Le arance rosse: l'ombelico della discordia

arance AIRC

Oggi in molte piazze italiane si potrà supportare la ricerca italiana contro il cancro con l’acquisto di una confezione di arance rosse di Sicilia. Sul sito dedicato all’evento nazionale troviamo informazioni sulle varietà Moro e Taroccoche sono coltivate in aziende agricole che applicano sistemi colturali a basso impatto ambientale in cui l’uso di concimi, antiparassitari ed erbicidi è ridotto al minimo, mentre sono impiegate preferibilmente sostanze di origine naturale per la nutrizione delle piante e la difesa dai parassiti. I frutti appena colti e privi di residui chimici sono semplicemente lavati con acqua potabile, spazzolati e asciugati. Non sono impiegati né conservanti né prodotti cosmetici. E soprattutto il loro viaggio verso le piazze di tutta Italia inizia subito.”

Nel blog Nutrimenti che curo con la mia collega Tiziana Bacchetti, in sintesi abbiamo descritto le caratteristiche nutrizionali delle arance scelte da diversi anni come simbolo dell’iniziativa dell’AIRC.

A proposito di arance siciliane, strana coincidenza, leggo che il servizio apparso qualche sera fa su canale 5 ha suscitato numerose polemiche che hanno coinvolto tra gli altri i presidenti di due associazioni di produttori: il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP e il Consorzio Tutela Arancia di Ribera DOP. Non sarebbe meglio evitare tutto questo? e andare avanti senza reticenze?

E voi? conoscete la differenza tra arance Moro,Tarocco,Navel, Ribera? solo per citare qualche nome di varietà di arance. Le sapreste riconoscere?

Fonti:

arancedellasalute.it

arance-rosse-su-striscia-la-notizia-infuria-la-polemica

arance-di-ribera-striscia-la-notizia-continua-a-danneggiare-le-bionde-col-marchio-dop

Top secret


Professione gastro-photoreporter: McItaly, Pubblicità e prodotto a confronto

Ebbene sì, Luca Zaia e la nuova linea McItaly mi hanno portato stasera all’ingresso del fast food. Dopo averne tanto sentito parlare eccolo davanti a me: il McItaly a cui è stato concesso il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole. Le immagini dell’interno parlano da sole.
Il formaggio Asiago è irriconoscibile.
L’insalata Batavia non ha sopportato troppo bene lo stress termico.
Il confronto con l’immagine della pubblicità è impietoso.

Edit: I numeri dell’intera operazione sul sito del ministro Luca Zaia.


Betaglucani reloaded

PastaRiso Scotti

Il tempo passa veloce, sono già passati due anni da questo post in cui avevo ricostruito le caratteristche nutrizionali e il mercato dei beta glucani, ipotizzando il loro ingresso nel mercato degli alimenti funzionali.

I betaglucani, inclusi tra le fibre vegetali solubili, sono polimeri del glucosio. I legami tra le varie molecole non sono scissi dagli enzimi intestinali ma sono demoliti dai batteri della flora batterica intestinale.

I betaglucani aiutano a ridurre il colesterolo? Tra i meccanismi regolatori della colesterolemia, in comune con altre fibre vegetali, è stato ipotizzato che i betaglucani eserciterebbero una riduzione dell’assorbimento del colesterolo nell’intestino, inoltre dalla loro fermentazione, si formerebbero acidi organici a corta catena a cui è stato attribuito un ruolo inibitore della sintesi epatica di colesterolo.

Tra le aziende che li hanno scelti come ingredienti funzionali vi è la Kellogs con i cereali Optivita. Beta glucani anche in Alixir e biscotti Galbusera. Ora la Pastariso Scotti.

Stamattina ho incontrato appunto la pubblicità della Pastariso, un tipo di pasta con i seguenti ingredienti: Farina di riso, fibra di orzo con betaglucani (7%), gemma di riso 2%, emulsionante: mono e digliceridi degli acidi grassi.

Dall’etichetta nutrizionale risulta che in 100 g di pasta sono contenuti 1,7 g di betaglucani.

Leggo che:
75 g di PastaRiso permettono di coprire il 25% della quantità giornaliera di betaglucani.

Ma da quando è stato stabilito il fabbisogno giornaliero in betaglucani?

Ora sto cercando in che quantità i betaglucani esercitano il loro effetto ipocolesterolemizzante.

Update 25-9-2010. Vi riporto alcune informazioni utili sui beta glucani. Il commento di Ivana mi ha fatto realizzare che non avevo dato seguito al post.

Troviamo indicazioni sull’apporto di beta glucani anche nei documenti dell’EFSA
“Regular consumption of beta-glucans contributes to maintenance of normal blood cholesterol concentrations”. In order to bear the claim, foods should provide at least 3 g/d of beta-glucans from oats, oat bran, barley, barley bran, or from mixtures of non-processed or minimally processed beta-glucans in one or more servings. The target population is adults with normal or mildly elevated blood cholesterol concentrations.

Sul precisare le fonti alimentari concordo, infatti su Pubmed si trovano evidenze scientifiche su effetti fisiologici diversi in relazione alle proprietà chimico-fisiche dei beta-glucani.


Processing affects the physicochemical properties of beta-glucan in oat bran cereal.
J Agric Food Chem. 2010 Jul 14;58(13):7723-30.

Physicochemical properties of oat β-glucan influence its ability to reduce serum LDL cholesterol in humans: a randomized clinical trial. Am J Clin Nutr. 2010 Oct;92(4):723-32.


Grassi saturi,meta-analisi e patologie cardiovascolari

Non mi è sfuggita la inspiegabile crociata anti-burro degli ultimi giorni. Crociata partita dall’affermazione del chirurgo inglese Shyam Kolvekar e propagata in diversi siti di quotidiani e blogs.

L’Unilever ha colto l’occasione per ribadire che le sue margarine sono una valida alternativa al burro sul piano nutrizionale e contribuiscono a prevenire le patologie cardiovascolari. E’ stato anche inaugurato un sito Sat Fat Nav per promuoverne la superiorità, nonostante la reputazione non positiva che la margarina ha avuto soprattutto in passato per la presenza di grassi idrogenati nella sua composizione. E’ giusto ricordare che alcune aziende hanno modificato la composizione dei grassi vegetali usati nelle emulsioni che entrano a far parte delle margarine sugli scaffali ma certe affermazioni presenti nel sito sono fuorvianti e piuttosto confuse. Vorrei tornarci con calma.

Coincidenza vuole che proprio negli stessi giorni è stata pubblicata sulla rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition la meta-analisi che dimostra che i grassi saturi non favoriscono le patologie cardiovascolari.

“A meta-analysis of prospective epidemiologic studies showed that there is no significant evidence for concluding that dietary saturated fat is associated with an increased risk of CHD or CVD”.

L’autore della meta-analisi è Ronald Krauss, un ricercatore che si occupa di lipidi e di studi epidemiologici da numerosi anni. Assisteremo alla riabilitazione nutrizionale degli alimenti che come il burro contengono acidi grassi saturi (acido palmitico,acido laurico, acido stearico,acido miristico)?
Le abitudini e i consumi alimentari sono cambiati profondamente negli ultimi decenni. Come sarebbero accolte le pubblicità vintage a favore dell’uso del lardo nell’alimentazione umana che ho trovato oggi? pensate risalgono agli anni cinquanta e furono proposte dal British lard marketing board

Continua la battaglia tra produttori e lobby che difendono rispettivamente grassi idrogenati da una parte e settore caseario dall’altro.

Fonti:

Meta-analysis of prospective cohort studies evaluating the association of saturated fat with cardiovascular disease

I can’t believe it’s not … healthy!


Un progetto triennale per un Mcdonald’s a basso impatto ambientale?

1-cowbackpacks

Solo a me sembra una trovata per far parlare di sè l’annuncio della Mcdonald’s di monitorare le emissioni di gas metano delle mucche allevate nel Regno Unito? È stato stimato che i bovini producono il 4% delle emissioni nocive del Regno Unito. Il progetto triennale sarà supportato da un punto di vista scientifico da Eco2Project.

Ovviamente la dieta degli animali può avere un ruolo importante e modula la formazione di gas da parte dei batteri che compongono la flora batterica ospite nel rumine degli animali. Il tema è stato già affrontato in passato.Tra le modificazioni della dieta proposte fino ad oggi ve ne sono alcune curiose, l’uso dei fish oils o di alghe marine.
Altri hanno proposto l’aggiunta di grassi derivati da olio di cocco, semi di lino, semi di girasole, estratti di tannini e saponine, composti già in commercio in polvere e quindi facilmente miscelabili ai mangimi. E perfino l’aggiunta di l’aggiunta di aglio ai mangimi.

Nella foto il dispositivo messo a punto da un gruppo di ricercatori argentini per studiare appunto le emissioni di gas dai ruminanti. Ma veramente c’è chi ha pensato ad una cow ? tax?

Altri posts e commenti utili sul tema:
stare-a-dieta-fa-bene-al-pianeta
allevamenti-suv-e-bombe-climatiche.
Carbon label-carbon-foot-print-insomma-le-emissioni-di-anidride-carbonica-in-etichetta-prendere-esempio-dalla Svezia


Una tazza di caffè connettivo

Ma veramente c’è qualcuno al quartier generale della nota multinazionale svizzera che pensa che ci sia chi crede che il collagene inserito nel caffè istantaneo può avere un ruolo positivo per il benessere della pelle?

Il Collagen coffee è disponibile per il mercato asiatico, per ora. Ma non è un caso isolato, si trovano anche altri prodotti a cui è stato aggiunto il collagene come la Collagen water e i marshmallow.

Intanto mi interrogo sulla filiera che permette di arrivare ad una forma solubile del collagene. Sappiamo infatti che il collagene è una proteina strutturale che è presente nei tessuti connettivi di ossa, tendini, cartilagini e cute dell’uomo e di numerose specie animali (bovini,suini,ecc…).
Queste materie prime (ossa, cartilagini, cute) sono usate per ottenere il collagene e il suo derivato: la gelatina. Quest’ultima è conosciuta anche come colla di pesce. Quante volte l’abbiamo usata per preparare budini o altri dolci? Qui avevo ricostruito un po’ la storia di questo ingrediente.

Il collagene che entra nella composizione dei prodotti in vendita in Giappone,Malesia, Thailandia e in numerosi altri stati deriva da sottoprodotti di lavorazione del pesce (fish collagen) e viene chiamato collagene marino.

Si utilizzano le scaglie del pesce e mediante trattamenti con acidi e alcoli, deodorizzazione e enzimi proteolitici si ottengono i polipeptidi del collagene.

I prodotti in polvere che si ricavano possono poi essere usati per preparare drink, supplementi, vari prodotti alimentari e cosmetici. Ho provato a rappresentare una ipotetica filiera molto in sintesi.

In particolare Collagen coffee, collagen water e collagen marshmallow sono esempi di Nutracosmetici.

Cosa vi fa venire in mente il termine nutracosmetico? A me per quanto riguarda l’Italia e altri stati europei viene in mente il prodotto Essensis della Danone. Fu un flop e si decise di non proseguirne la produzione.

Fonti:
Japanese-eat-collagen-in-attempt-to-stay-young.

Una gelatina speciale

Essensis di Danone ha fatto flop


La corsa allo junk food tax

Ne sento parlare da tanto, dal 2002 negli USA. Ma ai proclami non c’ è stato mai seguito. In Europa se ne è parlato in Francia nel 2008. Recentemente ho trovato intenzioni annunciate in tale direzione a Taiwan..
Ora anche il Ministero della Salute rumeno ha avanzato l’ipotesi di una tassa i cui ricavi servirebbero per finanziare progetti di educazione alimentare. Il problema è decidere quali prodotti saranno oggetto dell’intervento: vediamo cosa è stato annunciato, compito difficilissimo.

-Prodotti in vendita nei Fast-food
-Prodotti dell’industria dolciaria e ingredienti
-Snacks e crisps
-Soda.

Non manca molto a marzo 2010, scadenza fissata per dare un seguito alla proposta. Da una parte Attila Czeke,ministro della Salute. Riuscirà a portare in porto questa sua proposta o prevarrà l’opposizione di Dragos Frumosu, rappresentante della Federazione degli Industriali rumeni?

Fonte immagine


64 Food rules

Eravamo rimasti a “Eat food. Not too much. Mostly plants.” una delle esortazioni del libro precedente. Ora nel nuovo libro “Food rules” l’autore aggiunge numerose altre “regole” fino ad arrivare a 64. Per scriverlo Pollan ha consultato antropologi, dietologi, nutrizionisti e anche i lettori di Well blog , , da cui ha raccolto circa 2.500 suggerimenti. In rete ho trovato alcune:

-Avoid foods you see advertised on television.

– If it came from a plant, eat it; if it was made in a plant, don’t.

– Eat your colors.

– Eat all the junk food you want as long as you cook it yourself.

– Do all your eating at a table.

– Don’t eat breakfast cereals that change the color of the milk.

Chi ha già letto il nuovo testo, trova che stavolta Pollan sia stato ripetitivo e non abbia aggiunto grosse novità rispetto al precedente. Qualcuno lo ha già letto?

Se sono questi i cereali a cui si riferisce, come si fa a non essere daccordo?

cereali colorati

Edit: Ne ho trovate altre:

-It’s not food if it’s served through the window of your car.

-It’s not food if it’s called by the same name in every language.

Mi piacerebbe curiosare nella cucina di Pollan 🙂

Fonte immagine


Resvida ®, Resveradox®, insomma il Resveratrolo dappertutto.

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Dichiaro il 2010 l’anno del resveratrolo, credo proprio che sarà l’anno in cui vedremo sul mercato molti prodotti nuovi che lo contengono. Il resveratrolo è il polifenolo che piu’ di tutti gli altri presenti nel vino rosso è stato studiato e analizzato. Quando pensiamo al concetto di nutrizionismo” ecco che il resveratrolo è un esempio che potremmo citare.

La molecola di cui esistono i due isomeri trans-resveratrolo e cis-resveratrolo, ha un ruolo nella fisiologia vegetale, viene definito una fitoalexina ed è prodotta da numerose piante quando sono esposte a stress di vario genere, microorganismi patogeni o fattori ambientali.
Protagonista assoluto di tanti articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali,del resveartrolo sono stati studiati i livelli in alcuni tipi di vini, i fattori che ne influenzano la sintesi nell’uva e soprattutto i suoi effetti fisiologici a livello cellulare.

Antiossidante, antiiinfiammatorio, antiaggregante, alcune delle proprietà che gli sono state attribuite, ma non dimentichiamo che si tratta prevalentemente di studi condotti in vitro in cui si impiegano concentrazioni piu’ elevate di quelle che si ottengono con un consumo moderato di vino.
Visto il grande interesse suscitato dai suoi effetti fisiologici e i numerosi articoli pubblicati, è proposto da diversi anni in vendita come supplemento. Il resveratrolo contenuto è ottenuto dall’uva? No, è derivato prevalentemente da una pianta chiamata Japanese knotweed. Infatti nonostante il resveratrolo sia sempre stato associato all’uva e al vino rosso, in realtà è una molecola sintetizzata anche in altre piante. Lo troviamo appunto nelle arachidi, nei mirtilli e in altri frutti. Se dico Polygonum cuspidatum forse non la conoscete ma è proprio dalle radici di questa pianta che si estrae il resveratrolo usato in molti supplementi.

Avete visto quanti ce ne sono di siti web che vendono il resveratrolo in compresse? E avete letto i prezzi? Non mancano polemiche sui siti internet che vendono questi prodotti, accusati anche di messaggi fuorvianti e di sfruttare a sua insaputa l’immagine del ricercatore David Sinclair per convincere dell’acquisto. Sinclair è tra gli autori della ricerca che ha attribuito al resveratrolo un effetto anti-invecchiamento se somministrato a modelli animali in quantità decisamente alte, quantità che non si raggiungono né bevendo il vino rosso né ingurgitando supplementi particolarmente concentrati.

Ci dobbiamo aspettare anche dei flavoured drinks al resveratrolo? Certo, anche se il resveratrolo non è solubile in acqua, sono state già presentate forme idrosolubili ottenute mediante l’uso della ß-cyclodextrina. Il prodotto si chiama Resveradox ®

Vediamo qualche prodotti nella cui formulazione è stato aggiunto il resveratrolo. Ecco un Resveratrol Juice.

ResveratrolJuice

E Cardio Water Ogni bottiglia da 12oz contiene i livelli di resveratrolo contenuti in 100 bicchieri di vino rosso. Cosa c’è dentro? : Purified Water, Organic Evaporated Sugar Cane Juice, Erythritol, Natural Flavor, Vegetable and Fruit Juice (for color), Citric Acid, Malic Acid, Resveratrol, Stevia Extract, and Pomegranate Extract.

Altro drink contenente resveratrolo è l’ Anti-ageing -Nutraresveratrol Water. https://i0.wp.com/www.foodbev.com/writeable/uploads/images/resized/286w_123_pomegranate.jpg

Ora che la DSM ha immesso sul mercato un prodotto che contiene al 90% resveratrolo,dobbiamo attenderci comunque l’arrivo di altri prodotti alimentari che lo contengono. LA DSM ci tiene a sottolineare che il resveratrolo in vendita negli altri siti è ottenuto dalla Giant Knotwee coltivata in Cina e che il suo impiego non offre garanzie di sicurezza per la salute umana. Della serie siamo piu’ bravi noi.

L’azienda DSM per il nuovo prodotto che ha chiamato Resvida®, ha privilegiato la via di sintesi da lieviti ma offre sul mercato anche un prodotto ottenuto per estrazione dall’uva. Resvida è stato già usato come ingrediente di WineTime,una barretta che contiene resveratrolo in quantità pari a 50 bicchieri di vino rosso.

E non vogliamo ricordare le gomme anti-aging al resveratrolo?

anti-ageing-mint-

Fonti:

Il resveratrolo

Are Anti-Aging Products Containing Resveratrol Scamming Innocent People?

Does Resveratrol Really Work?


Di cosa si tratta?

Immagine

Vediamo se siete stati attenti e avete seguito le ultime novità del mercato. Di cosa si tratta?