Cibo spazzatura? tra i Garbage boys and girls di Porto Rico

Cestini della spazzatura con sembianze infantili per sensibilizzare la popolazione contro lo Junk food, un tema di attualità a leggere i titoli delle ultime settimane. Succede a Porto Rico,dove si è registrato un aumento dell’obesità infantile negli ultimi anni.

La proposta è dell’agenzia Ad agency DDB Latina che ha proposto anche un camion della raccolta rifiuti che richiama al tema del cibo-spazzatura.

Con lo slogan “Aliméntalos mejor” (“Feed them better”) l’agenzia ha riscosso un notevole successo all’ultimo festival sulla comunicazione che si è svolto a Panama.

Non si può dire che non colpisca l’attenzione.

Via


ET.chettibus® 24

Un nuovo prodotto da cercare. Come nelle ultime puntate, al vincitore un omaggio offerto da Surbir la bottega di golosità Made in Emilia.

Cioccolato fondente [77%] con cacao min.60,1% (pasta di cacao, zucchero,burro di cacao, emulsionante:lecitina di soia; aromi), farina di grano tipo 0, zucchero, grasso di cocco raffinato,olio di mais, amido di mais, emulsionante:lecitina di soia; destrosio, latte scremato in polvere, tuorlo d’uovo in polvere, sale, farina di soia, caramello naturale,aromi.


La foto del giorno

Cosa c’è dentro e cosa sta succedendo nel contenitore?

up date: si tratta di una fase della lavorazione delle olive da tavola. Olive verdi, anche difettate, vengono sottoposte ad un trattamento ossidante che provoca l’imbrunimento, la presenza del gluconato ferroso nel liquido contribuisce a stabilizzare il colore nero. Ecco perchè il gluconato ferroso lo troviamo indicato nelle confezioni di olive nere inscatolate.


Terraè: Trashfood a Pordenone

Il 18 maggio sarò a Pordenone per la manifestazione Terraè, un programma ricchissimo di eventi e incontri. Trashfood partner dei due incontri con studenti e cittadini per parlare di alimentazione, cibo-spazzatura e salute. Se passate da quelle parti fatevi riconoscere.


Trashfood e Il Salvagente

Ringrazio la gionalista Marta Strinati che ha raccolto un mio commento sul tema degli ingredienti di una gamma di prodotti nuovi: Le creme di caffè.
Ecco l’articolo pubblicato su Il Salvagente della settimana scorsa: Il mistero (poco) dolce delle Creme caffè da bar
Buona lettura!


Stevia: dalla foglia al dolcificante da tavola

Siete anche voi tra i fans della Stevia rebaudiana Bertoni e attendevate da tanto il suo ingresso nel mercato? E magari la acquistate on line? Preferite le foglie essiccate o le piu’ comode compresse o zollette? C’è anche in forma liquida. Ho dato uno sguardo tra gli scaffali e le proposte dei vari siti web. Cambiano le filiere produttive, il contenuto dei vari prodotti e i prezzi. Non mancano le sorprese, i termini STEVIA e NATURALE sono sempre in bella evidenza ma i glicosidi dolcificanti derivati dalle foglie della Stevia rebaudiana Bertoni sono in compagnia di altri edulcoranti, lattosio, fruttosio, eritritolo e perfino il sucralosio..

Cosa ho trovato nel web sulla stevia? La pianta ha una lunga storia e il suo nome è legato a tre scienziati che ne studiarono le proprietà. Il nome deriva dal botanico spagnolo Pedro Jaime Esteve, che nel 16th la studio’ per la prima volta. Alla fine del 20th secolo, il chimico Ovidio Rebaudi fu il primo a pubblicare le analisi chimiche delle foglie e identifico’ gli zuccheri che furono chiamati stevioside e rebaudioside. Fu così che al nome latino della pianta fu aggiunto il termine rebaudiana. Il botanico svizzero Moisés de Santiago Bertoni, di passaggio in Paraguay in quegli anni, divenne ben presto affascinato dal modo con cui le tribù locali usavano le erbe per dolcificare naturalmente le loro bevande. Una pianta in particolare sembrava molto interessante. Bertoni scoprì che gli indigeni utilizzavano la stevia sia come dolcificante sia come medicina naturale. Pubblico’ i suoi dati nel 1899, e accennò al gusto particolarmente dolce che poteva essere derivato dalla pianta di stevia. Ulteriori ricerche furono condotte nei primi anni ’30 da due chimici francesi Briedel e Lavieille che riuscirono a cristallizzare i glicosidi responsabili del sapore dolce. Si scoprì anche che le sostanze presenti erano fino a 300 volte più dolci del saccarosio. Il seguito lo conosciamo. Dopo l’autorizzazione definitiva alla commercializzazione della stevia da parte di Efsa e dell’Unione europea, il mercato della stevia si è ampliato e numerosi prodotti sono stati immessi nel mercato.

Per il mercato italiano, esiste Truvìa dietro il cui nome ci sono il gruppo Eridania e Cargill. Poi c’è Misura Stevia, dolcificante prodotto da Merisant, un gruppo specializzato in dolcificanti da tavola e anche Dietor ha immesso diversi prodotti contenenti glicosidi derivati dalla Stevia.

Vediamo i vari prodotti:

Bustine Misura: agente volumizzante: eritritolo, edulcorante : glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), antiagglomerante (cellulosa in polvere), aromi naturali.

Compresse Misura : lattosio (proviene dal latte), edulcorante: glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), coadiuvante E468, stabilizzanti sali di calcio degli acidi grassi e biossido di silicio, aromi naturali.

Zollette Misura : agente volumizzante : eritritolo, edulcorante : glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), stabilizzante (cellulosa in polvere), aromi naturali.
Precisiamo, l’eritritolo presentato come agente volumizzante, è anche lui un edulcorante, lo troviamo infatti in Essenza di natura

Dietor CuoreNaturale, una confezione 30 bustine (30g) costa 2,50 €
Fruttosio, edulcorante: glicosidi steviolici, aromi naturali

90 compresse di Dietor Cuore Naturale costano 2,75 € e gli ingredienti sono:
Lattosio, edulcorante: glicosidi steviolici, supporto: cellulosa microcristallina, carbossimetilcellulosa sodica reticolata, aromi naturali.

On line troviamo l’azienda Stevialis. Ci fidiamo di una azienda che affida a google translate i suoi testi? Qui 100 bustine costano 11 euro. La composizione è: Reb A 98 12.5%, erythritol (agente di carica naturale http://www.stevialis.it/

50 bustine di Stevia su stevia-italia.com/ costano 5,50 €. Le bustine di Stevia in polvere contengono: miscela di estratto di Stevia pura (98%) e Inulina

Ci sono anche qui le compresse. 150 Costano 4,1: Euro e gli ingredienti sono: Stevia Reb A98 35%, acido tartarico, bicarbonato di sodio

E la Stevia pura? La troviamo: (Rebaudioside A puro al 98%). 15 g di rebaudioside A a
10,90 euro

- 100 compresse da 60 mg costano 4,80 euro sul sito Gli ingredienti sono: eritritolo, steviol glicosidi e magnesio stearato come antiagglomerante.

Altro sito è questo Costa 10,00 € una confezione di Stevia liquida (60 ml) così composta: Acqua filtrata, stevioglycoside biológico (25%) acido malico, sorbato di potassio, glicerina vegetale. Anche qui i testi meriterebbero una bella correzione.

-Sullo stesso sito troviamo le compresse. 250 Costano 12,00 € ed ecco la composizione Steviana REB A (Rebauside A 97%), bicarbonato sódico, acido cítrico, stearato di magnesio.

In rete si trovano molti altri siti che propongono la vendita on line di foglie essiccate e i vari derivati. I prezzi variano e anche la composizione degli ingredienti. Non sempre è mostrata la percentuale dei glucosidi dello steviolo.

Dimenticavo! La stevia abbonda ed è in vendita anche su Ebay, e i prezzi per certi prodotti scendono notevolmente. Ci sono anche i semi, qualcuno ha provato a coltivarla?

Fonti: Nutrimenti


Quali additivi sono ammessi nella produzione degli alimenti biologici?

Martedì 24 aprile sarò a Sirolo nella sede del Parco del Conero. Ho accettato infatti di supportare da un punto di vista scientifico le attività didattiche e divulgative nell’ambito del Corso di Formazione: “Le produzioni del Conero – la qualità che tutela l’ambiente”. Il tema che mi è stato affidato nel modulo formativo sulle produzioni Biologiche è: Alimentazione biologica: quali vantaggi per la salute? Indispensabile documentarsi sulla legislazione attinente. Quali additivi tecnologici e conservanti sono ammessi nei mangimi e prodotti impiegati nell’alimentazione degli animali? Quali antiossidanti? Quali sostanze sono impiegate nella produzione di alimenti biologici trasformati? I solfiti sono ammessi come conservanti? e i nitriti? E gli addensanti carragenina e gomma di guar?

Sapete tutte le risposte? Vi va di informarvi? ecco il REGOLAMENTO (CE) N. 889/2008 DELLA COMMISSIONE del 5 settembre 2008 recante le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli.


E104 (giallo chinolina), E 110 (giallo arancio) e E 124 (rosso cocciniglia). Cosa cambia nelle DGA?

Cosa hanno in comune il Powerade mango green,Powerade limone e il Fitness Drink Carrefour al limone? in tutti è presente il colorante E104 (giallo chinolina). Ma potete trovarlo anche in molti altri prodotti.L’ho anche trovato nelle caramelle balsamiche Valda.

Proprio sul giallo di chinolina sono state pubblicate nuove disposizioni. Infatti il Regolamento (UE) n. 232/2012 della Commissione del 16 marzo 2012 ha modificato l’allegato II del regolamento (CE) n. 1333/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto concerne le condizioni e i livelli di utilizzo del colorante giallo di chinolina (E 104). Drastica riduzione delle Dosi giornaliere ammissibili (DGA). L’Autorità raccomanda di abbassare le DGA del co­lorante E 104 da 10 mg/kg di peso corporeo/giorno a 0,5 mg/kg di peso corporeo/giorno.

Modifiche anche per il colorante FCF/giallo arancio S (E 110). L’Autorità raccomanda di abbas­sare la DGA di detto colorante da 2,5 a 1 mg/kg di peso corporeo/giorno.

Infine il ponceau 4R, rosso cocciniglia A (E 124) di cui abbiamo già parlato in altre occasioni. L’Autorità raccomanda di abbassare le DGA da 4 mg/kg di peso corporeo/giorno a 0,7 mg/kg di
peso corporeo/giorno.

Dei coloranti E 104, E 110, E 124 ho parlato piu’ che abbondantemente, infatti sono tra quelli la cui presenza nei prodotti deve essere associata alla frase “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”. I prodotti comunque etichettati prima di questa data potranno essere commercializzati fino alla scadenza.

Altri post sul tema dei coloranti E 104, E 110, E 124.

-La chimica del punch

-I coloranti nelle uova di capelin:Il succedaneo del caviale rosso

- Surrogato crema e coloranti

- Biscotti e coloranti azoici

-Cedrata, spumotto e chinotto a km zero

-Rosso tonno


Capitan Kuk. Un nuovo educational Rai – Ministero della Salute

Mi sono perduta le puntate del nuovo educational nato dalla collaborazione tra Rai e Ministero della Salute. Ci eravamo lasciati con Mr.Fruitness, testimonial della campagna promozionale per promuovere il consumo di frutta nei giovani consumatori europei. Anche le puntate del nuovo cartoon hanno l’obiettivo di promuovere il consumo di frutta nei piu’piccoli.
Vi presento Capitan Kuk e le sue avventure nel mondo di Health,e i suoi piani per combattere Golosix, paladino della scorretta alimentazione
Ecco il trailer.Avete già visto qualche puntata di Capitan KUK – l’eroe della frutta e della verdura? come lo avete trovato?

Fonti:

- Capitan Kuk: dal Ministero della Salute l’eroe della frutta e della verdura contro Golosix
-Ministero della Salute


Io leggo l’etichetta

Gastrophotoreporter che si moltiplicano?. Da un’idea di Raffaele Brogna, è nato Io leggo l’etichetta, e gli obiettivi non sono riflettere principalmente sulla composizione, ingredienti e additivi dei prodotti, ma confrontare prodotti private label con quelli di marchi piu’ noti. In particolare l’attenzione è puntata sull’indirizzo dello stabilimento di produzione di un determinato prodotto. Ecco un esempio a proposito di wurstel

Secondo l’ideatore del sito leggendo con attenzione le etichette si potrebbe risparmiare sulle spese alimentari infatti i prodotti private label sono fabbricati a volte nello stesso stabilimento di aziende piu’ conosciute ma sono in vendita a prezzi inferiori. Leggendo le etichette già archiviate, scopriamo che i prodotti non sono identici. Anche se l’etichetta coincidesse i due prodotti potrebbero differire anche in termini di materia prima utilizzata. Forse questo potrebbe spiegare anche le differenze dei prezzi? Io leggo l’etichetta è anche su Twitter e su facebook ha già migliaia di fans. Non manca il forum in cui segnalare nuove scoperte.

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