Questa settimana su Trashfood

mosaicoTRASHFOOD

Nella settimana del SANA a Bologna, di cosa abbiamo parlato?

-Come spendono gli italiani? una nuova ricerca della COOP conferma i cambiamenti nelle abitudini e consumi alimentari con l’affermarsi di prodotti a valore aggiunto e che permettono di risparmiare tempo.

-L’hanno definito il test per scoprire se un prodotto è naturale. ICEA check food. Proviamolo per conoscere quali additivi sono permessi nei prodotti biologici.

-Quello che molti sanno ma non hanno mai visto. Our daily bread, un film documentario sull’industria alimentare. Il regista è l’austriaco Nikolaus Geyrhalter.

Olio extravergine spray, è in vendita in Canada, Australia, Usa e Regno Unito.

-New entry tra le bibite contenenti il caramello 150d come colorante. Una breve sintesi dei reattivi usati nella produzione dei quattro tipi di caramello impiegato nell’industria a alimentare.


La spesa degli italiani

Periodicamente la spesa degli italiani e cosa finisce nel carrello, è oggetto di indagini e analisi, stavolta è la Coop che ha pubblicato il Rapporto Coop 2007 “Consumi e distribuzione” redatto dall’Ufficio Studi di Coop-Ancc (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Ricerca Economica Ref. Da leggere con calma perchè la ricerca completa che non si limita al settore alimentare, contiene moltissimi dati.
Non mi sorprende che siano in aumento i consumi di prodotti che permettono di risparmiare tempo come i piatti surgelati salati, in accordo con dati emersi in precedenza. C’è un set su Flickr con diverse etichette alimentari di piatti pronti, materiale utile per ragionare sugli ingredienti usati.

Links: Cap 2.pdf,Cap 3.pdf del Rapporto Coop 2007.


Te lo do io l'alert: la gomma di guar

gomma di guar

Immagino che a Zurigo, dove ha sede la Unipektin, produttrice e distributrice europea di alcuni ingredienti alimentari, in questi ultimi due mesi, non se la passino troppo bene e molti saranno in fibrillazione per la vicenda della gomma di guar contaminata. Ho iniziato a seguire la cosa alcuni giorni fa dopo aver letto l’articolo apparso su “Il Salvagente“.

La gomma di guar deriva da una pianta, la Cyamopsis tetragonoloba coltivata in prevalenza in India, Pakistan e in percentuale minore negli USA. Trova largo impiego come additivo addensante e la sua presenza è segnalata sull’etichetta con la sigla E412. La gomma di guar si usa in prodotti dell’industria dolciaria come gelati, budini,dessert,bevande al cioccolato, salse, conserve di pesce. Ci sono anche degli integratori a base di gomma di guar (gluco-mannani). La troviamo anche in biscotti e dolci per celiaci.

Voglio credere alle rassicurazioni lette in vari siti, anche se fosse presente in alcuni prodotti, la contaminazione da pentaclorofenolo e diossina sarebbe a concentrazioni molto molto basse,entro i limiti consentiti. Quindi calma. Anche se non ne avevamo bisogno, ecco una nuova dimostrazione della fragilità di alcune filiere produttive lunghe e complesse dove nella composizione entrano decine di ingredienti.

Vorrei comunque ripercorrere la vicenda, come si sono mossi i vari stati membri della UE e come è stata trattata la notizia sui media.

Leggi il seguito di questo post »


Bio-logiche reazioni

Se anche voi siete curiosi di leggere il test che ha suscitato tante polemiche e reazioni, ecco l’articolo di Altroconsumo (pdf). Complessivamente 38 marchi di alimenti (bio vs convenzionali, tra cui 6 di yogurt alla fragola, 6 di fette biscottate, 6 di frollini integrali, 8 di confetture, 6 di cereali e 6 di latte). Buona lettura! Che ne dite di aumentare la “casistica”?


Ensaimada e sobrassada

Ensaimada a sinistra e sobrassada a destra. Mai visti prima fino a qualche settimana fa. Sono entrambi prodotti della gastronomia dell’isola di Maiorca. Come li ho conosciuti? studiando alcuni articoli in occasione di una revisione di un lavoro scientifico sull’effetto di un regime alimentare iperlipidico, ipercalorico e sbilanciato. Alcuni autori l’hanno chiamata cafeteria diet.
Leggi il seguito di questo post »


Olio Made in Italy:bocciati e promossi (…continua)

immagine del NewYorker sulle frodi

Torno a parlare dell’olio extravergine d’oliva “Made In italy” visto da fuori. Stavolta dalle pagine del New Yorker il giornalista Tom Mueller parla di frodi alimentari legate all’industria degli oli e ne ricostruisce le vicende. Non c’è da essere orgogliosi di questa ricostruzione cronologica. Anche nelle settimane precedenti ci sono stati sequestri di olio che veniva venduto fraudolentemente come “Made in Italy“. Non generalizziamo per favore, i disonesti ci sono dappertutto.

Dalle pagine del quotidiano La stampa, il Prof. Giorgio Calabrese interpreta l’articolo del New Yorker come “una manovra di riposizionamento commerciale a favore proprio dei cugini spagnoli sul mercato americano”.
Cosa ho imparato da un giro in rete sui vari articoli sull’argomento?

-al sito web del quotidiano La stampa non piace linkare gli articoli in originale? ho dovuto trovarlo per conto mio il New Yorker.

-il Prof Calabrese oltre che membro dell’Autority sulla Sicurezza Alimentare fa anche parte del Comitato Scientifico della Fondazione Carapelli, come si legge da documenti in rete. A proposito di Carapelli, è stata acquistata dalla spagnola Sos Cuetara che aveva già messo nel suo portafoglio Dante e Sasso con l’acquisizione di Minerva Oli. Sul sito della Carapelli però non c’è scritto nulla della vendita.

-In precedenza erano stati acquisiti, da Unilever, altri marchi storici come Bertolli.

-Le multinazionali detengono la quasi totalità del mercato dell’olio extravergine (oltre l’80%).

Links: La stampa,The New yorker


Slow Food & Società Italiana di Medicina Preventiva & Ministero della Salute: la risposta della SINU

Si attendeva una risposta ufficiale delle Società Scientifiche che si occupano di alimentazione e nutrizione umana dopo l’annuncio del protocollo d’intesa tra Slow Food, Società Italiana di Medicina Preventiva e Ministero della Salute. Una prima reazione ufficiale è stata quella della FeSIN (Federazione delle Società Italiane di Nutrizione) che ha fatto pervenire una nota, a firma del suo Presidente Prof. Franco Contaldo, al Senatore Ignazio Marino, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica. In accordo con le altre Società federate, il Consiglio Direttivo della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), ha ritenuto opportuno supportare l’iniziativa FeSIN, ribadendo con posizioni espresse dalle singole Società quanto già manifestato dalla Federazione. Il Prof. Giovannangelo Oriani, Presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ha inviato a tutti i soci della società, il testo della lettera indirizzata al Sen. Ignazio R. Marino. A fini divulgativi, diffondo la lettera che mi è arrivata ieri Leggi il seguito di questo post »


Mangiare sano in corsia

Rassegna stampa sintetica sul recente Protocollo d’Intesa tra Ministero della Salute, Slow Food e rappresentanti della Società italiana di Medicina Preventiva nell’ambito del programma Guadagnare Salute: MENU DOC IN OSPEDALE, La Turco paga Slow Food per abolire il brodino in corsia, I prodotti locali arrivano in ospedale, Brodino d’oro.
Dal sito del Ministero leggiamo che il protocollo è finalizzato alla promozione di una corretta alimentazione in ospedale e al sostegno delle produzioni alimentari locali di qualità.

La RISTORAZIONE OSPEDALIERA-Oggi
• gli appalti sono spesso assegnati con una logica del miglior prezzo senza una particolare attenzione alla qualità del prodotto e del servizio offerto.
• ancora troppo spesso il menù è unico e imposto
• tempi e luoghi dell’alimentazione del malato rispondono alle esigenze e ai tempi dell’organizzazione ospedaliera e non tengono conto dei tempi del degente
• il 50 % del cibo somministrato viene buttato via con sprechi di risorse

E domani?
• gare d’appalto che puntino al miglior rapporto costo-qualità
• una ristorazione collettiva con servizi sostenibili da un punto di vista ambientale in tutte le sue fasi: approvvigionamento, trasformazione e distribuzione.
• approvvigionamento del cibo quanto più possibile in un area di riferimento circoscritta in ambito regionale o transregionale per evitare degenerazioni della materia prima e inquinamento dell’ambiente
• un pasto consumato con più calma, riempiendo in modo piacevole i lunghi tempi che un malato ha in ospedale, dandogli la possibilità, almeno per chi non è costretto a letto anche di condividere il pasto con altre persone in modo conviviale, in luoghi più confortevoli
• l’obiettivo è invogliare il malato a consumare il pasto, nutrendolo e insegnandogli a mangiare in modo salutare e piacevole, utile anche quando lasci l’ospedale.

Qualcuno ha la memoria corta, nessuno ha fatto riferimento -almeno io non l’ho trovato- alla legge 488/1999 (Finanziaria 2000) che interveniva sull’argomento con: l’obbligo di inserire quotidianiamente nelle mense scolastiche e ospedaliere sia prodotti biologici tipici e tradizionali, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell’Istituto Nazionale di Ricerca sugli alimenti e la Nutrizione, prevedendo che negli appalti di servizi relativi alla ristorazione si attribuisse valore preminente alla qualità dei prodotti agricoli offerti.

Intanto in Emilia Romagna, stanno già avviandosi cambiamenti nei criteri degli appalti per mense, ristorazione collettiva ed ospedaliera”. Leggi il seguito di questo post »


Frodi da depenalizzare

Ho letto anch’io l’articolo di Mario Papppagallo sul Corriere della Sera lunedì scorso Vendere cibi adulterati non sarà più reato . E’ finito nell’archivio cartaceo, insieme ad altri ritagli di giornali che tengo da parte, possono sempre essere utili.

Si trattava del contenuto della bozza per il nuovo Codice della Sicurezza alimentare predisposto dal Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute. La bozza del Codice (un decreto legislativo) sottoposta all’esame delle Regioni e da portare in discussione al tavolo tra Stato e Regioni.

Oltre ai commenti basiti di tutti quelli che hanno reagito, mi sono annotata il punto 3 del CApo VI del Codice che punisce chi comunica e diffonde anche a mezzo stampa informazioni suscettibili di creare allarmismo tra i consumatori. Non solo notizie false, ma solo suscettibili di creare allarmismo.
Comunque sono arrivate le smentite del Ministero e le prime reazioni da parte delle regioni tra cui la Regione Veneto.

Mi piacerebbe sapere come è la situazione in altri stati su questi aspetti. Qualcuno ne sa di piu’?


Come ti disseziono il Twinkye

1594630186.jpg 
Si puo’ scrivere un libro partendo da una etichetta? Steve Ettlinger l’ha fatto e l’idea gli è venuta quando suo figlio scartando l’etichetta di un gelato gli ha chiesto: Daddy, what’s polysorbate 60?
E così nell’indice del libro "Twinkie, Deconstructed: My Journey to Discover How the Ingredients Found in Processed Foods Are Grown, Mined (Yes, Mined), and Manipulated Into What America Eats" troviamo gli ingredienti di un prodotto molto noto, il Twinkie. L’autore ripercorre le filiere dei vari ingredienti, sali minerali,vitamine e additivi impiegati e scopre così, che anche se sulle confezioni si riporta che lo snack è "Tutto americano", non è affatto così con materie prime e additivi provenienti dal tutto il globo. Nessuna sorpresa, ma uno spunto di riflessione sulla provenienza degli ingredienti e sulle diverse legislazioni riguardanti la sicurezza alimentare. In quali miniere sono estratti i sali? e le vitamine? dove vengono sintetizzate? e gli aromi? quanti derivati si possono ottenere dal mais? e dalla soia? Cosa c’è dentro un Twinkie? Ecco una delle etichette di questo dolcetto.
 
Wheat Flour; Bleach; Ferrous Sulfate; B Vitamins – Niacin, Thiamine Mononitrate (B1), Riboflavin (B2) and Folic Acid; Sugar; Corn Sweeteners; Corn Syrup, Dextrose, Glucose and High Fructose Corn Syrup; Corn Thickeners: Cornstarch, Modified Cornstarch, Corn Dextrins and Corn Flour; Water; Soy: Hydrogenated Vegetable Oil and/or Animal Shortening, Soy Lecithin and Soy Protein Isolate; Eggs; Cellulose Gum; Whey; Leavenings; Baking Soda; Phosphates: Sodium Acid Pyrophosphate and Monocalcium Phosphate; Salt; Mono and Diglycerides; Polysorbate 60 ; Natural and Artificial Flavors; Sodium Stearoyl Lactylate; Sodium and Calcium Caseinate; Calcium Sulfate; Sorbic Acid; and FD&C Yellow No. 5 and Red No.40.
A me è venuta la tentazione di fare lo stesso lavoro di destrutturazione per questo..o questo per esempio..
 
 
 


Leggi il seguito di questo post »