Pesto: pinoli, anacardi o spray?

Prima ho pensato alle reazioni inorridite dei liguri, per i quali preparare il pesto è un vero rito, basilico, pinoli, formaggio parmigiano e pecorino, olio extravergine. Alcuni usano in alternativa gli anacardi o le noci. Poi è tornata alla memoria la simpatica operazione Pesto al blogger.  Ma si può chiamare Pesto il contenuto di questa bomboletta spray? sì avete capito bene, Pesto in versione spray. E non c’è mica solo questa proposta! Il creatore della The Flavor Spray Diet, per i maniaci delle diete low-carbohydrates, low-fat or low-calorie è lo chef newyorkese David Burke che ha detto: "I created this unique line of flavor sprays so people can enjoy the tastes of all of their favorite foods without experiencing the guilt. In all of my years of cooking and experimenting with spices, condiments, and flavors, I have never come across anything that can enhance the flavor of food this easily. We are living in a health-conscious society where people are constantly searching for a way to a healthier lifestyle — Flavor Spray is the solution. Oltre al Pesto Spray c’ è anche la versione Diet Pesto Parmigian Spray with Parmesan Cheese. Curiosi di conoscere gli ingredienti? Acqua, aromi naturali e artificiali, sale e sodio benzoato come conservante. Una spruzzata e voilà! E ogni volta mi stupisco di quello che la chimica degli aromi può arrivare a concepire e di come sia facile ingannare le nostre papille gustative.

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Come si dice Junk food in cinese?

Piatto pronto cinese

Cosa succede se tuo figlio frequenta amici cinesi? succede che un giorno apri la dispensa e ci trovi questa busta  contenente i POrk Chop Flavor Noodles e deformazione professionale vuoi leggere cosa c’è dentro. L’olio di palma raffinato? già visto.L’aroma artificiale di braciola di maiale? già sentito da qualche parte. Ma il circuito integrato rosso di porro cosa sarà mai?

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Tutta colpa dei popcorn: un anno dopo

bimbo e popcorn

Ne ho parlato un anno fa e torno sull’argomento delle malattie professionali dei lavoratori addetti alla lavorazione dei popcorn. I nuovi casi di malattie polmonari riportano l’attenzione sulla esposizione degli operai che inalano sostanze irritanti usate come aromi nella lavorazione del popcorn pronto da infilare nei micro-onde. Tra i composti che sono stati riconosciuti dannosi dal National Institute of Occupational Safety and Health (NOSH) statunitense, vi è il diacetile che è ampiamente usato nell’industria alimentare. Dopo la multinazionale IFF i nuovi casi sono stati segnalati negli impianti della ConAgra Foods che distribuisce popcorn con i marchi Orville Redenbacher’s, Act II, Jiffy Pop negli USA. A proposito di popcorn, qualche mese fa in un negozio di giocattoli della mia città, ne ho trovati diversi imbustati, provenivano dalla Romania. Campeggiavano insieme ad altri dolci nell’area riservata agli acquisti per addobbare la casa per il compleanno dei piu’ piccoli. Non ho niente contro i popcorn rumeni, ci mancherebbe, magari ci tornerò sopra in seguito, ma almeno per quel giorno, anche se siamo sempre di corsa, facciamola una torta, magari prepariamola insieme al festeggiato/a!

Fonte immagine Popcorn.ru

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A proposito di gelati light

Si avvicina il primo anno del blog e la voglia di fare un bilancio su cosa è stato scritto, fare ordine tra i vari posts e gli argomenti trattati: gli addensanti ed emulsionanti per esempio. Mi è stato di grande aiuto un tipo di gelato light trovato nel banco-frigo. I gelati light hanno un apporto calorico inferiore rispetto ai gelati convenzionali perché si usano meno grassi o meno zuccheri che apportano calorie. Per conferire comunque palatabilità e sapore si fa impiego di emulsionanti e di edulcoranti. A parità di peso, i gelati light contengono inoltre piu’ acqua,ne deriva che  i conservanti impiegati servono per ridurre la contaminazione microbica. Questa etichetta batte almeno per me un record. Su 21 ingredienti c’è la netta prevalenza di additivi tra edulcoranti e emulsionanti vari. A questo si aggiunge la poca chiarezza tra le varie tipologie. Di certo è molto utile per fare un ripasso veloce di quello che è possibile utilizzare. Vediamola: è un Gelato al gusto Fior di Latte

Ingredienti: Latte intero 68%, Edulcoranti:polidestrosio, sorbitolo, latte magro in polvere, maltodestrine, lattitolo, maltitolo, isomalt,fibra vegetale, proteine del latte.Emulsionanti: Monodigliceridi degli acidi grassi alimentari, sucrestere, CMC, Farina di semi di carruba,alginato di sodio, farina di semi di guar, amido, gomma xantano, sale, Conservante:Sorbato di potassio,Aspartame-acesulfame K*.

*Un consumo eccessivo può  avere effetti lassativi

Una lettura interessante sulle tecnologie e ingredienti che si usano nella fabbricazione dei gelati, non solo light,si trova su Food scientist net.pdf


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Dentro il boccale

birra e schiuma 

  

Una lattina di birra con beta-glucanasi?  O glicole propilenico?  O caramello? Si fa un gran parlare di vino e additivi  permessi, diamo uno sguardo anche ai composti che possono essere usati nella fabbricazione della birra. L’immagine del boccale è presa appunto da uno dei tanti siti specializzati in additivi permessi nel settore e si confronta la stabilità della schiuma in presenza o in assenza di glicole propilenico.Come per le etichette del vino, anche per la birra non è obbligatorio riportare sulle bottiglie o sulle lattine, l’elenco di additivi  o coadiuvanti impiegati nella produzione. E scopriamo così che oltre agli ingredienti classici – orzo, luppolo e malto, non viene data nessuna informazione su altri composti eventualmente utilizzati. Fa il punto della situazione sugli additivi usati nella produzione della birra un recente articolo della BBC. Quali sono?


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Vino fai da te

vino rosso kit

Cercavo notizie sugli oak chips di cui si parla molto in queste ultime settimane e sono arrivata in questo sito dove si possono acquistare dei kits con dei concentrati e altri ingredienti per fare in casa diversi tipi di vino (home made wine). Piu’ di 190 tipi di concentrati diversi dalla Francia, Germania, Spagna,Italia, Australia, Cile, Argentina, Canada e California. Come fare il verdicchio in 28 giorni, istruzioni per l’uso. Un Vino rosso? Italian Amarone? E hanno pensato proprio a tutto, se siete indecisi, c’è anche il Wine Selector Tool.


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Aspartame:semaforo verde dall'EFSA

rats

1.800 animali sacrificati, gli Sprague-Dawley rats, animali ampiamente usati in laboratorio.900 maschi e 900 femmmine, allevati, cresciuti e seguiti in uno studio iniziato trent’anni fa. Animali alimentati in assenza o in presenza di aspartame ( a 5000, 2500, 100, 500, 20, 4 mg/Kg di peso corporeo), allo scopo di avere dati per capire quali fossero le conseguenze di un consumo continuo di aspartame per l’uomo. Il trattamento iniziava a otto settimane di vita e si prolungava fino alla morte degli animali. Reperti bioptici e indagini istopatologiche su diversi tessuti e organi, per un numero complessivo di 34.000 campioni. Queste alcune cifre dello studio portato avanti dai ricercatori della Fondazione Ramazzini. I dati sono stati bocciati qualche giorno fa dal comitato dell’EFSA. Qui il video della conferenza stampa tenutasi e i vari interventi degli esperti interpellati. Una bocciatura era arrivata anche dal Cancer Assessment Committee della Food and Drug Administration che aveva concluso un anno fa che i dati sull’effetto cancerogeno dell’aspartame  "non erano attendibili" a causa di "una carenza di particolari critici… conclusioni istopatologiche discutibili, e l’uso di una nomenclatura insolita per descrivere i tumori.
La
risposta da parte del Prof.Morando Soffritti, responsabile scientifico dello studio non si è fatta attendere. Ma la decisione dell’EFSA impone che almeno per ora tutto  resti inalterato per l’aspartame. Non ci sarà quindi revisione alla dose giornaliera ammissibile che è di 40mg/kg di peso corporeo.

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Il vino tra additivi e coadiuvanti

Visto che c’è grande interesse sull’uso di conservanti e altri coadiuvanti usati in campo enologico, ripropongo un post di un esperto, Giuseppe Trisciuzzi, scritto su un numero di TRASHFOOD dedicato ai conservanti.

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Una gelatina speciale

Come faremmo senza i nostri affezionati lettori,  sempre piu’ preparati e attenti osservatori di etichette alimentari? Dicevamo, come faremmo? cominciano ad arrivare etichette che non avremmo probabilmente mai incontrato senza il loro apporto. Per esempio questo prodotto acquistato in un discount e gentilmente segnalatoci da Michele.

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Altro che Et.chettibus! Coloranti, aromi e questa (misteriosa) gelatina di maiala. Michele illuminaci!

 

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Il mestiere di addensare:la gomma di Tara

Mi ha scritto un lettore:

Forse mi trovo proprio nel sito giusto. Non riesco ad avere informazioni riguardo ad un addensante: E417.So solo che si tratta di: GOMMA DI TARA. Ma che cos’e?L’ho trovato scritto nella confezione di un prodotto da usare in  gelateria.Vorrei sapere il piu´possibile.Grazie fin da ora!!

 

Enrico, la gomma di Tara si ricava dai semi dell’albero di Cesalpinia spinosa, pianta nativa del Sud America. Oggi la pianta è coltivata in Marocco e in Africa. Negli alimenti o ingredienti impiegati nell’industria alimentare la gomma di tara, come hai trovato tu, è indicata con la sigla E417.Siete interessati a saperne di piu’ sulle sue proprietà e come  viene prodotta? venite con me.

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