La radio ne parla, della melamina
Pubblicato: 2008/11/14 Archiviato in: Multimedia, Te lo do io l'alert 8 commentiL’altro giorno la trasmissione di Rai 1 La radio ne parla ha parlato della Melamina. Grande emozione durante la diretta! Ci sono anch’io tra gli ospiti della puntata. Contributi di Paolo Longo, corrispondente Rai da Pechino e Silvio Borrello, Direttore Generale Sicurezza Alimentare, Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali. Durante lo spazio anche una intervista registrata al colonnello dei Nas Antonio Concezio Amoroso. Infine Edi Sommariva, Direttore generale FIPE-Confcommercio. Il Washington Post ha ricostruito proprio qualche giorno fa la vicenda.
Tag: melamina Cina Contaminazioni La radio ne parla
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/09/28 Archiviato in: Not Only Food, Te lo do io l'alert Lascia un commento–Dessert a sorpresa, adesso so cosa come sono fatti certi panini cinesi.
-Anche oggi proseguirà il Nanosocial/01, un evento dalla formula insolita a cui ero stata invitata. Nano-partecipanti, nano-invitati, nano-programma, vuoi vedere che avrei parlato dei nanofoods? Comunque il pranzo dicono che fosse alla giga.:-)
–Jiko-rice Sebbene autosufficiente per la produzione di riso, il Giappone importa circa 770.000 tonnellate di riso all’anno. Cosa succede se il riso sebbene contaminato viene venduto e usato in scuole, ospedali e aziende? Un vero terremoto anche politico, scuote il Giappone da diversi giorni.
–Melamina-recall-globale Non si fermano i recall di prodotti in cui si è dimostrata la presenza concentrazioni variabili di melamina.
–Fast-slow-no-ho-detto-raw-food I raw fooders, non solo sono vegetariani , mangiano i cibi vegetali completamente crudi. Ho scoperto insomma il raw food movement su Nature Network.
–Uliassi e Cedroni. Buon Kungsfenan Senigallia è il comune italiano con la piu’ alta concentrazione di ristoranti e di chef celebrati come sono Moreno Cedroni e Mauro Uliassi, i due ambasciatori della Rotonda a Mare di Senigallia. E il 30 ottobre prossimo, all’Opera di Göteborg (Svezia), entrambi riceveranno il premio Kungsfenan 2008.
–Piacere triptofano In prossimità di ‘I Primi d’Italia’, il festival dedicato alla pasta, tutti pazzi per il triptofano.
Jiko rice
Pubblicato: 2008/09/26 Archiviato in: Te lo do io l'alert 2 commentiSebbene autosufficiente per la produzione di riso, il Giappone importa circa 770.000 tonnellate di riso all’anno, il 9% del consumo annuale, secondo quanto prevedono accordi WTO. Il riso importato viene dirottato prevalentemente alla lavorazione o alla distillazione. Come ha raccontato Lorenzo, è quello che è accaduto anche nelle ultime settimane nonostante il riso non rispettasse standard di sicurezza per essere destinato all’alimentazione umana.
Parte del riso importato dalla Cina conteneva pesticidi a livelli elevati, per la precisione il metamidofos oltre la soglia consentita.
Il riso proveniente dal Vietnam era contaminato da aflatossine.
Tra i paesi esportatori anche gli USA, ma in alcuni quotidiani si riporta uno strano giro di etichette false di riso tra Cina e US. Altre frodi nel villaggio globale.
La Mikasa Foods coinvolta nella importazione, ha ammesso di aver destinato il riso a scuole, ospedali e a diverse aziende, tra cui alcune produttrici di sake,crackers e shōchū, un tipico distillato giapponese. A causa di tutto questo, un milione di bottiglie di shōchū e sake sono state ritirate.
Negli anni precedenti, ci sono stati altri casi di contaminazione di riso in Giappone, il 70% è risultato essere importato dall’estero.
Tag: Giappone Japan tainted rice riso sicurezza alimentare WTO
Melamina: recall globale?
Pubblicato: 2008/09/25 Archiviato in: Te lo do io l'alert 7 commenti
Difficile commentare le ultime news sparse in rete sulla melamina.
-Ora che la melamina è stata evidenziata in cartoni di latte -non solo quindi in quello in polvere- Starbucks, ha annunciato che non userà piu’ il latte della ditta Mengniu per i suoi 300 punti vendita sparsi per la Cina. Il latte verrà sostituito con latte di soia Made in Hong Kong.
-Trovata melamina anche nel latte cinese esportato nelle Filippine.
-In Nuova Zelanda a causa della melamina in alcuni campioni, recall delle White Rabbit Creamy Candies, tipiche caramelle cinesi in cui il milk power è tra gli ingredienti.
-Colpite anche le White Rabbit Creamy Candies negli USA. 99 Ranch, una catena di supermercati asiatici ne ha ordinato la rimozione dagli scaffali.
-Recall anche del latte Nestle Dairy Farm Pure Milk venduto a Hong Kong per centri di catering
–Taiwan sta rimuovendo diversi prodotti dagli scaffali, tutti quelli che vedono latte in polvere cinese tra gli ingredienti.
-Annunciati divieti di importazione di prodotti contenenti derivati del latte cinese anche in Corea e in Francia.
Mi fermo qui.
Tag: melamina melamine milk China San Lu Fonterra White Rabbit Creamy Candies
La scorsa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/09/22 Archiviato in: Not Only Food, Prodotti ortofrutticoli, Senza categoria, Slot food, Te lo do io l'alert Lascia un commento–Scandalo melamina. Si torna a parlare di contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt-sono risultati contaminati. La melamina veniva aggiunta a latte in polvere o altri prodotti alimentari al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.
–Espresso in lattina. Successo o insuccesso?
–Bone Bone. Si chiama così la merendina ideata da un gruppo di studenti dell’Università Federico II di Napoli.Sarà “Bone Bone” a rappresentare l’Italia a “TROPHELIA EUROPE 2008” il prossimo 20 ottobre a Parigi, in occasione del SIAL (Salone Internazionale dell’Alimentazione).
– Nitrati-nitriti-e-barbabietole-anti-ipertensione Tutto quello che sapevate sui nitrati e nitriti è sbagliato?
–Alert weekly. Si riparte con la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF) per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale.
Scandalo melamina
Pubblicato: 2008/09/18 Archiviato in: Te lo do io l'alert 40 commentiScandaloso. Non c’è altro da dire per descrivere le contaminazioni da melamina. Dopo i mangimi per animali domestici che dalla Cina sono stati esportati in altri stati, latte in polvere e altri prodotti del settore caseario -si parla di yogurt– sono risultati contaminati in queste ultime settimane.
A che scopo aggiungere melamina a latte in polvere o altri prodotti alimentari? al fine di aumentare fraudolentemente -alle analisi di controllo- il livello di sostanze azotate.
Che cosa ho imparato in queste ultime ore?
Ci sono 4 bambini deceduti, spero tanto che non ci siano altre vittime, si parla di piu’ di 6000 neonati che manifestano sintomi a livello renale, indice che sono venuti a contatto e hanno assunto il latte contenente la melamina.
Sembra che la vicenda fosse nota dai primi di agosto, qualche giorno prima della inaugurazione delle Olimpiadi.
Il gruppo caseario San Lu, coinvolto nella vicenda è stato acquisito per il 43% dalla multinazioanle neo-zelandese Fonterra, che ovviamente non sta facendo un figurone.
La Fonterra è uno dei piu’ grande fornitori di prodotti lattiero-caseari, esporta il 90% dei suoi prodotti lattiero-caseari in 140 paesi.
Un altro marchio straniero probabilmente coinvolto si chiama Kocci, una joint-venture tra Cina-Australia.
Finora nessun problema è stato riscontrato tra gli altri partner commerciali stranieri che si forniscono di latte in polvere tra cui Abbott, Meadjohnson, Nestlè, Wyeth o Dumex.
Tra i marchi cinesi sulla lista nera ci sono Yashili, Yili, Mengniu, e Shengyuan. Tra tutti i prodotti contenenti melamina, il latte in polvere della San Lu è quello in cui è stata evidenziata la qunatità maggiore di melamina (2563 mg per kg). Il contenuto di melamina in altri marchi è risultato tra 0,09 e 619 mg per chilogrammo.
La melamina non è stata trovata in campioni di prodotti lattiero-caseari forniti durante le Olimpiadi di Pechino.
Ci sono degli indagati, tra questi un rivenditore di melamina, è ritenuto responsabile di aver venduto il composto ad alcuni fornitori di latte della San Lu.
Fonte: chinastakes.com
Tag: melamina melamine milk China San Lu Fonterra
Alert weekly: metalli pesanti e riso Bt 63
Pubblicato: 2008/09/15 Archiviato in: Te lo do io l'alert 4 commentiRipropongo la lettura del report settimanale RAPID ALERT SYSTEM FOR FOOD AND FEED (RASF). per seguire e ragionare sugli alert che colpiscono le merci piu’ varie in transito nel villaggio globale. Mi limito ad alcune tra quelle che la settimana scorsa sono state segnalate all’interno dei confini nazionali.
Contaminazione da metalli in alcuni prodotti ittici, mercurio (1.21 mg/kg – ppm) in campioni surgelati di Xiphias gladius provenienti dalla Spagna. Cadmio (9.96 mg/kg – ppm) nei molluschi francesi della specie Pecten maximus, per la verità non è mica la prima volta che ne leggo la segnalazione.
Segnalata la presenza di una varietà di riso transgenico non autorizzato in spaghetti made in Cina. Si tratta del GM rice Bt63. Non è la prima volta che il riso Bt63 arriva in Europa, in precedenza, accadde nel settembre 2006, i campioni furono evidenziati nel Regno Unito, Francia e Germania. Nonostante le rassicurazioni da parte delle autorità cinesi, nuove segnalazioni sono state riportate negli anni successivi fino a quest’ultima. Leggo che anche in Giappone è stata riportata la contaminazione con lo stesso tipo di riso transgenico Bt63. Il Giappone, grande consumatore di riso, fino ad oggi non ha autorizzato la coltivazione di riso transgenico, dal 2004 però ci sono campi sperimentali.
Vale la pena anche guardare cosa succede fuori dai nostri confini. Continuano per esempio le importazioni di partite di frutta secca iraniana contaminata da aflatossine.
Qui il Report (RASF) completo della prima settimana di settembre.
Consulenze nutrizionali e messaggi pubblicitari: Il caso A-L-I-X-I-R
Pubblicato: 2008/09/06 Archiviato in: Messaggi fuorvianti, Not Only Food, Te lo do io l'alert 5 commentiOra, dopo la pronuncia dell’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ricorso permettendo, la Barilla ha 90 giorni di tempo per riformulare le scritte contestate dalle confezioni di Alixir.
Nell’archivio dell’autorità Garante troviamo traccia delle istruttorie degli ultimi dieci anni. In passato la Barilla è stata oggetto di attenzione una decina di volte, a proposito di biscotti, merendine. Solo in un paio di occasioni compresa quest’ultima, la pubblicità è stata ritenuta ingannevole.
Mi chiedo ora quale sarà il destino del sito internet Alixir:il segreto di vivere al meglio, curato da Helthware. Anche nel sito troviamo alcuni dei testi contestati tra cui le diciture in latino “Iuvenis” ed “Immunitas” che secondo il Garante ingenerebbero confusione circa “la reale natura dell’elemento caratterizzante della funzionalità dei prodotti segnalati, ove lascia intendere che si tratti di una sostanza esistente in natura avente le dichiarate proprietà benefiche sullo stato di salute, mentre trattasi di un mix o combinazione di sostanze di diverso tipo, come appare dalla composizione degli ingredienti“.
Healthware è una agenzia italiana dedicata alla comunicazione digitale nell’area salute, fa parte del Gruppo Publicis. Il gruppo espone anche stamattina il banner Alixir in home page, con rimando al sito Alixir progettato -come si legge – nell’ambito della strategia di marketing e comunicazione, con l’obiettivo di diffondere tutte le informazioni e le curiosità scientifiche alla base del brand.
Come verrà riprogrammata la campagna web nata a base di media flash, video e contenuti audio utili ad offrire le informazioni anche in un tempo di fruizione ridotto, in linea con le esigenze del target di riferimento?
Come ne esce la Barilla dalla vicenda? Male, ma non ne escono bene anche tutti i consulenti ed esperti coinvolti nella comunicazione cartacea e nel web. Possibile che a nessuno dello staff sia venuto il dubbio? O abbia alzato la mano. Ehi! ma qui poi l’autorità garante…potrebbe..aver qualcosa da ridire?
La Barilla ha annunciato il ricorso al Tar del Lazio. “Sappiamo di aver agito in maniera corretta e i messaggi pubblicitari sono seguiti a indagini scientifiche sulla natura dei nostri prodotti. Tutto è stato fatto in ottemperanza con le norme vigenti. Che il cibo pubblicizzato fa bene non lo dice la campagna di comunicazione ma le indagini scientifiche effettuate. Per di più già da tempo, viste le segnalazioni, come strategia aziendale abbiamo tolto quei claim contestati dai prodotti. Ora prepareremo il ricorso”
Indagini scientifiche? allora i dati dovrebbero essere forniti dall’azienda all’autorità Garante. Eccoli, l’ho trovati. “Barilla -si legge- ha argomentato che le risultanze degli studi clinici da essa commissionati dimostrerebbero la vantata efficacia degli alimenti della linea Alixir.”
Bene! mi sono detta. Devono essere gli studi citati nell’annuncio del ricorso,quegli stessi studi che sono alla base dei messaggi pubblicitari contestati. Tutti possono leggere di cosa si tratta. In sintesi:
Le ricerche sono state effettuate in gruppi di soggetti che hanno incluso i vari prodotti Alixir Cor™, Alixir Immunitas™, Alixir Regularis™ o Juvenis™ nella loro alimentazione. I tempi dello studio sono vari da 20 fino a 30 giorni a seconda dei prodotti, un tempo che evidentemente è stato considerato sufficiente per valutare le modificazioni di parametri biochimici scelti come marker. Le ricerche sono state svolte in centri universitari con sede a Bologna, Parma e Napoli.
La casistica è comunque davvero limitata (dai 16 ai 20 soggetti) e l’ISS chiamato a giudicare gli studi clinici effettuati da Barilla e posti a supporto dei vanti pubblicitari, ha evidenziato che trattasi di studi non pubblicati e non sottoposti al vaglio di “Referee per quanto attiene alla loro qualità metodologica” “In alcuni casi le dosi somministrate sono superiori a quelle fornite dai prodotti Alixir, ad esempio per Alixir Cor™”.
L’ISS ha puntualizzato quindi che gli studi prodotti non erano sufficienti a soddisfare i criteri richiesti dalla Comunità Europea per valutare il supporto scientifico necessario ad autorizzare “health claim”.
La documentazione portata da Barilla è datata marzo 2007 o dintorni. Forse gli studi sono proseguiti in questi mesi? Sono stati pubblicati su riviste scientifiche?
Attendiamo il ricorso.
I miei post precedenti sulla linea Alixir, li trovate qui.
Tag: Alixir, Barilla, autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, pubblicità ingannevole, Istituto Superire di Sanità, nutrizione
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/08/31 Archiviato in: Multimedia, Not only trashfood, Prodotti ortofrutticoli, Slot food, Te lo do io l'alert Lascia un commento–filatelia gastronomica Made in Italy.Amatriciana da affrancare, è stato presentato il nuovo francobollo della serie Made Italy: è dedicato alla ‘Sagra degli spaghetti all’Amatriciana’
–Il primo.No, il secondo ristorante automatico in Italia
Sbaggers è a Norimberga, Bamn a Manhattan, ristoranti automatici, concepiti diversamente negli arredi, nella cucina e nella distribuzione dei piatti, ma la filosofia è la stessa. Dopo il Ristorante Cibernetico a Padova, annunciata l’apertura di un ristorante automatico a Bologna. Si chiamerà Jakfox.
–Efsa favorevole alla ice structuring protein della Unilever
Pubblicato il parere dell’EFSA alla anti-freeze protein,una proteina transgenica: Favorevole.Ora attendiamo la pronuncia della Commissione Europea e cosa ne diranno i vari stati membri. Si comincerà a parlare di nuovo di OGM?
-Cartoline marinare, foto e ricordi delle vacanze, T come Tonni, A come arancini , G come granite
Fienile in fermento multimediale. Tutto sull’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia. In un video di 7 puntate.
–La bistecca dal laboratorio al piatto.Ispirata da un articolo su Repubblica, ripropongo il tema della produzione high-tech della carne. Hanno partecipato al sondaggio 11 lettori, grazie! come si sono espressi? i risultati qui.
L’ EFSA favorevole alla ice structuring protein (ISP) della Unilever
Pubblicato: 2008/08/29 Archiviato in: Additivi, L'angolo chimico, Te lo do io l'alert 12 commentiDella anti-freeze protein impiegata dalla Unilever per produrre gelati ne avevo parlato due anni fa.Titoli urlati e di fantasia per alcuni giorni, come quello sotto apparso sul Corriere della Sera, poi è calato il silenzio.
La Unilever non si è comunque arresa. Ora che l’European Food Standards Authority’s (EFSA) ha pubblicato il documento “Safety of ‘Ice Structuring Protein (ISP) – Scientific Opinion of the Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies and of the Panel on Genetically Modified Organism” che afferma la sicurezza della proteina, ne sentiremo parlare di nuovo?
La proteina transgenica nota con l’acronimo ISP (ice structuring protein) è autorizzata come ingrediente a livelli non superiori a 0.01% del peso del prodotto.
-Cosa sono le ISP (ice structuring protein) o anti-freeze protein? Sono proteine che intervengono in natura in animali e vegetali che vivono a basse temperature come pesci, licheni e batteri. Esse legandosi ai cristalli di ghiaccio, permettono di abbassare la temperatuura di formazione di cristalli di ghiaccio e proteggono così i tessuti di piante o animali che vivono in ambienti estremi.
La Unilever inizialmente fece dei tests con la proteina ISP ottenuta dal pesce della specie Macrozoarces americanus. Per problemi economici, visto che estrarre la proteina dal sangue dei pesci artici è costoso, la Unilever ha messo a punto un processo per ottenere la proteina da colture di lieviti a cui è stata trasferita la capacità di sintetizzare la ISP. La ISP di cui stiamo parlando è quindi una proteina transgenica.
La proteina ottenuta -assicurano dalla Unilever- non contiene residui dei lieviti transgenici e DNA ricombinante. La stessa azienda ha fornito all’EFSA i dati di uno studio condotto su ratti a cui è stata somministrata forzatamante la proteina per 13 settimane. Dallo studio non sono emerse differenze signifiicative tra animali trattati e controlli. Da parte dell’EFSA si escude anche la possibilità di reazioni allergiche “The Panels found no evidence of genotoxic activity in a variety of trials. Based on a range of test results, the risk of an allergic reaction in fish-allergic people or the population at large is considered very unlikely, as is the possibility that allergic reactions to yeast allergens could occur due to eating the ISP-containing products.”
Ora come me, vi starete chiedendo: Perchè la Unilever ha iniziato a farne uso? L’impiego della proteina, secondo la Unilever, offre vantaggi nella produzione di low-fat ice cream,contribuisce cioè favorevolmente alla struttura e cremosità dei prodotti a basso contenuto in grassi.
-Ma è solo questo? cercando forse ho trovato altre risposte. La Unilever fa parte della International Ice Cream Association, la lobby con sede a Washington, è interessata all’impiego e all’autorizzazione da parte della FDA, di prodotti derivati dal latte di tutti i mammiferi per la produzione del gelato destinato al mercato statunitense. Su Themilkweed.com leggo che si vorrebbe permettere l’impiego di latte a basso contenuto di grassi e proteine come quello che si ricava dalle bufale, sostituendo quindi il latte vaccino. Senza dubbio la anti-freeze protein offre un notevole vantaggio economico nella produzione del gelato e nella formazione dei cristalli di ghiaccio. Questo permetterebbe l’uso di ingredienti meno costosi e di conseguenza profitti piu’ alti per l’azienda.
Tornando in Europa, ora dopo la pubblicazione del documento EFSA, dovrà esprimersi la Commissione Europea e anche gli stati membri dovranno decidere se approvare la proteina come ingrediente. Tra il 2003 e 2007, gelati ottenuti con la ISP sono stati già venduti negli USA, Australia e Nuova Zelanda. In questi stati i gelati non indicano in etichetta se si è fatto impiego della ISP.
Informazione di servizio. Quali sono i marchi Unilever in vendita negli USA in cui si è fatto uso della anti-freeze protein? Alcuni sono questi: Breyer’s Light Double-Churned, Breyer’s Light Double-Churned, Extra Creamy Creamy Chocolate ice cream.
Fonti: Food Navigator Themilkweed.com
Tag. Unilever EFSA ISP ice structuring protein anti-freeze protein gelato OGM International Ice Cream Association







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