La leggerezza della maionese
Pubblicato: 2008/06/07 Archiviato in: Conservanti, L'angolo chimico, La borsa della spesa 17 commenti
La maionese? È una emulsione tra due fasi olio/acqua. Come la preparate? Con uova, olio d’oliva, aceto, un pizzico di sale. Semplicissimo.
-L’aceto e il succo di limone costituiscono la fase acquosa.
-La lecitina del tuorlo d’uovo ha funzione emulsionante tra le fasi Olio/Acqua.
-Agiscono come emulsionanti/stabilizzanti le proteine del tuorlo d’uovo.
Nei prodotti in vendita l’olio d’oliva è sostituito da altri oli tra cui l’olio di girasole, poi ci sono anche l’acqua e addensanti vari tra gli ingredienti. In alcuni prodotti c’è anche il sorbato come conservante.
Kraft Legeresse:acqua, olio di semi di girasole (39%), uova fresche pastorizzate con tuorlo di uova fresche pastorizzate (8%), amido modificato, aceto di vino, sale, succo di limone, zucchero, correttore di acidità (acido lattico), conservante (sorbato di potassio), aromi.
Kraft classica:olio di semi di girasole (70%), uova fresche pastorizzate con tuorlo di uova fresche pastorizzate (9,5%), acqua, aceto di vino, succo di limone, sale, zucchero, amido modificato, aromi, correttore di acidità: acido lattico.
Si può chiamare maionese un prodotto dove l’uovo è assente come la Kraft senza colesterolo? Come si sostituiscono le proprietà della lecitine e delle proteine dell’uovo? Qui ho trovato la ricetta della “maionese vegetale industriale” dove si usano emulsionanti e stabilizzanti che contengono diversi amidi e gomme allo scopo di riprodurre consistenza e struttura il piu’ possibile simile alla maionese tradizionale. Il mercato degli emulsionanti è cresciuto moltissimo negli ultimi anni perché essi svolgono ruoli importanti nell’industria alimentare.
Poichè la maionese Kraft senza colesterolo non contiene il tuorlo d’uovo, la Unilever ha presentato ricorso allo IAP, per messaggio ingannevole. La pronuncia IAP n. 26 del 17/04/08 in merito al messaggio “tutto il piacere della maionese senza colesterolo” ne ha ordinato la cessazione.
E cosa c’è di nuovo? Dopo aver giocato con le calorie e con gli ingredienti, visto che il contenuto in grassi è una delle barriere principali al consumo della salsa, ecco la novità, è stata presentata da pochi giorni la maionese Calvé Unilever con Omega 3.
A proposito di olio di girasole, molto usato nella formula della maionese, recentemente in Grecia sono stati ritirati dei marchi di oli di girasole per il rischio di contaminazione con oli minerali. Provenienza dell’olio:Ucraina, uno dei paesi da cui importiamo la maggior parte dell’olio di girasole. L’olio e’ arrivato in Francia da dove e’ stato distribuito anche in Italia, Olanda e Spagna. Ecco la decisione della commissione europea del 23 maggio 2008 che subordina a particolari condizioni l’importazione di olio di girasole originario dell’Ucraina, o proveniente da tale paese, a causa del rischio di contaminazione da oli minerali.
Su Papille Vagabonde, sono riportati i confronti dei prezzi di alcuni tipi di maionese. Le varianti light hanno un prezzo maggiore.
Home made is better!
Tag:Maionese, Kraft, Unilever, colesterolo, omega 3, olio d’oliva, olio di girasole.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/03/16 Archiviato in: Additivi, Aromi, La borsa della spesa Lascia un commento–Croissant ready to made, diacetile incluso. Diacetile cosa? sì il composto che è stato ritenuto responsabile di malattie polmonari nei lavoratori ad esso esposti.
–Oli di pesce e acidi grassi omega-3 Prima puntata sul latte a cui sono addizionati gli acidi grassi omega 3 come il DHA e l’EPA. Come si ottengono e quali tecnologie sono utilizzate per arricchire i prodotti alimentari?
-Uno sguardo ai prezzi della Frutta fuori stagione al supermercato.
-Scopro di avere dei lettori all’Ufficio Pubbliche Relazioni dell’Azienda Ospedalieri Riuniti e mi ritrovo sulla rivista Comunicare. Grazie!
-Mele di tanti tipi: Golden, Granny Smith, Annurca, Pink Lady…e da qualche mese anche la Arnold. Un testimonial che non ha bisogno di presentazione per la nuova mela austrica . E hanno subito coniato lo slogan “An Arnold a day keeps the doctor away”!
Oli di pesce e acidi grassi omega 3
Pubblicato: 2008/03/15 Archiviato in: L'angolo chimico, La borsa della spesa 14 commentiNew entry nel banco frigo. Un nuovo latte della Parmalat a cui piacciono gli acidi grassi omega 3 nonostante uno degli ultimi prodotti, il latte Parmalat Omega 3, sia finito nel mirino dell’Istituto di autodisciplina pubblicitario e le dichiarazioni salutistiche in etichetta siano state dichiarate messaggi fuorvianti.
Il latte è molto utilizzato per produrre alimenti “funzionali” arricchiti di acidi grassi omega 3. L’evoluzione dei precedenti tipi di latte Parmalat contenenti omega 3 si chiama Omega 3 Plus. Rispetto alla versione precedente, Parmalat Omega Plus contiene un insieme di fattori a cui è stato dato il nome di Carditop, oltre alla Vit E, ci sono la Vitamina C e B6, la vitamina B12 e l’acido folico. Carditop: “aiuta la salute del cuore”, viene dichiarato sulla confezione.
La Parmalat è stata tra le prime aziende a mettere in vendita diversi anni fa, un latte UHT contenente l’acido docoesaenoico (DHA) e l’acido eicosapaentenoico (EPA) che sono tra gli acidi grassi poliinsaturi omega 3 piu’ studiati. Ci sono centinia di articoli scientifici sul loro ruolo nella maturazione del sistema nervoso durante il periodo fetale e neonatale. Altro settore attivo è lo studio dell’effetto degli acidi grassi omega 3 sui livelli di lipidi plasmatici e sulla prevenzione delle dislipidemie. Le principali fonti alimentari di questi acidi grassi sono i prodotti ittici, ma alcuni loro precursori sono contenuti anche in altri alimenti tra cui oli vegetali e la frutta secca. Ma non pensiamo agli aspetti salutistici, vi siete mai chiesti come si ottengono gli acidi grassi omega 3 e quali trattamenti vengono attuati per arricchire il latte?
Produzione degli oli di pesce e degli acidi grassi omega 3
Gli acidi grassi omega 3 vengono estratti in prevalenza dall’ olio di pesce, meglio conosciuto fish oil.
Nella tabella sono riportati alcuni numeri sulla produzione di fish oil nel mondo. L’olio di pesce è un importante derivato dell’industria ittica e per le sue caratteristiche nutrizionali e funzionali è utilizzato in diversi settori industriali. I principali paesi produttori sono Cile e Perù che contribuiscono per oltre il 50% alla produzione mondiale. Negli ultimi anni, a fronte di una progressiva riduzione dell’offerta di olio sul mercato mondiale, si è osservata una crescita della domanda soprattutto nel settore dell’acquacoltura. Questo comparto, infatti, impiega più dell’80% di olio come costituente dei mangimi per l’allevamento dei pesci, mentre la restante parte è utilizzata dalle industrie alimentare, farmaceutica e chimica.
Il ruolo delle biotecnologie. Per evitare il rischio di contaminazioni da metalli pesanti, negli ultimi anni, grazie a biotecnologie adeguate, è stato possibile ottenere la sintesi dell’acido docoesaenoico (DHA) da alcune micro-alghe. Il DHA ottenuto dall’alga Schizochytrium s. è stato autorizzato come novel food in Europa e in altri stati. Nella figura è schematizzata la produzione di acidi grassi polinsaturi dalla fermentazione algale. Come indicato, queste filiere, permettono di ottenere anche altre molecole utili come i carotenoidi.
Come avviene l’arricchimento del latte con l’olio di pesce?
I primi tipi di latte con omega 3 non hanno riscontrato un gran successo nei consumatori per le sfavorevoli proprietà organolettiche. Con il passare degli anni sono state apportate delle modifiche nei processi produttivi. La DSM ha introdotto alcuni anni fa una tecnologia che aggiunge gli acidi grassi omega-3 al latte durante i passaggi finali del confezionamento, grazie ad una apparecchiatura Tetra Pak AromPak.
Esistono delle alternative per arricchire il latte di acidi grassi omega 3? In alcuni studi, si è intervenuto sull’alimentazione delle bovine con mangimi arricchiti di fish oil. In questo caso il latte bovino che si ottiene, contiene livelli piu’ elevati rispetto a quello che si ottiene nelle bovine alimentate senza fish oil anche se esistono dati contrastanti sull’efficacia dell’intervento.

Ottenere i fish oil è costoso, è giusto alimentare dei ruminanti con l’olio di pesce? solo per aumentare il livello di acidi grassi omega 3?
Ecco l’etichetta nutrizionale di Omega 3 Plus che riporta in dettaglio non solo il livello totale di acidi grassi omega 3, sono indicati anche i contenuti di DHA e di EPA e delle vitamine.
Prossimamenente altri dettagli sulla produzione degli acidi grassi omega 3, sulle fonti alimentari e altri prodotti a confronto.
Frutta fuori stagione
Pubblicato: 2008/03/13 Archiviato in: La borsa della spesa, Prodotti ortofrutticoli 4 commentiSe si trovano a questo prezzo al supermercato, vuol dire che c’è chi le acquista? Concordo con Corrado, possiamo attendere per le susine.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/01/20 Archiviato in: Additivi, Food blogs, La borsa della spesa 2 commenti– Ho scoperto Wired Science. La rubrica What’s inside in the fridge? Cosa c’è dentro? Etichettibus in versione multimediale.
–Odissea mangimi industriali La storia di Edoardo Bresciano e della sua passione per l’allevamento di conigli, una storia a lieto fine raccontata da Lorenzo Cairoli.
-Come cambiano le inserzioni pubblicitarie nel corso degli anni. Stavolta siamo finiti sulla mortadella. Domande da porci?
-Un nuovo marchio, targato Unaproa. E’ Il marchio del benessere. Lo troveremo nei prodotti ortofrutticoli e derivati.
-Mentre continuano le polemiche sull’approvazione della carne ottenuta da animali clonati, un ripasso veloce delle biotecnologie Made in Usa e degli enzimi che si possono applicare al settore della carne e derivati. Gli enzimi nel tritacarne
-Abbinamenti insoliti e spiazzanti tra prodotti? Ricombinare cibi in base ad alcune loro affinità. E’ l’idea del nuovo sitoFood for pairing.
Odissea mangimi industriali
Pubblicato: 2008/01/19 Archiviato in: Food blogs, Io lo leggerei, La borsa della spesa 4 commentiSono passati circa sei anni dalla puntata di Report intitolata Nella nuova fattoria, storie di mangimi e allevamenti industriali, tra antibiotici, ormoni, e altre illegalità. Dopo aver letto il testo delle interviste, leggetevi la storia di Edoardo Bresciano e il suo “Vietnam, raccontato da Lorenzo Cairoli. Una storia a lieto fine, forse qualcun’altro al suo posto avrebbe cambiato lavoro e se ne sarebbe andato via dalla campagna. Lui ha continuato a fare l’allevatore, non piu’ conigli ma anatre moulard a Suniglia di Savigliano. Le alleva nella Cascina Peschiera dettando lui le regole, in libertà, nutrendole con erba medica e granaglie di sua produzione. Porte chiuse ai mangimi industriali responsabili dei disastri provocati al suo allevamento di conigli.
Edoardo, autoproclamatosi Corsaro del Gusto, oggi dovrebbe essere dalle parti di Malpensa Fiere insieme ai suoi amici produttori e sovversivi. Se passate da quelle parti, andate a trovarli.
Domande da porci
Pubblicato: 2008/01/18 Archiviato in: Additivi, Aromi, La borsa della spesa 4 commenti
Questa era l’inserzione che si trovava alcuni anni fa sui settimanali. Avete letto?
Mortadella Felsineo: Solo suino, non c’è aggiunta di polifosfati, caseinati, glutammati, aromi di sintesi, zucchero, emulsioni di grasso e cotenna, latte in polvere, acqua.
Una scelta particolare quella dell’ azienda. Una pubblicità comparativa come si usa fare a volte, ma senza indicare i nomi di altri produttori.
Dopo qualche anno l’inserzione è decisamente cambiata come vedete sopra. Forse siete ancora in tempo per vincere il premio correlato alla locandina.
Il Marchio del Benessere
Pubblicato: 2008/01/15 Archiviato in: La borsa della spesa, Not Only Food 20 commentiUn nuovo marchio stavolta per i prodotti orofrutticoli, verrà presentato venerdì prossimo a Bologna dall’Unaproa. Il marchio ” 5 colori del benessere” che si ricollega al sito e alle precedenti iniziative istituzionali, sarà utilizzato non solo per i prodotti ortofrutticoli freschi ma anche sui trasformati. Lo troveremo quindi anche nei prodotti della IV e V gamma? credo proprio di sì, visto che la presentazione del marchio è inserita nell’evento bolognese Sofresh che vedrà tra gli espositori anche aziende che immettono sul mercato le insalate in busta, semplici o miscelate e proposte in confezioni anche mono-porzioni come salad snack. Alcune – le avrete viste-sono complete di condimento, e persino della forchetta di plastica e tovagliolo per il consumo in piedi. Qualche prezzo (1)
Lattughino Bonduelle, confezione da 70 grammi, costa 1,29 euro, pari a 18,43% euro al chilogrammo.
Agita e gusta Bonduelle, 14,73 euro al kg
Lattughino Conad costa 14,00 euro al chilo.
Gran Mix Bonduelle, 20,73 euro al chilo.
Mix Conad 14,32 euro al chilo.
Quindi costano anche il quadruplo delle normali insalate. Eppure i consumi volano, lo dice questo rapporto (pdf) di un anno fa. E sembra che non solo le generazioni piu’ giovani gradiscano questi nuovi prodotti.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/01/13 Archiviato in: Food design, La borsa della spesa, Sfide, TRASH FOOD STORY Lascia un commentoTorna il report settimanale. Cosa ho scodellato negli ultimi giorni?
-Prima di tutto un saluto ai lettori di Kelablu. Massimo Bernardi, editor del Food Tabloid Kelablu, include Trashfood tra i food-blogs da seguire. Grazie Massimo!
-Non sono numerosi i cibi animali o vegetali di colore nero, un colore poco ricercato in cucina..E se si vuole ottenerlo artificialmente? Nero come il carbone con i coloranti sintetici E153 e E151.
-A distanza di giorni, è ancora leggibile il claim Unico uovo approvato dalla Federazione Medici Pediatri sul sito della Novelli. In Meglio un uovo oggi, la storia del primo uovo approvato dai medici pediatri.
-Favorevoli o contrari al pancake spray? Questo è il problema.
–Chicken-boom Nuova puntata di Sfide con crocchette e altri prodotti a confronto. Si chiamano elaborati avicoli, ma scopriamo che la carne a volte è contenuta in percentuale davvero bassa.Parola d’ordine:leggete sempre le etichette alimentari.
Chicken-boom
Pubblicato: 2008/01/11 Archiviato in: La borsa della spesa, Sfide 26 commentiNon è facile parlare di elaborati avicoli dopo aver letto i posts del Broiler day. Il titolo è ispirato da un articolo del sito di Unavicoltura dove si legge che: i piatti pronti sono tra i prodotti ideali per i single ma gli elaborati e trasformati possono essere l’ideale anche per le famiglie con bambini le cui madri lavorano. E, in generale, per coloro che vedono nella sicurezza garantita dal severo controllo di filiera, nell’elevato contenuto di servizio, nell’alto livello d’innovazione e nella forte diversificazione dell’offerta, una risposta esauriente alle proprie esigenze.
Sono sicura che se molti single o genitori leggessero le etichette e facessero due conti, si fermerebbero e lascerebbero Giravolte, crocKette, Patapolli, chicken nuggets, Familysauri nel banco frigo. Perchè certi prodotti panati -e mi fermo a quelli che contengono carne avicola-non sono affatto economici. Oggi ne ho trovati alcuni con un prezzo tra i 13 e i 16 euro al kg.
Ehi tu affezionata agli elaborati panati, pensi forse di nutrire tuo figlio? Hai mai letto in che proporzione è contenuta la carne di pollo o tacchino? Mai fatto caso? Giocare sì mentre si mangia, ma se diamo ai bambini la carne a forma di dinosauri, se continuano a vedere i dessert che spuntano dagli alberi e le mucche viola, mi sa che crescono con una bella confusione, no?
Poco tempo in cucina? spazio alla creatività e di cose che si preparano in poco tempo e gustose ce ne sono! Partiamo guardando le etichette che ho trovato su alcuni siti internet. Qualche esempio, in ordine di percentuale di carne dal maggiore al minore. Leggi il seguito di questo post »












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