Senza coloranti azoici
Pubblicato: 2011/11/13 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti 2 commentiCosa fanno insieme gli ingredienti: Zucchero, acqua, addensante agar,aroma naturale,zucchero caramellato, 0,9%,conservante:sorbato di potassio, coloranti: E100 – E120 – E131? fanno la crema Caramello da impiegare per guarnizioni in pasticceria.
Altra etichetta che ci da l’opportunità di vedere cosa accade tra gli scaffali dopo la presa di posizione della comunità europea sui coloranti azoici. E’ un prodotto in cui troviamo diciture riferite ai coloranti azoici e all’EFSA. In questo caso l’azienda ha scelto di indicare la dicitura Senza coloranti azoici* precisando che i coloranti impiegati nel prodotto non appartengono alla famiglia dei coloranti azoici, quei coloranti che “possono influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come prevede l’allegato V del regolamento europeo 1333/2008 che li riguarda.
Che coloranti sono invece quelli presenti nella crema Caramello? E100, E 120 e E 131? vecchie conoscenze, sono rispettivamente la Curcumina (E100), il rosso cocciniglia (E120) e il Blue patent (E131).
Altri post sul tema.
–Surrogato, crema e coloranti.
– Biscotti e coloranti azoici.
Surrogato crema e coloranti E102 e E110
Pubblicato: 2011/11/02 Archiviato in: Aromi, Coloranti 12 commentiFecola di patate, coloranti:E102, E110, aromi. Ecco com’erano gli ingredienti del preparato per crema all’aroma vaniglia, o meglio del surrogato della crema. Cosa troviamo ora?
Primo avvistamento quindi della dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come prevede l’allegato V del regolamento europeo 1333/2008 sui coloranti azoici tra cui ci sono l’E102 (tartrazina) e l’E110 (sunset yellow).
Ne abbiamo già parlato qualche giorno fa a proposito di biscotti e coloranti. e in altre occasioni.
Mai usato prodotti simili? secondo voi quanto sono diffusi anche tra i laboratori artigianali di pasticceria?
Biscotti e coloranti azoici
Pubblicato: 2011/10/29 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Conservanti, L'angolo chimico 14 commentiCosa è successo ai biscotti dall’azienda La Rustichelli?
Se prima comparivano in etichetta:
Ingredienti: Farina di grano tenero tipo “0” -zucchero- margarina vegetale (Grassi e oli vegetali-Emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina- Sale- Conservante:Acido sorbico- Aromi- Correttore di acidità:Acido citrico-Colorante:betacarotene)- semi naturali di anice- Carbonato acido d’ammonio- Coloranti: E102,E110,E122,E124,E131,E151,E514
Ora troviamo:
Ingredienti: Farina di grano tenero tipo “0” – zucchero- margarina vegetale (grassi e oli vegetali, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi,lecitina -Sale-Conservante:Acido sorbico, Aromi, Correttore di acidità: acido citrico- Colorante: beta carotene) -Semi naturali di anice- Cacao- Carbonato acido d’ammonio, E503ii – Aromi- Colorante naturale:betacarotene -Aromi naturali
Eccoli a confronto nelle due versioni, Prima e dopo il remake.
Cosa è cambiato? Sono scomparsi i coloranti azoici.


Si cominciano quindi a vedere le conseguenze della presa di posizione della comunità europea contro i coloranti azoici.
Come detto in precedenza a partire dal 20 luglio 2010 gli alimenti contenenti i ccoloranti E 102, E 104, E 110, E 122, E 124 ed E 129, dovrebbero recare, accanto alla denominazione (E), anche la scritta “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini” come riportato nell’allegato V del regolamento europeo 1333/2008.
Avevo già intercettato l’esempio della cedrata Tassoni che senza troppo clamore ha sostituito la tartrazina con estratto di cartamo, e voi avete altri da segnalarne?
Terpeni sulla pelle
Pubblicato: 2011/07/14 Archiviato in: Aromi, Food design 14 commentiCredo sia l’ultimo esempio di nutricosmetico, si chiama Deo Perfume Candy e promette di far profumare la vostra pelle fino a 6 ore dopo l’assunzione. Merito del geraniolo contenuto nelle caramelle.
Il geraniolo appartiene alla famiglia dei monoterpeni, sostanze sintetizzate da molte piante, le troviamo in foglie, fiori, frutti a cui conferiscono il caratteristico profumo. Ne deriva che diverse piante (agrumi, rose, erbe officinali) sono impiegate come materie prime per ricavare i monoterpeni utilizzando varie tecniche: spremitura, estrazione con solventi, distillazione in corrente di vapore.
Il liquido estratto dalle diverse specie botaniche è utilizzato in profumeria e nell’industria alimentare come aroma.
Credo che Deo Perfume Candy rappresenti una novità assoluta in Europa, per ora è in vendita in Bulgaria e altri stati dell’Europa orientale come Ungheria e Repubblica Ceca. Le caramelle sono distribuite da Beneo che promette dal sito web:
Deo, a rose-scented sweet containing BENEO’s ISOMALT. It has a pleasant taste and consumers will transmit an rose fragrance through the skin. With Deo, BENEO has offered innovation in the functional confectionery industry.
Le caramelle sono anche senza zuccheri, infatti al posto dello zucchero è usato l’isomalto come dolcificante, hanno poche calorie, sono tooth-friendly.Cosa volere di piu’?
Cercando in rete troviamo vari esemplari di gomme da masticare che fanno promesse simili alle Deo Perfume Candy. Guardate le gomme Fuwarinka in vendita in Giappone al gusto Fresh citrus, fruity rose o Rose Menthol.
Vi interessa sapere i commenti di chi ha già provato Deo Perfume Candy?
Altri Nutricosmetici che io ricordi? Essensis della Danone, scomparso dagli scaffali.
absolutely positively…trashfood
Pubblicato: 2011/06/27 Archiviato in: Additivi, Aromi, Conservanti, Educazione e informazione alimentare, Sfide 12 commentiindovinello dell’estate (irrompo all’improvviso, ma non ho saputo resistere):
Rice Flour (Arborio and Whole Grain Brown Rice Flour), Vegetable Oil (Sunflower, Safflower and / or Canola Oil), Whole Grain Corn Flour, Marinara Snack Seasoning Blend (Dehydrated Vegetables (Tomato, Onion, Green Bell Pepper, Garlic, Black Bean), Salt, Spices, Sugar, Vinegar Powder (Maltodextrin, White Distilled Vinegar), Torula Yeast, Maltodextrin, Yeast Extract, Lemon Juice Powder (Corn Syrup, Lemon Juice, Lemon Oil), Citric Acid, Parsley, Extractives of Paprika, Spice Extractives), Pinto Beans, Acacia Gum, Flax Seeds, Sesame Seeds, Sugar.
di che si tratta?
saluti a tutti.
Da Maillard ai chicken flavours
Pubblicato: 2011/05/22 Archiviato in: Aromi, L'angolo chimico 4 commenti
Mi ero ripromessa in passato, di approfondire il tema aromi, in particolare i “meat flavours”. Una ricerca su Google e trovate tutti questi prodotti dove troviamo il “chicken flavour” tra gli ingredienti.
Se foste incaricati di sintetizzarlo, da cosa partireste? Ovviamente dallo studio della composizione chimica della carne di cui si vuol riprodurre il sapore, per studiarne poi le modificazioni a cui va incontro durante vari tipi di cottura (bollitura, frittura, ecc..)
Dovremo poi attrezzarci per isolare e quantificare quali sono le molecole che impartiscono certi aromi, o in alternativa cercare in letteratura ciò che è stato già prodotto, come questo o questo. .
Verremo di certo a confrontarci con la reazione di Maillard. Ne avrete sicuramente sentito parlare. La Reazione di Maillard che avviene tra amminoacidi e zuccheri porta alla sintesi di numerosissime molecole che impartiscono profumi e sapori particolari ai cibi cotti. La reazione di Maillard è stata studiata soprattutto per i suoi aspetti positivi, infatti alcuni degli intermedi e prodotti di glicazione sono responsabili di cambiamenti di colore (es. l’imbrunimento del pane durante la cottura) e dello sviluppo di aromi caratteristici non solo nella carne e nel pesce, avviene anche in prodotti da forno, derivati del latte.
Leggendo scopriremo quindi che i precursori per la formazione di aromi caratteristici di vari tipi di carne possono essere suddivisi in due categorie: i componenti solubili in acqua (amino acidi, peptidi, carboidrati, nucleotidi, thiamina) e componenti lipidici.
La reazione tra l’aminoacido cisteina e uno zucchero può portare alla sintesi di numerose molecole con sapori caratteristici della carne di pollo e maiale. Alla formazione degli aromi contribuiscono anche altre reazioni di pirolisi degli aminoacidi e peptidi, la caramellizzazione dei carboidrati, degradazione di nucleotidi e della tiamina o la degradazione termica de i lipidi.
Nel 1960, Morton brevettò per primo la procedura per ottenere il chicken flavour mescolando e riscaldando a temperature adeguate l’aminoacido cisteina con diversi zuccheri (ribosio, glucosio e xilosio).
Le principali molecole che contribuiscono all’aroma del pollo sono state identificate da Gasser e Grosch nel 2-metil-3-furantiolo, 2,5-dimetil-3-furantiolo, 2-trans-nonenale e in altri composti volatili generati da ossidazioni lipidiche oltre che dalla reazione di Maillard.
Come si forma il 2-metil-3-furanthiolo? E ‘il risultato della reazione tra il ribosio e aminoacidi contenenti zolfo come la cisteina o la cistina.
Le industrie produttrici di aromi hanno sviluppato una vasta gamma di prodotti per imitare i sapori di vari tipi di carne. Gli aromi si ottengono mescolando e riscaldando composti solubili solubile in acqua
come aminoacidi e carboidrati con altri componenti tra cui acidi grassi.
La maggioranza dei brevetti depositati dopo Morton derivano dalle conoscenze acquisite sulla reazione di Maillard e dalla degradazione di Strecker da cui derivano centinaia di molecole che possono differire in relazione alla temperatura a cui avviene la reazione, alle quantità e tipi di zuccheri e di aminoacidi coinvolti oltre che da ingredienti diversi come i lipidi.
Ora scendo in cucina perchè il profumo dello stinco che arriva dalla cucina fino alla mansarda mi avverte che è meglio che mi occupi di lui per salvare il pranzo. 🙂
in progress
Il post partecipa al Carnevale della chimica dedicato in questa occasione alla “Chimica in cucina“.
Fonti:
– Gasser U and Grosch W (1990) Primary odourants of chicken broth. Z Lebens Unters Forsch 190, 3-8
– Morton ID et al (1960) Flavoring substances and their preparation. GB Patent 836,694.
– Characteristics of chicken flavor-containing fraction extracted from raw muscle (pdf)
– The role of nutrients in meat flavour formation. Proceedings of the Nutrition Society (1994), 53, 327-333 pdf.
Il carnevale della chimica-La chimica in cucina
Pubblicato: 2011/05/19 Archiviato in: Aromi, Coloranti, Conservanti, L'angolo chimico 2 commentiContinua l’appuntamento mensile con il Carnevale della Chimica, per la quinta puntata, il tema è decisamente appetibile, si tratta infatti di “La chimica in cucina“, un tema interessante che ho già trattato in diverse occasioni. Basta pensare alle reazioni chimiche che avvengono negli alimenti sia mentre li cuciniamo, sia quando li trattiamo per poterli conservare. Modificazioni composizionali chimiche possono anche spiegare i successi e i fallimenti nell’elaborazione di numerose ricette. Pensiano anche ad argomenti legati alla composizione degli alimenti, all’uso di enzimi, agli additivi, agli aromi, al destino dei fitonutrienti durante la digestione e assorbimento e i loro effetti sul metabolismo. Chi ha intenzione di partecipare dovrà inviare la segnalazione del post a Paolo Pascucci, curatore del blog questionedelladecisione.blogspot.com. Il termine ultimo il 21 maggio (massimo il 22 mattina). Ci sarò!
L’inosinato di sodio (E631) e il guanilato disodico (E627), i Nucleotidi Esaltatori di sapidità e la chimica dell'Umami
Pubblicato: 2011/04/23 Archiviato in: Additivi, Aromi, Educazione e informazione alimentare, L'angolo chimico 9 commentiCosa troviamo accanto al Glutammato di sodio (E621) in molti prodotti alimentari come dadi, piatti pronti e snacks salati? Avrete sicuramente notato i due nucleotidi l’inosinato di sodio (E631) e il guanilato disodico (E627).
Sappiamo che i nucleotidi nell’organismo umano svolgono diversi fisiologici, oltre ad essere molecole contenute negli acidi nucleici, sono coinvolti in molti aspetti del metabolismo umano. Ma torniamo al loro ruolo nei prodotti alimentari.
In rapporto 1:1 in combinazione con il glutammato di sodio, vengono impiegati come esaltatori di sapidità infatti il glutammato, i nucleotidi inosinato (IMP) e guanilato (GMP) partecipano al gusto umami. Essi fungono quindi da aromatizzanti in presenza di glutammato naturalmente presente nei cibi, come quello contenuto nei pomodori o eventualmente aggiunto, come accade con il glutammato monosodico (MSG).
Sul gusto Umami è stato già scritto molto, cerchiamo di capire in questo post le funzioni di questi ingredienti, come si ottengono e qual è il loro meccanismo d’azione.
Aspetti storici La scoperta del gusto Umami vede diversi protagonisti, di certo chi ha avuto un ruolo importante è il giapponese Kikunae Ikeda che nel 1908 indicò nel glutammato la fonte del sapore caratteristico di un brodo tipico giapponese preparato con le alghe marine konbu, i vegetali che contengono i più alti livelli di acido glutammico in natura.
Ikeda, a partire dal 1909 iniziò a commercializzare in Giappone il sale monosodico del glutammato, il monosodio L-glutammato (MSG), da utilizzare semplicemente come condimento, come facciamo abitualmente con il sale da cucina (NaCl).
Altre molecole che contribuiscono al gusto Umami -come detto sopra- sono i nucleotidi IMP e GMP.
A Shintaro Kodam, allievo di Ikeda, si attribuisce l’isolamento nel 1913 dell’inosina 5′-monofosfato nucleotide (IMP), inosinato disodico, dal tonno bonito essiccato.
Ad Akira Kuninaka invece dobbiamo la scoperta e isolamento del nucleotide guanosina 5′-monofosfato (GMP) dal brodo di funghi shiitake nel 1960. Da queste scoperte derivano le conoscenze successive fino a comprendere la sinergia tra glutammato, inosinato e guanilato.

Dallo spirito imprenditoriale di Ikeda è nata la multinazionale AJI-NO-MOTO che è cresciuta nel tempo differenziando l’offerta che oggi non riguarda piu’ solo l’industria alimentare. Ajinomoto Company, Inc. è la società madre di un gruppo di industrie chimiche, che producono anche nucleotidi e aminoacidi in 21 paesi.
Numerose le collaborazioni e i rapporti commerciali stipulati tra la AJI-NO-MOTO e altre aziende come la Knorr e la Kellogs.

Quali livelli di nucleotidi e di glutammato troviamo “naturalmente” negli alimenti? Il glutammato libero si trova in molti alimenti e i livelli maggiori si trovano in vari prodotti, kombu (kelp), Nori (alghe), nei formaggi stgionati come il Parmigiano-Reggiano, nella salsa di soia, nei prodotti asiatici Vegemite, Marmite. Il glutammato monosodico si trova in salsa di ostriche, tè verde, prosciutto crudo e pomodori. Per quanto riguarda i nuceleotidi, l’IMP è abbondante nella carne bovina, avicola e suina, nei prodotti ittici (sardine, riccio di mare, gamberetti, granchi, tonno). Negli stessi alimenti, oltre all’ IMP, troviamo anche il glutammato. Il GMP è abbondante in alcuni funghi come gli shiitake secchi, spugnole, porcini, nelle ostriche e nella carne. L’essiccazione aumenta ovviamente i livelli di GMP e IMP e di glutammato libero, GMP, e IMP sono riportati nella tabella.
Sulla base delle conoscenze scientifiche attuali, comprendiamo l’esaltazione del gusto che nasce da combinazioni di alimenti diversi animali e vegetali in numerose ricette, non solo nella cucina asiatica. Gli esempi nella cucina giapponese includono piatti in cui sono presenti kombu (glutammato) e palamita katsuobushi (IMP) e funghi shiitake (GMP). Nella cucina cinese, piatti in cui sono presenti cavolo,cipolle e porri (glutammato) con pollo (IMP) o lische di pesce (IMP).
Il gusto umami lo troviamo anche in ricette piu’ vicine alla nostra cultura alimentare come la salsa di pomodoro (glutammato) con carne (glutammato e IMP), negli spaghetti al ragù e pollo alla cacciatora, nel cheeseburger. Il tutto è accentuato da cotture lente, come ad esempio nelle minestre, nei brasati e negli arrosti di carni ricchi di proteine e verdure.
Come si ottengono i nucleotidi IMP e GMP su larga scala?
A partire dal 1961 è iniziata la produzione industriale di IMP e GMP e con l’approvazione della Food and Drug Administration (FDA), l’IMP e il GMP sono entrati nel mercato USA e si sono diffusi a livello internazionale.
La produzione dei nucleotidi IMP e GMP, avviene per degradazione dell’acido ribonucleico (RNA) nei lieviti e per fermentazione utilizzando batteri. Negli anni, la capacità produttiva totale di nucleotidi a livello mondiale è aumentata notevolmente. Oltre a Ajinomoto, ci sono altri tre principali produttori di nucleotidi, tutti asiatici: Takeda, Cheil e Daesang.
Perché si usano i nucleotidi come esaltatori di sapidità? Come anticipato, si è dimostrato che la l’interazione tra glutammato libero, IMP e GMP, genera sensazioni gustative amplificate rispetto a quelle che si hanno con ogni singolo ingrediente, il risultato? una moltiplicazione del gusto umami. A livello della lingua sono stati scoperti diversi recettori per il gusto umami, tra cui taste-mGluR4, T1R1/T1R3. Si tratta di recettori metabotropici costituiti da un recettore accoppiato ad altre proteine, tutti appartengono alla famiglia delle GTP binding protein. Studi recenti hanno dimostrato che la molecola T1R1/T1R3 per il gusto umami, appartiene alla famiglia di recettori T1R che include anche T1R2/T1R3 a cui dobbiamo la capacità di riconoscere il sapore dolce.

L’età e le abitudini alimentari sembrano essere i fattori più importanti che determinano la percezione del gusto umami. Breslin et al. (2009) ha dimostrato inoltre variazioni nei geni che codificano per T1R1-T1R3 che si riflettono in differenze individuali nella sensibilità e nell’intensità percepita del gusto umami.
L’effetto sinergico tra glutammato, IMP e GMP:meccanismi molecolari Le interazioni sinergiche tra glutammato, GMP, e IMP effettuano una modulazione allosterica sui recettori del glutammato. La proporzione tra L-glutammato e nucleotidi è ovviamente importante perché si abbia la sinergia. L’aggiunta di nucleotidi in piccola percentuale esalta il gusto del glutammato di sodio:
10g di MSG +1gIMP = 55g di MSG
10g di MSG + 1g di GMP = 209g di MSG
Questo spiega la contemporanea presenza dei nucleotidi e del MSG che troviamo nei prodotti alimentari come dadi, piatti pronti.
Il loro impiego ha dei vantaggi? Come tali, sono utilizzati principalmente al posto degli estratti di carne, per esaltare i sapori dolci e carnei, mascherare il gusto imperfetto di alcune preparazioni alimentari ed eliminare il sapore amaro. IMP+ GMP vengono anche aggiunti ai prodotti in sostituzione di parte del glutammato monosodico (MSG) e questo permette di aumentare la sensazione del gusto sapido. Il risultato complessivo è l’utilizzo di una quantità minore di cloruro di sodio nel prodotto finale.
E con questo post partecipo per la prima volta al Carnevale della Chimica dedicato questo mese al tema “La chimica dei Sensi”
Fonti:
-T1R receptors mediate mammalian sweet and umami taste
World wide application of Umami
–Taste Is a Combination of Senses that Function by Different Mechanisms
Yummi Dough: la plastilina edibile
Pubblicato: 2011/03/21 Archiviato in: Additivi, Aromi, C' è posta per TRASHFOOD, Coloranti 13 commentiRingrazio Paolo senza il quale forse non avrei mai realizzato che esiste questa plastilina edibile: Yummi Dough. Viene presentata come “una pasta da modellare che si può mangiare! Yummi Dough è una pasta realizzata con ingredienti sani e naturali al 100% che i bambini possono mangiare, oltre che utilizzare per realizzare forme e disegni. Il kit comprende quattro confezioni di pasta colorata per giocare con la fantasia, creando divertenti figure. Poi tutto in forno per 15-20 minuti e che il gioco o lo spuntino abbiano inizio! ”
Ok. Questo è il testo del comunicato stampa che accompgana l’arrivo della plastilina in un negozio italiano, mi conoscete, non mi sono fermata e dopo una rapida ricerca, sono riuscita a trovare il sito internet dove è stata messa in vendita per la prima volta. Si tratta dell’iniziativa di due imprenditrici tedesche. L’ idea deve aver avuto successo se è proposta in vari siti internazionali:
Essknete – zum Kneten und Backen – für die ganze Familie,
Yummy Dough – edible modelling dough – for the whole family,
Patamiam – pour pétrir et four – pour toute la famille,
Yummy Dough – para amasar y hornear – para toda la familia,
Yummy Dough – A receita contra o tédio
Dalla lettura degli ingredienti emerge che le formule cambiano tra vari stati. Cominciamo con USA e Canada
Ingredients (USA/Canada): Enriched wheat flour, icing sugar, powdered vegetable shortening (partially hydrogenated soybean oil, corn syrup solids, sodium caseinate, mono and diglycerides), wheat starch, dried whole eggs, artificial flavour, artificial colours (contains tartrazine), soy lecithin.
Ingredients (worldwide except USA/Canada):
Wheat Flour, Sugar, Whole Egg Powder, Palm Oil, Wheat Starch, Modified Starch, Glucose Syrup, Maltodextrin, Colouring: Beetroot Red, Curcumin, Milk Protein, Flavourings, Colouring: E 133.
La plastilina edibile venduta in Italia contiene: farina di grano, zucchero, amido di frumento, uovo intero in polvere, olio di palma, sciroppo di glucosio, maltodestrina, coloranti: rosso barbabietola, giallo curcuma, beta-carotene, blu patentato V (E133), proteine del latte, aromatizzanti.
Pur di far mangiare i piu’ piccoli, cosa saremmo disposti ad acquistare? il costo di una confezione contenente 113 gr di miscela rossa, 113 gr gialla, 113 gr verde, 113 gr blu, 1 dosatore e 1 spatola è di 10,95€
Fonte immagine; Yummy dough; Nel blue dipinto di blue patent V
Le Spirulina Chips e le smartwaters
Pubblicato: 2011/02/24 Archiviato in: Aromi, C' è posta per TRASHFOOD, Coloranti 7 commentiTerza tappa del viaggio di Vittorio negli USA. Dopo Memphis e Miami una sosta a Delray Beach, Florida. Una capatina all’ “organic cottage“, un piccolo negozio, con annesso bar, che vende alimenti “bio“, o “organic” in stile USA. Si trovano centinaia di prodotti,vegani ma non solo, tutto con un’impronta rigidamente salutista. Tutto anche estremamente costoso. Ecco qualche foto.
Non potevano mancare quelli che adesso vengono chiamati “superfood“. Un esempio? Le Spirulina chips, conglomerati di Organic sesamo, Organic banana, Organic cocco (conservato senza solfiti), Organic spirulina, tutto sotto forma di “chips”. Si propongono come uno snack “salutista”, apporto calorico di 400Kcal per 100g. Il prezzo? 5$ ma i fan della spirulina sono disposti a spendere per questa alga considerata una ottima fonte nutrizionale di proteine e vitamine.
Cosa bere? Per gli amanti delle cole, la Zevia Cola. Si tratta di una bevanda dolcificata con la combinazione eritritolo/stevia, combinazione che si sta affermando perchè permette di ottenere bevande dolci ma a ridotto apporto calorico. Costa il 25% in più della coca cola normale ($1.20), cosa contiene? tra gli ingredienti ci sono stevia, eritritolo, caramello naturale, acido citrico, estratto di cola, acido tartarico, acido fumarico.
Prodotti di successo negli USA sono le cosiddette “smartwaters“, ossia acqua filtrata con aggiunta di varie vitamine. Come la linea LifeWater dal costo piuttosto elevato (1,75$ per 250ml). Prodotta dalla Pepsi, è dolcificata con PureVia (estratto di Stevia – Reb A) e eritritolo come la bibita precedente.
Ho curiosato nel sito della LifeWater e tra i vari “Flavours” disponibili:
Lifewater strawberry kiwi lemonade
Filtered water, erythritol, lemon juice concentrate, natural flavor, citric acid, potassium lactate, calcium lactate, black carrot juice concentrate (color), reb a (purified stevia extract), magnesium lactate, ascorbic acid (vitamin C), niacinamide (vitamin B3), calcium pantothenate (vitamin B5), gum arabic, pyridoxine hydrochloride (vitamin b6), sea salt (sodium chloride), beta carotene (color), cyanocobalamin (vitamin B12)
Lifewater Fuji apple pear
Filtered water, erythritol, natural flavor, citric acid, ascorbic acid (vitamin C), garcinia cambogia rind extract, xanthan gum, calcium lactate, potassium citrate, reb a (purified stevia extract), modified food starch, l-carnitine, vitamin E acetate, calcium phosphate, gum arabic, calcium pantothenate (vitamin B5), niacinamide (vitamin B3), panax ginseng root extract, chromium picolinate, pyridoxine hydrochloride (vitamin B6), beta carotene (color), cyanocobalamin (vitamin B12)
Lifewater Macintosh apple cherry
Filtered water, erythritol, citric acid, potassium lactate, natural flavor, calcium lactate, black carrot juice concentrate (color), caramel color, reb a (purified stevia extract), ascorbic acid (vitamin C), magnesium lactate, niacinamide (vitamin B3), calcium pantothenate (vitamin B5), pyridoxine hydrochloride (vitamin B6), sea salt (sodium chloride), cyanocobalamin (vitamin B12)
Potenza degli aromi! Gusto Fuji Apple? Gusto Macintosh apple? vi state chiedendo se esiste davvero la varietà Macintosh? esiste, è una delle mele piu’ vendute in Canada e nel Nord Est degli USA.






























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