Fluida, disoleata, sprayzzata, acetilata o idrossilata? E322, un additivo multifunzionale
Pubblicato: 2009/06/17 Archiviato in: Additivi, Filiere, Messaggi fuorvianti 26 commenti-E’ uno dei fosfolipidi principali delle membrane biologiche che ne contengono circa il 75%.
-E’ un additivo emulsionante e non solo. Indicato con la sigla E322, è ampiamente usato dall’industria alimentare. La troviamo nel cioccolato, biscotti, nella maionese.
– E’ venduta come ipocolesterolemizzante.
– Perfino come anticellulite (!).
– E’ uno degli ingredienti impiegati nella cucina molecolare e proprio il suo impiego nella cucina di alcuni chef l’hanno resa famosa.
Di cosa si tratta? Bravi, la lecitina, scoperta nel 1846 dal chimico francese Maurice Gobley che la estrasse per primo dal tuorlo d’uovo e la chiamò col nome greco del tuorlo d’uovo (lekithos).
Ricordo che una delle mie prime esperienze in laboratorio, durante la preparazione della mia tesi, fu l’uso della lecitina (o fosfatidilcolina) in polvere o dissolta in solventi per preparare liposomi da impiegare come modelli sperimentali di membrane cellulari. Ho usato per un po’ di tempo la lecitina d’uovo. Poi sono passata ad altre fosfatidilcoline purificate in relazione ai vari esperimenti in laboratorio. In congelatore in laboratorio ne ho trovate diverse fiale.

Veniamo all’uso della lecitina come agente ipocolesterolemizzante?. Ok. La lecitina la danno per abbassare il colesterolo!” ha dichiarato di recente lo chef Bottura in difesa dell’uso che fa della lecitina di soia in cucina.
Chiariamo. Il ruolo ipocolesterolemizzante proposto da parecchi anni ha portato all’arrivo sul mercato di diversi prodotti. Sulle confezioni c’è scritto lecitina ma troviamo anche altri ingredienti in relazione alla formulazione. Oggi la lecitina la trovate in tavolette, in polvere, in capsule e in granuli.
Cosa c’è dentro ad uno dei marchi piu’conosciuti?
Ingredienti: Lecitina di soia, acetato di DL-alfa-tocoferile (vitamina E), cloridrato di piridossina (vitamina B6), antiagglomeranti: biossido di silicio
E quando la lecitina è in tavolette?
Ingredienti: Lecitina di soia 48,4% (Glycine max semi), latte scremato in polvere, saccarosio, lattosio, fibra di nocciola in polvere, antiagglomeranti: talco, biossido di silicio, magnesio stearato vegetale; destrosio anidro da mais, aromi, acetato di DL-alfa-tocoferile al 50% (vitamina E), cloridrato di piridossina (vitamina B6).
Per la verità l’efficacia della lecitina di soia sui livelli di colesterolo plasmatico non convince tutti. Anche se un po’ datato vi suggerisco la lettura di questo articolo Lecithin intake and serum cholesterol in cui gli autori hanno analizzato i vari studi condotti in passato sulla lecitina e i suoi effetti sul metabolismo dei lipidi del sangue. Poichè il disegno sperimentale della maggior parte degli studi non è stato pianificato correttamente, non appare cosi convincente l’effetto ipocolesterolemizzante.
Come si ricava la lecitina? Insomma, veniamo al vero obiettivo del post, se ne è parlato tanto della lecitina, a qualcuno è venuta la curiosità di sapere come si ottiene? Ho provato a schematizzare.
La lecitina come dicevamo, è un fosfolipide. Negli alimenti è un componente minore dei grassi e in larga scala si ottiene prevalentemente dalla lavorazione dell’olio di semi di soia o da altre materie prime (es. girasole). Possiamo considerare la lecitina di soia un sottoprodotto dell’estrazione dell’ olio derivato dalla leguminosa. In una fase della lavorazione (degumming) infatti la lecitina viene separata dal materiale che viene destinato alle fasi successive.
Partiamo dall’inizio, in sintesi:
-I semi di soia vengono dapprima lavati e frantumati e trasformato in fiocchi in modo da aumentarne la superficie e facilitare la successiva estrazione che viene generalmente eseguita con solventi organici (esano o eptano). Il solvente estrae l’olio dal seme e insieme all’olio viene estratta anche la lecitina e con lei altri fosfolipidi. Il solvente viene poi fatto evaporare innalzando la temperatura fino a 150°C, i semi vengono separati e il solvente lasciato ricondensare per una successiva estrazione.
-Segue la fase detta di degommaggio. L’olio deve essere raffinato per renderlo commestibile e il primo passaggio di raffinazione, chiamato degommaggio, prevede proprio la separazione della lecitina, gomme, carboidrati complessi, e altri fosfolipidi dall’olio non ancora raffinato. E’ in questa fase che i fosfolipidi possono essere isolati dal resto.
-Gli oli non raffinati contengono circa lo 0.6% di lecitina. Per separare la lecitina dalle altre molecole, l’olio viene portato a temperature di circa 70–90 °C e mescolato con una certa percentuale di acqua. Questo provoca cambiamenti chimico-fisici e la lecitina e altri fosfolipidi precipitano in una massa gelatinosa che viene rimossa mediante centrifugazione e successivamente si elimina l’acqua con un processo di evaporazione.
– Di lecitina di soia, se ne è parlato al singolare, ma la preparazione che si ricava contiene anche altri fosfolipidi (es.fosfatidilserina) quindi in alcuni casi si procede ad ulteriori tappe per ottenere frazioni che contengano un maggior livello di fosfatidilcolina (PC). Non è ancora finita.
-I composti usati come additivi possono diversi tra loro, abbiamo lecitine di soia idrolizzate dopo essere state sottoposte all’azione di enzimi (fosfolipasi), lecitine disoleate, raffinate, sprayzzate, acetilate e idrossilate. I trattamenti sono effettuati allo scopo di modificare le proprietà funzionali delle molecole.
-Non solo emulsionante, la lecitina di soia viene impiegata in una eterogenea famiglia di prodotti alimentari (prodotti da forno, biscotti secchi, estrusi e preparati in polvere, cioccolato e coperture, margarine,salse, farine per dolci, grassi emulsionati) dove assolve anche ad altri ruoli. Le ultime due derivazioni (lecitina acetilata o idrossilata) mi risulta che non siano ammesse in Europa.
Quanti sono i produttori di lecitina di soia? Difficile fare un elenco tra i numerosi sparsi nei vari continenti, Cargill, per citarne uno. Un tema di attualità da affrontare è la richiesta soprattutto nel mercato europeo, di lecitina di soia OGM-free e la conseguente nascita di filiere per ricavare la Lecitina da piante non geneticamente modificate. Nel frattempo c’è chi propone emulsionanti alternativi, i Soy lecithin replacer.
Links:
– I lipidi. Struttura e funzione.
–Lecithin intake and serum cholesterol
In partenza
Pubblicato: 2009/06/13 Archiviato in: Not Only Food Lascia un commentoVino, aziende, comunicazione e web,produttori, wine-blogger, food-blogger, enologi, sommelier, incontri, frullate bene ed ecco Terroir Vino. L’evento in programma lunedì 14 giugno, domani sarà precdeduto da una Unplugged Conference. Genova sto arrivando!
Starbucks. Il buono e il cattivo del caffè
Pubblicato: 2009/06/08 Archiviato in: Food blogs, Io lo leggerei 12 commentiUn libro su Starbucks? Esatto. L’autore è Taylor Clark, un giornalista d’inchiesta che per anni ha lavorato al Willamette Week, settimanale di Portland, città che insieme a Seattle è stata fra le prime investite dall’espansione di Starbucks. Clark ripercorre quindi la storia del brand, l’idea percorsa dal fondatore Howard Schultz, indaga in dettaglio la cultura aziendale, le cause della sua espansione e le ragioni per cui è amata e avversata in egual misura. Nel libro si trovano interviste ai protagonisti di Starbucks e ai suoi concorrenti, fra cui Illycaffè. Quali sono le ragioni del successo dei suoi prodotti, il latte e i frappuccinos?
Altri dettagli li trovate nel blog dedicato alla pubblicazione.
Waiting for Sapermangiare.mobi
Pubblicato: 2009/06/07 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Multimedia 7 commentiE’ da un po’ che non entravo nel sito dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN).
Oggi ho trovato un video che annuncia un nuovo portale interattivo Sapermangiare.mobi e diciamo che non si può non approvare la voglia di rinnovamento. La realizzazione del nuovo portale è stata affidata nel 2008 alla Neamedia.
Il progetto dovrebbe consentire tramite l’ausilio di applicativi web based, di effettuare anche un’autovalutazione sullo stile di vita alimentare degli italiani.
Ecco il video e una idea di come si dovrebbe presentare il nuovo sito.
Sono in ritardo con le consegne? era annunciato per il mese di marzo.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2009/06/07 Archiviato in: La borsa della spesa, La foto del giorno, Messaggi fuorvianti Lascia un commento– Abbasso il colesterolo. I messaggi fuorvianti della Danone e di Unilever Chiedete in giro. Chi è a conoscenza della sentenza dell’Autorità garante per la Pubblicità che ha dichiarato ingannevoli le campagne pubblicitarie dei due prodotti Danacol (Danone) e di Pro Activ (Unilever)? Qualcuno se ne è accorto?
–Professione gastro-photoreporter. Sandwich ad alta quota Stavolta è Nicola che mi scrive e mi racconta la sua esperienza gastronomica mentre era in viaggio su un vettore della compagnia di bandiera elvetica.
–Do you Kogy? yes, I twitter
“Kogi”, un fast food ambulante,è diventato case hystory per il particolare modo di fare pubblicità sullo snack. Se dico 140 caratteri al massimo, cosa vi viene in mente? Bravi, proprio Twitter.
–La caffeina nel chewingum Quanta caffeina è contenuta nelle gomme in vendita? e cosa succede se si masticano troppe gomme in poco tempo? Se ne occupa Lancet.
Abbasso il colesterolo: i messaggi fuorvianti della Danone e di Unilever
Pubblicato: 2009/06/06 Archiviato in: La foto del giorno, Messaggi fuorvianti 4 commentiLa notizia non è piu’ una novità, l’Autorità garante per la Pubblicità ha dichiarato ingannevoli le campagne pubblicitarie dei due prodotti Danacol (Danone) e di Pro Activ (Unilever). Cosa si contesta alla Danone e alla Unilever come riassunto nel blog “Il futuro dei consumi”?
Si contesta il fatto che la pubblicità non ci dice che:
-una dieta corretta può ugualmente contribuire a ridurre il livelli del colesterolo del 5%.
– che se si interrompe l’assunzione di Danacol i valori di colesterolo-LDL tornano a quelli precedenti.
La sentenza è molto grave perchè Danone (e anche Unilever) hanno condotto una campagna basata su informazioni scorrette e ingannevoli che hanno convinto le persone all’acquisto dei loro prodotti.
Già in precedenza una pubblicità di Danacol era stata censurata dall’Istituto di autodiciplina pubblicitaria. Se guardiamo sentenze emesse in passato, ci accorgiamo che la pubblicità di diversi prodotti Danone sia in Italia che in altri stati sono stati considerati ingannevoli. Ad esempio lo spot televisivo di “Actimel“. Anche l’acqua minerale Vitasnella della Danone è stata censurata perchè vantava una leggerezza inesistente. Negli USA simile destino hanno avuto gli gli yogurths Activia e DanActive prodotti dalla Dannon (Danone USA).
E la Unilever? negli USA è impegnata proprio in questo periodo in una class action. Nel mirino i messaggi pubblicitari considerati fuorvianti dei drinks SuperShots
Purtroppo le sentenze che riguardano Danone e altre aziende, anche se verranno riprese dai media, temo che non faranno cambiare idea ai consumatori abituati al messaggio-tormentone veicolato dagli spot delle due multinazionali.
P.S. Il sito dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con tutto l’archivio delle precedenti sentenze è questo.
Professione gastro-photoreporter:Sandwich ad alta quota
Pubblicato: 2009/06/04 Archiviato in: Additivi, C' è posta per TRASHFOOD, Conservanti 9 commentiProfessione gastro-photoreporter. Stavolta è Nicola che mi scrive e mi racconta la sua esperienza. Mentre era in viaggio su un vettore della compagnia di bandiera elvetica, è stato sfamato con il panino della foto. Un Mexican Sandwich chicken con un lunghissimo elenco degli ingredienti e additivi. Antiossidanti (E301), emulsionanti (,E322,E471), conservanti (E250), stabilizzanti (E325, E450, E451), addensanti (E1422,E415), agenti di trattamento della farina (E300) non c’è che dire, possiamo fare decisamente un bel ripasso sul tema.
A proposito di cibi ad alta quota, se volete curiosare tra i pasti serviti a bordo delle principali compagnie aeree, dirigetevi su AirlineMeals, un sito dedicato ai pasti serviti durante i voli aerei. Pasti che hanno catturato l’attenzione dei viaggiatori che hanno poi fotografato e pubblicato il materiale. Il sito offre anche tante altre notize sulle diverse compagnie di catering, su come lavorano dietro le quinte e anche sui pasti dell’equipaggio.
Do you Kogi? Yes, I twitter
Pubblicato: 2009/06/03 Archiviato in: Not Only Food 4 commentiNon conoscevo il “Kogi”, un fast food ambulante, diventato case hystory ed esempio delle aziende che cinguettano con successo su Twitter. Due furgoni Roja e Verde che vendono, seguendo un certo itinerario, un particolare tipo di snack Coreano a Los Angeles. Il “kogi” che significa “carne” in coreano, è molto particolare. L’idea di usare Twitter per informare in modo rapido, accessibile anche dal cellulare, delle prossime fermate del furgone, in modo da permettere ai potenziali clienti di organizzarsi per l’acquisto ha funzionato. Basta vedere la coda che si forma ad ogni sosta davanti al furgone per comprare.
Funzionerebbe anche qui da noi?
– Foodies flock to Twitter-savvy food trucks
La Caffeina nel chewing gum
Pubblicato: 2009/06/02 Archiviato in: Energy drinks, Te lo do io l'alert 1 CommentoNell’ultimo numero della rivista medica The Lancet, viene descritto il caso di uno studente di 13 anni arrivato al pronto soccorso per malore, tachicardia e alterazioni metaboliche poi attribuite ad un uso massiccio di gomme da masticare contenenti caffeina. Dalla ricostruzione della vicenda sembra che in poche ore, mentre era a scuola, lo studente avesse masticato gomme contenenti complessivamente circa 320 milligrammi di caffeina. Leggendo dell’episodio, mi sono chiesta se la reazione così forte alla ingestione acuta, potesse essere collegata ad una particolare sensibilità del ragazzo alla caffeina. Infatti studi condotti su soggetti umani, hanno dimostrato che alcuni soggetti hanno una minore capacità di metabolizzare la caffeina a livello epatico.
Le gomme da masticare con caffeina, guaranà e altre erbe stimolanti e di cui si era parlato qui sono diffuse soprattutto negli USA e trovano impiego in tutte quelle categorie di lavoratori a cui è richiesta attenzione e lucidità per molte ore. Sono perfino in dotazione all’esercito USA.
I medici nell’articolo raccomandano l’importanza di una informazione corretta, i giovani non abituati a bere caffé o té dovrebbero masticare queste gomme senza esagerare nel consumo. E sul sito di una noto marchio di una bevanda energetica che ha immesso in vendita anche una gomma alla caffeina trovo scritto il messaggio: Non adatto a ragazzi sotto i 16 anni, gestanti e persone sensibili alla caffeina una dicitura simile dovrebbe essere indicata anche sulla confezione.
Che sia questa l’ “energy gum” causa dei problemi al giovane studente?.
Tag:caffeina US army chewing gum tachicardia Lancet ipertensione
Fitosteroli, fitostanoli&Co
Pubblicato: 2009/05/29 Archiviato in: Aromi, L'angolo chimico, La borsa della spesa 19 commentiL’ultimo check up del consorte segnala innalzamento dei livelli di colesterolo plasmatico, per ora il rapporto colesterolo totale/colesterolo-HDL non ha raggiunto valori preoccupanti, ma come si dice in questi casi? meglio prevenire e allora ieri sera discussione a cena su quali scelte alimentari fossero piu’ giuste senza compromettere troppo il gusto.
Inevitabile finire col parlare di fitosteroli vista la pubblicità martellante che propone drink anti-colesterolo. Ne ho parlato in passato.
-Sai al supermercato ho trovato delle bustine contenenti fitosteroli solubili in acqua.
-Davvero? e li hai presi?
-no, prima guarda un po’ cosa contengono.
Si tratta di Lecinova Intensive. Cosa c’è dentro?
Quindi ogni bustina contiene 1,6 g di fitosteroli , ma ci trovate insieme ben 14 g di zuccheri come indica l’etichetta nutrizionale. Oltre a tutto il resto, per carità, sono additivi consentiti, di alcuni abbiamo parlato tante altre volte. Forse manca all’appello l’antiagglomerante biossido di silicio. Lo trovate anche nei barattoli di lecitina di soia.
Torniamo ai fitosteroli solubili, una confezione da 6 bustine costa 8.50 euro. Se invece vi interessa sapere i livelli dei fitosteroli totali in alcuni alimenti date uno sguardo al Nutri-quiz dell’altra settimana.
Io credo che su questo tema si debba fare molta chiarezza. I fitosteroli di cui si conoscono gli effetti sull’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, sono molecole sintetizzate nelle piante e ci sono quindi diverse fonti alimentari, come gli oli, frutta secca e ortaggi. Negli ultimi anni sono stati isolati i fitosteroli presenti in maggior quantità e sono state messe a punto le tecniche per quantificarli, si conoscono così i livelli di sitosterolo, stigmasterolo e campesterolo in vari alimenti. Si stima che una alimentazione ricca di verdure e di frutta, contribuisca ad un apporto di circa 400 mg di fistosteroli totali complessivamente.
Il business dei fitosteroli e alimenti arricchiti, è iniziato in Europa piu’ di dieci anni fa in Finlandia quando la Raisio riuscì a ricavare una forma liposolubile dei fitosteroli dai sottoprodotti di lavorazione del legno, e si mise a punto un processo per produrre la prima margarina arricchita in fitosteroli.
Poichè gli esteri dei fitosteroli e i loro derivati idrogenati (i fitostanoli) esercitano un ruolo inibitore dell’assorbimento del colesterolo, le diverse versioni di margarina arricchite in fitosteroli, e i prodotti immessi successivamente sul mercato, vengono proposte come un ausilio nella prevenzione dell’ipercolesterolemia con messaggi pubblicitari rassicuranti. In dieci anni il numero di prodotti alimentari contenenti fitosteroli e derivati è cresciuto notevolmente. Oltre alla margarina, si trovano drinks, barrette, yogurth, latte e formaggi.
Dalla Finlandia la produzione di margarina arricchita in fitosteroli si è spostata anche in altri stati e negli USA. Oltre alle multinazionali Unilever e la Johnson e Johnson, altre aziende e marchi coinvolti sono: la Raisio Plc con Benecol®, la Cognis con Vegapure®, la Archer Daniels Midland Co. e CardioAid TM, la Cargill Inc. con Corowise TM, la Pharmaconsult Oy e Ltd Multibene ®, la Teriaka Ltd. con Diminicol TM,la Forbes Medi-Tech Inc. con Reducol TM. I prodotti contenenti fitosteroli e fitostanoli sono in vendita in piu’ di venti paesi.
Da alcuni studi sull’uomo è emerso che solo una piccola percentuale di fitosteroli viene assorbita nell’intestino. I livelli plasmatici quindi sono notevolmente piu’ bassi rispetto al colesterolo.
Già da qualche anno -anche se se ne parla solo nelle riviste specializzate- si è iniziato a mettere in discussione la concreta efficacia dei fitosteroli in tema di prevenzione cardiovascolare. E questo perchè se è vero che contribuiscono a ridurre i livelli plasmatici di colesterolo associato alle LDL, non dobbiamo dimenticare che i livelli di colesterolo nel sangue sono solo uno dei fattori che partecipano alla formazione della placca aterosclerotica.
Nella prossima puntata: come si ottengono i fitosteroli e i fitostanoli? Ne riparliamo.
Intanto qualche articolo sul tema:
– From a science-driven to a consumer-driven ingredient
– Plant Stanol and Sterol Ester Markets Seek to Rebound with New Products
–Phytosterols, Phytostanols and their esters
–Controversial role of plant sterol esters in the managementof hypercholesterolemia. European Heart Journal 2009
– I rischi dei fitosteroli aggiunti (pdf)
Tag: fitosteroli sitosterolo fitostanoli colesterolo campesterolo LDL Unilever Diminicol TM, Teriaka Ltd. con Reducol TM. Benecol®, Johnson e Johnson,



















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