Auguri!
Pubblicato: 2009/12/24 Archiviato in: Not Only Food 6 commentiLa mia casella di posta si è riempita in questi giorni di tanti messaggi di auguri di lettori del blog.
Grazie a tutti! Ricambio gli auguri a tutti voi che mi seguite.
Vi lascio in compagnia di Pluto e del suo Christmas tree!
Carbon label, carbon foot print, insomma le emissioni di anidride carbonica in etichetta. Prendere esempio dalla Svezia
Pubblicato: 2009/12/22 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, La borsa della spesa, Prodotti ortofrutticoli 5 commentiQuanti kg di anidride carbonica sono prodotti per ottenere 1 kg di carne bovina?
Carote o piselli per contorno? quale dei due ortaggi ha un minore impatto ambientale? Sareste in grado di rispondere?
Torno sulla relazione alimentazione-salute-impatto ambientale. L’occasione me la offrono gli svedesi che si trovano da diversi mesi delle novità nella etichettatura. Su alcuni prodotti alimentari sono comparse nuove etichette che oltre alle informazioni nutrizionali, riportano dati sulle emissioni di anidride carbonica legate alla produzione. L’esperimento riguarda anche alcuni ristoranti e fast food. Nell’immagine un esempio delle informazioni riferite ad un panino e hamburger della Max Burger, una catena di fast food svedese che grazie a questa iniziativa fa parlare di sè.
Per arrivare alle cifre riportate sulle confezioni, gli scienziati reclutati dalla catena Lantmannen hanno analizzato le filiere produttive di 20 prodotti. Esaminate le emissioni relative ai trattamenti durante la coltivazione, alla lavorazione, stoccaggio e trasporto. La campagna divulgativa voluta dalla Swedish National Food Administration ha portato anche alla realizzazione delle Linee Guida con una serie di raccomandazioni che oltre ad indirizzare il consumo verso gli alimenti con un minor dispendio energetico (carne avicola ad esempio rispetto alla carne bovina, forniscono anche indicazioni sugli aspetti nutrizionali dei vari alimenti e sulla disponibilità delle risorse tra cui quelle ittiche. Se l’esperimento avrà successo tra i cittadini svedesi, sarà esteso ulteriormente a tutti prodotti alimentari.
Tutti ci auguriamo scelte alimentari piu’ consapevoli da parte dei consumatori e un atteggiamento piu’ critico. Tuttavia dai focus group condotti da EUFIC nel 2005 in Francia, Germania, Italia e Regno Unito, è emerso che i consumatori non capiscono del tutto la terminologia impiegata sulle etichette alimentari e nutrizionali. C’è tantissimo lavoro da fare quindi per accrescere le conoscenze da parte dei consumatori, non solo su aspetti nutrizionali.
Intanto dal sito di cui avevo parlato l’anno scorso nel post “La dieta Ciodue” sono scomparsi i calcoli riferiti alla dieta.
Tag: anidride carbonica Menu’ a Km 0 carbon label Svezia Swedish National Food Administration Lantmannen etichettatura alimentare Max Burger
Ispirata da Pensare alimentare
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2009/12/20 Archiviato in: Coloranti, Te lo do io l'alert, TRASH FOOD STORY Lascia un commento–Fresh-labels: le-etichette-intelligenti: tracciabilita-sotto-controllo Fresh label, innovativa etichetta con rivelatore di ammoniaca, una delle numerose sostanze che si formano dalla denaturazione della carne. Ottimo esempio di etichette intelligenti,è l’idea dello studio giapponese TO-GENKYO.
–Mozzarella al biossido di titanio: frodi alimentari al tempo del Codex Alimentarius Avreste mai pensato che il latte impiegato per produrre mozzarelle e altri formaggi può essere colorato con il colorante alimenatre biossido di titanio? E’ ammesso nella produzione in accordo con il Codex alimentarius seguendo le previste Good manufacturing practices (GMP)
-I nuovi aromi delle chips della Smiths Snack Foods? Canguro o Emu’. Siamo in Australia of course!
–Cosa avevano in comune la Chicken salsa servita da McDonald’s e i confetti bianchi Mars? Bravi, proprio il biossido di titanio,un colorante alimentare minerale.
Fresh labels: le etichette intelligenti,tracciabilità sotto controllo contro le frodi alimentari?
Pubblicato: 2009/12/19 Archiviato in: Te lo do io l'alert 5 commenti
Le ultime frodi alimentari segnalate sono di qualche giorno fa. Oltre dieci tonnellate di prodotti alimentari surgelati di pesce e molluschi con confezionamento ed etichettatura irregolare con conseguente perdita della tracciabilita’ degli alimenti, sono stati sequestrati dal Corpo forestale dello Stato di Brescia presso una ditta di prodotti alimentari locale. Alcuni prodotti,destinati a mense di ospedali, asili, enti pubblici, gruppi di catering,erano stati etichettati con allungamento della data di scadenza.
Questi fatti potrebbero essere di certo scoraggiati se fossero piu’ diffuse le etichette della foto. Le Fresh labels sono frutto della creatività dello studio giapponese TO-GENKYO e potrebbero essere davvero utili per impedire che prodotti scaduti vengano rietichettati e reimmessi in circolazione. Il progetto funziona infatti attraverso il rilevamento dell’ammoniaca che emana dal prodotto contenuto nella confezione. Se il livello di ammoniaca, una delle sostanze che si formano durante il deterioramento delleproteine contenute nella carne, raggiunge una quantità elevata, l’etichetta e il codice a barre non saranno più leggibili.

Fonte immagine:
Mozzarella al biossido di titanio, frodi alimentari al tempo del Codex alimentarius
Pubblicato: 2009/12/17 Archiviato in: Additivi, Coloranti 66 commentiE’ usato come colorante per inchiostri per carta, suppellettili di plastica, vernici, creme e filtri solari. Nell’industria alimentare è impiegato come colorante (E171). Si tratta del biossido di titanio, un colorante minerale. Il pigmento bianco è ottenuto con diversi processi dai composti estratti in natura sotto forma di rutile e anatase.
Pensavo che il biossido di titanio fosse usato solo per colorare gomme da masticare, medicinali, confetti come le Smarties. E invece ho scoperto che trova impieghi molto piu’ vasti. Non voglio soffermarmi sulla sua sicurezza d’uso, bensì sull’impiego fuorviante.
Qualche mese fa i Nas hanno scoperto che alcuni produttori con notevole fantasia lo usavano per sbiancare la mozzarella.
Increduli?
Il suo impiego -dicevamo – è comunque ammesso in diversi stati per produrre alimenti in cui non pensavo entrassero coloranti.
In India impiego ristretto a gomme da masticare (non piu’ dell’1%) e drink alla frutta (non piu’ di 100 mg/kg) .
In Giappone non ci sono limiti (?).
L’Unione europea ne permette l’ uso alimentare a livelli quantum satis. Lo troviamo inserito nella Tabella 3 del Codex General Standard for Food Additives, additivo permesso in alcuni alimenti in accordo con Good manufacture practice (GMP). E allora non dobbiamo stupirci se la Nestlè Professional lo usa nella fabbricazione di un concentrato per salse.
Curiosate anche tra gli ingredienti di alcuni prodotti di Pizza Hut, Vegan Cheese e in altri siti con preparati per pizza. Alla McDonal’d servono anche una salsa che lo contiene. Ma sono soli pochi esempi.
A proposito di mozzarelle, ho trovato un vecchio lavoro di Kosikowski: Application of Titanium Dioxide to Whiten Mozzarella Cheese che descrive come procedere per la produzione industriale della mozzarella cheese utilizzando il biossido di titanio come colorante. Come fare? mescolare da 1.0 a 2.0 kg di biossido di titanio in polvere con 15 litri di acqua, poi aggiungere circa 4,000 kg of latte. Procedere con la caseificazione.
Cosa ci colpisce di piu’ che ci siano disonesti che usano il biossido di titanio per sbiancare la mozzarella o leggere che il suo impiego come colorante alimentare è ammesso nella produzione per me “fuorviante” della mozzarella cheese o di altri “processed cheese” prodotti in accordo con il Codex alimentarius seguendo le previste Good manufacturing practices (GMP)?
Il biossido di titanio si presta anche a trattare un tema di attualità: le nanotecnologie applicate al settore alimentare. Ne parliamo appena mi sono documentata meglio.
Riferimenti:
-Lance G. Phillips and David M. Barbano. “The Influence of Fat Substitutes Based on Protein and Titanium Dioxide on the Sensory Properties of Lowfat Milk”. Journal of Dairy Science 80 (11): 2726.
– Application of Titanium Dioxide to Whiten Mozzarella Cheese
– Is titanium dioxide used as a food colour?
– Determination of titanium dioxide in foods using inductively coupled plasma optical emission spectrometry Analyst, 2000
– Opinion of the Scientific Panel on Food Additives, Flavourings, Processing Aids and materials in Contact with Food on a request from the Commission related to the safety in use of rutile titanium dioxide as an alternative to the presently permitted anatase form (pdf)
Le nuove Chips australiane: Aroma canguro o emu'?
Pubblicato: 2009/12/16 Archiviato in: Aromi 7 commentiMai assaggiata la carne di canguro o di emu’?
La Smiths Snack Foods, divisione australiana della Frito-Lay/Pepsico, ha proposto i due nuovi aromi. Non sono mancate le polemiche. Dalla multinazionale hanno rassicurato, nessun canguro o emu’, simboli della fauna australiana sarà abbattuto. A questo punto mi chiedo quali molecole aromatiche,aldeidi o chetoni saranno usati per impartire lgli aromi caratterizzanti le kangaroo o emu flavoured chips.
Via
Cosa hanno in comune?
Pubblicato: 2009/12/16 Archiviato in: Additivi, Coloranti 10 commentiCosa hanno in comune certe Smarties e la Honey Mustard Chicken sauce servita da McDonal’d’s?
Non è difficile.
In partenza per Firenze dove si terrà il XXXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU)
Pubblicato: 2009/12/11 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare 2 commentiValigia pronta, destinazione Firenze, per partecipare al XXXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) su un tema imegnativo “Nutrizione, la pietra d’angolo.Fabbisogni nutrizionali e salute nell’epoca del genoma“.
Si parlerà di Nutrigenomica cioè dei fattori dietetici che possono modulare la funzione genica. Diversi simposi e temi interessanti tra cui questo: “Interazione tra dieta e patrimonio genetico. Nuove prospettive e rischi vascolari.”
Sabato mattina sarà presentata la revisione dei LARN, i fabbisogni nutrizionali degli italiani.
Ecco il programma scientifico completo.
Un dettagliato resoconto al mio ritorno.
1986-2009, 23 anni tra linee guida, task force,lotta all'obesità e Gran galà
Pubblicato: 2009/12/09 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare 11 commentiLeggo che il 2010 è stato dichiarato Anno di lotta all’obesità. Se ne parlerà domattina a Roma in una conferenza stampa,tra i presenti l’On. Francesca Martini, Sottosegretario di Stato al Lavoro, alla Salute e alle Politiche Sociali. Annunciata una serie di iniziative e corsi di formazione rivolti ai medici di famiglia.
Ma da quanti anni si sta parlando del problema in Italia? Cosa è stato pianificato, svolto, annunciato, dai predecessori della Martini e da altri esponenti dei governi precedenti? Quante campagne informativesono state avviate? Chi sono stati i protagonisti principali? Quali le società scientifiche che piu’ spesso hanno collaborato con i vari ministeri?
Vi va di ripercorrere con me cosa è accaduto in questi anni? Ovviamente non è un elenco completo. Da dove parto? Dal 1986, anno in cui vengono diffuse dall’INRAN per la prima volta le Linee guida per una sana alimentazione.
–1986 Le “Linee guida per una sana alimentazione italiana” vengono diffuse in milioni di copie a consumatori e addetti ai lavori, contengono le indicazioni per mangiare meglio e con gusto, nel rispetto delle tradizioni alimentari del nostro Paese, proteggendo contemporaneamente la propria salute.
-1997 viene predisposta dall’INRAN la prima revisione delle linee guida
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– 2001 A Ottobre nasce l’Obesity day, giornata nazionale contro l’obesità promossa dall’Adi (Associazione italiana dietetica).
-Al Ministero della Salute è insediato Girolamo Sirchia. In Italia, secondo il rapporto sull’obesità dell’Istituto Auxologico Italiano, un adulto su tre è in sovrappeso (33,4%) e il sud supera il nord. Più o meno 17 milioni di italiani sono in sovrappeso, e quasi cinque milioni sono obesi. Nel triennio ‘94-‘97 l’incremento è stato del 25% e i dati lasciano prevedere una crescita costante. In occasione dell’Obesity Day, la giornata nazionale contro l’obesità promossa dall’Adi (Associazione italiana dietetica), il ministro della salute, Girolamo Sirchia, afferma che: ” gli italiani dovrebbero evitare di mangiare in maniera smisurata, evitando così l’obesità, inestetica e pericolosa. La battaglia contro l’obesità per il ministro passa attraverso la cultura e l’informazione. Lo svago dell’italiano non deve essere quello di andare a mangiare fuori, e chi lo fa in continuazione deve cambiare abitudine per vivere meglio.
-2002 Viene diffuso il Quarto rapporto sull’ obesità in Italia, redatto, tra gli altri, dal professore Michele Carruba. Il quadro che emerge è preoccupante. Ameno 20 milioni di italiani hanno problemi di peso. Di questi, oltre 4 milioni sono veri obesi e il 27 per cento soffre di cardiopatie, diabete e ipertensioni. Ma solo pochi si curano. Chi va dal medico è una percentuale minima.
–2003 Arriva la terza revisione delle Linee guida per una sana alimentazione italiana”come in passato si rivolge a chi desidera avere semplici chiarimenti sugli aspetti-base dell’uso degli alimenti per la vita quotidiana e approfondimenti di tipo scientifico, senza essere costretto a ricercarli consultando altre pubblicazioni. La maggiore novità rispetto alle edizioni precedenti è certamente rappresentata dall’inserimento di tre nuove Direttive destinate a rispondere all’esigenza di una maggiore completezza rispetto ai problemi e alle domande che il consumatore si pone in tema di nutrizione.
-Nel 2003 viene pianificata la campagna divulgativa sulla Corretta alimentazione – “Vivi sano mangia bene” Con spot radiofonici e altri interventi sui media gli italiani sono invitati a a riflettere sul nesso causa-effetto tra alimentazione e salute. Il messaggio è rivolto a tutta la popolazione in generale e in particolare a giovani, donne/mamme e soggetti a rischio. “Evitare gli eccessi alimentari, curare una dieta varia ed equilibrata (come la dieta mediterranea) ed avere uno stile di vita non sedentario possono combattere l’insorgenza delle patologie collegate ad una cattiva alimentazione come i rischi cardiovascolari, l’obesità, il diabete. Sconsigliate le diete-fai-da-te.
Riconoscete il testimonial?

-Prosegue nel 2004 l’attività anti-obesità del ministro che ha deciso di promuovere il tema degli stili di vita salutari in particolare realizzando una campagna stampa incentrata sulla corretta alimentazione e sulla attività fisica. Le due tematiche, l’alimentazione e il movimento, sono trattati congiuntamente come elementi complementari di una consapevole scelta di vita. Ecco la locandina diffusa in quel periodo.

-Tra i collaboratori del ministro Sirchia vi è il presidente dell’Ansisa (Associazione Nazionale degli specialisti in Scienza dell’alimentazione), Michele Carruba che in una intervista afferma: Il sovrappeso costa 44.300 miliardi ogni anno, di cui ben 21.350 a carico del servizio pubblico.
–2004 Nel frattempo Letizia Moratti,ministro dell’Istruzione (MIUR) sigla il patto con la Federalimentari.
–2005 Gli italiani imparano che la circonferenza vita è un fattore di rischio cardiovascolare, viene promessa la distribuzione dell'”obesometro” ma poi non se ne fa nulla.

-Viene partorita la linea guida della dieta “di Stato” e nuove indicazioni nutrizionali per contrastare il problema dell’obesità. E’ realizzata dal gruppo di lavoro nominato dal ministro Sirchia. Tra loro c’è anche il Prof.Carlo Cannella. Viene diffusa la piramide alimentare che include anche gli alimenti ipercalorici. Sì a frutta e ortaggi, che si trovano alla base della struttura, da consumare 5 volte al giorno. Salendo si trovano pane, patate, riso, pasta e biscotti da consumare, combinandoli, 4 volte al dì. Un gradino sopra carne, pesce, uova e legumi (alternati 3 volte al giorno); seguono olio, burro, latte e derivati. Infine dolci e alcool. La novità e che la quantità indicata è relativa. Niente calcoli di grammi e calorie: la nuova unità di misura si chiama Qb, “Quantità benessere”, che ognuno adatta in base all’attività giornaliera, maggiore per gli sportivi, minore per i sedentari. Ecco il sito della Piramide alimentare italiana.

-2005 Al Ministero della Salute arriva Storace e vi resterà fino al 2006. Anche lui si trova a combattere contro l’obesità Cosa propone? Un elenco di indicazioni utili, alimentari e non, per contrastarla le aiutare i cittadini italiani a raggiungere un maggiore benessere. Viene annunciate il decalogo contro l’obesità nel corso di un incontro sulla Piattaforma Ue sull’alimentazione, l’attività fisica e la salute organizzato dalla SIO, la Società italiana contro l’obesità, e dalla International task force on obesity. Niente più merendine nei distributori delle scuole; sacchetti di carote mignon al posto delle tradizionali patatine fritte, confezioni di macedonia e fette di mela già lavate e pronte per essere sgranocchiate, in sostituzione delle brioches. Come sottolineato dal ministro Storace, obiettivo dell’iniziativa, per la quale si stanno studiando ulteriore possibili interventi, non è quello di dare vita ad una dieta di Stato ma combattere il fenomeno-obesità informando e sensibilizzando i cittadini sull’argomento, anche con l’avvio di azioni politiche che coinvolgano diversi attori interistituzionali, dai Comuni, ai medici, alle famiglie. Di fronte a questo stato di cose la parola d’ordine è necessariamente “prevenzione”.
Michele Carruba, ancora lui, in veste di presidente della società Italiana dell’Obesità SIO afferma “L’obesità è una malattia che può essere controllata, ma da cui non si guarisce, come il diabete, quindi l’unica cosa che possiamo fare è prevenire”; e questo soprattutto attraverso una corretta alimentazione e lo svolgimento regolare di attività sportive.
–2006 Livia Turco diventa Ministro della Salute. Nasce il programma “Guadagnare salute” un libro bianco per la promozione di scelte di vita salutari, frutto del lavoro di nove ministeri approvato dal Consiglio dei Ministri e dalla Conferenza Unificata.La scelta è quella del convincimento del cittadino e dell’alleanza tra i diversi attori delle varie filiere coinvolte. Vengono firmati specifici protocolli d’intesa con 22 soggetti, dal mondo delle imprese, del sindacato e dell’associazionismo. Con loro si vuole sviluppare una “Politica delle alleanze” per promuovere insieme stili di vita sani con specifici interventi nell’offerta, nell’informazione e nella pubblicità a garanzia della salute dei cittadini.
2007 Il ministro Fioroni presenta il Piano per il benessere dello studente. Livia Turco e Giuseppe Fioroni propongono l’inserimento dell’ora di educazione alla salute nella scuole. Lezioni per imparare ad assumere corretti e salutari stili di vita, a partire dall’alimentazione, con l’auspicio di porre anche un freno al preoccupante fenomeno dell’obesità tra i giovani.
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Settima edizione dell’Obesity day promossa dall’ADI:
-Nel marzo 2007 viene pubblicata l’indagine multiscopo dell’Istat “Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari”, (riferita all’anno 2005)
-Il Ministro Del Turco aderisce anche all’idea di un calendario anti-obesità destinato ai centri antiobesità e diabetologici di tutta Italia, perché «chi ha la conoscenza e la responsabilità ha il dovere di indicare la strada». Fra i messaggi rivolti agli italiani: «La salute comincia dal carrello della spesa». « «Un intervento forte e mirato» spiegano gli organizzatori dell’iniziativa «che punti alla prevenzione e individui anche soluzioni per aiutare gli obesi ad affrontare la quotidianità».
–2008. Il sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche Sociali Francesca Martini dopo la difesa della dieta padana, propone il pomeriggio ginnastica anti obesità nelle scuole.
-Divulgati i dati di Okkio alla Salute. Obesità e sovrappeso sono aumentati in tutte le regioni italiane.
–2009 Viene avviato il nuovo portale INRAN Saper mangiare.mobi.

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-A Ottobre 2009 decima edizione dell’ Obesity Day.
-Arriviamo alle ultime settimane.
-Il ministro Gelmini in collaborazione con diverse associazioni tra cui Coldiretti e con un comitato di esperti e nutrizionisti guidato da Giorgio Calabrese” avvia il progetto “Scuola e cibo” con la collaborazione del sottosegretario al Lavoro, Salute e Politiche Sociali Francesca Martini. Obiettivi? Fermare la vendita delle merendine e dei dolci nelle scuole a favore di alimenti locali, freschi e sani come spremute, frutta e verdura di stagione anche da sgranocchiare e in grado di assicurare senso di sazietà e garantire un adeguato apporto idrico può contribuire. Obiettivo che può anche essere incentivato con l’aiuto dei nuovi distributori automatici di frutta e verdura snack che si stanno diffondendo e dove è possibile acquistare a prezzi calmierati frutta fresca, disidratata o spremute senza aggiunte di zuccheri o grassi come alimento rompi-digiuno per una merenda sana alternativa al “cibo spazzatura”.
E domani sera a Roma Gran Galà, con politici, ministri, attori, Miss & Mister Salute 2009.
Anche l’obesità fa spettacolo.
Carnivori moderati
Pubblicato: 2009/12/07 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, La borsa della spesa 26 commentiLeggo che all’Assocarni, Associazione Nazionali Industria e Commercio Carni e Bestiame -sono risultate indigeste le dichiarazioni di Paolo Barilla. Le hanno definite “Non veritiere e di parte” perchè l’industriale invitava a mangiare meno carne e più pasta.
Ecco parte del comunicato stampa diramato dall’Associazione: “Un appello di parte che distorce a proprio vantaggio le verità scientifiche. L’equilibrio della dieta italiana è garantito proprio dalla corretta presenza dei diversi alimenti in un paese in cui il consumo di carne è uno dei più equilibrati al mondo.
Distorcere verità scientifiche per vendere di più è poco etico, come evitare di ricordare che proprio l’eccesso di carboidrati nella nostra dieta è alla base dell’aumento dell’incidenza del diabete ricordato nelle sopracitate dichiarazioni.Poco credibile anche che si ometta di ricordare come l’obesità – oggi vera piaga del nostro Paese – ha un’incidenza massima proprio nelle regioni italiane (sud Italia) in cui è maggiore il consumo di pasta e che qualsiasi dieta ipocalorica è basata essenzialmente sulla somministrazione di proteine e fibre e sulla drastica riduzione dei carboidrati. (…) Da ricordare anche che la dieta mediterranea, fin dalla sua origine, non prevedeva certo un alimento raffinato come la pasta ma semmai cereali grezzi, legumi e grandi quantità di carni e selvaggina.
In merito poi all’effetto dannoso attribuito all’allevamento bovino, (…) il bovino (…) è l’unico organismo in grado di trasformare foraggi e cellulosa (quindi alimenti che l’uomo non è in grado di utilizzare) in proteine nobili, senza quindi alcuna competizione alimentare con gli esseri umani.
Fine del comunicato Assocarni. Dobbiamo aspettarci pubblicità per incrementare il consumo di carne come quelle vintage che ho trovato e allegato sopra?
Intanto in diverse parti del mondo si segnalano iniziative per ridurre il consumo di carne. Dall’appello ambientalista: Meat Free Monday di Paul McCartney alla cittadina di Gent che ha promosso tra i suoi cittadini le giornate vegetariane, ovvero un giorno alla settimana in cui ogni tipo di carne è bandita dal piatto degli abitanti.
In Germania, dove le indagini sui consumi alimentari dicono che il 39% delle calorie è fornita da carne o prodotti derivati, Andreas Troge, presidente dell’organismo di consulenza del governo sulle questioni climatiche ha suggerito ai suoi connazionali di orientare le abitudini alimentari verso quelle dei paesi mediterranei.
A proposito di alimentazione mediterranea di cui abbiamo già parlato altre volte, cosa suggerisce la Piramide alimentare mediterranea Moderna proposta di recente? 2 porzioni di carne alla settimana, vi ritrovate in queste indicazioni?
Per le pubblicità vintage: toadberry.blogspot.com momgrind.com
Altri posts sul tema:
–L’alimentazione-mediterranea non-abita-piu-qui
–Dai tutti a giocare con la piramide alimentare
– Stare a dieta fa bene al pianeta



















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