SOS Olio extravergine d’oliva Made in Italy

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E’ piuttosto deprimente l’immagine dell’olio extravergine d’oliva nei quotidiani e giornali stranieri. Parlo di marchi che sono esportati all’estero ma sono in vendita anche negli scaffali di supermercati e centri commerciali in Italia. Da quando scrivo sul blog ho già parlato dell’articolo di Rose Gray sul Guardian, di Tom Mueller su The New York Times. E il Dossier Olivenöl sugli oli extravergine nei supermercati tedeschi.

Qualche giorno fa sono capitata su una ricerca voluta da Which? Sono stati esaminati diversi campioni di olio “extravergine” in vendita in alcuni supermercati inglesi: Waitrose, Lidl, Aldi, Bertolli, Sainsbury’s, Felippo Berio, Tesco, Asda, Carapelli, Morrison’s and M&S e sono stati presi in considerazione qualità organolettiche e prezzi. I risultati sono stati pubblicati su diversi quotidiani inglesi.

Tra i marchi, l’olio Carapelli è risultato il peggiore,definito old and rancid. Anche altri marchi “Made in Italy” hanno avuto punteggi inferiori rispetto agli oli confezionati.

L’olio migliore tra quelli valutati? secondo gli esaminatori arruolati da Which?, è quello confezionato dalla catena LIDL e si chiama Prima Donna, costa circa 3 euro al litro, talvolta in Italia è in offerta a 2,39 euro ed è prodotto dall’Oleificio Rocchi di Lucca.

Dal mio archivio di pubblicità alimentari che appaiono su quotidiani e riviste, ecco quella della Carapelli apparsa un po’ di tempo fa su un settimanale. Carapelli, Firenze dal 1893. I piu’ informati ricorderanno che la Carapelli da diversi anni è passata dalla Unilever alla spagnola SOS Cuetara che ultimamente è stata interessata da problemi finanziari provocati dai due fratelli Salazar, azionisti e membri del Cda di SOS Cuetara. Grazie a Mariana e a Paula per la traduzione.

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A proposito del giornalista Tom Mueller, ho letto che sta scrivendo un libro proprio sul tema. Si dovrebbe intitolare: “Extra Virginity: A Cultural and Criminal History of Olive Oil”

Fonti: Olive oils,Which? Cose buone dal mondo Crolla-il-titolo-di-sos-cuetara,/ Change at group SOS La apasionante vida interior del grupo SOS.


Lo sciroppo di orzata e benzoino

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L’orzata è un ricordo dell’infanzia, in frigo d’estate c’era spesso la bottiglia dello sciroppo da allungare con acqua. In Tv la pubbblicità era affidata al pirata Salomone.

Ieri ho acquistata una bottiglia dello sciroppo per riassaporare quel gusto dimenticato. Oggi la trovo decisamente dolcissima e ho imparato che nello sciroppo di orzata, è contenuto anche l’estratto del misterioso benzoino.

Sul sito dell’ISMEA, trovo che “la denominazione «sciroppo di orzata» è riservata allo sciroppo ottenuto con l’impiego di benzoino deacidificato, di essenza deacidificata di mandorle amare, estratto di vaniglia e di fiori di arancio.”

Conosciamo meglio il benzoino e i suoi derivati. Il nome scientifico della pianta da cui si ricava l’estratto che è tra gli ingredienti dello sciroppo, è Styrax benzoin Dryander della famiglia delle Styracaceae.

Dove viene coltivato l’albero? A Sumatra (Indonesia), Tailandia, Vietnam, Giava, Borneo.

Quali sono i costituenti principali della resina che si ricava dalla pianta? Sono numerosi, tra questi l’acido benzoico, benzil benzoato, alcool benzilico, vanillina, coniferil benzoato, acido cinnamico e derivati.
Il benzoino ha numerose applicazioni. Nell’industria alimentare è usato per l’aroma caratteristico che conferisce ai prodotti. E’ usato per esempio come agente aromatizzante e trova impieghi anche nella fabbricazione di aromi al cioccolato poiché -come detto sopra- contiene cinnamati, molecule che troviamo anche nel cacao.

Per la presenza della vanillina tra i suoi costituenti, il suo sapore ricorda la vaniglia, perciò viene usato in molti alimenti, anche nei prodotti da forno.

Ma perchè si chiama orzata? Dal vocabolario Zingarelli, il nome deriva da orzo, e viene indicata come una “bevanda a base di sciroppo di mandorla”, o in alternativa “bevanda di farina d’orzo stemperata in acqua“.

Ci saranno altre spiegazioni?


Questa settimana su Trashfood

Abbasso il colesterolo. I messaggi fuorvianti della Danone e di Unilever Chiedete in giro. Chi è a conoscenza della sentenza dell’Autorità garante per la Pubblicità che ha dichiarato ingannevoli le campagne pubblicitarie dei due prodotti Danacol (Danone) e di Pro Activ (Unilever)? Qualcuno se ne è accorto?

Professione gastro-photoreporter. Sandwich ad alta quota Stavolta è Nicola che mi scrive e mi racconta la sua esperienza gastronomica mentre era in viaggio su un vettore della compagnia di bandiera elvetica.

Do you Kogy? yes, I twitter
“Kogi”, un fast food ambulante,è diventato case hystory per il particolare modo di fare pubblicità sullo snack. Se dico 140 caratteri al massimo, cosa vi viene in mente? Bravi, proprio Twitter.

La caffeina nel chewingum Quanta caffeina è contenuta nelle gomme in vendita? e cosa succede se si masticano troppe gomme in poco tempo? Se ne occupa Lancet.


Fitosteroli, fitostanoli&Co

L’ultimo check up del consorte segnala innalzamento dei livelli di colesterolo plasmatico, per ora il rapporto colesterolo totale/colesterolo-HDL non ha raggiunto valori preoccupanti, ma come si dice in questi casi? meglio prevenire e allora ieri sera discussione a cena su quali scelte alimentari fossero piu’ giuste senza compromettere troppo il gusto.

Inevitabile finire col parlare di fitosteroli vista la pubblicità martellante che propone drink anti-colesterolo. Ne ho parlato in passato.

-Sai al supermercato ho trovato delle bustine contenenti fitosteroli solubili in acqua.

-Davvero? e li hai presi?

-no, prima guarda un po’ cosa contengono.

Si tratta di Lecinova Intensive. Cosa c’è dentro?

lecinova fitosteroli

Ingredienti: acqua, zucchero, latte scremato fermentato in polvere, esteri di steroli vegetali in polvere 3,14%*(esteri di steroli vegetali, sodio caseinato, sciroppo di glucosio disidratato, antiossidanti: estratto ricco in tocoferolo, palmitato di ascorbile, ascorbato di sodio; antiagglomeranti: biossido di silicio), stabilizzanti: gomma xanthano; aromi, succo di fragola disidratato, succo di barbabietola in polvere (succo di barbabietola, maltodestrine), fermenti lattici dello yogurt in polvere (fermenti lattici dello yogurt, maltodestrina, acido ascorbico). (*) Corrispondenti a 1,6 g di steroli vegetali per bustina.

Quindi ogni bustina contiene 1,6 g di fitosteroli , ma ci trovate insieme ben 14 g di zuccheri come indica l’etichetta nutrizionale. Oltre a tutto il resto, per carità, sono additivi consentiti, di alcuni abbiamo parlato tante altre volte. Forse manca all’appello l’antiagglomerante biossido di silicio. Lo trovate anche nei barattoli di lecitina di soia.
Torniamo ai fitosteroli solubili, una confezione da 6 bustine costa 8.50 euro. Se invece vi interessa sapere i livelli dei fitosteroli totali in alcuni alimenti date uno sguardo al
Nutri-quiz dell’altra settimana.

Io credo che su questo tema si debba fare molta chiarezza. I fitosteroli di cui si conoscono gli effetti sull’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, sono molecole sintetizzate nelle piante e ci sono quindi diverse fonti alimentari, come gli oli, frutta secca e ortaggi. Negli ultimi anni sono stati isolati i fitosteroli presenti in maggior quantità e sono state messe a punto le tecniche per quantificarli, si conoscono così i livelli di sitosterolo, stigmasterolo e campesterolo in vari alimenti. Si stima che una alimentazione ricca di verdure e di frutta, contribuisca ad un apporto di circa 400 mg di fistosteroli totali complessivamente.

Il business dei fitosteroli e alimenti arricchiti, è iniziato in Europa piu’ di dieci anni fa in Finlandia quando la Raisio riuscì a ricavare una forma liposolubile dei fitosteroli dai sottoprodotti di lavorazione del legno, e si mise a punto un processo per produrre la prima margarina arricchita in fitosteroli.

Poichè gli esteri dei fitosteroli e i loro derivati idrogenati (i fitostanoli) esercitano un ruolo inibitore dell’assorbimento del colesterolo, le diverse versioni di margarina arricchite in fitosteroli, e i prodotti immessi successivamente sul mercato, vengono proposte come un ausilio nella prevenzione dell’ipercolesterolemia con messaggi pubblicitari rassicuranti. In dieci anni il numero di prodotti alimentari contenenti fitosteroli e derivati è cresciuto notevolmente. Oltre alla margarina, si trovano drinks, barrette, yogurth, latte e formaggi.

Dalla Finlandia la produzione di margarina arricchita in fitosteroli si è spostata anche in altri stati e negli USA. Oltre alle multinazionali Unilever e la Johnson e Johnson, altre aziende e marchi coinvolti sono: la Raisio Plc con Benecol®, la Cognis con Vegapure®, la Archer Daniels Midland Co. e CardioAid TM, la Cargill Inc. con Corowise TM, la Pharmaconsult Oy e Ltd Multibene ®, la Teriaka Ltd. con Diminicol TM,la Forbes Medi-Tech Inc. con Reducol TM. I prodotti contenenti fitosteroli e fitostanoli sono in vendita in piu’ di venti paesi.

Da alcuni studi sull’uomo è emerso che solo una piccola percentuale di fitosteroli viene assorbita nell’intestino. I livelli plasmatici quindi sono notevolmente piu’ bassi rispetto al colesterolo.

Già da qualche anno -anche se se ne parla solo nelle riviste specializzate- si è iniziato a mettere in discussione la concreta efficacia dei fitosteroli in tema di prevenzione cardiovascolare. E questo perchè se è vero che contribuiscono a ridurre i livelli plasmatici di colesterolo associato alle LDL, non dobbiamo dimenticare che i livelli di colesterolo nel sangue sono solo uno dei fattori che partecipano alla formazione della placca aterosclerotica.

Nella prossima puntata: come si ottengono i fitosteroli e i fitostanoli? Ne riparliamo.

Intanto qualche articolo sul tema:

From a science-driven to a consumer-driven ingredient

Plant Stanol and Sterol Ester Markets Seek to Rebound with New Products

Phytosterols, Phytostanols and their esters

Controversial role of plant sterol esters in the managementof hypercholesterolemia. European Heart Journal 2009

– I rischi dei fitosteroli aggiunti (pdf)

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Nutri-Quiz

Nutri-quiz

Sto preparando un post su un argomento di attualità nutrizionale, vediamo chi indovina di cosa si tratta. Indizio, i livelli totali delle molecole di cui vorrei parlare sono indicati nell’immagine.


La prima volta degli esteri della glicerina da resina di legno (E 445)

In una aranciata ti aspetti di trovare acqua e una certa percentuale di succo d’arancia. Poi, lo sappiamo, troviamo gli ubiquitari aromi, antiossidanti, coloranti..

Oggi in questo prodotto ho trovato tra gli addensanti anche gli esteri della glicerina della resina del legno. Questi ingredienti stabilizzanti indicati dalla sigla E445, sono permessi sia in bibite alcoliche che analcoliche.

aranciata SMA

Cosa sono gli esteri della glicerina della resina del legno? La nomenclatura ci viene in aiuto, sono una miscela complessa di esteri contenenti acidi ottenuti dalla resina, un materiale estratto con solventi dal legno di pino stagionato. Ovviamente la lavorazione è seguita da altre fasi di raffinazione con solventi.

Nella Direttiva 96/77/CE della Commissione europea (2 dicembre 1996, pdf) che stabilisce i requisiti di purezza specifici per gli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti, leggo che dalla miscela sono escluse le sostanze derivate dalla colofonia, l’essudato di pini vivi e le sostanze derivate dal tallolio, poiché questi composti possono dare origine a fenomeni allergici.

Il prodotto finale degli esteri glicerolici è composto per circa il 90% di molecole ottenute dalla resina di legno, tra cui acidi monocarbossilici come l’acido abietico.

Altri impieghi della resina di pino in campo alimentare? guardate qui, in Grecia, c’è un vino in cui viene aggiunta, si chiama La Retsina.

Negli USA sembra già piutttosto frequente in varie bibite.

P.S. Anche l’aranciata Jovial della SMA finisce nel set di Flickr dedicato al Rosso Allura.

Fonti:

ArsAlimentaria

www.wisegeek.com

GLYCEROL ESTER OF WOOD ROSIN


Questa settimana su Trashfood

Mosaico settimanale

-Barilla, Mulino Bianco e altri sponsor. A Perugia è tornata Breakest -Evento dedicato a La prima colazione degli italiani

Obama Food fingers Quanti prodotti gastronomici con l’immagine di Obama circolavano durante le elezioni? Stavolta il suo nome è finito negli Obama chicken Fingers da accompagnare con salsa al curry.

Healthy-vending-machine Il ministero della Sanità del Galles ha formulato delle linee guida che vietano -da poche settimane- la vendita di alcuni snacks dolci e salati e bibite nei distributori automatici collocati all’interno degli ospedali. Favorevoli o contrari?

– La Disney ha interrotto la partnerhip con McDonald’s e ne è iniziata una con la USDA, Ministero dell’Agricoltura USA. E così ecco che troviamo uova e accessori per la cucina targati Disney. Sono arrivate le-uova-della-fattoria-Disney

Sciroppo di glucosio-fruttosio reloaded. Sugar is back, leggiamo sul New York Times. E’ l’occasione per riparlare del dolcificante ottenuto dall’amido di mais.

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Il TUO calcio

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In questi giorni mi è capitato di vedere lo spot del formaggino ricco di calcio, avete capito quale. Una mamma preoccupata per l’apporto di calcio del figlio si rivolge all’esperta della nota multinazionale, che guarda caso, gli consiglia proprio quel formaggino per un apporto adeguato.

Il fabbisogno giornaliero di calcio per i bambini da 0-1 anno è di 800 mg/die. Da 1-6 anni il fabbisogno è maggiore (1000 mg/die).

A tutte le mamme che invece passano da queste parti e si chiedono se ci sono altre fonti del minerale, oltre ai formaggi fusi, ecco qualche dato sui contenuti di calcio (mg/100g) in diversi alimenti. I formaggi sono una fonte importante e il calcio contenuto ha una elevata biodisponibilità. La minore biodisponibilità di calcio nei vegetali è dovuta alla presenza di numerose sostanze (fibre vegetali, acidi organici, fitati) che legano il calcio e ne limiano l’assorbimento.

Il Parmigiano contiene 1159 mg di calcio/100g; il Pecorino romano 900 mg; il Pecorino siciliano 1162; il Grana 1169 mg/100g.

Il Formaggino Nestlè contiene 330mg/100g, quindi un quantitativo inferiore anche se confrontato con il valore medio di alcuni formaggi freschi (circa 450mg/100 g)

Tralasciamo gli altri nutrienti dei formaggi citati, come le proteine e le vitamine liposolubili (tra cui la vitamina D che è importante per l’assorbimento), e su cui ci sarebbe tanto da dire, siamo ancora convinti dello spot?

Credo che la Nestlè, dovrà prima o poi correggere anche la scritta “Ricco di calcio”. Infatti in base alla nuova regolamentazione europea sulla etichettatura, si potrà definire un prodotto “Ad alto contenuto di un minerale” se il suo contenuto sarà almeno il doppio di una “fonte naturale del minerale“.

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EFSA e il calcio Kinder Ferrero

Tempi duri per le aziende e i messaggi che fanno riferimento ad effetti sulla salute. Della regolamentazione sugli health claims avevo già scritto, ora cominciano ad uscire le decisioni. Stavolta il comitato EFSA’s on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA) si è espresso negativamente sulle barrette Kinder Ferrero da 12.5 g che forniscono 40 mg di calcio (il 5% della dose giornaliera raccomandata) e 70 kcal. La documentazione portata dalla Soremartec Italia S.r.l. Gruppo Ferrero in difesa del claim rivolto ad una fascia di consumatori dai 4 ai 21 anni non è stata considerata sufficiente è la Ferrero non potrà usare il messaggio “il cioccolato che aiuta a crescere” nella pubblicità.
Tra i fattori che hanno influito negativamente, l’eta dei soggetti (prevalentemente adulti) inclusi negli studi che la Ferrero ha presentato al comitato.
Io aggiungo che le barrette contengono latte in polvere, i trattamenti termici per disidratare il latte hanno effetti notevoli sulla composizione dei grassi e delle proteine del latte e ipotizzo che anche la biodisponibilità del calcio sia cambiata.

Fonte: Nutraingredients.com

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Una differenza da 10 più

Su un sito internet di una nota azienda, nella descrizione di un prodotto trovo questi dettagli e ingredienti: Carni di tacchino 65%, speck 10%, acqua, farina di frumento, sale, antiossidante: sodio L-ascorbato. Tasso di grasso inferiore a 12%. Rapporto collagene/proteine della carne inferiore a 12.

Poi al supermercato, lo stesso prodotto mostra altri ingredienti, compreso un colorante. Sono i termini indicati in grassetto:
Carne di tacchino (63%), speck 10% (carne di suino, sale, spezie, destrosio, maltodestrine, fruttosio), acqua, farina di frumento,farina di riso, sale. Antiossidante: ascorbato di sodio. Colorante E120. .Tasso di grasso inferiore a 12%. Rapporto collagene/proteine della carne inferiore a 12.

A voi le considerazioni.

In archivio le prove 1,2

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