Trashfood

Randomestrale di Incultura Alimentare

Archivio della Categoria 'Aromi'

2 settembre 2010

Tutti i coloranti della Cedrata. Fuori la tartrazina, arriva l’estratto di cartamo

cedrate a confronto

Cedrata, bevanda analcolica e dissetante a base di sciroppo di cedro. Questo leggo sul dizionario.

Ma cosa si trova tra gli scaffali? buona occasione per rivedere l’uso dei coloranti alimentari che sono impiegati per arrivare al colore giallo -spesso- ahimè, senza che il frutto del cedro sia stato usato. L’elenco dei prodotti non è completo, di certo ci sono tanti altri marchi ma possiamo concludere che i coloranti azoici sono i prevalenti (E102, E131, E132). Ma qualcosa sta cambiando. Infatti come detto in precedenza a partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i coloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovranno recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come riportato nell’allegato V del regolamento europeo 1333/2008. Gli alimenti presenti nel mercato o etichettati prima di questa data possono essere commercializzati fino alla data di scadenza.

Seguitemi!

Come si ottiene il colore giallo fluorescente della cedrata Baja? Niente cedro ma: acqua, zucchero, Acidicante: Acido citrico, Aromi, Anidride carbonica, conservante:sodio benzoato, coloranti: E102, E132

Stessa azienda produttrice della Baja ma etichetta diversa, la Cedrata Drink non cambiano gli ingredienti: Acqua, zucchero, Acidicante: Acido citrico, Aromi, Anidride carbonica, conservante:sodio benzoato, coloranti: E102, E132

Trovate su Google:

la Cedrata Bracca: Acqua, zucchero, anidride carbonica, acidificante acido citrico, aromi, conservante sorbato di potassio, colorante E 102.

Cedrata Villa Cedraia Acqua, Zucchero, Anidride Carbonica. Acidificante:Acido Citrico, Aromi Naturali,Conservante:Sodio Benzoato, Coloranti: E102, E131

E ora alcuni esempi di prodotti in cui tra gli ingredienti ci sono novità negli ingredienti:

Cedrata Spumador: Acqua, zucchero, anidride carbonica,acidificanti: acido citrico, estratto di cartamo, aromi naturali,antiossidanti:acido ascorbico

La Cedrata Bio Acqua minerale 84,91%, zucchero grezzo di canna 14%, anidride carbonica di origine naturale 0,6%, acidificante: acido citrico, estratto naturale di cedro 0,1%, estratto naturale di cartamo.

Notato il cambiamento? è comparso l’estratto di cartamo, di cui ho scritto ieri.

E per chiudere la cedrata Tassoni, la piu’ conosciuta senz’altro. La Tassoni ha cambiato di recente gli ingredienti. Nonostante sia un cambiamento importante, nessuna nota sul sito della storica azienda.

etichette soda Tassoni a confronto

Se in passato comparivano: acqua, zucchero, anidride carbonica, acidificante: acido citrico, alcolato di cedro, aromi naturali, colorante tartrazina.

Ora abbiamo questi: acqua, zucchero, anidride carbonica, acidificante:acido citrico, alcolato di cedro, aromi naturali.

Nessun colorante? Del cambiamento ha parlato qualche settimana fa il Giornale di Brescia. Dopo aver illustrato il successo della bibita prodotta a Salò, l’articolo commenta la scomparsa della tartrazina con queste righe su cui mi astengo dal commentare:

“….. qualche cambiamento lo si è fatto, ma nessuno sembra essersene accorto. Tanto per cominciare la Tassoni da quest’estate è più sana. È stata infatti sostituita la tartrazina, storico colorante chimico, con un aroma naturale: il cartamo. A febbraio si è fatto qualche test, nessuno ha detto nulla. E quindi lo si è adottato su vasta scala.

Chiederò delucidazioni all’azienda. L’estratto di cartamo può essere omesso dall’etichetta? e indicata come “aromi naturali”?

Altri post sul tema:

-Cedrata, spuma e chinotto a km zero.

-Estratto di cartamo

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Scopri la differenza

Come promesso, sto facendo una ricognizione dei coloranti impiegati nelle cedrate e altre bibite analcoliche.

Etichette vecchie e nuove della Soda Tassoni a confronto.

La risposta sul prossimo post.

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6 agosto 2010

Cedrata, spuma e chinotto a km zero

Hanno una etichetta vintage con pin up ammiccanti. Tema che negli ultimi anni è stato riproposto anche da varie altre aziende produttrici di bibite analcoliche come chinotto, cedrata.

Quando si parla di spesa e di prodotti alimentari a Km zero, a quanti Km facciamo riferimento? Diciamo che queste bibite che ho trovato in un bar a Fermo le potremmo considerare locali, :) infatti si fabbricano nelle Marche.

Cosa contengono?

Cominciamo dalla Spuma nera Acqua, zucchero, aromi, anidride carbonica. Acidificante: Acido citrico, conservante: sodio benzoato, colorante:Caramello E 150d

Cambiando l’ordine degli ingredienti abbiamo il Chinotto: Acqua, zucchero, caramello 150d, aromi, anidride carbonica. Acidificante: acido citrico, conservante: sodio benzoato.

Coloranti e aromi anche nell’Aranciata Acqua, zucchero, succo d’arancia 12%, acidificante: Acido citrico, aromi, anidride carbonica, conservante: sodio benzoato, colorante: E110

Come si ottiene il colore giallo fluorescente della cedrata? Cedro? macchè. Acqua, zucchero, Acidicante: Acido citrico, Aromi, Anidride carbonica, conservante:sodio benzoato, coloranti: E102, E132

Leggo nel sito aziendale che le bibite “sono prodotte ancora con gli stessi metodi e le stesse ricette degli anni ‘50″.

Sarà invece utile modificare la formula perchè la legislazione su alcuni dei coloranti inclusi tra gli ingredienti è cambiata. Tutto è iniziato nel 2007 dopo la pubblicazione di uno studio inglese, nel quale si sosteneva l’esistenza di un nesso tra i coloranti artificiali e l’iperattività dei bambini. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha in seguito avviato una nuova valutazione scientifica di tutti i coloranti artificiali. Per i coloranti artificiali giallo chinolina (E104), giallo arancio S (E110) e rosso cocciniglia A (E124) l’Efsa ha deciso la riduzione della dose giornaliera accettabile (DGA). Nessuna variazioni per la tartrazina (E102), l’azorubina/carmoisina (E122) e il riosso allura AC (E129). L’autorità però ha ricordato che se i bambini bevono in gran quantità bevande zuccherate contenenti E 122 ed E 129 potrebbero superare la dose giornaliera accettabile. Per la tartrazina (E102) il panel ha evidenziato la possibilità di intolleranze o reazioni cutanee “in una piccola parte della popolazione”.

A partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i coloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovranno recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come riportato nell’allegato V del regolamento europeo 1333/2008. Gli alimenti presenti nel mercato o etichettati prima di questa data possono essere commercializzati fino alla data di scadenza.

Sono esclusi dall’obbligo gli alimenti in cui il colorante è stato utilizzato per la marcatura a fini sanitari o di altro tipo su prodotti a base di carne o per la stampigliatura o la colorazione decorativa dei gusci d’uovo.

Per riepilogare, i coloranti oggetto di questa normativa sono:
E 102: tartrazina
E 110: giallo tramonto FCF, giallo arancio S
E 104: giallo di chinolina
E 122: azorubina, carmoisina
E 129: rosso allura AC
E 124: Ponceau 4R, rosso cocciniglia A

Se avvistate una bibita o un prodotto con la dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini me lo fate sapere? anche se credo che si passerà ad usare altri coloranti, come sta già accadendo.

Cosa ho già scritto sui coloranti presenti nelle bibite? ecco i posts precedenti su prodotti contenenti Tartrazina, caramello e rosso allura.

Links

EFSA: faq foodcolours

EFSA e coloranti azoici

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7 luglio 2010

Junk food marketing: multigrain P r i n g l e s

Leggi delle Multigrain Pringles e pensi subito alla deriva salutista dell’azienda.

Gusti Truly Original Nutrition, Creamy Ranch Nutrition e Cheesy Cheddar Nutrition.

Poi leggi gli ingredienti e scopri che le Multigrain sono solo un ottimo esempio di Junk food marketing

Truly Original Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH, SUGAR, AND TRIGLYCEROL MONO-OLEATE. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, DRIED BLACK BEANS, SALT, AND CITRIC ACID. CONTAINS WHEAT INGREDIENTS.

Creamy Ranch Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH, SUGAR AND TRIGLYCEROL MONO-OLEATE. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, SALT, DRIED BLACK BEANS, WHEY, BUTTERMILK, MONOSODIUM GLUTAMATE, GARLIC POWDER, COCONUT OIL, NATURAL AND ARTIFICIAL FLAVORS, ONION POWDER, DEXTROSE, SOUR CREAM (CREAM, NONFAT MILK, CULTURES), CULTURED NONFAT MILK, CITRIC ACID, SPICES, CREAM (NONFAT MILK, CREAM, LACTIC ACID, CULTURE), MALIC ACID, LACTIC ACID, APPLE CIDER VINEGAR, NONFAT MILK, VINEGAR, DISODIUM INOSINATE, DISODIUM GUANYLATE, SODIUM CASEINATE, MODIFIED FOOD STARCH, AND SOY PROTEIN. CONTAINS WHEAT, MILK, AND SOYBEAN INGREDIENTS.

Cheesy Cheddar Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH AND SUGAR. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, SALT, BLACK BEANS, WHEY, CHEDDAR CHEESE (PASTEURIZED MILK, CHEESE CULTURES, SALT, ENZYMES), MONOSODIUM GLUTAMATE, COCONUT OIL, BUTTERMILK POWDER, ONION POWDER, CITRIC ACID, LACTIC ACID, NATURAL FLAVORS, AUTOLYZED YEAST EXTRACT, GARLIC POWDER, YELLOW 6 LAKE, YELLOW 5 LAKE, SODIUM CASEINATE, DISODIUM INOSINATE, DISODIUM GUANYLATE, YELLOW 5 AND YELLOW 6. CONTAINS WHEAT, MILK, AND SOY INGREDIENTS.

Le recensioni di chi le ha già provate non sono entusiasmanti

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13 giugno 2010

A World Cup of Flavoured chips

Come in passato, sguardo rivolto agli sponsor che affiancano la Word Cup e alle aziende che hanno immesso nuovi prodotti sul mercato in occasione del grande evento sportivo e mediatico. Rinnovata e non c’è da stupirsi la collaborazione con i main sponsor storici Coca Cola, Birra Budweiser e McDonald’s. A questo proposito la World Cancer Research Fund, ha criticato l’alleanza consolidata perchè ci si auspicherebbe un cambiamento dai comitati organizzatori. La Fifa non ha commentato, lo sappiamo: business is business.

A proposito di nuovi packaging in occasione del campionato del mondo, un caso è la Walkers che ogni tanto fa parlare di sè. Stavolta si è inventata la Walkers Flavour Cup Champion ribattezzata come ” the world’s first-ever “crisp tournament”.

Vincerà l’Italia o l’Inghilterra? Il Brasile o l’Argentina? ma non si parla di squadre bensì del contest messo in piedi dall’azienda e finalizzato a far conoscere i flavour che meglio secondo lei sono rapprensentativi di alcune delle nazioni partecipanti alla competizione.

Edizione limitata come si vuole in questi casi: “English Roast Beef and Yorkshire Pudding”, “Brazilian Salsa”, “American Cheeseburger”, “French Garlic Baguette” e “South African Sweet Chutney”.

Per la Spagna? “Spanish chicken paella”

Seguono: Irish stew, Australian BBQ kangaroo, Argentinian flame-grilled steak

Per la Germania il “German bratwurst sausage” poi “Dutch edam” e “Welsh rarebit

15 nuovi flavours per i snacks-fans.

E cosa hanno scelto per rappresentare l’Italia? “Italian spaghetti bolognese”. :)

Cosa ci fa lo chef e gastronomo-molecolare Heston Blumethal in questo post? è già da un po’ che lo chef collabora con l’azienda.
http://www.walkers.co.uk/f

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25 maggio 2010

Dalla lignina alla vanillina

Quante volte l’abbiamo usata per fare dolci? vi siete mai chiesti come viene prodotta la vanillina? Sapevate che circa la metà della produzione su larga scala avviene in Cina? e che in Europa viene prodotta in Norvegia? Sul sito della azienda norvegese Borregaard’s Aroma Chemicals, le news sono piuttosto datate e non c’è nessun riferimento al recente rapporto RASFF che segnala il ritiro di un lotto di di vanillina in cui sono stati riscontrate tracce di toluene, un solvente impiegato durante la lavorazione.
E così la vanillina prodotta dalla Borregaard’s Aroma Chemicals ci fornisce una nuova occasione per riflettere sulle filiere produttive e sull’uso dei solventi organici impiegati. La produzione della vanillina è solo uno dei numerosi esempi di processi produttivi che ha subito cambiamenti negli ultimi decenni in relazione alle ripercussioni ambientali ed economiche.

Se pensiamo agli estratti di vaniglia e ai baccelli della Vanilla planifolia , il richiamo va a foreste subtropicali del Messico e di parti del Centro America dove l’orchidacea è originaria. Sappiamo infatti che il 98% dell’estratto di vaniglia contiene vanillina, isolata per la prima volta dai baccelli da Nicholas-Theodore Gobley nel 1858.

Ma sappiamo anche che la vaniglia estratta dai baccelli è fino a 200 volte più costosa rispetto alla vanillina derivata da altre materie prime. Si stima così che circa il 97% dell’aroma vaniglia usato nell’industria alimentare non sia ottenuto dai baccelli della Vanilla planifolia ma per altre vie.

Vediamole insieme:

-Per quanto riguarda la sintesi industriale su larga scala un metodo parte dall’ eugenolo, sostanza presente nei chiodi di garofano, noce moscata e cannella. Questa produzione iniziò a partire dal 1874–75, venti anni dopo la scoperta del metodo per estrarre la vanillina dai baccelli.

-Altro precursore è il guaiacolo, sostanza ottenuta dalla distillazione frazionata del catrame di faggio o di pino.

-A partire dal 1920, si scoprì che la lignina poteva essere usata come fonte da cui ricavare la vanillina; la lignina è un polimero vegetale che svolge un ruolo strutturale nei fusti e nelle pareti cellulari delle piante. La lignina rappresenta circa il 5% del contenuto delle acque reflue dalle cartiere. Se sottoposta a vari trattamenti e a temperature relativamente basse, dalla lignina si formano diverse molecole a basso peso molecolare tra cui la vanillina. Gli enologi sanno che il vino conservato in botti di rovere acquista aromi particolari tra cui proprio quello della vanillina.

-E’ stato messo a punto anche un processo che permette di ricavare la vanillina dalla fermentazione a partire dall’ acido ferulico. Il processo richiede quattro tappe: (1) Isolamento dell’acido ferulico da materie prime come la crusca di riso (i.e. rice bran), (2) Fermentazione attuata da microorganismi biotech che convertono l’acido ferulico in vanillina, (3) Microfiltrazione per rimuovere i microorganismi, (4) Estrazione della vanillina dal liquido di fermentazione e (5) purificazione finale della vanillina.

Tornando al lotto di vanillina per dolci che è stata ritirata. Il portavoce della Borregaard’s Aroma Chemicals si è affrettato ad affermare che l’uso dei solventi nell’industria alimentare è permesso e che ci sono direttive comunitarie ben precise che bisogna rispettare. Giusto. Ma ci dovrebbe anche spiegare se si è compreso quale errore è stato fatto. Qualcosa non deve essere andato secondo i protocolli, evidentemente il toluene non è stato rimosso completamente alla fine della lavorazione e tracce del solvente sono finite nella vanillina spedita oltre che in Italia in diversi altri stati europei.

Fonti:

- Rapid alert system for food and feed, RASfF notification lists

-European Countries Find Toluene Solvent in VanillinVia

- Vanillin production using metabolically engineered Escherichia coli under non-growing conditions In: microbialcellfactories.com/

-Biotechnological production of vanillin

- Tunable solvents for fine chemicals from the biorefinery Green Chem, 2007

- Rhodia shares its experience in vanillin manufacture in China
- Etichette fuorvianti: il gelato Motta

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16 maggio 2010

Come si dice Junk food in cinese?-2

Della passione di mio figlio per la cucina orientale avevo già parlato e così ho imparato cosa significa ramen e cosa sono gli instant noodles che hanno conquistato milioni di palati in tutto il mondo grazie a Momofuku Ando. Se riflettiamo sulle abitudini alimentari che si sono diffuse a livello internazionale, ci sono diversi cibi, tra piatti e bevande, che unificano il mondo e possono essere consumati in qualsiasi luogo. Il panino con l’hamburger, la pasta, il sushi, il cous cous,la Coca Cola, il chili con la carne, la pizza, il caffè e gli instant noodles. Per alcuni di questi prodotti tuttavia come sappiamo, possono esistere differenze sensibili da paese a paese sia per le materie prime usate che per le tecniche impiegate, diventando in certi casi bizzarre forme di sincretismo alimentare.

Quando la sottoscritta non c’è ecco le incursioni di figlio e amici nel negozio multietnico per cercare alcune confezioni di “Kailo instant noodle (Chicken Flavour)” come queste. Sembra che siano molto gradite.

Cosa c’è dentro? Farina, olio di palma, fecola, sale, aglio in polvere, aromi in polvere, zucchero, sale, funghi Lentinos Eddodes, salsa di soia, caramello, aroma di pollo, spezie, glutammato monosodico,maltodestrina,diossido di silicone CEE N° 551, estratto di lievito.
Salsa in bustine. Olio di palma,spezie,aroma di pollo,verdure disidratate,funghi Lentinos Eddodes,carota, cipollotti.

il richiamo del cibo orientale

Ho appena trovato come si produce l’aroma pollo…stay tuned. :)

via

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19 aprile 2010

Imitation cheese: It looks like cheese, smells like cheese, but it is not

imitation cheese

E il momento di riparlare degli imitation cheese” a cui avevo accennato un po’ di tempo fa in un post che aveva suscitato interessanti commenti tra i lettori. E’ un fenomeno di cui non si conoscono le proporzioni ma probabilmente è aumentato negli ultimi anni. Si è stimato che circa 20.000 tonnellate di “imitation cheese” o cheese analogue vengano consumati ogni anno nei vari paesi dell’Unione Europea. Rappresenterebbe meno dell’1% dei consumi ma è pur sempre un fenomeno da non sottovalutare.

Perchè se ne riparla? perchè ho letto in un comunicato che il Parlamento europeo sembrerebbe intenzionato, nell’ambito del progetto di regolamento teso a modernizzare l’etichettatura degli alimenti, ad approvare un articolo che autorizza i «formaggi di imitazione,» prodotti nei quali la crema del latte è sostituita da diversi ingredienti. Se finiscono tra gli scaffali abbiamo l’etichettatura che ci può guidare ma cosa accade se pizzerie o ristoratori ne fanno un uso in cucina? In Germania per esempio Petra Zachari, rappresentante di una associazione di consumatori ha dimostrato in una indagine che alcuni campioni di formaggi serviti in alcuni ristoranti tedeschi erano degli esempi di imitation cheese

Un rapido tour su Google e scopro che ne esistono già diversi di cheese analogue in vendita negli USA e in altri stati. Gli imitation cheese vengono studiati da team di tecnologi e produttori alla ricerca del blend che riproducano il piu’ possibile le caratteristiche organolettiche dei formaggi autentici. Cosa contengono? tra gli ingredienti amidi modificati, grassi vegetali vari tra cui anche olio di palma, caseina, sottoprodotti di lavorazione del latte, fibre alimentari.

It seemes cheese but it is not!

Ecco qualche esempio pescato in rete:

Ma il prodotto che mi ha decisamente sorpreso in negativo è questa “imitation mozzarella” che è usata come ingrediente di una pizza surgelata in vendita in un sito di e-commerce. Complimenti a chi l’ha pensata!

adesso quando mi chiederanno un esempio di Junk food, saprò cosa citare.

Ecco gli ingredienti della Imitation Mozzarella Cheese: (Water, Partially Hydrogenated Soybean Oil With Citric Acid, Casein, Modified Food Starch, Dehydrated Mozzarella Cheese [Cheese {Milk, Culture, Rennet, Salt}, Milk Solids, Disodium Phosphate], Milk Protein Concentrate, Contains 2% Or Less of: Sodium Aluminum Phosphate, Salt, Lactic Acid, Disodium Phosphate,

Ehi, non è finita c’è anche l’Artificial Mozzarella Flavor [Modified Corn Starch, Corn Maltodextrin, Lipolyzed Butterfat, Artificial Flavors, Flavors],

volete dare uno sguardo al resto? senza parole.

Fonti:

-Assolatte_attacca_il_Parlamento_europeo:_Vuole_autorizzare_i_formaggi_di_imitazione

- -German Imitation Cheese

- Fake cheese alarm

Fonte immagine 1, 2

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7 aprile 2010

De Kit Kat gustibus non est disputandum

Stamattina passando davanti ad un distribuore automatico dislocato nella scuola di mia figlia ho notato i Kit kat tra gli snacks in vendita. Ho ripensato alla protesta di cui ho scritto qualche giorno fa. Sapete quanti sono i gusti in vendita? piu’ di un centinaio.
Per esempio, pensate che sia frutto di photoshop l’immagine? vi sbagliate, esiste veramente il gusto grilled corn, del Kit Kat. Uno dei trend alimentari seguiti dalle principali aziende negli ultimi anni è declinare prodotti ai gusti e sapori locali. La Nestlè per dire ha proposto recentemente addirittura 19 nuovi gusti in Giappone dove lo snack è decisamente un prodotto di successo tra i giovani. Il motivo? sembra che sia dovuto proprio al nome perchè è molto simile alla frase “kitto Katsu“, che è un saluto bene augurante.
I nuovi prodotti in edizione limitata saranno in vendita in regioni diverse dello stato. I gusti sono davvero strani e bizzarri come “salsa di soia“, “caramello”, “patata dolce,“patata al burro”, “Roasted Green Tea”,”Aceto di mele”, “Uva moscato,” “castagna“. C’è anche il gusto “Ramune soda“, ho imparato che Ramune è il nome di una bevanda analcolica frizzante diffuse in Giappone. Non manca il gusto “miso“, il condimento derivato dai semi di soia.
De gustibus..

Si trovano delle recensioni ma in nessuno dei blogs che ho visitato, sono inseriti gli ingredienti che restano quindi misteriosi. Commenti e critiche ai vari gusti su Breaktown.com Pockywatch, The impulsive buy e su Japanese snack reviews.

Jenkens kit kat blog poi è dedicato esclusivamente a recensioni dei kit kat.

Fonte

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25 marzo 2010

ET.chettibus®-17

Ricordate il colorante biossido di titanio? Pensavo che fosse praticamente assente dai prodotti alimentari in vendita. Ieri la sorpresa, ho trovato questo:

Ingredienti: farina di frumento, oli e grassi vegetali, lievito naturale, zucchero,sciroppo di glucosio-fruttosio, uova fresche, panna 2%, farina di cereali (avena,riso, orzo,segale,farro (2%),emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi-lecitina di girasole, latte scremato in polvere (1%), sale, alcool,estratto di malto,aromi,cacao magro in polvere, addensanti:pectina-alginato di sodio, conservante:sorbato di potassio,colorante:biossido di titanio,destrosio, pasta di mandorle e nocciole.Può contenere tracce di soia.

Non cercate su Google!

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