Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

6 Gennaio 2009

Le brutte sorprese della Befana

Ieri i soliti collegamenti del TG a intervistare i bambini tra le bancarelle in attesa della notte del 6 gennaio. Sembra che quest’anno abbia prevalso il made in Italy. Non ne sono molto convinta. Marta Strinati, giornalista de Il Salvagente, ha fatto una indagine sui contenuti in dolci e caramelle di alcuni tipi di calze confezionate. Ci eravamo sentite mentre stava preparando il suo articolo in cui ha elencato i numerosi coloranti usati nei prodotti destinati a riempire le calze. L’articolo è su Il salvagente in edicola, ecco in sintesi alcuni prodotti che ha esaminato.
Calze Befana

2 Commenti »

3 Gennaio 2009

Rosso carbone

Carbone rosso

E voi? lo preparate il carbone dolce?

5 Commenti »

1 Gennaio 2009

Esposti Codacons e clamorosi copia incolla

Il prodotto della linea Winx Club Party continua a far parlare di sé, quando pensavo che ormai la proposta del boicottaggio fosse destinata a non avere seguito, visto l’annuncio dell’azienda, la storia registra una nuova puntata. Ora anche il Codacons scopre lo spumante per bambini e ciò che contiene. Con un esposto ai Nas e alla procura della Repubblica invita a intervenire “disponendo, se necessario, il sequestro del ‘Winx Club Party’ su tutto il territorio nazionale”. Secondo il Codacons, “dalla lettura degli ingredienti di questo ’spumante per bambini’, apparentemente innocui, non si evince la presenza di sostanze che, in realta’, da vari studi risultano essere potenzialmente pericolose“. Non so quali analisi abbiano fatto concretamente, tutti i composti di cui si parla nel comunicato erano già dichiarati in etichetta.

Ma c’è dell’altro, il comunicato diffuso su Agi Salute presenta clamorosi errori.

L’acido ciclamico diventa acido ciclamino, e l’acesulfame di potassio viene dichiarato sinonimo di aspartame.

Come già accaduto, una notizia di agenzia , rimbalza da un sito all’altro senza che nessuno verifiche errori e orrori nel testo, tra cui Pagine mediche e Wine news.

Nessun Commento »

30 Dicembre 2008

Le sculture di burro

Sculture di burro

Cercando immagini sul burro, ho trovato queste sculture di Jim Victor. Incredibile, vero?

7 Commenti »

Il burro tra tradizione e innovazione

Prima qualche aspetto legislativo: “Dal punto di vista compositivo il burro deve contenere almeno l’82% di materia grassa, non più del 16% di acqua e un massimo del 2% di altri costituenti, definiti genericamente residuo secco magro e comprendenti lattosio, proteine e sali minerali.”

Oggi ho guardato i vari tipo di burro in vendita al supermercato. Marchi diversi, in accordo con la legislazione, dichiarano in etichetta una percentuale di materia grassa tra 82%-83%. In media nel burro classico ci sono: 48g di acidi grassi saturi, 23g di monoinsaturi, 2,75g di polinsaturi e 1,18g di acido linolenico (C18:3). Il prezzo di un panetto di 250g va da circa 1,37 a 1,5 euro.

Nel burro è contenuto anche il colesterolo, circa 250mg su 100g. Ed è la presenza di grassi saturi e di colesterolo che ha contribuito a creare in passato una vera fobia per questo alimento, dimenticando per esempio che tra i grassi ci sono anche vitamine liposolubili. In media la vitamina A è circa 930 ug/100g e la Vitamina E raggiunge i 2,4 mg/100g. I livelli ovviamente sono in relazione alla composizione del latte impiegato.

Molti dimenticano che i livelli di colesterolo presente nel sangue non dipendono solo dall’apporto in colesterolo con la dieta, infatti questa molecola viene sintetizzata nel fegato e ha importanti ruoli fisiologici.

Tornando al burro, da quanto tempo non vedete una pubblicità come quella che ho trovato in una rivista di cucina di quindici anni fa? o come questa?

burro e salute

Al contrario negli ultimi tempi ci vengono proposti dei derivati del burro ottenuti con diversi trattamenti tecnologici. E’ possibile trovare sul mercato diverse tipologie. Vediamone alcuni:

Tipi diversi di Burro

-Burro con un ridotto contenuto di colesterolo come il burro Nuovo Prealpi che ha 57 mg di colesterolo e 55.6 g di grassi saturi, costa 2,83 euro.

-Metà-Metà Prealpi. Che idea! mescolare metà grassi animali e metà grassi vegetali, quindi si ottiene un prodotto con un minore contenuto in colesterolo (120mg di colesterolo) che come è noto è uno sterolo sintetizzato nei tessuti animali. La comunicazione in etichetta però stranamente punta sui livelli di omega 3, come se in altri tipi di burro non ce ne fossero. Su 100g di questo prodotto ci sono 89g di grassi totali, 46,5g di grassi saturi, 7g di polinsaturi e 0,45g di acidi grassi omega 3. Quindi un quantitativo inferiore ad un burro normale. Un panetto costa 1,55 euro.

-Si trova anche un tipo di Burro con un quantitativo inferiore di grasso (-25%). Il Burro alleggerito Granarolo ha i seguenti ingredienti: burro, acqua, sorbato di potassio. Un panetto da 250g costa 2,12 euro.

Conclusione? il prezzo dei vari prodotti è inversamente proporzionale al contenuto in grassi o in colesterolo. Questo si può spiegare con i trattamenti a cui è sottoposto il burro per ridurne i livelli di grassi o colesterolo.

Diverse tecniche sono state usate per rimuovere il colesterolo, tra queste vi è l’impiego di molecole costose chiamate ciclodestrine. Le ciclodestrine sono ampiamente usate dall’industria alimentare, si tratta di strutture cicliche ottenute dall’amido. Le ciclodestrine presentano una struttura cava a tronco di cono e possono ospitare molecole liposolubili proprio come il colesterolo, separandolo dalla materia grassa. Successivamente il complesso colesterolo/ciclodestrina viene allontanato dalla matrice lipidica del burro mediante centrifugazione.

Bibliografia:

-Cholesterol Removal from Homogenized Milk with beta-cyclodextrin. Journal of Dairy Science, v. 82, p. 2327-2330. 1999

-Tabelle di composizione degli alimenti,INRAN (1997)

16 Commenti »

29 Dicembre 2008

Perchè rinunciare al sapore del burro?

Burro

A casa ho diversi giornali di cucina. In questi giorni di vacanze ne ho ripresi in mano diversi alla ricerca di idee. Sul mensile “Sale e pepe” del gennaio 1992, guardate cosa ho trovato: una intera pagina dedicata alla promozione del burro.

“Perchè rinunciare al sapore del burro? ne basta poco” si legge.

Ci sono anche i dati di una “dieta ideale” con i quantitativi suggeriti di burro. Dieta targata Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

4 Commenti »

La quercia OGM e il tartufo clonato

Su Repubblica di ieri ho letto un trafiletto su un progetto francese riguardante una quercia OGM.

Fantasia dei titolisti?

Il progetto riguarda infatti il tartufo, già ai primi di dicembre avevo letto dell’idea di clonare i preziosi tuberi che crescono nella regione del Périgord per studiarne alcuni aspetti e interazioni con l’ambiente.

Nessun Commento »

27 Dicembre 2008

Latte crudo, intolleranza al lattosio e un esperimento da pianificare

lactose intolerance

I fan del latte crudo che difendono il prodotto, affermano che il lattosio contenuto è tollerato anche da chi abitualmente non lo digerisce ed è costretto così ad escludere il latte bovino dalla propria alimentazione.

Mi chiedo: possibile che nessuno dei produttori o loro supporter abbia sentito l’esigenza di dare fondamenta scientifiche che potrebbero supportare le loro affermazioni? Possiamo fare delle ipotesi sui meccanismi molecolari? Insomma, mi sto appassionando all’argomento.

Proviamo a ragionarci sopra. Continua a leggere »

12 Commenti »

25 Dicembre 2008

Buon Natale

Buon Natale a tutti voi, con le note di una delle canzoni che mi piace ascoltare in questi giorni. Happy XMas di Jhon Lennon.

6 Commenti »

Le aziende leggono i blog e commentano

Perché usare un nickname invece di nome e cognome? Comunque apprezzo l’impegno dell’azienda a cambiare ingredienti del prodotto di cui si era parlato qui.

Sul post in cui si rifletteva sugli ingredienti dello spumante destinato ai piu’ piccoli è arrivato questo commento su cui ragionare: Continua a leggere »

11 Commenti »