L'ora del thé verde

Prodotti a base di tè verde

Per ora la foto. Post in lavorazione, come il thé verde è declinato dalle varie aziende.


Frutta gratis nelle scuole europee? lo propone Mariann Fischer Boel

Novità dalla Commissione europea impegnata nella informazione alimentare e nella prevenzione dell’obesità nei paesi dell’unione. E’ Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’agricoltura e sviluppo rurale che annuncia la proposta dal suo blog. Tutto da seguire il progetto che prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro l’anno per l’acquisto e la distribuzione gratuita di frutta e verdura fresca nelle scuole europee. Il contributo Ue si limiterà al 50% dei costi, ma potrà salire fino al 75% in alcune aree che dispongono di minori risorse economiche.

Nel documento “Reform of the common market organisation for fruit and vegetables” si parla anche di supporti economici alla distribuzione gratuita di prodotti orto-frutticoli anche in altre istituzioni come gli ospedali.

Questo è Opuscolo divulgativo in cui sono spiegati gli obiettivi prefissati e troviamo anche traccia dei progetti già avviati grazie a finanziamenti precedenti della UE. Vi ricordate Mr.Fruitness? Annunciato anche un nuovo programma europeo di distribuzione gratuita di latte e prodotti caseari nelle scuole elementari e medie.

Come verrà accolta la proposta dal Consiglio dei ministri delle Politiche Agricole dei vari stati? Seguiremo gli sviluppi nei prossimi mesi.

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Un week-end tra BookCamp e Foodcamp

Fine settimana ricco di appuntamenti e incontri interessanti organizzati anche da amici e blogger della Simplicissimus Blog Farm. Tra qualche ora a Rimini inizierà il primo BookCamp. Via Twitter o via Mogulus si potranno seguire i lavori.

Domenica invece si terrà il FoodCamp bis, all’Agriturismo Trevisani a Soprazzocco di Gavardo, in provincia di Brescia. L’evento sarà in concomitanza con un raduno di produttori aderenti ai Sovversivi del Gusto.

Passaparola!


La doppia vita dei formaggi fusi

Che fine fanno formaggi scaduti, sottilette, formaggini, mozzarelle, ritirati dai supermercati? possono essere rilavorati per farne uso zootecnico? leggiamo questo sulle agenzie, e non solo, possono essere usati per produrre formaggi fusi (!?).

Chi di noi non ha mai mangiato da bambino la pastina arricchita con i formaggini si chiedono i curatori del sito dell’Assolatte. Oggi esistono numerosi tipi di formaggi fusi, tutti ottenuti seguendo lo stesso principio: si fondono a caldo normali formaggi aggiungendo panna, caseina, siero o altri ingredienti. Esistono formaggi fusi cremosi e spalmabili, formaggi fusi a fette e formaggi fusi che ricordano per consistenza i formaggi molli. (Assolatte).

Il protagonista della truffa di cui si parla da qualche giorno, al contrario aveva pensato di rilavorare non solo quelli scaduti, anche gli avariati avevano una nuova vita e si rimettevano in vendita. Tutta la vicenda mi fa tornare in mente il libro “Mi fido di te“. Chi l’ha letto ricorderà che non era difficile riconoscere tra i reati commessi dal protagonista, i numerosi casi di frodi e sofisticazioni realmente accaduti anche in Italia. Tra le mura dell’azienda incriminata, vere acrobazie subivano i formaggi scaduti e avariati, la cosa che sconcerta e che è gravissima, è che tutto è avvenuto con la complicità di autorità sanitarie.

L’elenco delle truffe alimentari si allunga quindi, a chi vuol saperne di piu’ sull’argomento, suggerisco la lettura dei casi segnalati nel corso dell’attività operativa del Comando Carabinieri per la Sanità , dell’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e alcune Sentenze su Frodi e Sofisticazioni Alimentari: Truffe a tavola (2004) e Truffe a tavola 2005

A proposito di sentenze, ho letto che se verrà approvata la proposta della norma blocca-processi di cui si parla in questi giorni, anche i procedimenti penali sulle adulterazioni alimentari verrebbero congelati.

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Un novel food al giorno: l'astaxantina

Si chiamano novel foods quegli alimenti o ingredienti che non sono stati utilizzati nell’alimentazione umana all’interno della Comunità europea prima del 15 maggio 1997 (Regulation EC 258/97 of the European Parlament). Allo scopo di assicurare tutela della salute umana, i novel foods proposti dalle aziende, devono essere sottoposti a una verifica di sicurezza prima di essere immessi sul mercato. Solo quelli che superano questa prassi vengono autorizzati. I novel foods possono anche seguire una strada diversa e semplificata e le aziende possono richiedere una notifica del prodotto se a livello nazionale sono considerati sostanzialmente equivalenti a alimenti e ingredienti già esistenti (per quanto concerne la composizione chimica, il valore nutrizionale, metabolismo, impiego e livello di sostanze indesiderabili contenute.)

Nel periodo Maggio 1997-2004, 53 applicazioni di novel foods sono state portate all’attenzione della commissione UE, di queste 14 sono state approvate per essere immessi sul mercato (pdf). Negli ultimi mesi nuove approvazioni sono arrivate, tra queste la prima di cui vi parlo è l’astaxantina, un carotenoide sintetizzato in microalghe presenti nel fitoplancton. Attraverso la catena alimentare il carotenoide passa anche nei pesci e crostacei. La presenza del carotenoide nel muscolo di certi pesci, è responsabile della colorazione rosa che osserviamo nel salmone e nella trota. La molecola svolge diversi ruoli fisiologici.

Gli impieghi futuri della astaxantina approvata dalla UE, vanno dall’uso come antiossidante nei supplementi ai mangimi in zootecnia (acquacultura e allevamento avicolo). Per quanto riguarda l’allevamento dei salmoni, i coloranti (astaxantina e cantaxantina) si aggiungono ai mangimi allo scopo di impartire il colore rosato al muscolo che altrimenti sarebbe poco appetibile per i consumatori. Si stima che il 15-25% del costo dei mangimi sia dovuto al costo dei coloranti. La molecola si comporta come un antiossidante, quindi si usa anche per il suo ruolo protettivo contro il danno ossidativo che si può instaurare durante lo stoccaggio.

Negli ultimi vent’anni, l’uso di coloranti artificiali negli allevamenti è aumentato considerevolmente. Nel 1999, la World Health Organization sollevò questioni sulla sicurezza dell’impiego di coloranti sintetici nell’allevamento. Nel 2003, la Commissione Europea impose agli allevatori una riduzione significativa dell’impiego di cantaxantina, e la maggior parte degli stati, tra cui gli USA iniziò a richiedere l’etichettatura per identificare i salmoni allevati in cui si era fatto impiego di coloranti. Occorrerebbero piu’ controlli.

L’astaxantina di cui è stata autorizzata l’immissione sul mercato con il nome AstaPure, è prodotta dalla Algatechnologies. La fonte principale di astaxantina è la Haematococcus pluvialis, si stima che piu’ di 40 g of astaxanthin si ricavino da ogni kg di biomassa secca della microalga. Gli impianti produttivi sono localizzati nel deserto israeliano. Altre aziende che producono astaxantina sono la Cyanotech nelle Haway, la giapponese Fuji Chemical Industry Company.

algatechnologies Impianto della Algatechnologie’s.

Esiste anche una forma sintetica di astaxantina e per molti anni questo composto è stato in pratica l’unico in commercio. La Roche, una delle multinazionali produttrice dei carotenoidi, ha dotato gli allevatori del SalmoFan, una guida alle dosi da utilizzare in relazione alle sfumature di colore rosa desiderato. Servono commenti?.

SalmoFan

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Quanti sono gli ingredienti e additivi permessi nei prodotti biologici trasformati?

Quanti sono complessivamente gli ingredienti e additivi permessi nei prodotti biologici trasformati? Grazie ad una chiacchierata con un collega, ci è venuta la curiosità di cercare la lista completa.

Se l’elenco di additivi che possono essere impiegati nei prodotti convenzionali è di circa 500 composti, nei prodotti biologici la lista è molto piu’ breve, sono circa trenta. Ecco l’ ultima revisione (febbraio 2008) dell’Allegato sugli additivi permessi nei prodotti biologici a disposizione di chi vuol saperne di piu’.

Da provare poi c’è sempre l’ICEA check food.

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L'acerola e i polifenoli del tè verde

Iso tè

Le nuove bevande isotoniche nate con il marchio Coop sono 3:Gusto limone, Gusto arancia e Gusto Arancia rossa. Gli ingredienti però sono gli stessi: Acqua, Fruttosio, succo di limone, succo di acerola, Sali minerali (sodio citrato, sodio cloruro, monopotassio fosfato, magnesio carbonato,aromi naturali,estratto di tè verde ricco in polifenoli (0,17%)

Evidentemente ci sono rapporti diversi tra gli ingredienti come gli aromi naturali e il succo di acerola. L’acerola è un frutto commestibile, la chiamano anche ciliegia delle Antille. Ha interessanti proprietà nutrizionali, è ricchissimo in vitamina C e in carotenoidi (beta-carotene, beta-criptoxantina, luteina, e violaxantina) come denota il colore arancio-rosso del suo succo. Coltivata in Brasile e in altri stati dell’America del SUD, viene venduta e importata in Europa in forma di concentrati o in polvere per essere impiegata nella produzione di succhi a cui si desidera impartire particolari caratteristiche organolettiche.

Iso tè si rivolge agli sportivi e viene messa in risalto l’azione antiossidante svolta dai polifenoli del tè verde. Alcuni studi dimostrano infatti che l’esercizio fisico è associato ad un aumento della produzione di radicali liberi,queste molecole se in eccesso e se non neutralizzate da difese antiossidanti, possono causare danni alle principali macromelcole biologiche. Quindi si suggerisce di incrementare l’apporto di molecole in tutte quelle condizioni fisiologiche in cui si ha un incremento della loro produzione. La frutta e la verdura sono particolarmente ricchi di antiossidanti che includono la vitamina C, vitamina E, carotenoidi, polifenoli ecc..

Sull’etichetta leggo: Iso Tè ha un ORAC > 2000.

E’ la prima volta che vedo il valore dell’ORAC in un prodotto. Cosa significa questo termine? L’ORAC indica l’Oxygen Radical Absorbance Capacity, una misura della capacità antiossidante di un campione che può essere un alimento o un campione biologico come plasma, siero ecc…

Valutare in un campione i livelli di singole molecole antiossidanti, richiede tempi lunghi e costi elevati, mentre con la metodica ORAC si ha un singolo valore che viene interpretato come una misura che riflette il patrimonio in antiossidanti. Sono passati circa quindici anni da quanto è stata messa a punto la metodica per valutare l’ORAC e sono stati eseguiti numerosi dosaggi per stilare una specie di classifica tra vari alimenti vegetali, succhi e integratori.

Del tè verde e di altri tipi di tè, dei polifenoli che contengono, tra cui le catechine che sono ingredienti su cui si concentrano molti studi, parlerò prossimamente. Per ora diciamo che sul business del tè verde, si concentrano circa 15 aziende. Tra le principali ci sono la Indena, la DSM, la Cognis e la Naturex.

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Il pieno di caffeina …reloaded

caffeina in a mug

Torno a parlare della 1,3,7 – trimetilxantina, di cosa si tratta? Dell’alcaloide caffeina. Suoi parenti sono la teofillina del thè, la teobromina del cacao e la guaranina contenuta nel guaranà. Forse è la più popolare tra le sostanze che hanno attività stimolante sul sistema nervoso centrale. Gli è stato dedicato anche un libro: “Caffeina” in cui viaggiando dall’Asia e dall’America all’Africa e all’Europa, se ne ricostruisce la storia culturale e scientifica.

Ne è passato di tempo da quando il chimico tedesco Ferdinand Runge la isolò per la prima volta nel 1820.

La caffeina viene isolata da diverse materie prime come chicchi di caffè, foglie di tè ecc…Una volta isolata si presenta come una polvere bianca. Si usano diversi processi e tecnologie che presentano differenze considerevoli in termini di rese, costi e sostenibilità ambientale. L’estrazione può essere ottenuta con anidride carbonica, acqua o solventi organici come il diclorometano o acetato di etile (1, 2).

Ci sono moltissimi articoli scientifici che parlano della caffeina, conosciamo il suo assorbimento e metabolismo, ci sono dati sugli effetti di quantità elevate sul sistema nervoso centrale, non mancano i dati contrastanti.

E cosa c’è di nuovo? Uno snack prodotto mediante infusione nella caffeina, è stato presentato all’ultimo All Candy Expo 2008 di Chicago. Si chiama Engobi. Ma non è l’unico, ci sono anche le “Phoenix Fury” chips in cui la caffeina è associata a taurina, e Vitamine del gruppoB.

engobichips and caffeine

E i semi di girasole, come questi.

Ma la caffeina trova anche numerosi altri impieghi, per esempio nelle gomme da masticare. Nell’acqua, si chiamano caffeinated waters.

Nel settore cosmetico ho scoperto saponi alla caffeina e lucida labbra, e ricordate le calze?

Quanta caffeina pensate di introdurre ogni giorno? Nel sito Decoffea si trovano i livelli di caffeina in diversi prodotti, dagli Energy drinks alle cole.

E per sdrammatizzare, in quale zona della Caffeine Curve vi trovate?.

caffeine curve

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Dove sarò oggi?

A Monte San Vito (AN). Francesca Petrini è una giovane imprenditrice di Monte San Vito che produce olio extravergine, ha tante idee e progetti, da un paio di anni è la promotrice di una manifestazione in cui si parla di prodotti biologici, bioedilizia, energie alternative. Ci siamo viste in diverse occasioni e oggi pomeriggio sarò a Monte San Vito per un seminario sul tema :”Aspetti nutrizionali dei prodotti biologici: filiere produttive a confronto”. Ho fatto una full immersion sulla letteratura scientifica sull’argomento che è molto dibattuto. Ho scoperto anche dei blogs tematici come le pagine del blog vogliaditerra.com in cui si parla di viticoltura biologica, mese per mese: Potatura, concimazione, lavorazione della terra, ecc… C’è vino-biologico.blogspot.com che si definisce il primo blog di informazione interamente dedicato al vino biologico e biodinamico.
Ho trovato anche agricolturabiologica.blogspot.com Non viene piu’ aggiornato invece il Sanablog nato circa un annno fa.
Sui media continuano gli attacchi al biologico, dopo Altroconsumo (pdf) di un anno fa, ora è il Corriere che mette in discussione i vantaggi nutrizionali e la diffusione dei prodotti biologici nella ristorazione scolastica (1,2).

Ecco il programma completo di seminari e incontri di oggi e domani pomeriggio a Monte San Vito.


Ho fatto un sogno

Ho fatto un sogno stanotte, ero a casa e in videoconferenza ascoltavo la Prof. Antonia Trichopoulou che parlava di “Mediterranean diet, olive oil and longevity“. La ricercatrice greca, studiosa della dieta mediterranea da numerosi anni, era collegata da Brindisi in occasione del Mediterranean meeting organizzato per presentare la nuova rivista scientifica Mediterranean Journal of Metabolism and Nutrition da parte della società scientifica Associazione Italiana di Dietetica e di Nutrizione Clinica (ADI).

Poi mi sono svegliata e mi sono trovata accanto il programma scientifico del meeting con relativo tariffario. Se volessi partecipare sia alle attività scientifiche che agli eventi sociali (cocktail di benvenuto,cena ecc..), pernottando nell’hotel suggerito, dovrei spendere per un paio di giorni circa 800-900 euro.

Mi siedo davanti al computer, mi posso leggere gli articoli della Prof. Trichopoulou e di tutti gli altri relatori che mi interessano. In questo senso internet permette uno scambio formidabile di conoscenze e la divulgazione della letteratura scientifica. Sono sempre piu’ numerose le riviste accessibili on line. E’ nato anche scivee.tv, lo YouTube della ricerca scientifica.

Mi chiedo cosa farei se fossi coinvolta nell’organizzazione di un evento scientifico? direi che non possiamo piu’ non tenere in considerazione le opportunità che ci danno alcune tecnologie e certe formule congressuali andrebbero riconsiderate. Perchè non dare l’opportunità di ascoltare gli interventi via web per ampliare la platea? allestirei una video-conferenza, magari aggiungerei anche una chat per raccogliere le domande di chi ascolta.

Potrebbe essermi davvero utile contattare Marco Traferri, il podcaster-man e non solo. Con i suoi Sabati di Blu Mouse, guardate cosa ha messo in piedi! A proposito, domani secondo appuntamentosul tema: “Diventa editore di te stesso: col blog si può”. Relatori illustri in carne e ossa o in video-conferenza, se passate da Ancona, fermatevi!