Melamina: recall globale?

White Rabbit Creamy Candies

Difficile commentare le ultime news sparse in rete sulla melamina.

-Ora che la melamina è stata evidenziata in cartoni di latte -non solo quindi in quello in polvere- Starbucks, ha annunciato che non userà piu’ il latte della ditta Mengniu per i suoi 300 punti vendita sparsi per la Cina. Il latte verrà sostituito con latte di soia Made in Hong Kong.

-Trovata melamina anche nel latte cinese esportato nelle Filippine.

-In Nuova Zelanda a causa della melamina in alcuni campioni, recall delle White Rabbit Creamy Candies, tipiche caramelle cinesi in cui il milk power è tra gli ingredienti.

-Colpite anche le White Rabbit Creamy Candies negli USA. 99 Ranch, una catena di supermercati asiatici ne ha ordinato la rimozione dagli scaffali.

-Recall anche del latte Nestle Dairy Farm Pure Milk venduto a Hong Kong per centri di catering

Taiwan sta rimuovendo diversi prodotti dagli scaffali, tutti quelli che vedono latte in polvere cinese tra gli ingredienti.

-Annunciati divieti di importazione di prodotti contenenti derivati del latte cinese anche in Corea e in Francia.

Mi fermo qui.

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Piacere, triptofano

Dopo mesi passati a leggere di rincari di pane e pasta, si volta pagina nei quotidiani on line e su carta.

Sarà che a Foligno tra pochi giorni inizierà ‘I Primi d’Italia’, il festival dedicato alla pasta? All’improvviso la pasta si tramuta in fonte di piacere e benessere e da un sito all’altro rimbalzano le parole:

Roma, 19 set. (Adnkronos Salute) – Felici con un piatto di spaghetti. E non è solo un modo di dire. I nutrizionisti, infatti, promuovono la pasta non solo come toccasana per benessere fisico ma anche per quello psicologico. “La pasta, infatti, contiene il triptofano, un aminoacido che si trasforma in serotonina, il cosiddetto ormone della felicità ed è per questo che mangiando la pasta si ha una sensazione di benessere e di piacere”, spiega Mauro Defendente Febbrari, esperto in malattie del metabolismo e Nutrizione Chimica.

A leggere si potrebbe pensare che la pasta sia l’unica fonte di triptofano, non è così. Il triptofano è un aminoacido essenziale contenuto in maggior quantità nelle proteine di origine animale, ma lo trovaimo anche in quelle derivate dai vegetali. Ci sono però delle differenze notevoli nei quantitativi.

Se pensate alla pasta per esempio, la collocate tra le fonti principali di carboidrati e non di proteine e non ci aspettiamo quindi quantità elevate. Comunque, vi è venuta la curiosità di sapere i livelli di triptofano in alcuni alimenti?

Dalle “Tabelle di Composizione degli Alimenti” dell’INRAN, risulta che nei cereali il triptofano oscilla tra 185 mg nella farina di avena, 62 mg nel pane e 100 mg/100g nella pasta di semola. Livelli maggiori li incontriamo nella carne (200-300 mg/100g), nel pesce (140-250 mg/100g). Nel parmigiano e formaggi stagionati i livelli sono piu’ alti (circa 320 mg su 100g), significativa la quantità anche nella frutta secca (mandorle e pinoli rispettivamente contengono 394 mg/100g e 300mg/100g di triptofano).

Il triptofano esercita anche altri importanti ruoli fisiologici. Oltre ad essere precursore della serotonina, è indispensabile per la sintesi della melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, coinvolto nella regolazione del ritmo sonno-veglia.

Qualche dato in piu’ anche per la serotonina. Chissà perchè si è guadagnata la notorietà come neurotrasmettitore che svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore e non per altro? E’ anche un fattore aggregante per le piastrine, modula la peristalsi gastrointestinale.

Triptofano a parte, se passate in quel di Foligno a I primi d’Italia, ci raccontate com’è andata?

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La scorsa settimana su Trashfood

Scandalo melamina. Si torna a parlare di contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt-sono risultati contaminati. La melamina veniva aggiunta a latte in polvere o altri prodotti alimentari al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

Espresso in lattina. Successo o insuccesso?

Bone Bone. Si chiama così la merendina ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli.Sarà “Bone Bone” a rappresentare l’Italia a “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

Nitrati-nitriti-e-barbabietole-anti-ipertensione Tutto quello che sapevate sui nitrati e nitriti è sbagliato?

Alert weekly. Si riparte con la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF) per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale.


Scandalo melamina

Melamina

Scandaloso. Non c’è altro da dire per descrivere le contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi per animali domestici che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt– sono risultati contaminati in queste ultime settimane.

A che scopo aggiungere melamina a latte in polvere o altri prodotti alimentari? al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.

Che cosa ho imparato in queste ultime ore?

Ci sono 4 bambini deceduti, spero tanto che non ci siano altre vittime, si parla di piu’ di 6000 neonati che manifestano sintomi a livello renale, indice che sono venuti a contatto e hanno assunto il latte contenente la melamina.

Sembra che la vicenda fosse nota dai primi di agosto, qualche giorno prima della inaugurazione delle Olimpiadi.

Il gruppo caseario San Lu, coinvolto nella vicenda è stato acquisito per il 43% dalla multinazioanle neo-zelandese Fonterra, che ovviamente non sta facendo un figurone.

La Fonterra è uno dei piu’ grande fornitori di prodotti lattiero-caseari, esporta il 90% dei suoi prodotti lattiero-caseari in 140 paesi.

Un altro marchio straniero probabilmente coinvolto si chiama Kocci, una joint-venture tra Cina-Australia.

Finora nessun problema è stato riscontrato tra gli altri partner commerciali stranieri che si forniscono di latte in polvere tra cui Abbott, Meadjohnson, Nestlè, Wyeth o Dumex.

Tra i marchi cinesi sulla lista nera ci sono Yashili, Yili, Mengniu, e Shengyuan. Tra tutti i prodotti contenenti melamina, il latte in polvere della San Lu è quello in cui è stata evidenziata la qunatità maggiore di melamina (2563 mg per kg). Il contenuto di melamina in altri marchi è risultato tra 0,09 e 619 mg per chilogrammo.

La melamina non è stata trovata in campioni di prodotti lattiero-caseari forniti durante le Olimpiadi di Pechino.

Ci sono degli indagati, tra questi un rivenditore di melamina, è ritenuto responsabile di aver venduto il composto ad alcuni fornitori di latte della San Lu.

Fonte: chinastakes.com

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EspresSo in lattina

La qualità della foto non è il massimo. Si chiama Esprè: caffè espresso contenuto in una lattina da 100 ml. Non mi ha sorpreso, avevo già letto dell’idea del caffè e cappuccino in lattina, un progetto nato da una joint venture della Illy e Coca Cola, ma poi non ne ho piu’ sentito parlare.

Esprè ha una confezione decisamente piu’ spartana di quella annunciata per il prodotto della Illy.

Comunque, ci mancava il caffè in lattina?

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Bone Bone

Il nome richiama al tessuto osseo, è il progetto di “Bone Bone”, una merendina da banco frigo che sarà composta da due fette di pan di Spagna farcite da una crema di yogurt arricchita in calcio, probiotici e sostanze come l’inulina per migliorare l’assorbimento del minerale. Ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli, “Bone Bone” ha vinto l’edizione italiana di “Trophelia 2008” e quindi si è aggiudicata l’opportunità di rappresentare l’Italia in “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).

Ad attenderli una giuria che sarà composta da 13 rappresentanti delle principali aziende industriali alimentari tra cui Danone, Nestlè, Unilever e da alcune PMI. Il compito della commissione sarà verificare la fattibilità, qualità della ricetta e della confezione, la correttezza dell’etichetta e dell’informazione, il profilo di responsabilità sociale ed ambientale contenuto nel prodotto presentato.
I ragazzi di Napoli dovranno competere con i progetti vincitori delle competizioni nazionali degli altri 12 paesi. Cosa avranno ideato i ragzzi provenienti da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Russia, Slovenia, Spagna e Ungheria?

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Dei nitrati, nitriti e barbabietole anti-ipertensione

Ogni mese nuove ricerche su temi nutrizionali vengono pubblicate sulle decine di riviste scientifiche del settore. Alcune confermano dati precedenti, altre sono in contrasto o propongono nuove ipotesi.

Curiosando nel sito New Nutrition Business ho trovato un prodotto che mi ha decisamente spiazzato. Il prodotto HeartBeet è la risposta ad una collaborazione scientifica tra la James White Drinks e alcuni dei ricercatori autori dell’: articolo: “Acute blood pressure lowering, vasoprotective and anti-platelet properties of dietary nitrate via bioconversion to nitrite” pubblicato sulla rivista Hypertension. HeartBeet è un succo di barbabietola della James White Drinks e viene proposto con un claim salutistico inusuale, infatti al succo viene atttribuito un ruolo positivo contro l’ipertensione.

Dovuto a cosa?

Ai nitrati
. E già immagino che vi chiederete:

-I nitriti (E249 ed E250) e i nitrati (E251 ed E252) non sono quei componenti impiegati nella preparazione degli insaccati, usati come antimicrobici per inibire la crescita del Clostridium botulinum? I Nitrati in particolari condizioni non possono trasformarsi in nitriti?

-I nitriti non sono quelle molecole che possono reagire con le ammine formando le nitrosammine, molecole di cui sarebbe meglio non favorire la formazione?

Sono queste conoscenze che hanno portato a stabilire livelli consentiti di nitriti e nitrati nelle carni conservate a dosi di 150mg/kg e 250mg/kg rispettivamente. Oltre alla funzione amtimicrobica, questi sali hanno la capacità di esaltare il colore, il sapore e esaltare il gusto. La stabilizzazione del colore è dovuta alla reazione di nitrosazione dei gruppi amminici liberi della mioglobina contenuta nei muscoli, con formazione della nitrosomioglobina, di colore rosso vivo.

Alcuni produttori di insaccati hanno deciso di ridurre o rimuovere i nitriti dai loro prodotti e si trovano insaccati nitrite-free.

Qualcuno ricorderà che dei nitrati esistono anche dei limiti di riferimento nell’acqua potabile (50mg/litro).

Ma torniamo a Heartbeet. Il meccanimo molecolare protettivo attribuito alla ingestione acuta di nitrati si baserebbe sulla loro conversione in nitriti e successivamente in ossido nitrico, una sostanza che esercita in vivo, una azione vasodilatatoria. Il meccanismo proposto è descritto nell’articolo che ho citato sopra.

Leggo il claim sul sito dell’azienda… “Just 500ml of beetroot juice a day can significantly reduce blood pressure” e mi chiedo che concentrazione di nitrati ci sia nel succo, mi sono letta tutto l’articolo e non l’ho mica trovata.

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Alert weekly: metalli pesanti e riso Bt 63

Ripropongo la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF). per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale. Mi limito ad alcune tra quelle che la settimana scorsa sono state segnalate all’interno dei confini nazionali.

Contaminazione da metalli in alcuni prodotti ittici, mercurio (1.21 mg/kg – ppm) in campioni surgelati di Xiphias gladius provenienti dalla Spagna. Cadmio (9.96 mg/kg – ppm) nei molluschi francesi della specie Pecten maximus, per la verità non è mica la prima volta che ne leggo la segnalazione.

Segnalata la presenza di una varietà di riso transgenico non autorizzato in spaghetti made in Cina. Si tratta del GM rice Bt63. Non è la prima volta che il riso Bt63 arriva in Europa, in precedenza, accadde nel settembre 2006, i campioni furono evidenziati nel Regno Unito, Francia e Germania. Nonostante le rassicurazioni da parte delle autorità cinesi, nuove segnalazioni sono state riportate negli anni successivi fino a quest’ultima. Leggo che anche in Giappone è stata riportata la contaminazione con lo stesso tipo di riso transgenico Bt63. Il Giappone, grande consumatore di riso, fino ad oggi non ha autorizzato la coltivazione di riso transgenico, dal 2004 però ci sono campi sperimentali.

Vale la pena anche guardare cosa succede fuori dai nostri confini. Continuano per esempio le importazioni di partite di frutta secca iraniana contaminata da aflatossine.

Qui il Report (RASF) completo della prima settimana di settembre.


Pomarium

A casa ho diverse pubblicazioni sulla frutta antica, qualche anno fa ho anche seguito un progetto di recupero del germoplasma del melo nell’appennino marchigiano. Purtroppo non riuscirò a spostarmi nei prossimi giorni, ma segnalo volentieri la manifestazione per tutti quelli che fossero da quelle parti. In località S. Ilario, nei pressi di Lastra a Signa (FI) è in svolgimento Pomarium. L’evento è organizzato nel Parco Vivai Belfiore,durerà fino al 21 settembre 2008. Sono previste visite guidate al parco vivaio, ovviamente degustazioni di frutta antica, esposizioni di varie collezioni tra cui uve medicee, un centinaio di varietà di fichi, frutti esotici, agrumi antichi e numerose conferenze.

Per gli appassionati segnalo anche il Museo della Frutta perduta di Torino.

Grazie a Marco per l’assist.


Nel blue dipinto di Blue Patent V

Prodotti alimentari di colore blue

Mi erano sfuggite le novità degli ultimi mesi in tema di alcuni coloranti.

Fino ad oggi, e sarà così ancora in futuro per molti prodotti, il colore blue di caramelle, confetti, bibite continuerà ad essere impartito utilizzando i coloranti Blue Patent V (E 131) e Brilliant Blue (E133). Sarà così fino a quando coloranti alternativi non saranno messi a punto, non dimostreranno di avere specifici requisiti, non raggiungeranno prezzi competitivi.

Ma la richiesta di soluzioni diverse dai coloranti di sintesi, ha già permesso di ottenere dei primi risultati. Ricordate quando un paio di anni fa si smise di produrre Smarties di colore blue perchè non si erano trovati coloranti alternativi “naturali”?

Oggi mi è capitato di leggere che dal febbraio scorso, la Nestlè nel Regno Unito, ha reimmesso in commercio i confetti azzurri confezionati grazie all’ impiego di un composto ottenuto dall’alga Spirulina. L’alga era già utilizzata come supplememto dietetico per l’elevato contenuto di proteine, acidi grassi essenziali e micronutrienti (vitamine e sali minerali).

Ho trovato queste foto di colture dell’alga e al centro, sono mostrati i campioni contenenti un estratto di ficocianina, il pigmento che è sintetizzato dalla Spirulina e che è importante per la sua fisiologia.

Tubi di colture e di estratti dalla Spirulina

Ma quali altre fonti alimentari possono essere impiegate per ottenere coloranti? I primi frutti che ci vengono in mente sono i mirtilli. E infatti l’estrazione di antociani da questi frutti è già una realtà. Gli antociani sono dei composti appartenenti alla famiglia dei polifenoli e impartiscono il colore blue anche ad altri tipi di frutta e ortaggi.

E’ stato pubblicato recentemente su J Food Science un articolo “Anthocyanin Degradation of Blueberry–Aronia Nectar in Glass Compared with Carton during Storage” di K. Trost et al. in cui si riportano i dati sulla stabilità degli antociani come coloranti alimentari. Il gruppo di ricercatori ha testato la stabilità dei composti contenuti nel nettare ricavato dalle bacche di mirtilli (Vaccinium angustifolium) e di aronia (Aronia melanocarpa). Il nettare è stato poi confezionato in contenitori di vetro o di cartone e conservato per sei mesi. L’analisi di alcuni parametri sulla stabilità dei singoli antociani, ha dimostrato che la cianindina è la piu’ stabile seguita dagli altri tra cui la malvidina. Quindi questi coloranti, sono candidati a futuri impieghi nell’industria alimentare.

E per finire, torniamo ai coloranti utilizzati attualmente, l’avevate visto il ketchup blue della Heinz?.

ketschup bluee

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