La sconfitta di Kokopelli

Il nome Kokopelli non è sconosciuto a tutti gli appassionati di vecchie varietà di frutta e ortaggi. Infatti vendere, distribuire, scambiare sementi in difesa della biodiversità erano delle attività dell’associazione. Purtroppo in Europa queste attività sono considerate illegali e in Francia l’associazione Kokopelli ha ricevuto dal tribunale 35.000 € di sanzioni per aver commercializzato e diffuso varietà non iscritte ai registri. Da alcuni giorni sul sito capeggia un documento che inneggia: Citoyens, au semences! (Cittadini, alle sementi!). Da una parte trattati internazionali per la difesa della biodiversità e dall’altra si ostacola una associazione che ha come finalità quella di conservare una collezione vivente di 2.500 varietà. Gli accusatori? Una grande compagnia sementiera la Baumaux e l’associazione delle ditte sementiere francesi, che incasseranno i danni oggetto della sanzione comminata a Kokopelli.

Fonte: biodiversita.info


Le 5 C di Cacciucco

Cacciucco

Come si chiama la zuppa di pesce in Toscana? cacciucco, a Marsiglia bouillabaisse, lungo le coste dell’alto e medio Adriatico si chiama brodetto. Si scrive brodetto ma può essere preparato in modi molto diversi in relazione alla posizione geografica. Basta pensare che lungo la costa delle Marche, se ne trovano quattro diverse versioni, la fanese, l’anconetana, la portorecanatese e piu’ a sud, quello di San Benedetto del Tronto. Tipi di pesce, condimenti e tempi di cottura diversi a seconda del porto e dei pesciaroli, e da cinque anni Fano dedica a questo piatto il Festival internazionale del brodetto e delle zuppe di pesce, piatti antichi e popolari nati per mettere insieme pesci di piccola pezzatura, difficili da vendere e magari un po’ sciupati perchè rimasti tra le reti. Qualche giorno fa parlavo dei marchi di qualità del pesce. Paolo nei commenti ha scritto che in Toscana, sono quasi scomparsi pesci come il grongo, il nasello, l’anguilla di mare, ingredienti base del famoso caciucco, perché le marinerie straniere hanno “dragato” i fondali sabbiosi con le pompe, portando via tutto. Le cicale, ora é la stagione, costano 20 euro al kg., negli anni ‘70 al mercato di Viareggio le davano di resto. A Viareggio le massaie non fanno più il caciucco perché é faticoso cucinarlo, ci vuole troppo tempo, vuoi mettere i bastoncini fritti e pronti? .

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In Defence of Food

In defence of food

Ringrazio Stefania per questo contributo su cui ragionare. Stefania che vive e lavora a Londra, nell’ambito del programma di MSci sulle politiche alimentari, ha avuto l’occasione di incontrare e ascoltare il giornalista Michael Pollan.

‘Eat food. Not too much. Mostly plants’ Questo il messaggio in sette parole che Michael Pollan riserva ai lettori del suo ultimo libro ‘In Defence of Food’. Tali raccomandazioni alimentari erano state gia’ state introdotte nelle pagine conclusive del suo precendente ‘Omnivore’s Dilemma’ , un’indagine approfondita e sofferta, della catena alimentare americana e le sue implicazioni ambientali ed etiche. I volumi saranno tradotti presto in Italiano e Spagnolo Leggi il seguito di questo post »


Hai visto le patate blue?

Terra blue chips
Sul Corriere della Sera -grazie Grissino! -si parla della novità delle patate blue ottenute dal Sign. Christoph Gämperli un ingegnere agronomo svizzero. I tuberi dal colore insolito sono stati cresciuti incrociando patate della specie “Idaho Blue” con quelle più chiare “Parli”, caratteristiche della regione Prättigau nei Grigioni. Ma i nuovi snacks che saranno preparati con le “blue potatoes” non sono una novità. Le Terra Blues® Potato Chips sono servite per esempio ai passeggeri della JetBlue flights Airways da diversi anni. Il colore è di certo dovuto alla presenza di antocianine, sostanze ampiamente presenti nel mondo vegetale. Le stesse molecole impartiscono il colore blue-viola a melanzane, mirtilli e altri prodotti. Leggi il seguito di questo post »


Not only Made In Italy

heinz spaghetti

Torno sul richiamo del Food Made in Italy all’estero. Ma da quanto tempo il cibo italiano ha così tanto appeal? non è mica poco, guardate la vecchia pubblicità degli Heinz spaghetti quà sopra, risale agli anni cinquanta.
Nel panorama delle contraffazioni alimentari, o falsi Made in Italy, i riferimenti alla città di Bologna, definita un tempo “la grassa”, sono davvero molti. Lo dimostrano le varie versioni di Lasagne o di ragu’ alla bolognese preparate con ricette stravolte negli ingredienti.
Producono la salsa Bolognese nel Regno Unito, negli USA e la Coldiretti l’ha trovata perfino in Estonia. Gli Spaghetti Bolognese oltre ad esistere in lattina si trovano perfino in versione low-calorie e vegetariani. E il richiamo alle altre città italiane? Leggi il seguito di questo post »


Questa settimana su Trashfood

mosaicosettimanale

Locavore è stata dichiarata la parola dell’anno.Tra le bancarelle di prodotti locali, la mia Domenica da locavora

– E’ il prodotto piu’ imitato all’estero: il Parmigiano Reggiano. Prima puntata sui prodotti falsi Made in Italy,ne seguiranno altre: Do you like reggianito?

– Filiere ittiche dell’Adriatico e proliferazione dei marchi di qualità in I marchi delle Marche

-Chi risolverà il nuovo Etichettibus?

– E’ on line il nuovo sito Food 4 thought con giochi e video educativi rivolti ai bambini. Il tutto fa parte della nuova campagna mediatica della British Heart Foundation


Una domenica da locavora

prodotti maceratesi

Locavoro, uno di quei termini impronunciabili quando li traduciamo dall’inglese. Ecco alcuni acquisti di domenica scorsa al mercatino di Civitanova Marche, Vivi La tua terra percorso itinerante tra i comuni maceratesi. Ho incontrato di nuovo Dioniso Bertini che ha una azienda agraria a S.Maria in Selva vicino a Treia (MC). E conoscendo i suoi prodotti, non potevo non tornare a casa senza i ceci, le lenticchie, la pasta fatta anche con farina d’orzo Mondo e la farina di granoturco quarantino nostrale per polenta. Lo sapevate che anche noi marchigiani venivamo chiamati in passato Magna-polenta?


Do you like Reggianito?

Se non avessi letto della ‘Giornata internazionale della cucina italiana’, probabilmente non sarei andata a curiosare nel sito del Gruppo Virtuale Cuochi italiani che ha promosso la giornata dedicata alla carbonara.
Dai cuochi è arrivato un appello in difesa del made in Italy alimentare, quello autentico. Perchè sono tanti i prodotti falsi Made in Italy. In rete c’è un documento sul sito della Federalimentare (2003). In Usa troviamo il Parma Ham, il Daniele Prosciutto & company, l’Asiago del Wisconsin (Usa) e la Mozzarella Company di Dallas. In Australia si produce il Tinboonzola, che diventa Cambozola nel Nord Europa.

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I marchi delle Marche

Va avanti il progetto QM, Qualità garantita dalle Marche. Dall’assessorato all’Agricoltura delle Marche, arriva anche la notizia delle risorse economiche che ammontano a 100 mila euro e serviranno «per soddisfare il bisogno di sicurezza alimentare dei consumatori, orientare le loro scelte verso prodotti locali più freschi e più buoni, e rafforzare le aziende agricole marchigiane». Si legge che sono un centinaio, per ora, gli imprenditori agricoli che hanno aderito volontariamente al progetto, sottoponendosi ad un disciplinare di regole elaborato e controllato dall’ Assam, attraverso un sistema informativo per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti agroalimentari (Sitra), cui è possibile far riferimento anche per via telematica.

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ET.chettibus®-8

Dopo tanti snacks dolci, un prodotto salato da scovare.

Ingredienti: farina di frumento, oli vegetali, sale, zucchero, cipolla disidratata in polvere 0.6%, lievito, olio di arachidi, aceto di mele, farina di soia, emulsionante lecitina di soia.

Semplicissimo, no?