ET.chettibus®-19.Risolto!

Et.chettibus risolto. Marco è stato velocissimo, si trattava dei nuovi confetti Smarties della Nestlè. Nuovi? esatto, sono usati come coloranti dei concentrati di vegetali e di frutta (cartamo, ravanello, carota nera, limone, ibisco, cavolo rosso) e concentrato di spirulina.

Sono i piu’ piccoli della foto. A confronto ci sono i confetti M&M in cui continuano ad essere impiegati i coloranti impiegati da anni: E 133,E 160e, E 100, E 120, E171, anche se ho visto che sono scomparsi dal sacchetto i confetti blue.

Introducing Smarties No Artificial Colours!

Smarties: coloranti in e out.

Nel blue dipinto di Blue patent V E133)

Estratto di cartamo.


ET.chettibus®-19

Ingredienti: Zucchero, pasta di cacao, siero di latte in polvere, farina di frumento, burro anidro, burro di cacao, latte scremato in polvere, amido di riso, emulsionante: lecitina di soia, concentrati di vegetali e di frutta (cartamo, ravanello, carota nera, limone, ibisco, cavolo rosso), concentrato di spirulina,agenti di rivestimento cera di carnauba-cera d’api, sciroppo di zucchero invertito.

Non è difficile vero? 🙂


Do you prefer Edible Gold or Silver?

Cose di cui non avevamo bisogno. Uno spray per alimenti. Preferite il gold o il silver?

Gold Spray: alcool etilico, aromi, E943a, E943b, E944, Coloranti: E555, E171, E172.
Silver Spray: alcool etilico, aromi, E943a, E943b, E944, Coloranti: E171, E555

Made in Germany, sono una creazione di Deli Garage

Grazie a Legba per l’assist!


Baby carrots. Eat them like junk food!

Le chiamano “baby” carrots, ma ad essere precisi, non si tratta di carote particolari ma comuni ortaggi solo tagliati in pezzi più piccoli e confezionati in buste che ricordano quelle impiegate per snacks e patatine.

E anche lo slogan coniato per la campagna -che si prefigge di promuovere il consumo delle baby carrots tra i bambini americani- strizza l’occhio agli snacks salati e dolci e recita: Eat them like junk food!

Non è la prima volta che le “baby carrots” sono oggetto di campagne pubblicitarie finalizzate a incrementarne il consumo. Ecco le Sponge Bob “baby” carrots presentate nel 2006, ma non ebbero molta fortuna.

Ecco il sito che promuove le Baby Carrots per saperne di più.

Riuscirà questa pubblicità a convincere i più piccoli davanti ad una vending machine a dirottare la scelta verso di loro invece che un sacchetto di patatine?

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Junk food marketing: multigrain P r i n g l e s

Leggi delle Multigrain Pringles e pensi subito alla deriva salutista dell’azienda.

Gusti Truly Original Nutrition, Creamy Ranch Nutrition e Cheesy Cheddar Nutrition.

Poi leggi gli ingredienti e scopri che le Multigrain sono solo un ottimo esempio di Junk food marketing

Truly Original Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH, SUGAR, AND TRIGLYCEROL MONO-OLEATE. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, DRIED BLACK BEANS, SALT, AND CITRIC ACID. CONTAINS WHEAT INGREDIENTS.

Creamy Ranch Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH, SUGAR AND TRIGLYCEROL MONO-OLEATE. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, SALT, DRIED BLACK BEANS, WHEY, BUTTERMILK, MONOSODIUM GLUTAMATE, GARLIC POWDER, COCONUT OIL, NATURAL AND ARTIFICIAL FLAVORS, ONION POWDER, DEXTROSE, SOUR CREAM (CREAM, NONFAT MILK, CULTURES), CULTURED NONFAT MILK, CITRIC ACID, SPICES, CREAM (NONFAT MILK, CREAM, LACTIC ACID, CULTURE), MALIC ACID, LACTIC ACID, APPLE CIDER VINEGAR, NONFAT MILK, VINEGAR, DISODIUM INOSINATE, DISODIUM GUANYLATE, SODIUM CASEINATE, MODIFIED FOOD STARCH, AND SOY PROTEIN. CONTAINS WHEAT, MILK, AND SOYBEAN INGREDIENTS.

Cheesy Cheddar Nutrition
INGREDIENTS: RICE FLOUR, VEGETABLE OIL (CONTAINS ONE OR MORE OF THE FOLLOWING: CORN OIL, COTTONSEED OIL, SOYBEAN OIL, AND/OR SUNFLOWER OIL), DRIED POTATOES, CORN FLOUR, MALTODEXTRIN, WHEAT STARCH, MODIFIED RICE STARCH AND SUGAR. CONTAINS 2% OR LESS OF: MALTED BARLEY FLOUR, WHEAT BRAN, SALT, BLACK BEANS, WHEY, CHEDDAR CHEESE (PASTEURIZED MILK, CHEESE CULTURES, SALT, ENZYMES), MONOSODIUM GLUTAMATE, COCONUT OIL, BUTTERMILK POWDER, ONION POWDER, CITRIC ACID, LACTIC ACID, NATURAL FLAVORS, AUTOLYZED YEAST EXTRACT, GARLIC POWDER, YELLOW 6 LAKE, YELLOW 5 LAKE, SODIUM CASEINATE, DISODIUM INOSINATE, DISODIUM GUANYLATE, YELLOW 5 AND YELLOW 6. CONTAINS WHEAT, MILK, AND SOY INGREDIENTS.

Le recensioni di chi le ha già provate non sono entusiasmanti

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Do you T e n d e r c r i s p ®?

Con meno clamore rispetto alle promozioni precedenti, il parmigiano reggiano entra nei panini della Burger King. Come si chiama la combinazione panino, filetto di pollo, bacon e scaglie di Parmigiano Reggiano DOP? Tendercrisp® Parmigiano Reggiano.
Edizione limitata come usa in queste occasioni.
Chi si cimenta stavolta in professione gastro-photoreporter? 🙂

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Imitation cheese: It looks like cheese, smells like cheese, but it is not

E il momento di riparlare degli imitation cheese” a cui avevo accennato un po’ di tempo fa in un post che aveva suscitato interessanti commenti tra i lettori. E’ un fenomeno di cui non si conoscono le proporzioni ma probabilmente è aumentato negli ultimi anni. Si è stimato che circa 20.000 tonnellate di “imitation cheese” o cheese analogue vengano consumati ogni anno nei vari paesi dell’Unione Europea. Rappresenterebbe meno dell’1% dei consumi ma è pur sempre un fenomeno da non sottovalutare.

Perchè se ne riparla? perchè ho letto in un comunicato che il Parlamento europeo sembrerebbe intenzionato, nell’ambito del progetto di regolamento teso a modernizzare l’etichettatura degli alimenti, ad approvare un articolo che autorizza i «formaggi di imitazione,» prodotti nei quali la crema del latte è sostituita da diversi ingredienti. Se finiscono tra gli scaffali abbiamo l’etichettatura che ci può guidare ma cosa accade se pizzerie o ristoratori ne fanno un uso in cucina? In Germania per esempio Petra Zachari, rappresentante di una associazione di consumatori ha dimostrato in una indagine che alcuni campioni di formaggi serviti in alcuni ristoranti tedeschi erano degli esempi di imitation cheese

Un rapido tour su Google e scopro che ne esistono già diversi di cheese analogue in vendita negli USA e in altri stati. Gli imitation cheese vengono studiati da team di tecnologi e produttori alla ricerca del blend che riproducano il piu’ possibile le caratteristiche organolettiche dei formaggi autentici. Cosa contengono? tra gli ingredienti amidi modificati, grassi vegetali vari tra cui anche olio di palma, caseina, sottoprodotti di lavorazione del latte, fibre alimentari.

It seemes cheese but it is not!

Ecco qualche esempio pescato in rete:

Ma il prodotto che mi ha decisamente sorpreso in negativo è questa “imitation mozzarella” che è usata come ingrediente di una pizza surgelata in vendita in un sito di e-commerce. Complimenti a chi l’ha pensata!

adesso quando mi chiederanno un esempio di Junk food, saprò cosa citare.

Ecco gli ingredienti della Imitation Mozzarella Cheese: (Water, Partially Hydrogenated Soybean Oil With Citric Acid, Casein, Modified Food Starch, Dehydrated Mozzarella Cheese [Cheese {Milk, Culture, Rennet, Salt}, Milk Solids, Disodium Phosphate], Milk Protein Concentrate, Contains 2% Or Less of: Sodium Aluminum Phosphate, Salt, Lactic Acid, Disodium Phosphate,

Ehi, non è finita c’è anche l’Artificial Mozzarella Flavor [Modified Corn Starch, Corn Maltodextrin, Lipolyzed Butterfat, Artificial Flavors, Flavors],

volete dare uno sguardo al resto? senza parole.

Fonti:

Assolatte_attacca_il_Parlamento_europeo:_Vuole_autorizzare_i_formaggi_di_imitazione

– –German Imitation Cheese

Fake cheese alarm

Fonte immagine 1, 2


De Kit Kat gustibus non est disputandum

Stamattina passando davanti ad un distribuore automatico dislocato nella scuola di mia figlia ho notato i Kit kat tra gli snacks in vendita. Ho ripensato alla protesta di cui ho scritto qualche giorno fa. Sapete quanti sono i gusti in vendita? piu’ di un centinaio.
Per esempio, pensate che sia frutto di photoshop l’immagine? vi sbagliate, esiste veramente il gusto grilled corn, del Kit Kat. Uno dei trend alimentari seguiti dalle principali aziende negli ultimi anni è declinare prodotti ai gusti e sapori locali. La Nestlè per dire ha proposto recentemente addirittura 19 nuovi gusti in Giappone dove lo snack è decisamente un prodotto di successo tra i giovani. Il motivo? sembra che sia dovuto proprio al nome perchè è molto simile alla frase “kitto Katsu“, che è un saluto bene augurante.
I nuovi prodotti in edizione limitata saranno in vendita in regioni diverse dello stato. I gusti sono davvero strani e bizzarri come “salsa di soia“, “caramello”, “patata dolce,“patata al burro”, “Roasted Green Tea”,”Aceto di mele”, “Uva moscato,” “castagna“. C’è anche il gusto “Ramune soda“, ho imparato che Ramune è il nome di una bevanda analcolica frizzante diffuse in Giappone. Non manca il gusto “miso“, il condimento derivato dai semi di soia.
De gustibus..

Si trovano delle recensioni ma in nessuno dei blogs che ho visitato, sono inseriti gli ingredienti che restano quindi misteriosi. Commenti e critiche ai vari gusti su Breaktown.com Pockywatch, The impulsive buy e su Japanese snack reviews.

Jenkens kit kat blog poi è dedicato esclusivamente a recensioni dei kit kat.

Fonte


Come nascono i Glocal McDonald’s

Lo sapevate che dal 2006 a Hong Kong c’è il McDonald’s Food Studios and Quality Center in cui si studiano modelli di consumo e gusti locali nelle varie regioni del mondo? Tutto viene analizzato in dettaglio per arrivare a nuove proposte che rispettino alcune regole ben precise, non solo la forma, gli ingredienti e il look, anche il tempo di consegna è omologato e fissato in 55 secondi. Anche in Europa c’è un centro ricerche, si trova a Monaco ed è qui che sono stati messi a punto formati e ingredienti degli ultimi prodotti. Tutti i dettagli entrano nel Product File dove sono riportate tutte le informazioni di peso, dimensioni, quantità e altre cose che il prodotto deve avere. Leggo che negli ultimi anni un team di 14 chef con esperienze culinarie importanti, guidati da uno chef italiano -chi sarà?- ha lavorato all’European Food Studio per sviluppare ricette dal “sapore italiano” come i Sapori di Montagna con Speck dell’Alto Adige IGP.

Forse anche il McItaly è frutto di studi condotti in questi centri anche se il Ministro afferma che è una sua idea e ha raccontato di aver dovuto rincorrere la multinazionale prima che la sua idea fosse ascoltata e avesse seguito. A proposito avete visto il servizio di qualche sera fa al Tg1 sulle polemiche Luca Zaia – Guardian?

Non è una novità quindi per Mcdonald’s cercare di inserire gusti e materie prime regionali nei suoi punti vendita sparsi per il mondo. Ho cercato in rete e ho trovato prodotti davvero strani. Nel ricorrere i gusti locali e regionali, sono nati: McDo Croque per il mercato francese, Ebi-O Filet In Giappone, il McFalafel in Egitto, l’hamburger Shogun a Hong Kong, il McCurry in India,il McBingsoo in Corea del Sud. Solo in Italia però l’iniziativa ha ricevuto il supporto -anche se gratuito- del Ministero delle Politiche Agricole.

E’ curioso trovare che nella storia del Mcdonald’s, ricca di successi, si contano anche diversi flop legati in vari casi proprio a proposte diverse dal classico panino e hamburger. Tra i prodotti McDonald’s caduti nel dimenticatoio o scomparsi del tutto ho trovato:

McGratin croquette Era uno speciale hamburger progettato per il mercato giapponese. Cause del fallimento forse l’abbinamento tra deep-fried macaroni, gamberi, e purè di patate serviti su un letto di foglie di cavoli?.

Hulaburgercreato nel 1963, era rivolto a cattolici rispettosi del venerdì senza carne. Si trattava di un cheeseburger, ma una fetta di ananas sostituiva la carne.

Deluxe Arch Un fallimento anche il Deluxe Arch forse per il prezzo maggiore delle altre proposte.

Mclobster L’aragosta al McDonald? Sembra che in Canada non sia andata troppo bene con il Mclobster.

McAfrica le numerose critiche suscitate dalla campagna pubblicitaria nel 2002, convinse gli addetti ai lavori a non proseguire.

McPizza Nella metà degli anni Novanta, McDonald’s decise di entrare nel business della pizza, nasceva McPizza. Progetto gradualmente abbandonato e dimenticato negli anni successivi.

Dinner Menu:McPasta testato per 6-12 mesi in due sedi a New York e Tennessee. comprendeva la pizza di cui sopra, ma anche lasagne, spaghetti, fettuccine Alfredo, e il pollo arrosto come antipasti. Come contorno purè di patate e verdure. Come il McPizza, fu un fallimento.

Recentemente la società ha proposto piatti di pasta per bambini in Nuova Zelanda e Australia. La scarsa domanda sembra che abbia fatto fallire l’idea.

Tornando al McItaly, è’ presto per fare bilanci. Sarà il tempo dell’esperimento -si parla di sette settimane- a stabilire se la nuova proposta McItaly sarà gradita ai giovani che il ministro si prefigge di educare.

Riuscirà anche la nuova proposta a contribuire a valorizzare i prodotti DOP scelti per l’operazione e ad avere una positiva ricaduta sull’agricoltura italiana? per ora le critiche superano abbondantemente pareri favorevoli sull’intera operazione.

Fonti:

Il McItaly su BlogBabel e su GoogleNews

L’occhio vuole la sua parte… A tavola?!

Top 10 Failed McDonald’s Products

A golden recipe for McDoonald’s Europe

McDonald’s Europe

‘McDonald ‘convertito’ sulla via di Damasco da super Zaia o Made in Italy McDonaldizzato?


Resvida ®, Resveradox®, insomma il Resveratrolo dappertutto.

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Dichiaro il 2010 l’anno del resveratrolo, credo proprio che sarà l’anno in cui vedremo sul mercato molti prodotti nuovi che lo contengono. Il resveratrolo è il polifenolo che piu’ di tutti gli altri presenti nel vino rosso è stato studiato e analizzato. Quando pensiamo al concetto di nutrizionismo” ecco che il resveratrolo è un esempio che potremmo citare.

La molecola di cui esistono i due isomeri trans-resveratrolo e cis-resveratrolo, ha un ruolo nella fisiologia vegetale, viene definito una fitoalexina ed è prodotta da numerose piante quando sono esposte a stress di vario genere, microorganismi patogeni o fattori ambientali.
Protagonista assoluto di tanti articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali,del resveartrolo sono stati studiati i livelli in alcuni tipi di vini, i fattori che ne influenzano la sintesi nell’uva e soprattutto i suoi effetti fisiologici a livello cellulare.

Antiossidante, antiiinfiammatorio, antiaggregante, alcune delle proprietà che gli sono state attribuite, ma non dimentichiamo che si tratta prevalentemente di studi condotti in vitro in cui si impiegano concentrazioni piu’ elevate di quelle che si ottengono con un consumo moderato di vino.
Visto il grande interesse suscitato dai suoi effetti fisiologici e i numerosi articoli pubblicati, è proposto da diversi anni in vendita come supplemento. Il resveratrolo contenuto è ottenuto dall’uva? No, è derivato prevalentemente da una pianta chiamata Japanese knotweed. Infatti nonostante il resveratrolo sia sempre stato associato all’uva e al vino rosso, in realtà è una molecola sintetizzata anche in altre piante. Lo troviamo appunto nelle arachidi, nei mirtilli e in altri frutti. Se dico Polygonum cuspidatum forse non la conoscete ma è proprio dalle radici di questa pianta che si estrae il resveratrolo usato in molti supplementi.

Avete visto quanti ce ne sono di siti web che vendono il resveratrolo in compresse? E avete letto i prezzi? Non mancano polemiche sui siti internet che vendono questi prodotti, accusati anche di messaggi fuorvianti e di sfruttare a sua insaputa l’immagine del ricercatore David Sinclair per convincere dell’acquisto. Sinclair è tra gli autori della ricerca che ha attribuito al resveratrolo un effetto anti-invecchiamento se somministrato a modelli animali in quantità decisamente alte, quantità che non si raggiungono né bevendo il vino rosso né ingurgitando supplementi particolarmente concentrati.

Ci dobbiamo aspettare anche dei flavoured drinks al resveratrolo? Certo, anche se il resveratrolo non è solubile in acqua, sono state già presentate forme idrosolubili ottenute mediante l’uso della ß-cyclodextrina. Il prodotto si chiama Resveradox ®

Vediamo qualche prodotti nella cui formulazione è stato aggiunto il resveratrolo. Ecco un Resveratrol Juice.

ResveratrolJuice

E Cardio Water Ogni bottiglia da 12oz contiene i livelli di resveratrolo contenuti in 100 bicchieri di vino rosso. Cosa c’è dentro? : Purified Water, Organic Evaporated Sugar Cane Juice, Erythritol, Natural Flavor, Vegetable and Fruit Juice (for color), Citric Acid, Malic Acid, Resveratrol, Stevia Extract, and Pomegranate Extract.

Altro drink contenente resveratrolo è l’ Anti-ageing -Nutraresveratrol Water. https://i0.wp.com/www.foodbev.com/writeable/uploads/images/resized/286w_123_pomegranate.jpg

Ora che la DSM ha immesso sul mercato un prodotto che contiene al 90% resveratrolo,dobbiamo attenderci comunque l’arrivo di altri prodotti alimentari che lo contengono. LA DSM ci tiene a sottolineare che il resveratrolo in vendita negli altri siti è ottenuto dalla Giant Knotwee coltivata in Cina e che il suo impiego non offre garanzie di sicurezza per la salute umana. Della serie siamo piu’ bravi noi.

L’azienda DSM per il nuovo prodotto che ha chiamato Resvida®, ha privilegiato la via di sintesi da lieviti ma offre sul mercato anche un prodotto ottenuto per estrazione dall’uva. Resvida è stato già usato come ingrediente di WineTime,una barretta che contiene resveratrolo in quantità pari a 50 bicchieri di vino rosso.

E non vogliamo ricordare le gomme anti-aging al resveratrolo?

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Fonti:

Il resveratrolo

Are Anti-Aging Products Containing Resveratrol Scamming Innocent People?

Does Resveratrol Really Work?