Etichettibus:la merendina ai 5 zuccheri

Snack Nestlè

Michele ha risolto di nuovo il nostro Et.chettibus. Il latte nell’immaginario collettivo è un alimento completo, ricco di proteine e di calcio, ecco perchè in molti snacks viene messa in risalto la scritta “Snack al latte” sulla confezione. L’obiettivo è convincere i genitori che questi snack sono una valida alternativa al bicchiere di latte magari poco accettato dai figli. Ma se guardiamo meglio l’etichetta, ci accorgiamo che gli ingredienti principali sono gli zuccheri semplici e i grassi, compresi i grassi idrogenati. E il latte? quello impiegato è in prevalenza latte scremato in polvere, niente a che fare sul piano nutrizionale con il latte fresco. Infatti i trattamenti termici a cui viene sottoposto il latte ne influenzano inevitabilmente la composizione nutrizionale.

Snack Spiderman 3. Ingredienti: zucchero, farina di frumento, uova, grasso vegetale, grassi vegetali idrogenati, latte concentrato zuccherato (latte 4,1%,zucchero), latte 6,5%, cacao magro in polvere 5,4%, zucchero di canna fondente (zucchero di canna,sciroppo di glucosio, acqua), amido di patata, latte scremato in polvere 2,7%, tuorlo d’uovo, miele, sciroppo di glucosio-fruttosio, olio di semi di girasole, proteine del latte, burro di cacao, amido, burro anidro e emulsionanti (E442, E471, E475, E476), fibra alimentare da frumento, sciroppo di glucosio, amido di frumento, agenti lievitanti (E450i, E500ii, E503ii), aromi, sale, colorante E150a.

Lo snack della Nestlè individuato da Michele, strizza l’occhio alla Disney, altrimenti perché chiamarlo Spiderman 3? D’altra parte la strategia di abbinare gadget e/ o promozioni legate ai cartoni animati non è affatto nuova (1).

Mi è piaciuta la definizione di Gunnar: “Deve essere una cosa marrone dato il color caramello e un po’ di cacao. Meglio chiamarla una merendina ai cinque zuccheri (zucchero, zucchero di canna,sciroppo di glucosio x2,miele,sciroppo di glucosio-fruttosio). Altro che snack al latte.

Chi trova gli errori nella lista degli ingredienti riportata sul sito della Nestlè?


ET.chettibus®-11

Si riparte con un nuovo prodotto da indovinare, altri ingredienti su cui riflettere. Giuro che è la prima volta che incontro lo zucchero di canna fondente.

Ingredienti: Zucchero,farina di frumento,uova, grasso vegetale,grassi vegetali idrogenati,latte concentrato zuccherato (latte 4,1%, zucchero),latte 6,5%,cacaco magro in polvere 5,4%, zucchero di canna fondente (zucchero di canna, sciroppo di glucosio, acqua), amido di patata, latte scremato in polvere 2,7%, tuorlo d’uovo, miele, sciroppo di glucosio-fruttosio,olio di semi di girasole, proteine del latte,burro di cacaco, amido,burro anidro,emulsionanti (E442,E471,E475,E476), fibra alimentare da frumento, sciroppo di glucosio, amido di frumento,agenti lievitanti (E450i, E 500ii,E503ii), aromi,sale, colorante E150a

Chi si aggiudicherà il premio? di cosa si tratta? sorpresa!


Et.chettibus: la soluzione in un dessert

dolce Dessert Dama bianca. 2,39 euro

Ecco gli ingredienti: Latte scremato, sciroppo di glucosio, grassi vegetali, zucchero, proteine del latte, burro, albume d’uovo,tuorlo d’uovo, copertura di cacao 2.5% (olii vegetali raffinati, zucchero, cacao magro,emulsionante: lecitina di soia, aromi), alcool, mascarpone 2% (panna di latte pastorizzato, correttore di acidità: acido citrico), cacao magro 2%, gelatina,latte scremato in polvere, maltodestrine, amido di mais, fibre vegetali, emulsionanti (E471), aromi, addensanti (E415,E407), sale

Il prodotto misterioso che non siete riusciti a trovare è uno dei tanti dessert al cacao con o senza copertura panna-like che troviamo nel banco frigo. Dama bianca, Premium 1922 di una azienda comasca.
Lo ammetto, era complicato. Perdonatemi, lo avevo scelto non solo per la scarsa qualità dei grassi impiegati, ma per trattare gli addensanti che a quanto pare sono ubiquitari tra gli ingredienti di questi prodotti: in particolare troviamo spesso la carragenina. Per la precisione con questo termine indichiamo una famiglia di diversi polisaccaridi che per le loro proprietà strutturali sono in grado di interagire e legare molecole d’acqua. Le carragenine esercitano quindi un ruolo come “idrocolloidi.” Il nome “carragenina” deriva probabilmente dalla cittadina irlandese di Carragheen, nota per l’Irish moss pudding, preparato cucinando latte e alghe della specie Chondrus crispus.
Il processo di estrazione delle carragenine da alghe diffuse nei mari del Nord o in altre aree geografiche non è noto nei dettagli. Si conoscono la Kappa-carragenina, Iota-carragenine e Lambda-carragenine. All’interno delle tre varietà più comuni, Kappa, Iota e Lambda, vi sono poi ulteriori differenziazioni, che riguardano principalmente la varietà Kappa. La κ-Carragenina che è tra gli adddensanti piu’ usati, interagisce con le proteine del latte e stabilizza le micelle di caseina (~200 nm diameter).

dessert al cioccolato

In quali altri dessert la incontriamo? anche nel dessert della Fattoria Scaldasole. La dimostrazione che alcuni addensanti si trovano anche nei prodotti certificati come “biologici”.

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ET.chettibus®-10

Nuova puntata di ET.chettibus®.

Ingredienti: Latte scremato, sciroppo di glucosio, grassi vegetali, zucchero, proteine del latte, burro, albume d’uovo,tuorlo d’uovo, copertura di cacao 2.5% (olii vegetali raffinati, zucchero, cacao magro,emulsionante: lecitina di soia, aromi), alcool, mascarpone 2% (panna di latte pastorizzato, correttore di acidità: acido citrico), cacao magro 2%, gelatina,latte scremato in polvere, maltodestrine, amido di mais, fibre vegetali, emulsionanti (E471), aromi, addensanti (E415,E407), sale

Via!

Alcuni additivi sono indicati con il loro nome, altri con le sigle. E 471 indica i mono e -digliceridi degli acidi grassi, E407 corrisponde alla carragenina, E 415 è la xanthan gum.


Snack alla frutta, proteine e piselli

Scambi di opinioni ai piani alti di una multinazionale. Si sta lavorando ad una linea di snack alla frutta.

-No, troppi zuccheri semplici in questo snack. Già me li immagino quelli delle associazioni di consumatori che stanno a leggere sempre le etichette, direbbero subito che è troppo sbilanciato, poche proteine, non va. E poi abbiamo preso l’impegno di fare dei prodotti nutrizionalmente corretti…Cosa possiamo fare?

Si alza il tecnologo e/o nutrizionista: Perchè non aggiungiamo le proteine tra gli ingredienti?

-Già, ma quali?

-Potremmo provare con i caseinati, ma ultimamente costano troppo.

-E se utilizzassimo le proteine di soia?.

-No, le guardano tutti con diffidenza, e poi c’è sempre il sospetto che siano transgeniche.

Trovato! -urla l’altro tecnologo. Le proteine di pisello sono quello che ci serve. Costano anche poco.
E poi le usano già da parecchi anni nei prodotti dietetici. Dicono che offrono diverse opportunità.

-Davvero? Quali?

Le usano già per aumentare il livello di proteine negli alimenti, anche a base di carne. Una azienda francese ha brevettato un prodotto che si ricava dai piselli, si chiama NUTRALYS® e tanti le usano già nei prodotti dietetici e per sportivi.

Esistono anche proteine estruse, proteine (di pisello) testurizzate, imitano perfino la carne.

Hanno proprietà anche emulsionanti.

Permettono di ridurre i costi. So io dove trovarle.

Sono anche stabilizzanti.

Mi avete convinto. Procediamo!

Ovviamente è tutto inventato, però le proteine di pisello ci sono per davvero nello snack Saiwa all’arancia.


Etichettibus spray

etichetta 1

L’hanno chiamato una rivoluzione del latte. Di cosa si tratta?

Edit: Tra gli ingredienti troviamo il protossido d’azoto, la cui scoperta come propellente per alimenti risale al 1931. Fino ad allora il protossido d’azoto era noto per i suoi effetti anestetici ed esilaranti. Come si racconta qui, Charlie Goetz, studente di chimica all’Università dell’Illinois, e il suo supervisore, G. Frederick Smith, stavano cercando di migliorare i metodi di sterilizzazione del latte per allungarne il tempo di conservazione. Studiando gli effetti dell’anidride carbonica sotto pressione Goetz si accorse che da un piccolo foro su una tanica usciva schiuma di latte. Pensarono di applicarla per ottenere panna montata istantanea e l’idea funzionò ma l’anidride carbonica rendeva la panna inacidita, per via dell’acido carbonico che l’anidridi carbonica forma a contatto con l’acqua. Dopo qualche tempo un dentista locale suggerì a Goetz di provare con il protossido d’azoto insapore, di odore dolciastro, non infiammabile e solubile nei grassi della panna. Era solo l’inizio dell’uso de protossido conme additivo propellente.
La prima azienda a entrare nel mercato al dettaglio fu la Reddi-Whip di Aaron Lapin, che nel 1948 ideò un contenitore a perdere con cui conquistò il mercato.

Per la novità la panna spray fu molto apprezzata dai consumatori anche per la sua praticità. Nel 1994, Henry Petroski descrisse il fenomeno d Reddi-wip come “a little luxury that no one but the inventor deemed we needed but that all of us find indispensable once it is marketed.”
Visto il successo, nel 1998 il Time incluse il nome di Lapin tra gli inventori piu’ influenti. Il brand Reddi-wip negli USA continua ad evolversi. Sono presenti diverse versioni della panna spray, nel 2001 ha debuttato una Chocolate Reddi-wip e ricordate il pancake-spray?

In Italia oltre alla panna spray troviamo anche prodotti costituiti da grassi vari, tra cui i grassi idrogenati

Nel 2007 ha debuttato sugli scaffali dei supermercati italiani il prodotto del nostro Etichettibus.


Il sodio e il sale

L’inserto Salute del Corriere della Sera di domenica scorsa,era dedicato al sale contenuto negli alimenti. Sappiamo che un consumo eccessivo di sale (cloruro di sodio) è considerato uno dei principali fattori che predispone all’ ipertensione arteriosa, al contrario il potassio è un sale minerale che svolge un ruolo protettivo nella genesi della malattia ed è stato dimostrato che un aumento del suo apporto dietetico è in grado di ridurre sia la pressione arteriosa che il consumo di farmaci anti-ipertensivi nei soggetti affetti da ipertensione. Il 70% di sale che introduciamo con l’alimentazione deriva da cibi industriali. Tra i cibi piu’ ricchi di sale ci sono alcuni alimenti (piatti pronti, sostituti del pane, snacks salati, cibi in scatola) di cui si è registrato un notevole aumento dei consumi negli ultimi decenni. Qualche mese fa vennero commentati i risultati di una indagine su alcuni prodotti in vendita nei fast food britannici (1,2). Il documento mise in risalto che soprattutto alcune categorie commerciali destinate ai bambini, contenevano una elevata quantità di sodio.

Quello che osservo dalla lettura degli articoli è che non si spiega mai come si calcola il contenuto di sale sulla base delle informazioni riportate sulla etichetta nutrizionale. Non lo spiega neanche il Ministero della Salute per dire. Avevo questo post nel retrobottega da un bel po’ di tempo e allora ecco qualche informazione sull’argomento.

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A proposito di dolcificanti ipocalorici

Dolcificanti

Vi ho mai detto che raccolgo bustine di zucchero? una buona parte sono di dolcificanti ipocalorici. Avete mai letto la composizione? La maggior parte contiene saccarosio, aspartame e lattosio. Sweet’n low contiene anche aromi e un antiagglomerante (E551).Tra quelli della foto uno contiene saccarina e ciclammato. Il ciclammato fu vietato dalla FDA parecchi anni fa, era contenuto in molte bibite negli USA, Cool-Aid ne conteneva fino al 28.5%. La Lipton che ne faceva uso nei suoi prodotti donò il dolcificante artificiale a ospedali psichiatrici e penitenziari in Ohio. Aromi anche in Dolce linea, un Edulcorante con fibra, cosa potrebbe essere mai? ancora lei, l’inulina.


ET.chettibus®-8

Dopo tanti snacks dolci, un prodotto salato da scovare.

Ingredienti: farina di frumento, oli vegetali, sale, zucchero, cipolla disidratata in polvere 0.6%, lievito, olio di arachidi, aceto di mele, farina di soia, emulsionante lecitina di soia.

Semplicissimo, no?


ET.chettibus®-6: Risolto.

Lindt-praline

Michele,ancora lui, ha indovinato l’ultima etichetta misteriosa del 2007. Lo so, sarà una delusione per gli estimatori della nota casa svizzera. Come in pssato, ricordate le gelatine colorate tanto adatte a San Valentino o per la Festa della mamma? l’etichetta è di un prodotto della Lindt.
Espositore invitante sul bancone del bar, colori accattivanti, quattro proposte di cioccolato che promettono emozioni. Se dissezioniamo la scatola, tra gli spazi vuoti,troviamo quattro cioccolatini..coloranti, addensanti e additivi vari ad un prezzo che per me non ha giustificazioni. Lo scontrino: 6,5 euro per 43g.

Ingredienti: Zucchero, Burro di cacao, Preparazione di frutta alle fragole (15%)(Sciroppo di glucosio, sciroppo di glucosio-fruttosio,Zucchero,Fragole 7%, Umidificante E422,Succo concentrato di fragole 3%,Stabilizzante E407,Correttore di acidità E331;acidificante E330,Colorante E120, aromi),Pasta di cacao,Acqua, sciroppo di glucosio da frumento,Latte intero in polvere,Burro anidro,Latte scremato in polvere,Marc de Champagne (2%),Alcool, Lattosio, Emulsionante:Lecitina di soia,Aromi, Stabilizzante:Sorbitolo (da frumento),Colorante E120.

Al prossimo ET.chettibus®! Complimenti Michele, dove dobbiamo spedirti il premio?