta nella pelle dei pazienti colpiti dalla Morgellons, una forma di parassitosi) proviamo invece a soffermarci sulla questione morale e legale della faccenda. Mi auguro che possiate seguire in inglese questo bel documentario, presente su YouTube, o capire se la produzione lo abbia tradotto in altre lingue straniere… ne vale la pena. Su YouTube e’ stato diviso in diverse sezioni, vista la durata (108 minuti). Questa che vedete è una prima parte. Il resto potete seguirlo qui: The World According to Monsanto

Buona visione!


The World According to Monsanto

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