Questa settimana su Trashfood

Tovaglietta Sergio Staino

-Nel villaggio ortofrutticolo globale dove ortaggi e primizie non hanno piu’ confini, si inserisce l’iniziativa non solo commerciale ma anche umanitaria che porta ortaggi dall’Africa sulle mense di alcune scuole toscane. Per descrivere il progetto del movimento Shalom, Sergio Staino ha preparato la tovaglietta che vedete quà sopra.

-Anche l’Italia avrà la sua agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Ehi, non chiamiamola autorità. Lo prevede il decreto legge ‘milleproroghe’ del 31 dicembre 2007, n. 248, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Per lo svolgimento delle attività e il funzionamento dell’Agenzia è autorizzato un contributo di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,5 milioni di euro per l’anno 2010.
Già i primi 70 giorni del 2008 ce li siamo giocati. Seguiremo gli sviluppi.

Etichettibus la nuova etichetta misteriosa che fa impazzire i lettori di Trashfood.

I marchi delle Marche, è ripresa la campagna divulgativa del Marchio QM, se volete saperne di piu’ c’è anche il sito Qualimarche.

-Ogni mattina a colazione, con lo yogurth, miliardi di fermenti lattici vivi vengono ingeriti dagli italiani. Con ironia, vi propongo l’appello del v.v.f.


Art.11,Comma 356,nasce l'Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare

Per ora prendiamo nota. Anche l’Italia avrà la sua agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Lo prevede il decreto legge ‘milleproroghe’ del 31 dicembre 2007, n. 248, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale.

Art.11

1. Il comma 356 dell’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, è sostituito dal seguente:
«356. Il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, di cui al decreto interministeriale 26 luglio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 4 ottobre 2007, assume la denominazione di “Autorità nazionale per la sicurezza alimentare” e, a decorrere dal 15 gennaio 2008, si trasforma in “Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare”, con sede in Foggia, che è posta sotto la vigilanza del Ministero della salute. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sono stabilite le norme per l’organizzazione, il funzionamento e l’amministrazione dell’Agenzia. Per lo svolgimento delle attività e il funzionamento dell’Agenzia è autorizzato un contributo di 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 e di 1,5 milioni di euro per l’anno 2010».

Intanto sul web si trova già questo mentre è scomparso un sito internet precedente del Comitato. E dopo lunga gestazione sono stati nominati i membri del Comitato Nazionale per la Sicurezza alimentare. La quota rosa? Solo tre donne tra i 18 componenti. Leggi il seguito di questo post »


I marchi delle Marche

Locandina Qualità e filiere delle Marche

E’ ripresa la campagna divulgativa sul marchio di Qualità Qm garantito dalla Regione Marche. Sono riapparsi i manifesti riguardanti anche il latte, la carne e la filiera della pasta.
Sul sito Qualimarche.it si possono trovare le informazioni sulle filiere produttive che hanno già ottenuto il marchio QM.


Appello del v.v.f.

fermenti

Niente da fare, anche stamattina a colazione yogurth fatto in casa e non sono riuscita così a seguire l’appello del v.v.f. 🙂

A proposito di microorganismi e di probiotici, come è possibile quantificare se sono ancora vivi e vitali negli yogurth che acquistiamo? Uno studio del microbiologo J. Hamilton Miller ha dimostrato che solo un terzo dei prodotti in vendita negli USA, conteneva microrganismi vivi in grande quantità. Non ho trovato dati sugli yogurth in vendita in Italia. Per quantificare correttamente il numero di microrganismi vivi è necessario un Laboratorio di Microbiologia. Però esiste un modo semplice e casalingo per verificare se in un prodotto, per esempio uno yogurt, sono presenti ceppi di microrganismi vivi. Si fa bollire un litro di latte intero fresco, poi si mette il vasetto di yogurt nel latte tiepido e si pone il tutto in una yogurtiera. Se nello yogurt sono presenti microrganismi vivi questi si moltiplicheranno nel latte e, nel giro di 24 ore circa, si otterrà sia la prova che i microrganismi erano ancora vivi sia un nuovo yogurt da assaggiare.


Temporary shop

Non sapevo dell’esistenza dei temporary shops.
Se siete dalle parti di Milano, avete ancora due giorni di tempo per visitarne uno dedicato alla Next Food Experience. Sarete accolti da un tunnel sonoro e da pannelli oleografici che informano sull’importanza dell’alimentazione. Vi aspettano postazioni touch screen, test sul vostro benessere, chef che vi prepareranno un menù con i prodotti di cui ho già scritto in parte qualcosa (1,2,3)
Commenti e pareri di addetti ai lavori sull’iniziativa dei temporary shops li trovate su Lafra.it e Papillevagabonde.it


Salumi e scatti nel web

Questo non è un post su un prodotto o un ingrediente in particolare ma sulla comunicazione istituzionale e delle aziende alimentari. Ho deciso di aprire uno spazio sul blog in cui archiviare il materiale divulgativo che ho raccolto e archiviato in questi anni. L’idea di dare uno sguardo alle pubblicazioni divulgative cartacee o ai siti in rete mi è venuta qualche giorno fa quando si parlava di sale e alimenti. Inizio pertanto con qualche link sui salumi e sugli insaccati e quindi mi dirigo su SalumiItaliani.it. Ricordo bene quando arrivò in ufficio una copia della pubblicazione “Carni e salumi tra Nutrizione e cultura:quali novità“? in cui diversi autori dissertavano sugli aspetti nutrizionali. Eravamo nel 2002, poi è arrivato il kit didattico Galassia Salumi pensato per gli insegnanti. Nel kit tra vignette e fumetti, troviamo percorsi didattici e brevi descrizioni degli insaccati.

Salumi italianiGalassia salumi

Prendetevi un po’ di tempo per leggerli. Il materiale pubblicato può contribuire ad accrescere le conoscenze dei consumatori piu’ giovani sui prodotti, ma non sarebbe utile spiegare anche le funzioni di certi ingredienti che troviamo in alcune etichette?.

-Perchè trovo le proteine di soia in alcuni insaccati?
-E la carragenina che trovo in certi marchi che ruolo ha?
-Che funzione hanno il latte in polvere e il destrosio? e i coloranti?
-Gli aromi sono indispensabili?

E le domande non sono finite.
I fondi del Ministero delle Politiche Agricole non potrebbero essere usati meglio per valorizzare i prodotti?


Piacere mela

Metti insieme i principali consorzi e associazioni di produttori di mele, l’Assomela, finanziamenti del Ministero delle Politiche Agricole ecc..e cosa esce fuori? Il sito internet Piacere di mela a cui seguiranno campagne stampa sulle testate nazionali e siti di alimentazione e salute, promozioni nelle mense, nelle palestre e sulle piazze di Milano, Roma e Napoli, con corner, degustazioni, animazioni e distribuzione di materiale informativo.

Cosa c’è da dire sui contenuti?

-Che i dati “Mele e nutrizione” contengono le solite cose ormai sentite. Neanche una tabella e neanche un link a banche dati sulla composizione della frutta.

-Che non esistono solo la Mela Golden, La Pink Lady, la Fuji,la renetta, la Red delicious e poche altre.

Qualche anno fa mi sono interessata di frutta antica nell’ambito di un progetto di valorizzazione di vecchie varietà di mele rosa coltivate nell’appennino marchigiano. E’ stata l’occasione per me di conoscere tipi di mele dimenticate, come le piemontesi Grigia di Torriana, Carla, Runsè, Dominici, Magnana, Calvilla bianca, Buras, Gamba fina. Volete leggere qualcosa in proposito? Ecco un sito sulle mele antiche coltivate al nord. E la Mela Toggia, la Mela Agostina, Mela del castagno, la Broccaia, la limoncella, la mela zitella? qui un sito sulle mele antiche coltivate nell’appennino centrale.


La parodia del mangiare italiano

Dopo il falso Made in Italy in giro per il mondo, da Severgnini-addicted, e non solo perchè è interista come la sottoscritta, vi segnalo il contributo “Smettete di mangiare italiano” apparso sul Corriere della Sera di oggi. Un appello rivolto a tutti gli stranieri che dicono di amare il cibo italiano ma spesso ne incoraggiano solo la parodia. So che passano lettori italiani che vivono all’estero.

Avete esperienze da raccontare?

-Paolo ci racconta:
Clienti tedeschi dell’albergo di mio suocero, sulla riviera ligure, ordinavano il cappuccino a fine pasto o dopo una colazione a base di uova, patatine fritte, salsicce e birra.
Amici miei di Los Angeles, al loro primo viaggio in Italia nel 1988, si sono rifiutati di mangiare in pizzeria perché la pizza era bassa!
A casa loro condivano gli spaghetti (ben scotti) col ketchup….E’ inutile voler insegnare a mangiare ai popoli che non hanno una loro cucina. Noi faremmo cena con una pannocchia bollita condita con la margarina ed un bicchierone di latte pastorizzato?


Metti un blog a cena

Metti un blog a cena

Sono finita su La Domenica del Corriere Adriatico, nell’articolo che Edoardo Danieli ha dedicato ai bloggers e alla voglia di conoscersi davanti ad un caffè, una birra o a cena.

Ecco l’articolo Metti un blog a cena apparso sul quotidiano Corriere Adriatico.Grazie Edoardo!


Foodscapes di Carl Warner

Vi ricordate questa pubblicità? Ieri ho scoperto, grazie a Stefania, che si tratta di una delle creazioni del fotografo australiano Carl Warner. Sembra che abbia iniziato a scopo ludico, per convincere i suoi figli a mangiare piu’ frutta e verdura. Da quello che racconta non pare che ci sia ancora riuscito.
Qui altre immagini di Carl. Vi piacciono?