Rosso Licopene
Pubblicato: 2008/08/11 Archiviato in: Coloranti, Educazione e informazione alimentare, La foto del giorno, Prodotti ortofrutticoli 13 commenti
I pomodorini, peperoni e peperoncini arrivati nella cassetta di Francesco, mi hanno ispirato questo post.
Come si chiama il carotenoide che impartisce la colorazione rossa a ortaggi e frutti che maturano in questa stagione? è il licopene. Visto l’interesse suscitato dal composto, per le sue potenziali proprietà salutistiche, sono stati messi a punto i processi tecnologici per estrarre il pigmento da materie prime diverse. Dal sito Lycopene.com impariamo che la LycoRed ha puntato sulla produzione di Lyc-O-Mato®, un prodotto che si ottiene dai pomodori. Lyc-O-Mato® viene estratto in un impianto in Israele e può essere usato per produrre integratori o snacks fortificati con il pigmento rosso.
Alla Università della Sapienza c’è un progetto di ricavare il carotenoide da scarti di lavorazione dei pomodori.
Tra i prodotti che contengono licopene, ovviamente c’è anche il ketchup, e la Heinz, grande produttrice della salsa, ha pensato di finanziare diverse linee di ricerca sul licopene e di supportare il sito internet: Lycopene.org in cui si trovano dati e studi scientifici che dimostrano un ruolo del licopene come antiossidante.
Per diversi anni la Heinz ha proposto pubblicità in cui la salsa di pomodoro viene esaltata “tomato-rich diet may lower the risk of prostate cancer.” Ne sono nate anche inserzioni su quotidiani, pubblicazioni varie, libri di ricette che proponevano l’incorporazione del ketchup in prodotti isoliti perfino nell’apple pie.
Questa è l’inserzione apparsa sul New York Times Magazine nel 1999. La Heinz propose il ketchup come alimento funzionale: un claim salutista che suscitò un acceso dibattito, in assenza di dati scientifici che lo supportavano.
Com’è andata a finire?
Nel 2005 la Food Drug Administration (FDA) ha autorizzato la pubblicazione di alcuni dei claims salutistici proposti sui prodotti derivati dai pomodori, la decisione è stata ovviamente considerata una vittoria per la Heinz.
Tags: Ketchup, lycopene, Heinz, pomodoro, licopene.
Ice cucumber time
Pubblicato: 2008/08/03 Archiviato in: Aromi, Coloranti 5 commentiSiamo in pieno Cucumber time? e allora vi propongo la Pepsi al cetriolo.
Increduli? è stata proposta in edizione limitata la scorsa estate ma solo in Giappone.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/08/02 Archiviato in: Aromi, Coloranti, Multimedia, Senza categoria, Sfide Lascia un commentoDicono che siamo nel cucumber time, qui su Trashfood di cosa abbiamo parlato?
–Food design sotto zero: Come nascono le ice cream beads che vanno di moda negli ultimi tempi.
– Dopo il parigino, il greco e altre coniugazioni nazionali, arriva il parmigiano-burger.
–Organic farming better for you. Una nuova campagna della comunità europea è stata avviata per promuovere una maggiore conoscenza dei prodotti biologici nella popolazione degli stati membri. Testi e materiale divulgativo fruibili in 22 lingue. Vi piace? Pensavate di trovarci dentro altre informazioni? cosa avreste voluto leggere?
Due contributi di Stefania:
– Crisi alimentare e G8 Il rincaro dei prezzi dei generi alimentari e le sue conseguenze a livello globale. Risorse e links per saperne di piu’.
-OGM e agricoltura tradizionale, una convivenza possibile? un documentario Franco-Canadese, prodotto dalla TV canadese, ci parla del colosso agroalimentare Monsanto. The world according to Monsanto.
Food design sotto zero
Pubblicato: 2008/07/30 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Food design 8 commenti
L’altro giorno in spiaggia, contatto ravvicinato con dei contenitori di polipropilene in cui si trova il nuovo prodotto che Algida (Unilever) ha lanciato in occasione dell’ultimo film: Batman:The Dark knight. Ma non si tratta del solito gelato, nè di un ghiacciolo, si tratta di piccole sfere lemon e cola. Gli ingredienti sono questi.
Le chiamano “perle di ghiaccio”, sono l’ultima innovazione tra i gelati. Negli Usa sono note come “ice cream beads.”
Non trovate notizie sul prodotto sul sito internet dell’Algida, c’è solo il video dello spot che passa in Tv.
Ho cercato qualche notizia sulla tecnologia che permette di ottenere le piccole sfere di ghiaccio.
Tutto è iniziato circa venti anni fa. E’ il microbiologo Curt Jones che scopre nel corso di alcuni esperimenti, che grazie all’azoto liquido e alla “cryogenic encapsulation”, è possibile fabbricare microsfere di ghiaccio che si conservano, non fondono, e non si aggregano tra di loro. La temperatura ovviamente è un fattore critico, le sfere si mantengono se la temperatura si mantiene costantemente a -40°C.
Jones notò il successo delle microsfere tra parenti e amici, intuì l’affare e dopo i primi esperimenti condotti nel garage di casa, decise di fondare l’azienda Dippin Dots: l'”Ice Cream of the Future.” Nel 2000, arrivarono i primi locali in franchising, insomma un successo in continua crescita.
La tecnica per ottenere le “cryogenically frozen ice cream beads” sta iniziando a diffondersi, ed è applicata anche da altre aziende tra cui la Cargill (1)
Alla Dippin Dots, ne fanno davvero di tutti i colori, è il caso di dirlo.
Guardate quante sfere di ghiaccio si ottengono con varie tipologie di aromi e colori diversi.

Sarà questo il gelato del futuro?
Tags: Algida, Batman, the Dark Knight, Aromi, Coloranti, Unilever, Food design
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/07/26 Archiviato in: Aromi, Coloranti, La borsa della spesa Lascia un commentoSettimana dedicata ai novel foods e ingredienti salutistici.
–Top ten Food trends: tendenze e innovazione dell’industria alimentare in una classifica stilata da Datamonitor.
–Un novel foods al giorno:Il baobab il baobab descritto come frutto tropicale miracoloso, è usato in Africa per curare malattie e sintomi piu’ disparati. Da poche settimane ha ottenuto l’autorizzazione dalla Commissione Europea ad essere immesso nel mercato europeo. Si prevede che la polpa estratta possa essere impiegata per produrre snacks o smoothies.
-Ho scoperto le foto del fotografo Tamas Balla Vi piacciono?
-I polifenoli del tè verde incontrano i coloranti: succede in alcuni prodotti.Tutti pazzi per il thè verde.
-In occasione dell’anniversario della prima passeggiata del’uomo sulla luna, o era una bufala? cosa c’è per cena stasera? Una Moon Soup.
Tutti pazzi per il thé verde
Pubblicato: 2008/07/20 Archiviato in: Aromi, Coloranti 9 commentiIl thè verde è una bevanda tradizionale giapponese. In rete si parla molto dei suoi effetti sulla salute e si trova di tutto, è descritto come anti-aging, cardiotonico, ipocolesterolemizzante, anti-infiammatorio, diuretico, stimolante del metabolismo e perfino con effetti positivi sulla calvizie.
Occhio alla traduzione maldestra di alcuni siti!
La lavorazione particolare a cui sono sottoposte le foglie, e la mancanza di fermentazione, permettono di avere un prodotto in cui sono preservati alcuni dei principi attivi sintetizzati dalla Camellia Sinensis, questo è il nome della specie botanica. Tra le molecole presenti, grande attenzione è riservata ancora una volta ai polifenoli, che è bene ricordare, sono presenti anche in altri alimenti, come frutta e cioccolato. Tra i polifenoli del thè verde, sono stati determinati i livelli di catechine, in particolare l’(-)-Epigallocatechin-3-gallate (EGCG). Esistono centinaia di lavori sugli effetti della molecola in vitro, infatti se foste interessati a studiarne le proprietà, potete trovarla in vari cataloghi.
Gli aspetti salutistici del thè verde hanno stimolato la produzione di bevande e altri prodotti. Ma se guardiamo tra gli scaffali e nei distributori, non mancano le sorprese. Vediamone alcune. Leggi il seguito di questo post »
Un novel food al giorno: l'astaxantina
Pubblicato: 2008/07/03 Archiviato in: Coloranti 10 commentiSi chiamano novel foods quegli alimenti o ingredienti che non sono stati utilizzati nell’alimentazione umana all’interno della Comunità europea prima del 15 maggio 1997 (Regulation EC 258/97 of the European Parlament). Allo scopo di assicurare tutela della salute umana, i novel foods proposti dalle aziende, devono essere sottoposti a una verifica di sicurezza prima di essere immessi sul mercato. Solo quelli che superano questa prassi vengono autorizzati. I novel foods possono anche seguire una strada diversa e semplificata e le aziende possono richiedere una notifica del prodotto se a livello nazionale sono considerati sostanzialmente equivalenti a alimenti e ingredienti già esistenti (per quanto concerne la composizione chimica, il valore nutrizionale, metabolismo, impiego e livello di sostanze indesiderabili contenute.)
Nel periodo Maggio 1997-2004, 53 applicazioni di novel foods sono state portate all’attenzione della commissione UE, di queste 14 sono state approvate per essere immessi sul mercato (pdf). Negli ultimi mesi nuove approvazioni sono arrivate, tra queste la prima di cui vi parlo è l’astaxantina, un carotenoide sintetizzato in microalghe presenti nel fitoplancton. Attraverso la catena alimentare il carotenoide passa anche nei pesci e crostacei. La presenza del carotenoide nel muscolo di certi pesci, è responsabile della colorazione rosa che osserviamo nel salmone e nella trota. La molecola svolge diversi ruoli fisiologici.
Gli impieghi futuri della astaxantina approvata dalla UE, vanno dall’uso come antiossidante nei supplementi ai mangimi in zootecnia (acquacultura e allevamento avicolo). Per quanto riguarda l’allevamento dei salmoni, i coloranti (astaxantina e cantaxantina) si aggiungono ai mangimi allo scopo di impartire il colore rosato al muscolo che altrimenti sarebbe poco appetibile per i consumatori. Si stima che il 15-25% del costo dei mangimi sia dovuto al costo dei coloranti. La molecola si comporta come un antiossidante, quindi si usa anche per il suo ruolo protettivo contro il danno ossidativo che si può instaurare durante lo stoccaggio.
Negli ultimi vent’anni, l’uso di coloranti artificiali negli allevamenti è aumentato considerevolmente. Nel 1999, la World Health Organization sollevò questioni sulla sicurezza dell’impiego di coloranti sintetici nell’allevamento. Nel 2003, la Commissione Europea impose agli allevatori una riduzione significativa dell’impiego di cantaxantina, e la maggior parte degli stati, tra cui gli USA iniziò a richiedere l’etichettatura per identificare i salmoni allevati in cui si era fatto impiego di coloranti. Occorrerebbero piu’ controlli.
L’astaxantina di cui è stata autorizzata l’immissione sul mercato con il nome AstaPure, è prodotta dalla Algatechnologies. La fonte principale di astaxantina è la Haematococcus pluvialis, si stima che piu’ di 40 g of astaxanthin si ricavino da ogni kg di biomassa secca della microalga. Gli impianti produttivi sono localizzati nel deserto israeliano. Altre aziende che producono astaxantina sono la Cyanotech nelle Haway, la giapponese Fuji Chemical Industry Company.
Impianto della Algatechnologie’s.
Esiste anche una forma sintetica di astaxantina e per molti anni questo composto è stato in pratica l’unico in commercio. La Roche, una delle multinazionali produttrice dei carotenoidi, ha dotato gli allevatori del SalmoFan, una guida alle dosi da utilizzare in relazione alle sfumature di colore rosa desiderato. Servono commenti?.
Tags: Novel foods, astaxantina, alghe, acquacultura, salmoni
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/05/25 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti 1 CommentoNella settimana in cui un mio contributo su questo mensile è caduto sotto i colpi del taglia-copia-incolla, di cosa mi è venuto in mente di parlare?
-Serve per preparare salse, sciroppi e finisce perfino in lattina:ecco il tamarindo juice.
-Conto alla rovescia per le fragole da testare: effetti nutrizionali e su alcuni markers biochimici tuti da esplorare. Sono tra i 20 volontari, da domani dovremmo cominciare.
-Le chiamano flavoured water, oltre ai prodotti contenenti aromi alla frutta, si iniziano a vedere quelli contenenti molecole modificate chimicamente (es. Vitamina E e Coenzima Q) per renderle solubili in acqua. Tra markeTTing, creatività e acrobazie biochimiche, è’ l’acqua bellezza!.
–Merendine italiane.it: sito nuovo ma contenuti già letti.
–Lo zucchero si trasforma, come? con l’aiuto dei coloranti naturali, sarà rosso barbabietola o rosso cocciniglia?
-Sull’album di Flickr, nuovi scatti in occasione di Formaggi d’autore a Gualdo (MC) tra formaggi e gelati dei Presidi Slow Food.
Lo zucchero si trasforma
Pubblicato: 2008/05/20 Archiviato in: Coloranti, La foto del giorno 20 commenti
La forma di queste zollette è accattivante. Ma perchè mai dovrei mettere zucchero e coloranti nel caffè?
C’è scritto: coloranti naturali. Quali? A me vengono in mente il rosso cocciniglia (E120) o il rosso barbabietola (E 162).
Merendineitaliane.it
Pubblicato: 2008/05/20 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Conservanti 14 commentiPoco tempo per scrivere in questi ultimi giorni, eppure ce ne sarebbero di cose da segnalare, per esempio il nuovo sito sulle Merendine italiane difese dall’associazione di categoria che raggruppa le industrie dolciarie italiane, l’AIDI. Leggiamo infatti: Gli ingredienti usati dall’industria per preparare le merendine sono gli stessi di un dolce fatto in casa o dal fornaio: farina, zucchero, uova, lievito, burro o margarina vegetale (rigorosamente non idrogenata), marmellata, cacao, latte ecc. a seconda della ricetta. L’unica differenza è che mentre il dolce artigianale o casalingo ha una riuscita variabile, quello industriale possiede caratteristiche organolettiche e nutrizionali costanti che il consumatore deve poter ritrovare ogni volta che lo acquista.
I contenuti del sito internet sono in gran parte tratti da una pubblicazione di due anni fa, il “Dossier merendine: oltre il pregiudizio”, curato dalla FOSAN in collaborazione appunto con l’AIDI, ne avevo parlato qui. Attorno vi troviamo cenni storici sulle merendine, giochini e indicazioni su come leggere le etichette.
Sul sito dell’AIDI tra le news leggiamo che le merendine italiane non contengono coloranti e conservanti. E’ vero, nella maggior parte non se ne trovano, ma basta cercare, c’è sempre qualche eccezione.
Se vi interessa ecco il “Dossier merendine: oltre il pregiudizio”,



















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