La prima volta degli esteri della glicerina da resina di legno (E 445)
Pubblicato: 2009/05/15 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, L'angolo chimico, La borsa della spesa 7 commentiIn una aranciata ti aspetti di trovare acqua e una certa percentuale di succo d’arancia. Poi, lo sappiamo, troviamo gli ubiquitari aromi, antiossidanti, coloranti..
Oggi in questo prodotto ho trovato tra gli addensanti anche gli esteri della glicerina della resina del legno. Questi ingredienti stabilizzanti indicati dalla sigla E445, sono permessi sia in bibite alcoliche che analcoliche.

Cosa sono gli esteri della glicerina della resina del legno? La nomenclatura ci viene in aiuto, sono una miscela complessa di esteri contenenti acidi ottenuti dalla resina, un materiale estratto con solventi dal legno di pino stagionato. Ovviamente la lavorazione è seguita da altre fasi di raffinazione con solventi.
Nella Direttiva 96/77/CE della Commissione europea (2 dicembre 1996, pdf) che stabilisce i requisiti di purezza specifici per gli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti, leggo che dalla miscela sono escluse le sostanze derivate dalla colofonia, l’essudato di pini vivi e le sostanze derivate dal tallolio, poiché questi composti possono dare origine a fenomeni allergici.
Il prodotto finale degli esteri glicerolici è composto per circa il 90% di molecole ottenute dalla resina di legno, tra cui acidi monocarbossilici come l’acido abietico.
Altri impieghi della resina di pino in campo alimentare? guardate qui, in Grecia, c’è un vino in cui viene aggiunta, si chiama La Retsina.
Negli USA sembra già piutttosto frequente in varie bibite.
P.S. Anche l’aranciata Jovial della SMA finisce nel set di Flickr dedicato al Rosso Allura.
Fonti:
Cose dell'altro mondo
Pubblicato: 2009/05/10 Archiviato in: Additivi, Aromi 4 commentiMi dicono che le Pringles sono in vendita anche al gusto ” Bruschetta”.
Dove sono i Gamberetti?
Pubblicato: 2009/05/04 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Filiere, Food design 12 commentiLa settimana scorsa ho seguito alcuni spezzoni di “Fornelli polemici”, come altri ho commentato anche qui. Abbiamo fatto emergere che cosa sono la metilcellulosa e altri addensanti usati dagli chef che praticano la cucina scientifica. Credo che in questo settore, gli chef ne facciano un uso limitato ad alcune preparazioni, puntando alla coreografia, all’innovazione. L’ impiego di addensanti vari da parte di alcuni celebrati chef, non deve far perdere di vista le possibili applicazioni a volte fuorvianti in altri settori per arrivare ad un prodotto anche gradevole ma realizzato con scarse materie prime o sottoprodotti.
Avete mai riflettuto su quanto numerosi siano gli addensanti? Ci sono diversi amidi modificati, i derivati della cellulosa, gli alginati, le carragenine, guar e maltodestrine a vari gradi di polimerizzazione. Tra i ruoli che possiedono vi è quello di creare legami e interazioni stabili tra molecole d’acqua e altri componenti, a bassa o alta temperatura. Varie combinazioni ben studiate permettono di aumentare, in alcuni casi, il peso finale di un prodotto, penso ad esempio all’uso delle carragenine nella produzione di alcuni insaccati.
A proposito di addensanti e loro impiego, volevo complimentarmi con l’inventore del metodo per “costruire” simil-gamberetti. 😀
Sì, avete capito bene. Cercando in rete ho trovato il brevetto di un processo produttivo che permette di “costruire” simil-gamberetti” a partire da una combinazione di carne sminuzzata di pesce e addensanti. Sottoposta a particolari trattamenti, la preparazione può essere trasformata nella forma classica di un gamberetto cotto e sgusciato. Il prodotto viene formato iniettando la miscela sotto pressione in uno stampo, poi si riscalda e si permette la solidificazione. Si usa carne di pesce tritata e amalgamata a due diverse consistenze.
Per preparare 100 kg di simil-gamberetti, vi servono circa 75 kg di carne, 26 kg di acqua, 2,5 kg di amido che funzionerà da addensante, sale. Ad una parte del materiale si aggiungono un estratto di gamberetti o aroma artificiale per conferire il sapore.
Passaggio cruciale sarà l’aggiunta di coloranti (rosso cocciniglia o paprika) e qui ci vogliono delle acrobazie biochimico-tecnologiche per riprodurre gradazioni diverse di colore come quelle che osserviamo nel prodotto vero. Ma la tecnologia viene in aiuto e a leggere le istruzioni si può fare. Se non ci credete, leggete il testo del brevetto.
Simili procedimenti si possono applicare a “costruire” carne dal sapore e texture simil-aragosta.
Tag:Shrimp gamberetti addensanti amido starch Aromi paprika coloranti
L'altra settimana su Trashfood
Pubblicato: 2009/04/27 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Conservanti, Fibre alimentari Lascia un commento– Cherry 7Up antioxidant La 7Up e la mania degli antiossidanti per contrastare i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento. E arriva il remake della Cherry 7Up.
–Funghi in giardinoTranquilli, sono piopparoli.
–Texican whopper. A chi? Burger King e le sue disavventure diplomatiche.
–Quelli che la cucina molecolare reloaded.html Ebbene sì, anche i grandi chef usano gli additivi in cucina.
– Do you Giuis?. La bibita Gius fa il suo ingresso nel sito di Flickr dedicato al Rosso Allura.
– Il colmo per la metilcellulosa. Tutta la vicenda di “Striscia la notizia” e le sue interviste strampalate, ha un merito. Adesso tutti sapete cos’è la metilcellulosa.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2009/04/19 Archiviato in: Additivi, Aromi, Io lo leggerei, Senza categoria Lascia un commento– Pot noodles doner kebab. Pot Noodles della Unilever, “the slag of all snacks’ che non è un complimento. Quale misteriosa combinazione di molecole impartisce il nuovo gusto: Doner Kebab.
– Scanwiches Prendete un panino farcito, tagliatelo a metà, lo passate allo scanner. Bravi, adesso lo potete spedire a Scanwiches, un fotoblog che raccoglie decine di immagini di panini e indirizzi in cui sono stati acquistati.
– Conserviamo i conservanti?
I conservanti sintetici BHA (Butil-idrossi-anisolo) e BHT (butil-idrossi-toluene), dal bancone del laboratorio al piatto.
Pet-food-politics: The Chihuahua in the Coal Mine“, il nuovo libro di Marion Nestle ripercorrere i piu’ recenti scandali e recall che hanno interessato il settore dei mangimi per animali domestici.
Pot Noodles Doner Kebab
Pubblicato: 2009/04/18 Archiviato in: Aromi, Food design, L'angolo chimico 4 commentiE’ da ieri sera che mi chiedo quale misteriosa combinazione di molecole impartisce il nuovo gusto Doner Kebab ai Pot Noodles della Unilever. Se la linea Pot noodles è definita “the slag of all snacks’ ci sarà un motivo.
A voi il video con cui viene pubblicizzato, una parodia della Disney’s High School Musical.
Fonte: Guardian.
Tag: Doner Kebab flavour Unilever snack Pot noodles
Succhi d'arancia. Quel 12% che fa la differenza..
Pubblicato: 2009/04/02 Archiviato in: Aromi, Coloranti 14 commenti
Che cosa hanno in comune le confezioni? Sono aranciate o succhi contenenti aromi e il colorante rosso allura (E129) oltre al resto degli ingredienti. Il succo d’arancia è il 12% o poco piu’.
Negli ultimi giorni ho letto di politici sconcertati, preoccupati, scandalizzati e indignati.
Per quale motivo? per l’abrogazione dell’articolo 1 della legge comunitaria che fino ad oggi vietava di colorare le bevande che richiamano il gusto e l’aroma fondamentale degli agrumi senza contenerne almeno il 12%.
Se l’abrogazione dopo il Senato avrà l’approvazione anche dalla Camera, si potrannno vendere aranciate senza arance ovvero bevande che presentano il colore dell’aranciata ma che non contengono affatto tracce d’agrumi. Ho inaugurato un set su Flickr pronto ad accogliere i prodotti se la cosa verrà approvata.
Mentre non desta attenzione e si accetta senza discuterci sopra che circolino comunque bibite o succhi d’arancia rossa con coloranti, e con solo il 12% di succo?
Per alcune immagini dei prodotti, grazie a Corrado Vigo che ha fatto della ricerca del Rosso Allura una delle sue mission!
Il set Rosso allura aspetta i vostri scatti.
La chimica della crema catalana
Pubblicato: 2009/03/19 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Conservanti, Senza categoria 6 commentiMi stavo chiedendo, ma il colorante Sunset Yellow non lo usa piu’ nessuno? Sì, l’E110, anche chiamato giallo tramonto. E invece bastava cercare bene. Eccolo, nella crema catalana della DUHL, azienda spagnola, produttrice di numerosi dessert e piatti pronti. E non è mica da solo, è usato in combinazione con la tartrazina (E102).
La crema catalana è un dessert tipico della Catalogna. Alla Duhl, hanno deciso di farla così, per chi non ha tempo da perdere. L’inizio non è male. Latte,zucchero tuorlo di uova fresche (7,3%),uova fresche (3,7%),amido.
Poi si prosegue con addensanti (E440ii,E407, E410),il conservante (E202). E infine aromi e coloranti (E102, E110). La busta dello zucchero caramellato contiene:fruttosio e destrosio.
In pratica avete un contenitore di plastica con la crema e al momento di servire, dovrete versare il contenuto della bustina di zucchero caramellato, pochi minuti e la superficie si colorerà.


Su Giallo Zafferano invece ho trovato la ricetta per prepararla: latte, uova (solo i tuorli), zucchero semolato, zucchero di canna, e aromi a piacere (limone, succo d’arancia, cannella, vaniglia). Si prepara sul fornello, poi si fa raffreddare. Prima di essere servita, viene scaldata nella sua parte superiore in modo tale che lo zucchero possa caramellare e creare una superficie e croccante.
In cosa consiste la caramellizzazione? In un processo che avviene quando gli zuccheri sono esposti a temperature superiori alla loro temperatura di fusione. Nella caramellizzazione, gli zuccheri sono i protagonisti assoluti, mentre nella reazione di Maillard reagiscono zuccheri e gruppi aminici delle proteine. Il riarrangiamento molecolare e le reazioni durante la caramellizzazione portano alla formazione di composti responsabili dell’imbrunimento non enzimatico degli alimenti.
Tra tutti gli zuccheri, il fruttosio è quello che ha il punto di fusione piu’ basso ( 110° C), poi seguono gli altri: Galattosio e glucosio (160° C), Maltosio (180° C), Saccarosio (160° C).
Le modificazioni chimiche portano anche alla formazione di molecole volatili, quelle che riconosciamo appunto nel caramello.
Qui trovate la reazione . Avevo parlato invece dei vari tipi di caramello (E150) usati come coloranti in questo post.
L'ora del Tea alla cannabis
Pubblicato: 2009/02/21 Archiviato in: Aromi, Energy drinks 8 commenti
Ice Tea with Swiss Cannabis. Ecco l’altro prodotto che mi ha incuriosito durante il viaggio in Svizzera.
Contiene acqua, 5% di sciroppo di fiore di canapa, zucchero, succo di limone, estratto di tè nero (1,4g/l), acido ascorbico e 0.0015% di THC, il delta-9-tetraidrocannabinolo, uno dei maggiori e più noti principi attivi della Cannabis.
La bevanda viene presentata come una bevanda salutare che coniuga i benefici della cannabis a vitamine, sali minerali. Mai vista prima prima una bevanda al tè che avesse questo ingrediente, però da una breve ricerca ho scoperto che ce ne sono altre. Questo superalcolico, per esempio, che è stato comunque vietato nel Regno Unito. Leggo che l’immissione in vendita ha suscitato perplessità, non mi sorprende affatto. Invece in Svizzera è tranquillamente in vendita alla Coop.CH.
Coloranti naturali: Edizione limitata
Pubblicato: 2009/02/14 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti 14 commenti
Senza coloranti artificiali!
in bella evidenza attira la mia attenzione la scritta dall’espositore. E’ da diversi giorni che volevo tornare sull’argomento: “coloranti artificiali” e “coloranti naturali“. I nuovi confetti della Ferrero, me ne danno l’opportunità.
E pensare che per 40 anni sono stati prodotti di colore bianco ai gusti piu’ disparati. Decisamente controcorrente l’idea di iniziare a produrli colorati. Sono i confetti gusto Lime & Orange. Cosa ha spinto l’azienda a sfornarli in queste due colorazioni smaglianti?
Quali ingredienti sono stati scelti per l’edizione limitata di colore verde e arancio? zucchero, maltodestrine, acidificante (acido tartarico), amido di riso, addensante (gomma arabica), aromi, succo di limone in polvere, coloranti (E 160a, E 100, E120, E141), antiossidante (acido ascorbico), agente di rivestimento (cera carnauba).
La scritta Senza coloranti artificiali sull’espositore, indica un obiettivo preciso dell’azienda: presentare l’assenza di coloranti di sintesi nei confetti come un valore aggiunto. Tuttavia per quanto riguarda i processi produttivi, il confine tra coloranti artificiali e coloranti naturali è davvero sottile. Ci sono anche i coloranti definiti nature-identical, cioè quelle molecole organiche che vengono prodotte in laboratorio ma hanno caratteristiche strutturali simili ai pigmenti presenti in natura. Inoltre alcuni coloranti che essendo ottenuti da piante o animali, si definiscono “naturali,” dopo l’estrazione, sono modificati chimicamente allo scopo di modificarne la solubilità o per renderli piu’ stabili.
Tornando alla dicitura Senza coloranti artificiali, leggo su Papille vagabonde che dati recenti confermano che “Naturale” è stato il termine più usato nei nuovi claim dei prodotti alimentari e delle bevande in tutto il mondo nel 2008, secondo Mintel (Istituto di marketing internazionale), cosi come le parole “sano” e “puro” sono divenuti i nuovi ideali claim per un prodotto alimentare.
Vediamo quali composti impartiscono il colore verde e arancio ai confetti Lime & Orange.
E120. E’ una vecchia conoscenza, ancora lui, il rosso cocciniglia tornato alla ribalta dopo l’attenzione rivolta dalla Food and Drug Administration.
E141. E’ la clorofillina di cui ho parlato qualche giorno fa. La clorofillina non esiste in natura, però è inserito tra i coloranti “naturali”. Come ho scritto alcuni giorni fa è ottenuta dalla clorofilla, un pigmento liposolubile che si altera facilmente alla luce e al calore. Ecco il motivo delle modifiche alla sua struttura per rendere la molecola idrosolubile, adatta a essere usata in mezzi acquosi. I complessi rameici – nei quali il magnesio della molecola è sostituito dal rame – sono più stabili e le molecole sono solubili in acqua. I derivati durante il trattamento perdono la catena del fitolo.
E160a. Indica una famiglia di carotenoidi insolubili in acqua, impartiscono un colore dal giallo all’arancione. Un fattore critico che influenza il colore oltre ad altri parametri, è il solvente usato per estrarre i carotenoidi da diverse materie prime (carote, oli, e altri vegetali), alfalfa. Il β-carotene è il componente principale, poi troviamo α, γ-carotene e altri pigmenti oltre a oli, cere composti presenti nelle materie prime di partenza. Si usano per l’estrazione acetone, metil etil chetone, metanolo, etanolo, propanolo, esano, diclorometano e anidride carbonica.
E100. Si tratta della curcuma, un colorante alimentare che viene estratto dalle radici e dallo stelo della radice gialla Curcuma longa. Non è solubile in acqua ma può essere ottenuta una forma idrosolubilecon trattamenti specifici.
Il mercato dei coloranti alimentari è stimato circa 1 miliardo di dollari, quello dei coloranti naturali ha un valore di 250 milioni di dollari. India e Cina sono tra i paesi produttori principali. In relazione alla crescente avversione dei consumatori verso i “coloranti artificiali” il mercato dei coloranti naturali è ovviamente in aumento.
Curcuma, carotenoidi e clorofilla sono composti che suscitano attenzione in campo nutrizionale per i ruoli protettivi dimostrati in diversi modelli sperimentali. Ci sono già numerosi prodotti e integratori che li contengono. Ne parlerò prossimamente.
















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