Asterix,McDonald’s e le insurrezioni del popolo del web
Pubblicato: 2010/08/20 Archiviato in: La vignetta del giorno, Not Only Food 6 commentiAvrete letto della scelta della McDonald’s di impiegare un’immagine ispirata alle vignette del fumetto Asterix per pubblicizzare la catena francese di fast food in Francia. Niente cinghiale al banchetto per festeggiare il ritorno di Asterix e Obelix dalla loro avventura in giro per il Mondo, ma festeggiamenti al Mcdonald’s.
La notizia è rimbalzata su numerosi siti di quotidiani stranieri on line ed è stata ripresa anche dai quotidiani e siti italiani Corriere della Sera, TV Repubblica, con il classico copia-incolla che ormai conosciamo e senza che qualcuno cerchi di saperne di piu’ sulla vicenda.
Condivido tutto quello che ha scritto Luigi, l’autore del blog House-of-mystery / sulla triste abitudine di molti quotidiani di riportare frasi, note, riflessioni altrui senza citare le fonti.
Luigi, andando indietro nel tempo, ha verificato che non è assolutamente la prima volta che il personaggio Asterix è impiegato dalla McDonalds. Per non parlare dello svarione contenuto nel video dedicato alla vicenda.
Quante altre volte Asterix è stato impiegato come veicolo di pubblicità alimentari?
Una rapida ricerca su Google e realizziamo che l’abbinamento Asterix-fumetti-pubblicità alimentari ha dei precedenti. Guarda cosa ho scoperto, una campagna degli anni ’70: Asterix e ErgoSpalma.
PepsiCo + Scienceblogs = Pepsigate
Pubblicato: 2010/07/24 Archiviato in: Not Only Food 4 commentiPepsiCo significa numerosi prodotti, qualche esempio? Tropicana, FritoLay, Seven Up, Doritos, Gatorade. Ora mescolate PepsiCo, social media, infomercial blog e ScienceBlogs, ed ecco a voi il Pepsigate.
Non sono una esperta di social marketing ma leggo che la PepsiCo ha da insegnare con la sua iniziativa “Pepsi Refresh Project” che ha coinvolto i social media. Ma non raccontiamo solo i successi. Il Pepsigate, come è stata ribattezzata la vicenda in cui è stata coinvolta nelle utime settimane, è stato un fallimento.
I social media italiani non ne hanno parlato affatto ma quello che sta accadendo al network ScienceBlogs merita diverse considerazioni e potrebbe essere preso ad esempio del potere dei social networks e della forza che hanno le persone che ne fanno parte.
Breve riassunto per chi non conoscesse i precedenti della notizia. ScienceBlogs è un network costituito da bloggers ricercatori e scienziati di vari settori. Chi c’è dietro ScienceBlogs? La rivista scientifica Seed Magazine.
ScienceBlogs nato nel 2006 con 14 autori, ha visto crescere il numero dei partecipanti fino a circa 80. Tutti ricercatori e professionisti che amano comunicare le loro ricerche con un vasto numero di lettori. Gli autori sono pagati da Seed e i fondi derivano dalla pubblicità. La popolarità e autorevolezzata del network è cresciuta negli anni al punto che alcuni posts su vari temi trattati nei blogs, alimentazione, salute, neuroscienze, ambiente, astronomia, medicina, erano linkati dal New York Times Science e dal National Geographic site oltre ad essere indexati su Google News.
Agli inizi di luglio 2010, SEED ha annunciato a tutti i bloggers del network che la PepsiCo avrebbe aperto un blog nel network, anche il nome era già pronto: “Food frontiers“, lo stesso del corporate blog già esistente. Ricercatori che lavorano alla PepsiCo avrebbero scritto articoli su temi nutrizionali e salute. Un evidente conflitto d’interessi denunciato da alcuni bloggers tra i piu’ influenti. Se Food Frontiers era già attivo, perchè aprirne uno nuovo su ScienceBlogs?
Da parte di numerosi blogger del network tra cui i piu’ conosciuti come Brian Switek e Rebecca Skloot, non si sono fatte attendere le reazioni negative con post molto critici che hanno fatto emergere il timore che l’ingresso di Food frontiers avrebbe fatto perdere la credibilità dell’intero network. L’elenco dei bloggers che hanno annunciato addirittura la chiusura dei loro spazi su ScienceBlogs si è allungato giorno dopo giorno.
In pochi giorni Seed Media e Scienceblogs hanno visto crollare la loro reputazione con numerose critiche alla scelta editoriale.
Dopo qualche giorno, Adam Bly, Seed’s CEO, ha annunciato la decisione di interrompere il rapporto con la PepsiCo e Food frontiers è stato interrotto. Ecco il testo della mail spedita ai bloggers da Adam Bly:
“We apologize for what some of you viewed as a violation of your immense trust in ScienceBlogs. Although we (and many of you) believe strongly in the need to engage industry in pursuit of science-driven social change, this was clearly not the right way.
How do we empower top scientists working in industry to lead science-minded positive change within their organizations? How can a large and diverse online community made up of scientists and the science-minded public help? How do companies who seek genuine dialogue with this community engage? We’ll open this challenge up to everyone on SB and beyond in the coming days so that we can all find the right solution”.
Una sua lettera in cui cerca di giustificare la sua scelta è stata pubblicata sul Guardian.
Nel leggere vari commenti e post come questo, questo e anche questo, sembra che già in passato l’indipendenza di Seed sia stata messa in discussione.
Resta l’episodio, tutto da analizzare per le sue ricadute sul futuro di ScienceBlogs e sul suo modello di business on line. Ne ha parlato anche Nature News. Se volete seguire la vicenda su Twitter, ecco l’hashtag: #SbFAIL.
Fonte immagine
Non è un sandwich. Non sono lasagne. Ma cos'é? il Lasandwich
Pubblicato: 2010/07/04 Archiviato in: La foto del giorno, Not Only Food 6 commentiSi narra che sia stato un inglese nel 1762, Sir John Montagu, quarto conte di Sandwich, a inventare il sandwich. Sir John era un uomo sempre molto occupato e trascorreva lunghe ore nel suo ufficio. Ed ecco l’idea di un pasto sul luogo di lavoro. I biografi comunque non sono molto concordi su questa paternità. Comunque dopo 238 anni sempre in terra d’Albione, è stato inventato il lasagna sandwich, ribattezzato Lasandwich. In vendita da Tesco dove pare siano davvero orgogliosi della genialata così descritta:
“Between two thick slices of white bread, you’ll find a generous filling of diced beef in a tangy tomato and herb sauce, layered with cooked pasta sheets and finished with a creamy cheddar, ricotta and mayonnaise dressing.”
Aggiungiamo la Lasagna sandwich alla lunga lista di prodotti che portano nomi che suonano italiani (italian sounding), ma che italiani di origine non sono affatto?
Grazie a Paolo per l’assist!
Cercasi abbonati all’Orto di Agrycult
Pubblicato: 2010/07/03 Archiviato in: Filiere, La borsa della spesa, Not Only Food 13 commentiQuesta foto l’ho scattata quattro anni fa. Insomma, sono una abbonata storica dell’orto digitale di Francesco Travaglini, agricoltore e allevatore molisano. Lo seguo da diversi anni e ho appoggiato fin dall’inizio il nuovo progetto di Agrycult.
Si tratta di un progetto imprenditoriale importante per il messaggio forte associato, cercare di mantenere le terre coltivate, quelle che i genitori e i nonni di Francesco hanno coltivato prima di lui. Nonno Verino, tra l’altro continua a farlo..
Continuare a coltivarli -racconta Francesco-è diventato economicamente impossibile: se continua così nessuno in futuro si sognerà di coltivare terre se non per per l’autoconsumo.
E allora salviamo gli orti d’Italia per evitare l’impoverimento mentale (oltre che economico) che i contadini italiani subiscono cedendo alle più diverse (e suadenti) offerte provenienti dalle sirene dell’Industria. Ad esempio le offerte dei produttori di energie rinnovabili che usando il termine Parco per una distesa di pannelli fotovoltaici o una piantagione di pale eoliche, pensano possa bastare per farci credere che in fondo, si tratta di energia pulita e che la loro è una nobile impresa.
Il nostro Parco -continua Francesco – quello vero (non a caso Parco dei Buoi è appunto il nome dell’orto da cui provengono le nostre cassette) vogliamo continuare a chiamarlo tale: un giardino di olivi, orti e pecore al pascolo.
Ed allora L’obiettivo che quest’anno vogliamo raggiungere coltivando il nostro orto è quello di dimostrare che la produzione di energia dal vento o dal sole, due delle nostre ri-sorse, non possono essere l’unica coltivazione possibile, l’unica possibilità, l’unico modo per impiegare queste Terre.
Anche per questo è importante parlarne e abbonarsi all’orto di Parco dei Buoi. Per andare avanti e sostenere il progetto, occorrono nuovi abbonati. Altri 40, per ora ce ne sono 10 quindi attiviamo il passaparola.
Aderite! e ogni settimana, la cassetta di ortaggi arriverà direttamente a casa vostra. Ecco il modulo per aderire.
E se curate un blog, una ghiotta occasione. Ai primi 15 che parleranno del progetto e dell’abbonamento, 15 casse di verdure gratis a casa.
C’è tempo fino al 9 luglio.
Dai, cosa state aspettando? PASSAPAROLA!
Agrycult: the mission is possible!
Happy Meal e grasse letture
Pubblicato: 2010/07/01 Archiviato in: Not Only Food 13 commentiSiamo a Detroit, una delle città USA con il livello più alto di obesità. Cosa sta dicendo Ronald ai bambini? li sta informando della nuova iniziativa nata tra La McDonald’s e la biblioteca locale. L’iniziativa è finalizzata a incoraggiare i bambini delle elementari a leggere di piu’.
Dovranno recarsi quindi in biblioteca con un segnalibro McDonald’s. Dopo 5 visite per scegliere libri da leggere, potranno recarsi al McDonald’s locale e restituire il segnalibro con i relativi contrassegni. Cosa avranno in premio? un Happy Meal o in alternativa il Mighty Kids Meal. Happy meal con o senza giocattoli a sorpresa? la domanda sorge spontanea visto che proprio recentemente un’associazione non profit di consumatori americani ha manifestato l’intenzione di portare in tribunale la multinazionale del fast-food se continuerà a mettere giocattoli a sorpresa nell’Happy Meal (il menù dedicato ai bambini). Sappiamo quanto sia forte il richiamo dei gadget in regalo per piu’ piccoli.
Fonti:
–Basta ai-cibi con giochi a sorpresa: un altro problema per Mcdonalds.
– McDonald’ s library offer prizes for kids who read
La colazione dei campioni
Pubblicato: 2010/06/23 Archiviato in: Food sponsors, Messaggi fuorvianti, Not Only Food 2 commentiContinua la perlustrazione delle aziende che hanno puntato sulla Word cup per promuovere i loro prodotti. Oggi guardiamo le proposte della Kellog’s.
La multinazionale che negli USA per ben due volte è stata costretta a cessare le campagne promozionali dopo intervento della Federal Trade Commission (FTC) per pubblicità fuorvianti riportate sulle confezioni dei Kellog’s Rice Krispies e Frosted Mini-Wheats, per il campionato che si sta svolgendo in Sud Africa ha attivato una promozione che riguarda i giocatori della nazionale inglese che sono stati omaggiati di una fornitura per la colazione durante la missione africana.
Per l’occasione si è pensato addirittura ad una nuova versione dei cereali e a confezioni personalizzate per ognuno dei 23 giocatori che compongono il team.
Qualche esempio: Wayne Rooney è immortalato nelle scatole dei Kai Kai Pops, Frank Lampard sui ‘Lamp Flakes’, Steven Gerrard sui Frosties.
La Kellog’s non è nuova a packaging in cui sono raffigurati come testimonial i giocatori di calcio. Abbiamo un esempio anche a casa nostra. Ve lo ricordate?
Fonti
– Kellogg tightens policies on marketing to children
– Kellogg reveals major shift in marketing practices to kids
–World Cup Football Fever https://trashfood.com/2008/06/la-colazione-dei-campioni.html
– England team will be cereal thrillers in South Africa
Il fatto alimentare
Pubblicato: 2010/06/22 Archiviato in: C' è posta per TRASHFOOD, Io lo leggerei, Not Only Food 7 commentiI lettori che cercano notizie e informazioni su temi legati all’alimentazione nei suoi molteplici aspetti, sicurezza alimentare, prezzi, pubblicità fuorviante, confronti tra prodotti, da qualche giorno hanno una nuova risorsa, si chiama Il fatto alimentare e ci troverete anche me. Ho accettato l’invito di Roberto La Pira a contribuire a questo nuovo progetto editoriale. Al sito contribuiranno vari autori che conoscerete meglio nei prossimi giorni. Lo staff è composto da Roberto La Pira (direttore responsabile), Silvio Garattini direttore istituto Mario Negri, Valeria Torazza (ricerche di mercato), l’avvocato Dario Dongo e la giornalista Mariateresa Truncellito. Il nuovo spazio dedicato al mondo dei consumi, -ha anticipato Roberto -vuole bilanciare il crescente disinteresse dei media verso certe tematiche a favore di argomenti come il benessere e la salute capaci di raccogliere l’interesse degli inserzionisti pubblicitari. Il sito prevede quattro aree. Nella prima si tratta di sicurezza alimentare, prodotti ritirati dal mercato, trattamenti illeciti negli allevamenti, contaminanti chimici, additivi. L’area supermercato proporrà inchieste sui prezzi e analisi di prodotti. Lo spazio dedicato alle etichette esaminerà le diciture scorrette e metterà a confronto le indicazioni sulle confezioni. Un’attenzione particolare sarà rivolta alla nutrizione e alle campagne istituzionali firmate dall’Iss, dall’Inran.
Anche le decisioni dell’Autorità per la sicurezza alimentare di Parma (Efsa) e di altre agenzie come l’Afssa francese e la Fsa inglese verranno riprese e affiancate ai risultati di test comparativi italiani e stranieri. Le norme legislative verranno illustrate e commentate da esperti con un linguaggio comprensibile.
Il sito è in rodaggio, ci sono ancora cose da sistemare, comunque buona lettura!
Fritto Misto
Pubblicato: 2010/05/11 Archiviato in: Filiere, Not Only Food 18 commentiCosa ne pensate della proposta di inserire le olive all’ascolana, un simbolo della gastronomia marchigiana nei menu’ del McDonald’s?
E’ una bufala? per ora è solo un progetto e si è lavorato di immaginazione e di photoshop.
PRIMAVERA SILENZIOSA
Pubblicato: 2010/05/07 Archiviato in: Not Only Food, Te lo do io l'alert 10 commentiAlcuni giorni fa ho ricevuta una mail con un appello firmato da Fabio Taffetani, Docente di Botanica dell’Università Politecnica delle Marche. Ve ne riporto alcune righe, il resto lo trovate qui. La pratica a cui accenna il Prof.Taffetani è diffusa anche altrove, si parla di uso ingiustificato di diserbanti da parte di amministrazioni pubbliche.
UNA PRATICA ASSURDA
Sono profondamente indignato, e così tutte le persone con le quali ho avuto occasione di parlarne, per l’assurdità, l’arroganza e la superficialità dimostrate dalla Provincia di Ancona nel perseguire l’insensato progetto di trattare tutti i bordi stradali con diserbante. Sembra proprio che, 50 anni dopo la pubblicazione di Primavera silenziosa, la maledizione della pazzia autodistruttiva che Rachel Carson presagiva, già all’inizio degli anni sessanta, osservando i primi effetti dell’abuso irrazionale della chimica nelle campagne americane (Silent Spring, 1962), stia giungendo alle sue fasi più preoccupanti anche nella nostra regione, un territorio che dovrebbe avere cultura, tradizioni, prodotti della terra, paesaggio e ambiente tra le risorse più preziose e condivise. Ci sono sempre più agricoltori che utilizzano il diserbo anche al di fuori delle aree coltivate, ma anche semplici cittadini che irrorano le fasce erbose sotto casa con erbicidi per evitare lo sviluppo delle erbe infestanti. La pratica del diserbo nata per il controllo delle commensali in agricoltura,erroneamente considerata come alternativa allo sfalcio, viene ora proposta dall’Amministrazione Provinciale di Ancona, sostenuta dalle industrie chimiche che producono il diserbante più aggressivo e meno selettivo oggi sul mercato (il glyphosate), per il “decoro” delle strade pubbliche e con la scusa di combattere le allergie da polline (in realtà, anziché ridurre le fonti di produzione di polline, se ne determina un aumento significativo con la proliferazione delle graminacee, oltre alla
nebulizzazione nell’aria di principi chimici tossici anche in aree urbanizzate e ad alta intensità di traffico), ben sapendo che, una volta effettuato il primo trattamento, si dovrà continuare anche negli anni successivi per evitare la proliferazione delle erbe più aggressive, libere di espandersi, in seguito alla scomparsa della vegetazione che presidiava il terreno.
Se il nome glyfosate non vi dice nulla, forse non è la prima volta che sentite parlare di Round Up.
Sulla resistenza al glyphosate, tema di attualità degli ultimi giorni, guardate il grafico della situazione negli USA.
Dove sarò domani?
Pubblicato: 2010/04/21 Archiviato in: Not Only Food 3 commentiTorno sempre volentieri a Genova, bellissima città. In questa occasione sarò al Centro Biotecnologie Avanzate, per una lezione inserita nel Master Universitario di II livello in Applicazioni tecnologiche per la gestione della qualità e sicurezza alimentare dei prodotti tipici territoriali e del mare.
Mi aspettano 20 giovani laureati a cui parlerò di “Intercultura alimentare“.
Tra i progetti di cui parlerò ai ragazzi c’è Eurofir , lo conoscevate? si tratta di un progetto di valorizzazione nutrizionale dei prodotti tradizionali europei.
Cosa significa prodotto tradizionale? quale delle definizioni proposte vi sembra piu’ giusta? Conoscete i cinque prodotti e ricette italiane che sono stati caratterizzati da un punto di vista nutrizionale? Castagnaccio, cannoli siciliani, brasato al barolo, baccalà alla vicentina, pizza Margherita.
Ne riparliamo, comunque trovate tutto sul sito Eurofir





















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