Obesità e sovrappeso in età pediatrica in Italia

Questa è la settimana che precede l‘Obesity day fissato per il 10 ottobre prossimo. Un post al giorno sul tema dell’obesità.

Qual è la regione con la percentuale piu’ bassa di bambini in sovrappeso e obesi? e la regione dove è maggiore? Nel 2009, avevo utilizzato i dati di indagini condotte negli anni precedenti per confezionare questo video.

A distanza di due anni è stato clonato da due utenti di YouTube, ma non è contrario alla policy del social network?

Annunci

Pubblicità o product placement?

La settimana scorsa nello zapping domenicale mi sono imbattuta in un episodio della serie “Il Medico in famiglia” con riferimenti così espliciti a prodotti alimentari che mi sono chiesta se si trattasse di pubblicità occulta. Invece no…anche nelle fiction italiane è arrivato il product placement

Cos’è il product placement? Vedremo sempre più spesso prodotti di ogni genere nelle trasmissioni televisive. Il tutto è frutto della nuova direttiva della Commissione Europea per il mercato tv, in vigore già dal dicembre 2009. La direttiva permette che la televisione possa usufruire del meccanismo del product placement, meglio conosciuto come pubblicità indiretta, ovvero la possibilità di ‘rendere’ visibile, e tacito, lo sponsoring di prodotti all’interno delle trasmissioni tv così come accade per il cinema. In poche parole le aziende possono ‘acquistare degli spazi’ nelle trasmissioni tv, ma non sotto forma di telepromozioni o televendite, bensì come una specie di fornitura di prodotti.

Tornando alla fiction, come previsto, in coda è apparso l’elenco delle aziende oggetto della promozione.

A qualcuno altro -non solo a me – però è rimasto qualche dubbio sulle modalità della promozione.

Pubblicità o product placement? Giudicate voi. Ecco la sequenza a cui mi riferisco. Avete già capito di cosa si tratta vero? 🙂

Fonte:


Le filiere alimentari secondo Carla

Si può fare informazione in modo ironico? Certo, documentandosi comunque in modo accurato per dare messaggi corretti da un punto di vista scientifico. E Carla di certo si è documentata.
Le perdoniamo qualche svarione, l’aver generalizzato abbondantemente e l’aver messo sullo stesso piano molecole e coadiuvanti così diversi tra loro? ascorbato di sodio, alginato di glicole propilenico, acido acetico, acido tartarico, solfato di alluminio, cloruro di nitrosile, sorbato di potassio e svariate altre molecole alcune delle quali usate nelle sofisticazioni alimentari?

In fondo è solo una gag radiofonica. 🙂

Ma veramente il glutammato di sodio è usato come agente oressizzante nei mangimi?

Via


My friend Boo. Changing children’s behaviour through fun and games

C’ eravamano lasciati con Mr Fruitness, testimonial della campagna promozionale per promuovere il consumo di frutta nei giovani consumatori europei. Nuovi cartoon in arrivo. Cosa accomunano Turchia, Macedonia, Serbia, Kosovo, Irlanda,Olanda, Belgio, Slovacchia, Repubblica Ceca e Romania? Un canale Tv in ognuno degli stati trasmetterà a breve i cartoni animati creati nell’ambito del Progetto “Changing children’s behaviour through fun and games” supportato dall’Intelligent Energy – Europe (IEE) . La presentazione della serie che si occuperà anche di obesità infantile è avvenuta il mese scorso a Bruxelles in occasione del 20° incontro dell’ECOG, il gruppo europeo sull’obesità infantile.

Il nuovo progettoMy friend Boo si rivolge a bambini dai 5 agli 8 anni. L’obiettivo è condivisibile, avvicinare i piu’ piccoli a temi come l’ambiente, lo stile di vita, la tutela della risorsa acqua, temi energetici e trasporti per un totale di nove episodi. I protagonisti sono tre bambini (Ben, Jaq e Lucy) accompagnati da Boo, il loro cane magico. Boo accompagnerà i tre bambini in una serie di avventure che nel caso dei tre episodi sull’obesità faranno loro scoprire l’importanza della prima colazione, il valore di una merenda sana, l’importanza dello svolgere attività sportive ed esercizio fisico.

Il progetto “My friend Boo” ha ricevuto finanziamenti da tre distinti programmi comunitari per ognuno dei tre temi trattati. E ora veniamo ai costi: leggo che la parte sull’obesità è stata finanziata dal programma Health della Direzione Generale Sanità e protezione dei consumatori della Commissione europea con circa 220 mila euro, corrispondenti al 60% del totale dei costi. Il resto della quota è stato fornito dai vari partner raccolti attorno al progetto. Io di fronte a queste cifre resto basita, ma non ho idea dei costi di queste produzioni. Sul sito my friend boo troverete anche materiale didattico riservato a insegnanti e genitori.

Sono perplessa sul fatto che in ogni stato sia concessa l’esclusiva ad uno solo canale Tv. In Italia sembra che non siano stati raggiunti accordi per la messa in onda.
Per altre informazioni si può visitare il sito EcoAnimation project (LIFE07 INF/UK/000950)

Ecco uno degli episodi. Come vi sembra?

Fonti:

EcoAnimation project

my friend boo

Screenwatch

genitori.it


The In(edible) Egg

Avrete letto sicuramente nelle settimane scorse delle cifre mostruose di uova ritirate dal commercio negli USA.

Si parla di piu’ di 500 milioni di uova ritirate a causa di una contaminazione da salmonella. 23 stati coinvolti e migliaia di persone intossicate.

Ecco il video della Slow Food USA a commento dell’intera vicenda. Sono intanto arrivate le scuse di Jack DeCoster e di suo figlio Peter, proprietari della Iowa Egg farm, una delle aziende coinvolte nella vicenda.

Il video si conclude con un messaggio chiaro “Organic egg is better“. Ma è cosi?

Basta cercare e si trovano ovviamente voci a favore e voci contrarie:

Buy organic eggs to avoid salmonella poisoning may be not

Are organic eggs safer?

Leggo e condivido quanto scritto su Food Consumer: ‘The general thinking is that larger chicken farms are much more difficult to keep clean, and this makes it easier to transmit Salmonella.’”

Fonti:
Slow food inedible egg; meattradenewsdaily.


Fresh: The movie

C’è ancora Michael Pollan dietro Fresh, un documentario-film curato da Ana Sofia Joanes. Ancora attenzione sull’agricoltura convenzionale statunitense a confronto con farmer market e urban gardens, un invito quindi a riflettere sulle filiere alimentari e le nostre scelte alimentari.

Fino ad ora solo proiezioni private.

In questa intervista l’autrice spiega il lavoro svolto e come ha scelto le storie da raccontare. Incontriamo vari produttori come Will Allen, Diana Endicoot, proprietari di piccoli negozi che si riforniscono da agricoltori locali come David Ball, c’è perfino uno dei protagonisti del libro di Pollan. Chi ha letto “il dilemma dell’onnivoro” ricorderà le pagine dedicate a Joel Salatin e alla sua azienda agricola Polyface.

Su Twitter potete seguire le news sul film.


Eat real. Eat local.

Mentre stavo cercando delle animazioni su temi legati alle filiere e all’alimentazione mi sono imbattuta nel video prodotto nell’ambito del progetto Eat real. Eat local. Il contenuto è rivolto ai canadesi ma i temi ci sono comunque familiari: attenzione alle filiere, all’ambiente, alla stagionalità, maggiore consapevolezza negli acquisti. La sorpresa è che il committente è la Hellmann’s Best Food, brand della multinazionale Unilever. L’azienda è leader nella produzione di maionese e salse derivate per il mercato di Stati Uniti e Canada.
Lo chiamiamo un esempio di greenwashing? Con questo termine che deriva delle parole inglesi green (verde) e washing (lavare) ci si riferisce a quelle aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni che organizzano campagne marketing eco-friendly. Il tutto allo scopo di creare un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) e distogliere l’attenzione dalle proprie responsabilità nei confronti di impatti negativi sull’ambiente.

Il video comunque per me è un piccolo capolavoro di animazione.

Fonte: CANADIANS ENCOURAGED TO ‘TWEET’ FOR CHARITY JULY 29TH eatrealeatlocal.ca