Bye bye McDonald's

Ricordate la vicenda del panettiere Luca Digesu’ che dopo aver aperto il suo negozio di panetteria ad Altamura ha costretto il locale fast food a chiudere? La storia ha un seguito ed è stato avviato il progetto di una produzione tra documentario e fiction dal titolo: "Bye bye McDonald’s". Il regista che con la collaborazione della Regione Puglia sarà impegnato tra focacce e pizze ripiene "made in Altamura" è Nico Cirasola.
Grazie a Susi Brescia per l’assist!

Fonte: Barilive


La spesa interattiva

  

Cosa ne dite del carrello innovativo della foto? una nuova generazione di carrello equipaggiato di un monitor lcd con tecnologia simile al gps, è frutto dell’azienda Springboard Networks, guardate il filmato, molto esplicativo. Pronti a fare un giro? Via!

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Arriva la Carbon Label


Due notizie sulla Walkers, forse un nome che in Italia ci dice poco. E’ una società inglese, produttrice di snacks salati, quarta divisione commerciale della Pepsi-Cola. La prima notizia è che ha firmato un accordo con i gestori del Wembley Stadium per cui potranno essere venduti solo snack della Walkersfino al 2010.

 

La seconda è che la Walkers è una delle prime aziende britanniche a dotarsi della carbon label e del  carboon footprint, una informazione sulle emissioni di CO2 durante l’intero processo produttivo, dai campi alla lavorazione, fino al trasporto dei pacchetti delle chips. Le informazioni saranno riportate  su tutti i pacchetti di uno dei formati della Walkers.  Il tutto è reso possibile dalla  Carbon trust,una  società governativa che offre a enti pubblici e aziende private la possibilità di ridurre le emissioni di carbonio e  sviluppare tecnologie ‘low carbon’.

Interessante – ho pensato -e mi sono messa a cercare, ed ecco una catena di supermercati inglesi, la Tesco che annuncia che inserirà  la carbon label sui suoi prodotti. Come reagiranno i consumatori di fronte a questa nuova informazione riportata sulla etichetta?

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A Milano, TUTTOFOOD

tuttofood

E’ annunciata come una fiera diversa dalle altre, una panoramica completa sul mercato mondiale dell’alimentare. Si tratta di TUTTOFOOD, World Food Exhibition, in programma dal 5 all’8 Maggio 2007 a Milano. Qui un elenco degli espositori registrati fino ad oggi, non mi pare di aver letto molte aziende straniere. Il programa prevede mostre ed eventi scientifici tra cui l’8° CISETA , un Simposio internazionale sugli oli, Tuttofood Cheese Award  e Cucina Globalizzata, un premio al piatto più ‘globalizzato’ che verrà assegnato da una giuria di cuochi e di giornalisti internazionali.

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Interrogativi

Mi è capitato diverse volte di trovare la stessa notizia che rimbalza da un sito all’altro senza che nessuno cambi una virgola ed eccone un nuovo esempio. Solo che in quest’ultimo caso c’è dell’altro. Leggete questo articolo pubblicato il 10/3/2007 sul sito Newsfood.com, rigurda il "ruolo protetivo della pizza" e ora questo, pubblicato su Newton (settembre 2003). Stesso argomento, le stesse percentuali e identici risultati ma a quasi tre anni di distanza. Come è possibile che la stessa notizia venga riproposta dopo così tanto tempo?

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Come si fabbricano le potato chips

Se vi siete chiesti come si fabbricano le patatine fritte, ecco un video che vi spiega le tappe principali. Però mettetevi comodi, perché dura ben 25 minuti e mostra la produzione della statunitense Martin’s Potato chips

Buona visione!

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Dopo il logo, parliamo dei contenuti di Italia.it

Dopo il logo, è il momento di guardare ai contenuti del portale Italia.it e ci si è già attivati nella segnalazione di imprecisioni e errori grossolani su aspetti legati alla geografia, storia, cultura e enogastronomia. Su questo blog si può contribuire con le segnalazioni, eccone alcune. Prendiamo il Friuli-Venezia Giulia: Fra gli insaccati, che vengono ancora lavorati artigianalmente in molte salumerie, primeggiano i salami, le soppresse, le salsicce e il musèt (cotechino spesso accompagnato con la brovada) e fra i dolci la gubana e gli strucoli delle Valli del Natisone. Strucoli? semmai gli strucchi

In Toscana:cèe alla pisana (anguille neonate mescolate con uova, olio, salvia e parmigiano). E’ un piatto illegale da decenni.

Sempre in Toscana: In pole position, tra i primi, le pappardelle al sugo di lepre, la pappa al pomodoro, il riso nero con le seppie e l’acquacotta (utilizzata in passato come piatto unico dei butteri della Maremma – a base di patate, cicoria, uova, baccalà e pane casereccio. Il baccalà nell’acqua cotta?

E la bistecca alla fiorentina di razza chinina? Semmai chianina. Poi si segnalano i cantucci all’anice di Prato. All’anice?

In Liguria è errata la descrizione della farinata ripiena.

Arriviamo nelle Marche dove si segnalano il ciauscolo e il ciarignolo.Ok per il primo ma il ciarignolo, esiste?.


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Scherzi di Carnevale

animali in maschera

Lo so che non fareste mai una cosa simile ai vostri animali. Ma non ho resistito . 🙂

Fonte: Foodfacts.info  

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Fragole fuori stagione

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D(["mb","http://images.google.it/images?q\u003dtbn:45BFSMRQ6nWL_M:http://www.greenplanet.net/maxdev/upload/rte/fishberry.JPG\n\n

http://www.greenplanet.net/content/view/7434/\n

Di certo è il frutto transgenico che ha piu' colpito quando se ne è parlato. Quello che ha fatto comprendere che sarebbe stato possibile in futuro, trasferire geni non solo da una specie vegetale all'altra ma anche da una specie animale ad altri esseri viventi. Ma a mia conoscenza quella fragola che tanto ha stimolato anche gli attivisti di Greenpace che la scelsero come simbolo delle loro campagne anti-OGM non è mai entrata in produzione.\n

\n

Ma forse non sono informata perché ieri ho letto che circa il 60%

\nhttp://www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id\u003d3047&titolo\u003dOGM:%20TROPPA%20GENTE%20NON%20SA%20COSA%20MANGIA.\n

Provate ad andare al supermercato e chiedete ad una qualsiasi persona che si trova di fronte al reparto frutta e verdura, che le fragole che sta acquistando, nel mese di dicembre, pertanto fuori stagione, esistono e sono così apparentemente belle perché modificate con un gene di un pesce artico, perché possano resistere al freddo. \n

\n

In Italia si trova in commercio, proveniente dagli Stati Uniti, il 60% degli OGM, quali frutta, verdura, tabacco, mais, riso, biscotti, merendine, cioccolata etc. Tutti prodotti che noi quotidianamente consumiamo e per i quali sono stati fatti diversi test circa le conseguenze sulla nostra salute.\n”,1]
);

//–>Di certo la fragola-artica, come è stata anche chiamata, è un possibile frutto transgenico che ha molto colpito l’immaginario collettivo. E’ il prodotto che ha fatto comprendere che sarebbe stato possibile in futuro, trasferire geni non solo da una specie vegetale all’altra ma anche da una specie animale ad altri esseri viventi. Ma a mia conoscenza (1,2) quella fragola che tanto ha stimolato anche gli attivisti di Greenpace che la scelsero come simbolo delle loro campagne anti-OGM,non è mai entrata in produzione. E altrettanto è accaduto al pomodoro in cui è stato inserito il gene dell’anti-freeze protein. E come mai ieri mi sono trovata davanti queste righe? "Provate ad andare al supermercato e chiedete ad una qualsiasi persona che si trova di fronte al reparto frutta e verdura, che le fragole che sta acquistando, nel mese di dicembre, pertanto fuori stagione, esistono e sono così apparentemente belle perché modificate con un gene di un pesce artico, perché possano resistere al freddo". E piu’ avanti si legge che "In Italia si trova in commercio, proveniente dagli Stati Uniti, il 60% degli OGM, quali frutta, verdura, tabacco, mais, riso, biscotti, merendine, cioccolata etc.."

Edit:ieri ho scritto alla CCSnews (ComplicazioneCoseSemplici-news)per avere informazioni sulle fonti dell’articolo, spero che qualcuno mi risponda.

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TRUEFOOD: Ricerca e prodotti tradizionali europei

truefood-logo

Altro progetto da seguire, è TRUEFOOD – Traditional United Europe Food.  E’ la Federalimentare, alla guida del Consorzio “SPES” ad aver vinto il Progetto Integrato che è stato elaborato in collaborazione con la CIAA (Confederazione delle Industrie Agroalimentari dell’UE) e altri soggetti nazionali ed internazionali. Il progetto, della durata di 4 anni, si propone l’obiettivo di aumentare la competitività dell’Industria alimentare europea, che rappresenta il primo settore produttivo in Europa con 810 mrd di fatturato. Ben il 98% del suo tessuto produttivo è costituito da PMI. Per avere informazioni ulteriori e seguirne gli sviluppi ci si può iscrivere alla mailing list. Dimenticavo! il budget totale è di 23.127.205 Euro – dei quali 15.500.000 saranno finanziati dall’UE.

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