Un novel food al giorno: il baobab
Pubblicato: 2008/07/22 Archiviato in: Prodotti ortofrutticoli 19 commentiIn questo lancio d’agenzia il baobab è descritto come frutto miracoloso, usato per curare malattie e sintomi piu’ disparati. Perchè ne parlo? anche il baobab, inserito nell’elenco dei novel foods, ha ottenuto l’autorizzazione dalla Commissione Europea ad essere immesso nel mercato europeo.
Cosa possiamo prevedere? Poichè il frutto esotico della Adansonia digitata ha un contenuto elevato di vitamina C, di antiossidanti e di altri nutrienti, si prevede che la polpa estratta possa essere impiegata per produrre snacks o smoothies.
Commenti entusiasti da parte della associazione Phytotrade che ha seguito l’applicazione del baobab come novel food, e si anticipano grandi opportunità per i paesi africani in cui il baobab cresce ed è usato a scopo alimentare dalle popolazioni locali. Il Natural Resources Institute, prevede che il commercio del baobab potrebbe arrivare a un valore monetario pari a 1 miliardo di dollari l’anno per i produttori africani. Però ci sono anche perplessità legate al lungo ciclo biologico del baobab e ci si interroga se una richiesta elevata dei derivati del baobab, possa essere sostenibile. Una discussione interessante sull’argomento è iniziata sul blog World of Mouth del Guardian.
Tags: Novel foods, baobab, Phytotrade
Frutta gratis nelle scuole europee? lo propone Mariann Fischer Boel
Pubblicato: 2008/07/12 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Prodotti ortofrutticoli 6 commentiNovità dalla Commissione europea impegnata nella informazione alimentare e nella prevenzione dell’obesità nei paesi dell’unione. E’ Mariann Fischer Boel, commissaria europea all’agricoltura e sviluppo rurale che annuncia la proposta dal suo blog. Tutto da seguire il progetto che prevede uno stanziamento di 90 milioni di euro l’anno per l’acquisto e la distribuzione gratuita di frutta e verdura fresca nelle scuole europee. Il contributo Ue si limiterà al 50% dei costi, ma potrà salire fino al 75% in alcune aree che dispongono di minori risorse economiche.
Nel documento “Reform of the common market organisation for fruit and vegetables” si parla anche di supporti economici alla distribuzione gratuita di prodotti orto-frutticoli anche in altre istituzioni come gli ospedali.
Questo è Opuscolo divulgativo in cui sono spiegati gli obiettivi prefissati e troviamo anche traccia dei progetti già avviati grazie a finanziamenti precedenti della UE. Vi ricordate Mr.Fruitness? Annunciato anche un nuovo programma europeo di distribuzione gratuita di latte e prodotti caseari nelle scuole elementari e medie.
Come verrà accolta la proposta dal Consiglio dei ministri delle Politiche Agricole dei vari stati? Seguiremo gli sviluppi nei prossimi mesi.
Tags: Frutta, Comunità Europea, Educazione alimentare, Mariann Fischer Boel, Scuole, Mr. Fruitness
Frutta snack reloaded-2
Pubblicato: 2008/06/16 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Prodotti ortofrutticoli, Slot food 19 commentiRicorderete il post sul progetto Frutta Snack presentato qualche mese fa. Tra i commenti, è arrivato quello di Salvatore Facondini, uno degli imprenditori che rifornisce i distributori di snack con frutta secca o disidratata. L’ho invitato a raccontarci la sua esperienza.
Oggi Salvatore ci parla della sua esperienza personale, ci racconta della società della sua famiglia e di “Bon Fruit“, uno dei prodotti inseriti nei distributori automatici che aderiscono al progetto. Molto probabilmente se non avesse avuto l’opportunità di Frutta Snack, Salvatore avrebbe cessato la sua attività, ma questa nuova prospettiva gli ha dato il coraggio per continuare. La storia di Salvaltore è quella di un imprenditore che non si è voluto piegare alle difficoltà degli ultimi anni davanti alla aggressività dei centri commerciali e alle loro condizioni di vendita. Nata nel 1955, l’azienda Valisi per molti anni, ha confezionato frutta secca “classica” per poterla rivendere con margini dignitosi nel mercato locale. Dall’avvento della grande distribuzione le cose sono molto cambiate, i “mostri” del commercio -come li definisce Salvatore- hanno cannibalizzato il mercato e messo in concorrenza fra loro i produttori per migliorare i propri margini.
La storia di Bon Fruit inizia così: Per caso un giorno Salvatore visita un gestore locale di distributori automatici per presentargli i propri prodotti snack come arachidi, pistacchi, ecc.. Viene a sapere di Frutta Snack e del progetto dell’Osservatorio agroalimentare di Cesena volto a portare alle scuole cibi alternativi alle merendine conservate convenzionali. Si mette a studiare se può proporre un proprio prodotto per questo nuovo canale di vendita. Salvatore è partito esaminando altre iniziative di altri stati europei che come l’Italia sono impegnati nella ricerca di alternative agli snacks dolci e salati da proporre agli studenti. La sua attenzione cade su “Studentenfutter“, frutta secca a guscio ed uvetta. Dopo vari tentativi, e studiando altre combinazioni, ha ideato Bonfruit. Una tra le difficoltà più grandi è stato trovare frutta disidratata priva di anidride solforosa. Salvatore voleva questo prodotto e alla fine c’è riuscito.
Per quanto riguarda invece il rischio aflatossine, problema con cui si devono confrontare tutti quelli che producono e/o distribuiscono la frutta a guscio, Salvatore garantisce il consumatore in due modi: il primo è che ha scelto origini più sicure della frutta secca, si privilegia, quando possibile, la frutta di origine italiana (il prodotto viene stoccato in guscio e sgusciato solo quando è ordinato), il secondo è che nella miscela, solo una parte di prodotto è frutta a guscio e quindi piu’ sensibile a contaminazione. Le mandorle arrivano dalla Puglia, se manca la disponibilità, dalla California. Le nocciole provengono dalla Campania, in alternativa dal Lazio.
Ora il prodotto c’è, Salvatore è soddisfatto. Gli studenti gradiscono. Salvatore vorrebbe trovare nuovi sbocchi commerciali. Purtroppo non è facile investire in campagne promozionali. Salvatore ha puntato sul pay per click di Google che gli porta visibilità sebbene poi non si trovi il prodotto nel supermercato che chiede cifre troppo elevate (sui 5.000 € per inserimento del prodotto…nel punto vendita). Quello che si diceva prima, l’aggressività e le condizioni contrattuali della GDO e degli ipermercati.
Riusciamo a convincere Salvatore ad aprirsi un blog per parlare dei suoi prodotti e della selezione che viene attuata?
frutta secca, BonFruit, Frutta snack, aflatossine solfiti, distributori automatici
E’ arrivato un carico di..
Pubblicato: 2008/05/29 Archiviato in: Prodotti ortofrutticoli 11 commenti…..carico di 90.000 cartoni di kiwi prodotti dal colosso neozelandese internazionale Zespri. Tutto a bordo della Cygnus Reefer, attraccata al Terminal Frutta del porto di Genova ai primi di maggio. Fino ad ottobre si prevedono ulteriori arrivi per un milione e .800.000 cartoni di kiwi delle varietà classico verde e della varietà gold. E’ un nuovo tipo di kiwi, si produce anche in Italia e si conserva in frigorifero fino ad oltre 6 mesi.
Nell’anno 2007 la produzione mondiale di kiwi è stata di circa un milione di tonnellate, l’Italia ha contribuito con più di 400000 tonnellate a questa cifra. L’avreste mai detto? Dell’attenzione riservata da molti imprenditori italiani a questa coltivazione che ha sostituito altre produzioni, ne parla perfino il Los Angeles Times. La Nuova Zelanda è attualmente il secondo produttore con circa 300000 tonnellate, poi ci sono Cile e altri produttori. Avanza la Cina che ha piani ambiziosi, lo scopo è di raggiungere una produzione di 100.000 tonnellate di kiwi entro il 2010.
Negli ultimi anni alcune imprese hanno cercato di sfruttare le proprietà benefiche del frutto che è ricco di antiossidanti, vitamina C, folati. Un occhio attento è riservato quindi al mercato dei nutraceutici. Il leader neozelandese Seeka Kiwi Industries, per esempio ha prodotto un supplemento a base di kiwi, è proposto per i suoi effetti lassativi.
Negli USA viene prodotto Efficas, e si è chiesta l’autorizzazione all’impiego come ingrediente alimentare per il mercato europeo. KiwiBerry è un concentrato derivato dall’Actinidia, sarà destinato a prodotti alimentari salutistici come bevande, cereali, dolciumi e snack salati.
Una società neozelandese guarda con interesse anche al settore dei cosmeceuticals con un nuovo ingrediente derivato dall’olio estratto dai semi di kiwi. E’ il Kiwi Estract Venture Ltd (KEVL)ricco dell’alfa-acido linolenico (ALA) della serie omega-3. Mi chiedo che resa può dare estrarre l’olio dai semi del kiwi.
E parlando di importazioni non può non tornare in mente il termine food miles e cambiamenti climatici. Ecco qualche link tra favorevoli e contrari.
–Food miles: The true cost of putting imported food on your plate
–Food miles debate reignited by climate change report
–Contro-la-spesa-a-chilometri-zero
Tamarindo
Pubblicato: 2008/05/24 Archiviato in: Aromi, Prodotti ortofrutticoli 10 commenti
In frigo ho trovato una lattina vuota di Tamarindo Juice,made in Tailandia. Non conoscevo il frutto del tamarindo e i suoi impieghi. In India dove è coltivato, si usa anche per preparare delle salse. Ho cercato in rete e ho trovato che Giovanni Brusa, droghiere in Varese parecchi anni fa, divenne famoso per il suo sciroppo di Tamarindo, il solo che “poteva gareggiare con quello delle primarie fabbriche del Regno”. Il tamarindo era “indicatissimo quale rinfrescante”, “molto gradevole da prendersi con l’acqua e Seltz”. Ma era anche purgativo, efficace sui nervi, risolutivo per bronchiti, catarri e irritazioni di petto, oltre che per le affezioni alla vescica.
Coincidenza, oggi parla del tamarindo anche il Corsaro.
Tags: tamarindo juice
Fragole da testare
Pubblicato: 2008/05/21 Archiviato in: Not Only Food, Prodotti ortofrutticoli 11 commentiSara Tulipani è stata una mia studentessa di “Biochimica degli alimenti” nella Facoltà di Scienze. Dopo la laurea ha iniziato il Dottorato in “Alimenti e Salute” e sta seguendo un progetto di caratterizzazione di aspetti nutrizionali di alcune cultivar di fragole come Alba, Sveva,Irma. Ho accettato di fare parte di un gruppo di volontari che si sottoporranno per due settimane ad una somministrazione di fragole, dovrò consumarne 500g, una vaschetta al giorno, preferibilmente a metà mattina e metà pomeriggio. L’obiettivo è verificare gli effetti dell’assunzione delle fragole sui livelli di vitamine e di antiossidanti nel sangue. Domani primi prelievi per valutazione dei livelli basali dei vari markers biochimici scelti. Vi terrò aggiornati.
Questa settimana su Trashfood
Pubblicato: 2008/05/11 Archiviato in: Additivi, Aromi, Coloranti, Multimedia, Not Only Food, Prodotti ortofrutticoli 3 commenti-Calorie obbligatorie nei menù dei fast food in alcune città americane. In Italia invece impazza il menu’ a km zero.
-Errare humanum est. Il fattore Esse colpisce ancora.
– E’ qui la festa? Non solo addobbi nelle aree destinate alle feste di compleanno. Nei negozi di giocattoli, tra le cibarie, troviamo gli spumanti analcolici di cui i festeggiati possono fare decisamente a meno.
-Come si chiama una delle ultime invenzioni del cibo da strada? È la proposta coreana col-pop.
– Se ne parla spesso, si afferma che svolge un ruolo nella prevenzione delle patologie cronico-degenerative, avviate le pratiche per dichiararla patrimonio immateriale dell’UNESCO.Di cosa stiamo parlando? Dell’alimentazione mediterranea. Ma calcoli, conti e porzioni alla mano, quanti la stanno realmente seguendo?
-Sono tra gli ingredienti funzionali piu’ usati negli alimenti funzionali, troviamo già le bibite, gli yogurth, gli snacks e il latte. Sono i FOS, frutto-oligosaccaridi,insieme a vitamina E e biotina diventano Regoplus.
L'alimentazione mediterranea non abita più qui
Pubblicato: 2008/05/06 Archiviato in: Educazione e informazione alimentare, Prodotti ortofrutticoli 26 commenti
ROMA (4-5-2008)— Petto di pollo invece della pasta, frittatona al posto della verdura, formaggio anziché frutta. Niente pane, poco vino e tanti saluti alla dieta mediterranea. Sembra la lista della spesa di uno squattrinato studente fuori sede. Purtroppo è l’Sos che arriva dalla trincea del supermercato, quella dove ogni giorno milioni di italiani combattono il caro euro e gli aumenti di tutto ciò che si porta in tavola. È stata la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, a fare un confronto tra il 2007 e il 2006, con l’aggravante che quest’anno la situazione potrebbe peggiorare ancora. Calano gli acquisti di tutti i prodotti simbolo della nostra cucina tradizionale. A picco il pane (-6,2 per cento), e la verdura (-4,2).In calo la pasta (-2,6 per cento) e la frutta (-2,5), ma anche la carne bovina e di maiale. Quello che si risparmia viene investito in proteine low cost. Corriere della Sera
Qualche considerazione al volo. L’alimentazione mediterranea non abita piu’ a casa degli italiani? Non sono molto convinta che si tratti solo dell’austerity come si scrive sul Corriere della Sera a commento dell’indagine della Cia di qualche mese fa.
Cambiamenti nelle abitudini e nei consumi degli italiani sono già in atto da diversi anni.
Le cifre sono da prendere con le pinze, su che campione sono stati ottenuti i dati?
Ma torniamo all’alimentazione mediterranea, definizione coniata in relazione agli studi del biochimico Ancel Keys. Se ne parla spesso, credo ci sia da fare un po’ di ordine.
–In calo il consumo di verdure e ortaggi? Però aumentano gli acquisti di ortaggi della IV gamma. E i surgelati?
–Meno frutta? Ma cosa diciamo dei succhi e delle bibite?
–Meno pane e pasta? Cosa c’è da dire dei sostituti del pane e dei piatti pronti?
-In calo la carne? Bene! nel modello della dieta mediteranea la carne bovina dovrebbe essere presente solo una volta a settimana.
-Alzi la mano chi a colazione tutte le mattine non ha dolci o biscotti a tavola insieme al caffè latte.
–Quante volte i legumi sono nel menù settimanale? Dovrebbero esserci tutti i giorni sulla base del modello di alimentazione mediterrane.
– E le bevande alcoliche?- Un bicchiere di vino durante i pasti.
P.S 1. E’ la prima volta che vedo le proteine dell’uovo definite proteine low cost.
P.S 2. Ho sentito parlare di nuovo della proposta di includere il modello della dieta mediterranea tra i patrimoni dell’Unesco.
Tags: dieta mediterranea,abitudini alimentari, Corriere della Sera
Il museo delle patate fritte
Pubblicato: 2008/05/02 Archiviato in: Not Only Food, Prodotti ortofrutticoli 3 commentiNell’anno internazionale della patata, in Belgio si è aperto Frietmuseum il primo Museo sulla patata fritta a Brujes, nel nordest del Belgio. I belgi giurano che la patata fritta è un’invenzione nazionale.
Nel museo si può visitare una collezione di macchine utilizzate nella lavorazione industriale delle patate, inoltre in mostra anche le french fries nell’arte e nella musica. La testimonal? Miss Belgio.
Buon appetito!? a Report del 13 aprile 2008
Pubblicato: 2008/04/12 Archiviato in: Not Only Food, Prodotti ortofrutticoli 20 commentiReport su Rai 3, torna a parlare di alimentazione e di agricoltura con la puntata intitolata: Buon appetito!? di Michele Buono e Piero Riccardi.
Le parole chiave sono: mercati locali, cibi e ristoranti a Km 0, anidride carbonica emessa, Gruppi di acquisto solidale, agricoltura senza chimica sintetica e riscoperta delle antiche varietà di prodotti.
Scommettiamo che verrà intervistato Carlo Petrini, considerato dal Guardian una delle 50 persone che potrebbero salvare il pianeta?.
A proposito di menu’ a Km zero, al Politecnico di Torino è partita una sperimentazione. Per rifornire la mensa riservata al personale docente e non, si è scelto di acquistare i prodotti presenti sul territorio. Per la presentazione del progetto è stato offerto un menù tipo: risotto al Castelmagno, coniglio al civet e frittata ai porri; mentre Coldiretti ha allestito il tavolo delle mele offrendo mele golden, mele delizia, succo di mela filtrato e non, mele essiccate al naturale e alla cannella.
Non male, ma perchè solo per il personale e non includere anche la mensa studentesca?






Commenti recenti