La frutta a scuola, le novità del nuovo anno scolastico

Ne avevo parlato un anno fa. Ora che si avvicina l’inizio del nuovo anno scolastico, è arrivato il momento di riparlarne. Infatti le varie regioni italiane si stanno organizzando per la ripresa delle lezioni e delle attività da svolgere nell’ambito del progetto comunitario:Frutta nelle scuole.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e il Ministro dell’Economia e delle Finanze per l’annualità 2009/2010, hanno messo a disposizione un cofinanziamento nazionale pubblico pari a 11.011.509 euro. Queste risorse si andranno ad aggiungere all’aiuto comunitario deciso dalla Commissione UE il 22 luglio scorso e che per l’Italia ammonta a 15.206.370 euro. Quindi 26 Mln di euro complessivi permetteranno di raggiungere 800.000 alunni delle scuole primarie in tutte le Regioni e nelle Province Autonome.

I bandi di gara per la fornitura dei prodotti ortofrutticoli agli Istituti scolastici verranno emanati dall’AGEA a partire dal prossimo ottobre e le relative le azioni verranno realizzate nelle scuole tra gennaio e maggio 2010, in base a quanto già stabilito nella Strategia Nazionale del programma.

Quali sono i prodotti, frutta e ortaggi che rientrano nel progetto?

Solo prodotti DOP,IGP e biologici?

In che percentuale sarà presenta la frutta fresca rispetto a quella trasformata?

Quanti saranno gli alunni coinvolti nelle varie regioni?

Quali iniziative potranno essere finanziate?

Le risposte a queste e ad altre domande nel documento pdf Frutta a scuola, in cui sono riportati vari dettagli.

Nel documento si legge:
“Nella scelta dei prodotti frutticoli si terrà conto del carattere di stagionalità, che influisce sia sotto il profilo salutistico (è proprio nella loro stagione, al momento della loro naturale maturità, che gli alimenti vegetali garantiscono il più appropriato ed equilibrato contenuto in acqua, in fibra alimentare, in micronutrienti e composti bioattivi), sia sotto il profilo della attrattività (i prodotti frutticoli esprimono al massimo i loro colori, rendendoli particolarmente invitanti, nonché i loro sapori e gusti proprio nel momento della naturale maturazione).

Correlata alla naturale maturazione è la provenienza: le ricerche hanno evidenziato, infatti, che il tenore delle sostanze sopra indicate è inversamente proporzionale al tempo trascorso tra il momento del raccolto ed il momento del consumo( più tempo passa, più tale contenuto diminuisce).

Poter contare su prodotti provenienti dalle stesse aree o da aree prossimali ha anche una ricaduta positiva sull’ambiente, in conseguenza delle riduzioni di CO2, obiettivo strategico delle politiche ambientali di tutti i Governi sensibili allo sviluppo sostenibile del pianeta.

La frutta fresca dovrà essere presente per l’80%, poichè gli interventi nelle scuole sono collocati tra il mese di gennaio e maggio 2010, mi chiedo come sarà possibile coniugare la stagionalità e la distribuzione di frutta fresca. Solo gli agrumi (arance, mandarini, clementine) maturano nel periodo invernale.


L'altra settimana su Trashfood

-E’ agosto e come si sa, alcuni definiscono il periodo cucumber time. Ma pensiamo invece alle cucurbitacee che crescono alle nostre latitudini. Invece in Giappone i cocomeri li fanno anche così.

I-prodotti-biologici-e-convenzionali-alimentazione-salute-e-la-ricerca-scientifica. La rassegna del prof Alan Dangour della London School of Hygiene and Tropical Medicine sulle proprietà nutrizionali del biologico, come era prevedibile ha suscitato numerosi commenti. Diversi quotidiani hanno scritto dell’ampia rassegna “cinquant’anni di articoli scientifici che paragonano la composizione, in termini di nutrienti e altre sostanze di prodotti alimentari provenienti da colture e allevamenti standard e organici” Siamo concreti, quando si è iniziato ad avere interesse su questi temi? e infatti i lavori scientifici di cui troviamo abstracts nell’appendice sono molto, molto piu’ recenti e per giunta sono considerati lavori scientifici in larga parte non soddisfacenti. Questo il verdetto del team. Parlaimo anche di questo allora non solo dei dati ottenuti?

Hospital food, il foto-blog sulla ristorazione, -possiamo chiamarla così?- ospedaliera.

Sai-cosa-mangi? la-scienza-dei-marshmallow-e-della-sparkler-spice Cosa dobbiamo attenderci che arrivi dall’USA che non abbiamo ancora sperimentato? Vi mancano piu’ i Circus peanuts, o le Fizzies?


Cucumber time reloaded

E siamo di nuovo al Cucumber time. L’anno scorso la Pepsi al cetrolio, anche quest’anno restiamo in Giappone. Vi piacciono i cocomeri frutto della creatività di diversi coltivatori giapponesi?


70 prodotti, una piramide alimentare

Alla Regione Toscana sono così orgogliosi della PAT (piramide alimentare toscana), che ne hanno registrato perfino il marchio.

L’idea alla base della piramide piramide alimentare toscana è stata quella di inserire prodotti locali che appartengono ai vari gruppi di alimenti (Cereali e derivati, carne, pesce, formaggi, frutta e ortaggi, legumi, grassi e dolci) nei livelli della piramide dell’alimentazione mediterranea. Attenzione agli aspetti nutrizionali quindi, ma non solo. Un occhio è rivolto ai prodotti del territorio allo scopo di farli conoscere. 60 dei settanta alimenti toscani della PAT appartengono infatti all’elenco dei prodotti tradizionali della regione come la mela rotella della Lunigiana, il mirtillo nero della Montagna Pistoiese, le ciliegie di Lari, la finocchiona, spinaci della Val di Cornia, la pesca cotogna toscana e la pesca regina di Londa.

Potremmo farlo per ogni regione italiana, in fondo basterebbe sfogliare l’elenco dei prodotti tradizionali. Se non lo conoscete lo trovate qui.


Elogio dell'imperfezione della zucchina

Leggo sul blog del commissario Mariann Fischer Boel: “It makes no sense to throw perfectly good products away, just because they are the ‘wrong’ shape. I want to be able to decide whether to buy a big, round, red, class I apple or a less pricey, but just as delicious, small ‘ugly’ apple!”

Sono commenti del commissario alla approvazione da parte della commissione europea, delle modifiche sulle norme e standards di mercato relative a 26 tipologie di frutta e ortaggi: albicocche, carciofi, asparagi, melanzane, avocado, fagioli, cavoli di Bruxelles, carote, cavolfiori, ciliegie, zucchine, cetrioli, funghi coltivati, aglio, nocciole in guscio, cavoli cappucci, porri, meloni, cipolle, piselli, prugne, sedani da coste, spinaci, noci in guscio, cocomeri e cicoria.

Alcuni esempi delle regole europee che ora rappresentano il passato.

-Le banane con ben preciso raggio di curvatura e una lunghezza superiore ai 10 centimetri,
-Le trecce di cipolle con almeno 26 esemplari
-Un grappolo d’uva del peso non superiore al chilo.

Centinaia di tonnellate di frutta e verdura “fuori taglia” e che non rispettavano criteri di qualità in fatto di calibro, colore, dimensioni, e altri difetti non solo estetici, non saranno piu’ uno scarto ma potranno entrare nel mercato a prezzi inferiori con l’obiettivo di conntribuire a frenare l’aumento dei prezzi. Questa norma sarà effettiva dal 1 Luglio del 2009. Alcuni paesi membri si erano opposti, tra questi l’Italia.


Questa settimana su Trashfood

– La ricetta per diventare un blogger famoso. 😀

– Educazione, informazione alimentare e Social Media? Un buon esempio è il video del Ministero-giapponese-delle-politiche-agricole

– In preparazione la presentazione per il 2 dicembre. Dove sarò? All’Università degli Studi di Teramo in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione

– L’esaltazione della globalizzazione applicata al settore agroalimentare, come si chiama? BIMI

Cioccolate(vi). Cioccolato per tutti i gusti? Vi piacciono gli abbinamenti dolce–salato? E cosa dite del chocolate-covered bacon?


Bimi: il Superfood

Bimi

Lo hanno chiamato Bimi e viene definito un SuperFOOD. E’ frutto di un incrocio tra un cavolo cinese e un tipo di broccolo. leggo sul sito che Bimi ” It is a long slim, elegant-looking vegetable, rich green in colour – even when cooked”

Questa nuova verdura è l’esaltazione della globalizzazione del settore agroalimentare. Pensato in Giappone, coltivato per la manodopera a basso costo nei paesi africani come Kenya, Marocco, Egitto, viene venduto in Europa. A dispetto di tanti bei discorsi e proclami sull’impatto ambientale e sui paesi africani al limite della desertificazione. Questo prodotto richiede infatti utilizzo di molta acqua, deve essere subito refrigerato e trasportato con temperatura controllata. Sarebbe importante sapere -come è stato già detto in post precedenti- quali vantaggi economici ha sulla popolazione impegnata nella coltivazione.

Ma super FOOd perchè? per il suo contenuto peculiare in acidi grassi essenziali, vitamine, antiossidanti, glucosinolati e zinco. Le brassicacee (cavoli, broccoli,verze),come avevo già accennato, sono oggetto di grande attenzione nutrizionale per la presenza di numerosi micronutrienti tra cui antiossidanti e i glucosinolati. Sul sito internet di Bimi, presentato al recente Sial di Parigi, non si trovano però dati sulla composizione, solo proclami sul contenuto maggiore in nutrienti.

Via


La dieta CiOdue

Per preparare la mia presentazione su Agricoltura,alimentazione impatto ambientale, ho passato gli ultimi giorni a riflettere su food miles, emissioni di anidride carbonica, carbon label, carbon footprint, water footprint e classifiche di alimenti da quelli a maggiori o minori emissioni di anidride carbonica nell’ambiente. Non abbiamo dati su tutte le classi di alimenti (esempio bevande analcoliche, oli) ma si hanno cifre sui cereali utilizzati per produrre mangimi impiegati in zootecnia, su alcuni tipi di carne, frutta, ortaggi e bevande alcoliche. Proprio cercando cifre su cui ragionare, mi sono imbattuta nel sito ecodieta.it. Il sito è on line da qualche giorno e si legge che sarà possibile sapere quante emissioni di anidride carbonica sono legate ad ogni azione quotidiana. C’è anche una sezione dedicata agli alimenti.

100 g di pane corrispondono a 0,01 kg di anidride carbonica

10og di verdura locale = 0,03 kg come la frutta locale.

100 g di ciliegie nazionali 0,01 kg che salgono a 1,76 kg se provengono dall’Argentina

100g di Ananas (Via aerea dal Kenia) 0,76 kg

100g di Carne bovina locale 1,58 kg

100g di carne Angus 1,90 kg

100g di Carne argentina 2,34 kg

I calcoli sono stati fatti riferendosi a fattori di conversione elaborati da diverse istituzioni europee e dalla società di consulenze Azzeroco2

Numeri da prendere assolutamente con le pinze, sappiamo infatti che le emissioni di anidride carbonica calcolate solo sulla base dei food miles non sono un indice attendibile di sostenibilità ambientale. I mezzi di trasporto ovviamente hanno un impatto diverso (treno, container refrigerati oppure no, aereo). Nella valutazione complessiva dell’impatto ambientale dei prodotti vegetali, sono importanti inoltre anche il tipo di coltivazione, i trattamenti con fertilizzanti o pesticidi, le tecnologie impiegate per conservare, concentrare,e il packaging.

Tra le fonti bibliografiche, vi suggerisco questa: “Cooking up a storm. Food, greenhouse gas emissions and our changing climate” di Tara Garnett del Food Climate Research Network Centre for Environmental Strategy, University of Surrey (September 2008)

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Dei Pomodori e dei titoli manipolati

Due giorni fa è stato pubblicato su Nature Biotechnology, l’articolo “Enrichment of tomato fruit with health-promoting anthocyanins by expression of select transcription factors” di Eugenio Butelli e collaboratori (pdf).

Ma perché nei vari titoli di giornali o siti in cui rimbalza la notizia, si parla di pomodori anti-cancro?precisiamo che nello studio, agli animali modello è stato somministrato un estratto preparato ottenuto da pomodori essiccati. Sarebbe utile sapere a che concentrazioni sono presenti gli antociani e gli antiossidanti nel prodotto essiccato rispetto al prodotto fresco.

Nell’articolo su Corriere.it Umberto Veronesi afferma:

“Conosciamo molti cibi che hanno valori protettivi per il cancro. Il pomodoro contiene licopene, che si libera ancora di più quando il pomodoro è cotto fino a ottenere una salsa. Il licopene è protettivo nei confronti del tumore della prostata e forse del seno.”

Se è confermato che in vitro il licopene è un potente antiossidante, gli studi in vivo non sono sempre così concordi. Il Prof.Veronesi conosce di certo anche i dati contrastanti apparsi in letteratura.

Continua Veronesi:

È logico quindi che le ricerca si concentri nello studio e potenziamento delle proprietà di questo alimento. Altri cibi preziosi sono le crucifere, l’uva, i lamponi, i mirtilli, le ciliege, le fragole e le arance rosse che contengono antocianidine, potenti antiossidanti. Ora stiamo cercando di individuare nuove sostanze e stabilire per tutte la dose giornaliera efficace nella prevenzione.

Si è ormai concordi su un punto importante: il ruolo protettivo esercitato da una alimentazione ricca di ortaggi, frutta,cereali e legumi contro l’insorgenza di patologie cronico-degenerative è da attribuire alla moltitudine di fitonutrienti contenuti nei vegetali (antocianine,acidi fenolici, fitosteroli, fitoestrogeni, tannini, terpeni, stilbeni ….). Di alcuni di questi composti conosciamo biodisponibilità, metabolismo e i meccanismi molecolari. Non possiamo attribuire ad una sola molecola un ruolo protettivo, ma dobbiamo parlare di un effetto sommatoria dovuto ai vari fitonutrienti.

E infine: Ma la speranza di prevenire molte malattie degenerative e forme tumorali è legata soprattutto al miglioramento genetico di piante e frutti.

Il Prof. Veronesi sa sicuramente che una alimentazione variata ricca di legumi, cereali non raffinati, ortaggi e frutta, permette di coprire i fabbisogni di nutrienti e antiossidanti. Esistono tante varietà di ortaggi e frutta che hanno valori di antiossidanti piu’ elevati di altri, anche tra i pomodori di cui stiamo parlando. Aggiungo, combinazioni alimentari e ricette che in ogni stagione, permettono di unire gusto e salute.

Diciamo che i titoli apparsi ieri dopo la pubblicazione dell’articolo sui pomodori OGM, mi ricordano moltissimo altri casi in cui a singole molecole, contenute in alimenti o bevande, vengono attribuiti ruoli “miracolosi” sulla stampa. E allora succede che il vino diventa anti-cancro o protegge dalle radiazioni, dall’Alzheimer.

Poi se si va a leggere gli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche, realizzi che si tratta di studi in vitro, su cellule incubate con il celeberrimo resveratrolo o qualche altro composto contenuto nell’uva. O sono studi condotti su modelli animali per brevi tempi e a concentrazioni di resveratrolo elevate e che non corrispondono a condizioni fisiologiche. Perchè questo? Perché è piu’ semplice procurarsi la molecola da qualsiasi catalogo di reagenti e somministrarlo alle quantità volute nella dieta e per i tempi programmati agli animali. O incubarlo con delle cellule in coltura o sistemi modello (membrane, liposomi ecc..).

Per concludere, quando ieri ho letto i vari titoli apparsi dopo la pubblicazione dell’articolo sul Corriere e dell’intervista a Umberto Veronesi, mi è tornato in mente questa pubblicazione su Mutation Research (2003), “Pitfalls of enzyme-based molecular anticancer dietary manipulations: food for thought” in cui gli autori Moreno Paolini e Marion Nestle, citando molti articoli pubblicati su riviste scientifiche, mettono in discussione i dati ottenuti in alcuni filoni di ricerca nutrizionale.

Ecco il riassunto, facilmente comprensibile e il pdf dell’articolo:

“Dietary approaches to cancer chemoprevention increasingly have focused on single nutrients or phytochemicals to stimulate one or another enzymatic metabolizing system. These procedures, which aim to boost carcinogen detoxification or inhibit carcinogen bioactivation, fail to take into account the multiple and paradoxical biological outcomes of enzyme modulators that make their effects unpredictable. Here, we critically examine the scientific and medical evidence for the idea that the physiological roles of specific enzymes may be manipulated by regular, long-term administration of isolated nutrients and other chemicals derived from food plants. Instead, we argue that consumption of healthful diets is most likely to reduce mutagenesis and cancer risk, and that research efforts and dietary recommendations should be redirected away from single nutrients to emphasize the improvement of dietary patterns as a principal strategy for public health policy.

Basta con questi titoli!

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La scorsa settimana su Trashfood

Scandalo melamina. Si torna a parlare di contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt-sono risultati contaminati. La melamina veniva aggiunta a latte in polvere o altri prodotti alimentari al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

Espresso in lattina. Successo o insuccesso?

Bone Bone. Si chiama così la merendina ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli.Sarà “Bone Bone” a rappresentare l’Italia a “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

Nitrati-nitriti-e-barbabietole-anti-ipertensione Tutto quello che sapevate sui nitrati e nitriti è sbagliato?

Alert weekly. Si riparte con la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF) per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale.