Fast food: diamo i numeri
Pubblicato: 2010/04/14 Archiviato in: Not Only Food 10 commentiDa un po’ di tempo ho scoperto alcune educational food&wine infographics e le trovo davvero utili ed efficaci nel trasmettere dati e statistiche sui temi piu’ disparati. Anzi mi sto allenando per produrne alcune. Ieri ho intercettato questa sui fast food. Clikkate per ingrandire l’immagine
Via: OnlineSchools.org
In viaggio con Elena Pugliese e Food Express
Pubblicato: 2010/04/11 Archiviato in: Filiere, Not Only Food 4 commentiIl bello della rete, l’ho detto altre volte. Si conoscono belle persone con cui condividere passioni, interessi e a volte nascono nuovi progetti. E così ho conosciuto Elena Pugliese e il suo Food Express.
Di cosa si tratta? Food Express è’ un racconto che attraverso testimonianze e racconti dal vivo, vi porterà in viaggio in quelle terre da cui arrivano certi prodotti alimentari, facendo emergere di volta in volta il mercato del cibo, i suoi paradossi e le culture che ruotano attorno ad esso.
La prima puntata è stata trasmessa in diretta da EATALY il 10 aprile scorso e si è parlato di mele che arrivano dalla Cina. I prossimi appuntamenti saranno sempre di sabato alle ore 11 su Radio Flash. In tutto saranno 8 documentari tutti da ascoltare, 8 viaggi su altrettanti cibi che arrivano dall’estero per scoprire le filiere, la strada percorsa. Quali luoghi, musiche e tradizioni attraversano prima di arrivare al supermercato sotto casa.
Sono davvero felice di aver contribuito in parte alla traccia di alcuni viaggi in cui vi condurrà Elena con il suo Food Express.
Ecco i prossimi argomenti che verranno affrontati:
17 aprile: Nocciola e Turchia;
24 aprile: Pomodoro dal Marocco;
8 maggio: quando il Basilico arriva dal Vietnam;
15 maggio: Fagioli dal Canada;
22 maggio: Prugne esportate dal Cile;
29 maggio: Uva dal Perù
5 giugno: Back Home
Complimenti a Elena per l’idea e buon viaggio!
Euro Leaf: il nuovo logo europeo per i prodotti dell'agricoltura biologica
Pubblicato: 2010/04/05 Archiviato in: Not Only Food 6 commentiVi piace il nuovo logo europeo che troverete sulle confezioni dei prodotti biologici? Lo ha disegnato Dušan Milenkovic che ha così vinto la competizione indetta a livello comunitario. Negli ultimi due mesi circa 130.000 persone lo hanno votato online. A partire dal 1° luglio 2010 il logo biologico dell’UE sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro. Accanto al logo UE sarà consentito riprodurre altri loghi privati, locali o nazionali.
Volete vedere alcuni degli altri loghi inviati? eccoli su Facebook.
Ripensare il packaging alimentare
Pubblicato: 2010/03/27 Archiviato in: Filiere, Not Only Food 11 commentiRipensare il packaging alimentare, permettergli di comunicare meglio da dove deriva il contenuto. Condivisibile al 100% l’obiettivo, non semplice da realizzare. E guarda cosa ha ideato lo studio di design russo Kian, ha pensato a questo originale e innovativo contenitore per un marchio di latte. Simpatica l’idea, vero? solo che si tratta di un marchio di latte vegetale, di soia per la precisione.
Se si vuole anche trasmettere il messaggio che il latte di soia sia simile sul piano nutrizionale al latte bovino o a quello ottenuto da altri mammiferi direi che non ci siamo. Latte vegetale e latte animale sono prodotti con caratteristiche composizionali completamente diverse.
C’è qualcuno dei lettori che si cimenta nella produzione domestica di latte di soia? Ho letto che c’è chi lo prepara in casa.
La dieta punti da McDonald’s: Weight Watchers approva
Pubblicato: 2010/03/05 Archiviato in: Food sponsors, Not Only Food Lascia un commentoChi è la signora della foto? Jean Nidetch, la casalinga che negli anni Sessanta ha messo a punto la dieta Weight Watchers. Il programma ebbe successo, anche grazie alle riunioni periodiche tra coloro che seguivano la dieta. Nel 1992 Weight Watchers introdusse il programma a distanza grazie al quale anche chi non aveva il tempo di frequentare le riunioni poteva seguire il metodo. Nel 1999 Weight Watchers lancio’ le riunioni individuali e dal 2000 iniziò ad organizzare incontri direttamente sul posto di lavoro.
Chi ha studiato il programma si sarà confrontato con il conteggio dei punti dei vari alimenti che si desidera consumare. I punti Weight Watchers per i prodotti McDonald’s c’erano già. Da diversi anni era stato calcolato il punteggio attribuito ad ogni prodotto servito nel fast food.
Per dire la Coca Cola Small corrisponde a 3 punti.
Un Cinnamon Roll e un Oreo McFlurry corrispondono rispettivamente a 9 punti o 13 punti.
Bastava dare un seguito che probabilmente i protagonisti sapevano avrebbe suscitato molto interesse. In Nuova Zelanda da alcuni giorni tre proposte McDonald’s sono servite con il logo della Weight Watchers. Sono the Filet-O-Fish, Chicken McNuggets e Sweet Chilli Seared Chicken Wrap.
La Weight Watchers International, Inc. è diventata uno dei protagonist della diet industry. Dopo piu’ di 40 anni dalla fondazione, milioni di persone si sono rivolte a lei per iniziare una dieta. Ogni settimana 50.000 meetings Weight Watchers si svolgono in giro per il mondo. Si stima che nel 2008, sono stati spesi circa $4 billions in prodotti e servizi Weight Watchers. Business is business.
Via.
Eat real. Eat local.
Pubblicato: 2010/02/28 Archiviato in: Educazione alimentare, Educazione e informazione alimentare, Filiere, Multimedia, Not Only Food 21 commentiMentre stavo cercando delle animazioni su temi legati alle filiere e all’alimentazione mi sono imbattuta nel video prodotto nell’ambito del progetto Eat real. Eat local. Il contenuto è rivolto ai canadesi ma i temi ci sono comunque familiari: attenzione alle filiere, all’ambiente, alla stagionalità, maggiore consapevolezza negli acquisti. La sorpresa è che il committente è la Hellmann’s Best Food, brand della multinazionale Unilever. L’azienda è leader nella produzione di maionese e salse derivate per il mercato di Stati Uniti e Canada.
Lo chiamiamo un esempio di greenwashing? Con questo termine che deriva delle parole inglesi green (verde) e washing (lavare) ci si riferisce a quelle aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni che organizzano campagne marketing eco-friendly. Il tutto allo scopo di creare un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) e distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità nei confronti di impatti negativi sull’ambiente.
Il video comunque per me è un piccolo capolavoro di animazione.
Fonte: CANADIANS ENCOURAGED TO ‘TWEET’ FOR CHARITY JULY 29TH eatrealeatlocal.ca
Cosa mangeremo nel 2020: il Jelly burger?
Pubblicato: 2010/02/21 Archiviato in: Not Only Food 10 commentiI clienti che vanno abitualmente al fast-food non si aspettano tentacoli frammisti a materiale gelatinoso come farcitura dei loro panini. La scienziata e biologa marina Jennifer Jacquet della University of British Columbia e il digital artist Dave Beck hanno creato questa foto per sensibilizzare opinione pubblica e studiosi sullo sfruttamento eccessivo delle risorse e sulle conseguenze che possono avere i cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini. Con il diminuire del numero dei pesci di maggiori dimensioni e con l’aumento delle temperature dell’oceano, il mare diventa sempre più il luogo ideale per creature galleggianti. E da qui nasce l’idea del jelly burger: panino, pomodori, lattuga e una medusa gelatinosa aggiunta appositamente dal digital artist.
La foto è tra quelle che hanno partecipato alla l”International Science and Engineering Visualization Challenge” guadagnandosi una meritata menzione speciale.
Overfishing has reduced jelly fish predator and climate change has increased ocean temperature
Jellyes thrive in empty and warmer oceans.
Whithout changes in global fishing policies,the sea food of the future is rubbery.
The jelly fish burger is so close to became a reality, we can taste it.
Un progetto triennale per un Mcdonald’s a basso impatto ambientale?
Pubblicato: 2010/01/20 Archiviato in: Filiere, Not Only Food 8 commentiSolo a me sembra una trovata per far parlare di sè l’annuncio della Mcdonald’s di monitorare le emissioni di gas metano delle mucche allevate nel Regno Unito? È stato stimato che i bovini producono il 4% delle emissioni nocive del Regno Unito. Il progetto triennale sarà supportato da un punto di vista scientifico da Eco2Project.
Ovviamente la dieta degli animali può avere un ruolo importante e modula la formazione di gas da parte dei batteri che compongono la flora batterica ospite nel rumine degli animali. Il tema è stato già affrontato in passato.Tra le modificazioni della dieta proposte fino ad oggi ve ne sono alcune curiose, l’uso dei fish oils o di alghe marine.
Altri hanno proposto l’aggiunta di grassi derivati da olio di cocco, semi di lino, semi di girasole, estratti di tannini e saponine, composti già in commercio in polvere e quindi facilmente miscelabili ai mangimi. E perfino l’aggiunta di l’aggiunta di aglio ai mangimi.
Nella foto il dispositivo messo a punto da un gruppo di ricercatori argentini per studiare appunto le emissioni di gas dai ruminanti. Ma veramente c’è chi ha pensato ad una cow ? tax?
Altri posts e commenti utili sul tema:
– stare-a-dieta-fa-bene-al-pianeta
– allevamenti-suv-e-bombe-climatiche.
– Carbon label-carbon-foot-print-insomma-le-emissioni-di-anidride-carbonica-in-etichetta-prendere-esempio-dalla Svezia
Auguri!
Pubblicato: 2009/12/24 Archiviato in: Not Only Food 6 commentiLa mia casella di posta si è riempita in questi giorni di tanti messaggi di auguri di lettori del blog.
Grazie a tutti! Ricambio gli auguri a tutti voi che mi seguite.
Vi lascio in compagnia di Pluto e del suo Christmas tree!
Cartoline eno-gastronomiche da Lucca Comics & Game 2009
Pubblicato: 2009/11/07 Archiviato in: Conservanti, Not Only Food 8 commenti
Lucca Comics & Game ormai da numerosi anni richiama appassionati di fumetti in e la manifestazione è diventata un simbolo della città.
Anche quest’anno, la città mi ha accolto con un bel sole e il bel tempo ha contribuito certamente ad attirare numerosissimi visitatori alla manifestazione. Fumetti,mostre, spettacoli, incontri con gli autori, le decine di migliaia di visitatori recatisi nel centro storico sono una fonte di profitto per bar, albergatori e ristoranti. Ma non tutti sono entusiasti dell’evento, tra questi i cittadini che non approvano lo stravolgimento delle piazze principali occupate dai tendoni dei vari padiglioni, il traffico in tilt,parcheggi selvaggi. Quest’anno Piazza Anfiteatro in cui sono arrivata sabato mattina era stranamente silenziosa, non doveva essere la sede del Red Bull tours e dei concerti come anticipato dal programma ufficiale? Alcune proteste degli abitanti della zona hanno costretto ad annullare le rumorose perfomances.
Quando si arriva a Lucca è impossibile non ricordare le polemiche di qualche mese fa quando fu emanato il Nuovo Regolamento delle Attività Commerciali. Niente Kebab dentro le Mura. Nè involtini primavera o sushi. E infatti insegne di ristoranti cinesi e di Kebab si vedono solo fuori dalle mura. In centro storico, aveva precisato il Comune, niente locali di ristorazione la cui attività svolta sia riconducibile a etnie diverse, e sotto controllo l’apertura di altre tipologie di attività come nuove pizzerie veloci, al taglio, fast food, rivendite di altri articoli da mare. E si era sentenziato: “All’interno delle mura di Lucca si dovrebbe mangiare lucchese, o almeno italiano, per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico- ambientale e di qualificazione del centro della città”.
La disposizione non riguardava invece, le attività già in essere. E infatti ho visto piu’ panini con hamburgher, hot dog, patatine, maionese e senape, che panini con finocchiona o altri insaccati toscani girare tra i vari tavoli dei bar all’ora di pranzo. Mi è accaduto in diverse occasioni e non solo a Piazza San Michele, una delle piazze piu’ frequentate. Ma si sa, la disposizione non riguardava le attività già in essere.
Camerieri non sempre in divisa come prevederebbe il nuovo regolamento. No comment sulle condizioni incivili dei bagni dei bar, e parlo di esercizi in centro.


Gli unici biscotti locali esposti dagli ambulanti erano i brigidini con o senza cioccolato..Il resto si trova in ogni mercato ambulante in ogni parte d’Italia.

Alcune attività commerciali proponevano menu’ in vetrina. Lasagne e carbonara sono piatti tipici toscani?
Su per le stradine fino a Palazzo Tucci per vedere la mostra in onore di Charles Darwin. Infatti a duecento anni dalla nascita e a centocinquanta dalla pubblicazione de L’Origine delle specie mediante selezione naturale, Lucca Comics & Games ha reso omaggio al grande naturalista inglese con una mostra che univa scienza e fumetto, per raccontare l’evoluzione mediante selezione naturale. Cosa ho trovato? il vino Darwine a 10 euro, imbottigliato per l’occasione dall’azienda toscana Fattoria Tucci.

Deve essere che il Regolamento delle Attività Commerciali viene sospeso in quei giorni e succede così che centinaia di giovani si ritrovano seduti sui sagrati e sui luoghi pubblici a mangiare e bere ciò che si è portato nello zaino o è stato fornito dai pubblici esercizi della zona.

Deve essere anche che il regolamento contro prodotti alimentari di etnie diverse non vale per gli sponsor della manifestazione. Altrimenti non si spiega come mai anche quest’anno ci fossero i Noodles Point . L’azienda importatrice da diversi anni è sponsor della manifestazione, a 2 euro il bicchiere di Noodles, l’anno scorso si trovava a 1,50 euro. Dentro Cup Noodles, dopo aver aggiunto acqua bollente, vedrete navigare una pastina che dicono gli appassionati di fumetti manga, sia tra i cibi preferiti di Naruto. Si tratta quindi di una preprazione che simula il ramen,un tipico piatto giapponese. Quest’anno, in onore di Naruto,a Lucca Comics c’era una edizione limitata con gadget incorporato, oltre al gusto pollo disponibili anche gusto orientale e pancetta. Presto nelle fumetterie di tutta Italia. Sulla composizione chimica meglio non indugiare troppo, diciamo che è il classico esempio da citare quando si parla di aromi, ma deve essere così forte la passione per Naruto se si riesce ad accettare e a deglutire la composizione riportata in etichetta. La scritta “senza conservanti” non è corretta. L’E320 aggiunto negli ingredienti dei tagliolini assolve un ruolo antiossidante e quindi fa parte di quel gruppo di additivi alimentari.
Il ramen merita un post a parte, mi farò fare un corso accelerato da mio figlio,appassionato di fumetti giapponesi. 🙂

Se le cifre sono attendibili, si parla di circa 147.000 presenze, credo che i produttori, l’amministrazione comunale di Lucca stiano perdendo una grande occasione per avvicinare i giovani che arrivano da tutta Italia -a prezzi accessibili- ai prodotti del territorio toscano. E aggiungo la regione Toscana con la sua piramide alimentare e i 70 prodotti da promuovere. Un po’ d’impegno per il prossimo anno. Dai, ci potete riuscire!




















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